Archivi del mese: maggio 2015

Il Fico

Il fico, Ficus Carica L., fa parte della famiglia delle
Moracee e cresce nell’area del Mediterraneo.
Per molte civilità è un albero ed un frutto simbolo della vita, della conoscenza,
della luce e della forza.

E’ tra gli alberi da frutto più antichi della storia:le prime civiltà agricole di
Mesopotamia, Palestina
e Egitto lo coltivavano già: in Egitto era assimilato alla
Fenice e alla Rinascita di Osiride, il Sole.
Era quindi l’Albero della Vita.
Venne tenuto in grande considerazione anche da Greci e Romani:in Grecia si
diceva creato dal dio
 Dionisio ed era sacro per la dea Atena.
Platone adorava i suoi frutti che secondo lui aiutavano l’intelletto, e ne
gustava così tanti
 da essere soprannominato “mangiatori di fichi”.
A Roma il fico era un albero sacro a Marte, padre di Romolo e Remo secondo
le leggende, allattati
 dalla Lupa proprio all’ombra di un fico.
Nel Vecchio Testamento è uno dei simboli d’abbondanza legati alla Terra Promessa.
Le sue foglie furno il primo indumento della storia cristiana: era con queste che si 
coprirono Eva e Adamo quando si accorsero di essere nudi.
Nell’India induista è l’albero sotto il quale nacque il dio Vishnu.
Per l’India buddhista è l’albero l’Albero del Risveglio di Buddha.
Religioni dei tempi antichi praticavano la sicomanzia, un metodo di divinazione
attraverso le foglie di Fico,
simbolo di abbondanza e fertilità.

E’ un frutto molto nutriente e digeribile,particolarmente
ricco di zucchero, proteine, calcio e oligoelemnti.
Il frutto appena colto dalla pianta è ricchissimo di vitamina
C, A e B, ferro, calcio, manganese, potassio, bromo
che lo rendono un ottimo rimedio contro la fatica fisica
e mentale, riminalizzante, tonificante.
Raccomandatissimo alle donne in gravidanza!!!
Le proprietà medicinali del fico sono numerose: il frutto
ha importanti proprietà nela cura di gastroduedeniti,
ulcera, distonie neurovegetative, disturbi polmonari; i
cosidetti semi, che in realtà sono veri frutti, esercitano
un’azione lassativa; il decotto di fichi secchi è lenitivo
ed emolliente.
Le foglie di fico hanno propietà emmenagoghe,
antinfiammatorie ed espettoranti, ma possono produrre
reazioni allergiche solamente toccandole.
Il lattice del fico non ancora maturo si usa per trattare
calli e verruhe, ma è anche urticante e irritante.
Io ci preparo ottimi dolci e marmellate, con i fichi non
con il lattice!!!

Scritto e pubblicato da Indiana e Vanessa

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La Dulcamara

La dulcamara, Solanum dulcamara L.,chiamata
anche amara-dolce, len dolz, vigna servaega, fa
parte della familgia delle Solanacee.
Cresce dal mare ai monti, in terreni umidi, colture,
giardini, fino a 2000 metri.
Il nome generico Solanum deriva da solanem, consolazione,
per le proprietà sedative di alcune sue specie.
E’ simile ad una liana con i fiori a stella e le foglie un pò
pelose.
Conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà lassative,
nel medioevo si scoprirono anche l sue virtù comsetiche.
Oggi è una pianta poco usata perchè è VELENOSISSMA,
specialmente le sue bacche.
Di essa si è sempre usato il fusto, ricco di midollo, e
le foglie essiccate da almeno un anno,ma vanno rispettate
scrupolosamente le dosi perchè contiene alcaloidi.Il nome
Dulcamara si riferisce ai giovani germogli che dapprima hanno
un sapore amaro in bocca che poi diventa dolce. 

Se usata con criterio la dulcamara ha ottime proprietà
depurative, diuretiche, lassative.
Gli stregoni di un tempo preparavano con il succo dei rami
dei potentissimi narcotici con effetto allucinatorio.

Scritto e pubblicato da Vanessa

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Saggezza Indiana

Gli anziani Dakota erano saggi.
Sapevano che il cuore di ogni essere umano
che si allontana dalla Natura
si inasprisce. 

Sapevano che la mancanza
di profondo rispetto
per gli esseri viventi
e per tutto ciò che cresce,
conduce in fretta alla mancanza
di rispetto per gli uomini. 

Per questa ragione il contatto
con la Natura,
che rende i giovani capaci di sentimenti
profondi,
era un elemento importante
della loro formazione

ORSO IN PIEDI – LAKOTA

Pubblicato da Indiana

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Il Melograno

L’albero c aui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno,
dà bei vermigli fior….

Chi non conosce questa bellissima poesia di Gosuè
Carducci in cui cita il melograno, antico simbolo di rinascita
e fertilità?
Il melograno, Punica granatum L., originario dell’Asia
occidentale, si diffuse fin dall’antichità nell’Estremo Oriente e in
Asia Minore, per poi arrivare nel Mediterraneo.
Gli arabi amavano moltissimo questo frutto e lo coltivarono
intensamente durante il VII secolo in Spagna, dedicandogli
perfino una città, Granada, dai grani del melograno.
Al melograno e ai suoi frutti sono deidcate numerose
leggende e tradizioni: era considerto il frutto della fertilità e
della rinascita.
Pianta dedicata a Persefone, regina degli Inferi, che passava
la sua vita tra l’oltretomba e la terra; espressione simbolica
dell’altalenarsi delle stagioni: dalla morte invernale alla rinascita
primaverile.
Già 4000 anni fa gli antichi Egizi conoscevano le proprietà
vermifughe delle sue radici; oggi si è scoperto che contengono
alcaloidi antielmitici, ed è da assumere sotto stretto
controllo medico!
L’antica medicina conosceva ed usava il tannino contenuto
nella corteccia, nei fiori e nei frutti come astringente.
Il succo acerbo era prescritto come febbrifugo e antivomitivo,
quello del frutto maturo contro la tosse.
Inoltre è ricco di vitamina C, magnesio e fosforo, è un ottimo
antiossidante e si dice che abbia propietà anticancerogene.

Scritto e pubblicato da Vanessa

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La voce della Natura

Sai che gli alberi parlano?
Si parlano. Parlano l’un con l’altro,
e parlano a te, se li stai ad ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato
che valga la pena di ascoltare noi indiani,
e temo che non ascolteranno nemmeno
le altri voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
talvolta qualcosa sul tempo,
talvolta qualcosa sugli animali,
talvolta qualcosa sul Grande Spirito

Tatanga Mani

Postato da Indiana Lakota

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