La silenziosa strage di Sciacca

Mentre in tv si parla solo di calcio, elezioni e Sanremo ( ancora), in Sicilia, in particolare a Sciacca, Agrigento, si sta compiendo una misteriosa quanto terribile strage di innocenti cani randagi.
Sono già una trentina i cani morti per avvelenamento nei pressi della spiaggia, nella contrada Muciare, tutti uccisi, pare, da polpette avvelenate lasciate appositamente lungo la strada.
Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, riempita di insulti sui social,
ha firmato un’ordinanza con cui avverte la popolazione del pericolo che in circolazione possa esserci altro cibo avvelenato e dunque di controllare i propri animali.
In tutta la provincia di Agrigento è ancora in vigore una legge vecchia di 18 anni secondo cui i cani randagi sarebbero proprietà del sindaco ( legge mai applicata) e che quindi nessuno può raccoglierli, adottarli o sfamarli perchè spetta alle amministrazioni l’accalappiamento e il ricovero e la microchippatura
in strutture autorizzate. Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore della Sicilia Nello Musumeci che vuol far costituire la Regione Siciliana in un eventuale processo ai responsabili e ha annunciato per la prossima settimana una riunione con autorità veterinarie e associazioni animaliste per affrontare il problema del randagismo nell’isola.
Sempre nei giorni scorsi in Sicilia ma nel Trapanese, quattro cani erano stati avvelenati a Santa Ninfa mentre a Campobello di Mazara un cane è stato impiccato e un altro scuoiato.  E non dimentichiamoci di quello scuoiato e arrostito da un immigrato nigeriano e dai suoi amici, ospiti di un centro d’accoglienza a Vibo,
perchè nel loro paese è normale mangiare i cani.
Una scia di orrore senza fine quella che ancora una volta colpisce i nostri angeli, i nostri migliori amici, trattati come oggetti di cui disfarsi o su cui sfogare le più bieche e schifose perversione di animi sub umani privi di anima.
I cadaveri dei cani avvelenati a Sciacca sono  stati affidati all’Istituto zooprofilattico regionale cui spetta accertare il tipo di veleno usato, mentre la polizia sta indagando alla ricerca dell’avvelenatore, che si sospetta possa essere un intollerante abitante della zona in cui sono stati trovati morti i cani.
Sinceramente spero che lo trovino per primi gli animalisti siciliani e che facciano davvero giustizia!
Su questa vergognosa strage l’unico politico a dar voce a chi non ce l’ha è stata Michela Vittoria Brambilla,presidente del Movimento animalista e della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, attraverso una lettera al sindaco:

“L’uso del veleno per risolvere, con un macabro e inaccettabile fai-da-te, l’emergenza randagismo è purtroppo cosa di tutti i giorni, in Sicilia e in altre Regioni del Paese. Ma le dimensioni del massacro dicono che in alcuni territori, e l’agrigentino è certamente uno di questi, si è ormai passato ogni limite, sia per quanto riguarda le sofferenze inflitte ad animali colpevoli solo di esistere, sia per il pericolo, dI sicurezza e sanitario, al quale sono esposte le persone, sia per l’immagine di un territorio dove, tra l’altro, quest’anno tornerà anche il Giro d’Italia (passando proprio per Sciacca).
Il massacro che si va scoprendo in queste ore desta giustamente l’indignazione non solo dei siciliani che amano gli animali, ma delle persone sensibili di tutto il Paese. A questi livelli di degrado non si arriva in un giorno: ci sono precise responsabilità che devono essere individuate e istituzioni che vanno richiamate al loro dovere. Fortunatamente dalla Regione, passata al centrodestra nel novembre scorso, arrivano importanti segnali di attenzione, dopo il completo disinteresse e la totale inerzia dell’era Crocetta, che ha precipitato l’isola nella presente condizione. L’amministrazione regionale e l’assemblea regionale siciliana, appena insediate, trovano e troveranno sempre nel Movimento animalista e nella Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente interlocutori attenti e pronti a fornire la massima collaborazione, come sta accadendo già in queste ore con i nostri rappresentanti locali e i dirigenti nazionali che sono in partenza per la Sicilia”.

Nel frattempo la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente ha deciso di presentare una denuncia contro ignoti e di scrivere al sindaco di Sciacca per chiedere l’immediata e rigorosa applicazione di tutte le norme vigenti sui bocconi avvelenati e per la lotta al randagismo.
Direi che c’è ancora molto da fare per difendere la vita e i diritti degli animali che in una società civile devono essere identici ai nostri!
Intanto ci sono dei cuccioli da salvare!
Una povera mamma di Sciacca, intuito quello che stava per accadere, li ha nascosti prima di sentirsi male e morire. Sono 11 cuccioli e sono tutti adottabili.
Contattate il comune per informazioni o le associazioni animaliste della zona: hanno bisogno di cibo, medicinali e altro.

 

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32 pensieri su “La silenziosa strage di Sciacca

  1. Non ho parole, addirittura i cuccioli.
    Ma in Italia ormai è lecita qualsiasi azione scellerata, le leggi valgono ma “fino ad un certo punto” e le pene applicate sono comunque sempre troppo tenere.

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  2. Ma come si fa ad ammazzare dei poveri animali! Comunque è anche colpa dell’ amministrazione che dovrebbe tutelare la popolazione da eventuali attacchi di cani randagi, e allo stesso tempo di curare e cercare una casa a questi poveri animali che spesso vengono abbandonati!

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  3. Sembrerò esagerato ma io sono per l’iniezione letale alle bestie. Ma attenzione: le “bestie” non sono questi poveri animali ma i loro assassini che non sono degni di vivere! 😡👹💉

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  4. Mi si stringe il cuore, auguro la stessa fine a chi ha fatto e permesso tutto questo

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  5. Sconcertante! Ormai non credo più a nessuno, soprattutto ai proclami politici. In Sicilia c’è un fenomeno legato al malaffare, e riguarda non solo i cani randagi spariti nel nulla (leggi venduti a certe strutture dal fine losco), ma anche l’indifferenza generale della gente che si muove sui social a comando, quando fa più comodo a questo o quello schieramento politico. Se prendiamo un cane dal canile o per la strada, lo stesso vale per i gatti, la legge non si contenta di sapere che questi animali saranno ben trattati, ci impone di pagare tasse su tasse, oltre che obbligarci a mettere i cateteri agli animali per non sporcare le aiuole (se ancora esistono nelle città). Però, poi si lamentano se vengono abbandonati o se accadono fatti del genere (sempre e comunque da galera). Dovremmo trovare un compromesso per rendere felici animali e proprietari, senza badare al fattore denaro. Io possiedo una cagnolina, la amo come un membro della famiglia e mi tiene compagnia h24, ma ti assicuro che vivere in città non è facile, se possiedi un amico a quattro zampe. Questo i politici lo sanno?

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  6. Pingback: La silenziosa strage di Sciacca – pachine

  7. sunset471

    Ci vorrebbe una legge con multe superiori ai 100 mila euro per maltrattamenti su tutti gli animali! In galera non ci finiranno mai purtroppo, la cosa che mi lascia senza parole è che in giro ci siano persone così piccole e vuote. La rovina della nostra bella Italia, ci vorrebbe una pulizia radicale.

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    • Altro che pulizia! Multa,galera certa ma di anni e anno con lavori forzati a chiunque manchi di rispetto ad un animale! Altro che organi umani che crescono in pecore e maiali

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  8. Mi ribolle il sangue e mi viene da vomitare… perdonami ma leggere di queste atrocità, mi trasforma😡
    Dovrebbero raccogliere, accudire e far adottare quelle meravigliose creature e non sopprimerle… ( che poi il sindaco sia estraneo… non sono convinta) comunque se i cani non fossero per strada ma accuditi …

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    • Infatti i randagi esistono perché qualche umano di merda li ha abbandonati e perché il comune non ha creato spazi in cui accoglierli e darli in adozione. Dire che sono schifata da certi italici é riduttivo

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  9. Senza parole sempre di più

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  10. Che strazio… muoiono atrocemente. Ma come si fa?! Chi ha fatto questo non merita di essere chiamato bestia né animale, sarebbe un insulto a questi poveri cani che sono più umani di loro. La multa salata è il minimo, io li metterei in galera ma nella cella, assieme ad una decina di tigri affamate, giusto per equiparare la cosa.

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