Archivi del mese: aprile 2018

Beltane

Buon giorno a tutti! Scusate la latitanza ma ho davvero tantissime cose da fare qui nella mia azienda agricola e con i vari figli umani e pelosi..
Ma, come ogni anno, felicemente, domani festeggeremo Beltane, o  Beltaine o Rodmas, ovvero il Fuoco Luminoso,  il risveglio della prima estate, della luce e dell’energia vitale.
Il corpo e la mente si sono purificati a Imbolc, risvegliati ad Ostara ed ora sono vivi, pieni di energia e di vigore: è tempo di fiorire, di sbocciare, di godersi
intensamente la bellezza della vita.
E’ l’inizio delle attività agricole, delle fioriture, del pascolo, degli accoppiamenti e delle nascite.
Ed è l’amore il vero protagonista di questo Sacro Fuoco.
A Beltane si celebra l’ energia dell’ amore in tutte le sue forme: dal corteggiamento al desiderio all’unione e al seme che viene piantato nel ventre di Madre Terra e in quello di tutte le femmine viventi ridando la vita e il colore al mondo.
Il dio sacrificato a Samhain è rinato a Yule ed ora è nel pieno della sua energia e splendore, pronto per riunirsi alla Dea.
Con Beltane si celebra la forza ed il risveglio della vita, la fertilità,
e l’unione sessuale diventa un’unione universale con il tutto, della
Terra con il Sole e l’Universo, della Dea con il Dio; l’unione di sacra di due cuori e due spiriti che diventano uno solo.
Per noi il sesso è molto importante, ma è molto diverso da come viene visto in generale nel mondo moderno: è un’unione Sacra che sancisce la completezza dell’Essere Spirituale e dell’Unione Completa, l’esperienza con il Divino.
La Donna è Sacra Dea, sempre, tutte le donne, portatrice del miracolo di generare la Vita; l’uomo, invece, nasce spiritualmente incompleto, senza la consapevolezza Divina.
E’ solo unendosi carnalmente alla Dea, alla Donna che ama, al Femminino Sacro, che potrà raggiungere la Conoscenza Divina e la Completezza spirituale.
Dall’unione con la Donna, e solo con Lei, l’uomo può arrivare a vedere la Dea e aspirare al Divino.
Il Sole, la sua luce, la sua energia e il suo calore sono  rappresentati dalla  splendente dea Belisana, dea del Sole ( il Sole per noi Celti era femmina), della saggezza e della guarigione, dell’acqua, del fuoco e della fertilità, che come la dea Brigde celebra la fine delle tenebre invernali e l’inizio della luce, e da suo marito, il dio Bel, o Beleno, o Balar, dio della Luce, dei pascoli, delle guarigioni, del fuoco e dell’acqua.
Per noi la famiglia, e la sacra unione della femmina con il maschio,  è sempre al centro di tutto perchè senza questi non esisterebbe nè la vita nè l’amore nè il punto fermo che rappresenta una famiglia unita nella vita di tutti noi.
L’uovo di Ostara si schiude e inizia la Vita.
E’ usanza togliere i rami dall’albero di Yule, ma solo se era stato tagliato, e decorare il tronco rimasto con ghirlande fiorite e nastri rossi e bianchi: danzando intorno al palo le femmine tengono in mano un nastro bianco e i maschi uno rosso.
Il loro intrecciarsi rappresenta la Sacra Unione tra la Dea e il Dio.
I fuochi sono una celebrazione della luce, dell’ardore dell’amore e della passione, della guarigione e della purificazione.
Ascoltate il delicato rumore dei petali dei fiori che si schiudono, i canti degli uccellini appena nati, i versi dei cervi e dei lupi che corteggiano e segnano il territorio.
Si prediligono i cibi verdi, come verde è l’erba grassa che cresce nei prati e sazia i nostri animali e quelli selvatici: tortelli con ripieno di ricotta e ortiche, piselli, insalate miste, mele verdi, radicchi selvatici, frittate con erbe di campo, pane d’avena, dolci con il latte e il miele, in onore delle mucche e della api, sacre alla Dea.
Ed è anche il mio anniversario di matrimonio!
Che i Sacri Fuochi di Beltane danzino allegri intorno a voi e riempino le vostre vite di energia, forza, saggezza ma soprattutto AMORE.

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Perchè non festeggio

Oggi qualcuno in Italia, sempre meno in verità e per fortuna, festeggia il 25 Aprile: giorno della “liberazione” , anche se la guerra non era ancora finita.
Ma cosa accadde dopo quel giorno? Da cosa si è “liberata” l’Italia?
Innanzitutto è doveroso ricordare che praticamente tutti i partigiani combattevano per i comunisti: volevano sostituire una dittatura con un’altra ben peggiore!
Infatti i partigiani che non volevano sottomettersi al comunismo furono barbaramente uccisi, al pari dei fascisti, dai partigiani comunisti.
E questo dopo aver combattuto al loro fianco…..Da qui si capisce la lealtà di certi esseri ( qui ci sono alcuni degli innumerevoli atroci crimini commessi dai partigiani che non sono proprio da festeggiare: https://phehinothatemiyeyelo.wordpress.com/2017/04/25/a-chi-interessa-la-storia-vera/ ).
I partigiani si sono sempre definiti “patrioti e combattenti per la libertà”:  partigiano significa letteralmente “chi parteggia, chi si schiera da una determinata parte, chi aderisce a un partito, sostenendone le idee, seguendone le direttive, per lo più con spirito fazioso e settario” – fonte Treccani.
Il movimento partigiano era profondamente diviso al suo interno:era principalmente comandato dal partito comunista italiano che a sua volta prendeva ordini, ed era pure finanziato, dal partito comunista russo grazie a Togliatti che collaborava con Stalin in persona!
Altro che libertà! Altro che patrioti!
Questi partigiani non volevano altro che eliminare il fascismo non certo per una democrazia, bensì per creare uno stato sotto dittatura comunista su modello di quello russo.
Se abbiamo una sorta di democrazia, più o meno reale, in Italia non è certo merito dei partigiani, che contribuirono ben poco alla sconfitta dei nazisti rispetto alle forze alleate, ma degli alleati, soprattutto lo dobbiamo alla sottomissione all’America ( contribuirono anche i russi ma solo perchè volevano espandere il cancro comunista anche qui). Non dimentichiamo nemmeno le porcate degli alleati e le “marocchinate” https://phehinothatemiyeyelo.wordpress.com/2018/04/03/tanto-per-ricordare/
Questo ha comportato una lenta ed inesorabile fine per il nostro bel paese: siamo diventati una colonia americana, poi sottomessi alla dittatura dell’unione europea e delle banche nonchè all’invasione incontrollata di stranieri che ci stanno sostituendo grazie al piano Kalergi voluto dall’Europa! Per non parlare dello strapotere della mafia, praticamente sconfitta dal fascismo ed ora più forte che mai.
Stiamo vivendo una crisi senza uguali!
Gli italiani si ritrovano, tra le altre cose, a quasi ottant’anni dalla fine del Fascismo, senza più i diritti che avevano garantiti fino a pochi anni fa: niente più contratti di lavoro a tempo indeterminato, niente più salario minimo garantito, niente più ferie pagate e malattie pagate, niente più orario massimo di otto ore, niente più pensioni di invalidità garantite a chi spetterebbero davvero ( mentre spopolano i falsi invalidi, soprattutto al sud), niente più sussidi e case popolari perchè la sinistra da tutto agli immigrati…..
La cultura e la scuola hanno sempre meno investimenti perchè tutto va in tasca ai politici, alle banche e agli immigrati, che vengono usati e sfruttati dalle sinistre e dalle loro ong, coop e onlus varie perchè fruttano ulteriori soldi.
E perchè ci vogliono ignoranti e stupidi.
Grazie a tutto questo un italiano, semmai trovasse un lavoro, si vede costretto a orari di lavoro sul modello cinese: 10/12 ore al giorno pagate quando va bene 5€ l’ora, 2€ nei casi più spudorati ( tipo nelle cooperative).
Chi avrà più i soldi per pagarsi il mutuo di una casa, mettere su famiglia e mantenere i figli????
Per questo stanno distruggendo l’ideale della famiglia, unico punto saldo nella vita di una persona, cercando di sminuirlo, falsarlo per disgregare le persone il più possibile.
Poi guai ad amare la tua Patria, altrimenti ti accorgeresti di come le sinistre l’hanno sempre odiata e svenduta al miglior offerente!
Un Patriota ha dei valori, degli ideali e combatte per difenderli!
Per questo dobbiamo essere, secondo loro, cittadini del mondo, esterofili, senza radici, senza famiglia, senza cultura perchè dobbiamo assorbire le culture degli immigrati che ci invadono altrimenti siamo razzisti, dobbiamo drogarci, abortire….
Essere comunisti con l’unico mononeuronale pensiero unico ma essere anche consumisti perchè sennò come s’ingrassano loro?
Ed è così che vi sottomettono e vi fanno stare zitti!
Infatti NESSUNO si sta ribellando a tutto questo.
Sapete cosa vi dico?
ANDATE AFFANCULO!
Comunisti di merda e amici di Soros non crediate di poterci mettere sotto tutti perchè magari saremo anche pochi, ma i pochi che siamo valgono molto più di tutti i vostri schiavi rincoglioniti e ignoranti!
Per questo in questa giornata voglio ricordare, una volta ancora, un eroe vero, un vero Patriota nato nelle mie terre, nel parmense, a Traversetolo: Paride Mori.
Un vero Italiano a cui la sinistra e gli idioti dell’anpi hanno voluto ritirare la medaglia e una targa alla memoria.
Perchè la storia deve assolutamente avere un senso unico come l’unico pensiero….

Paride Mori nacque nel 1902 a Traversetolo, provincia di Parma, ed era fieramente un fascista ed un repubblichino.
Quando venne firmato l’armistizio l’8 Settembre 1948 Paride si trovava presso il Distretto Militare di Verona con la mansione di addetto al Comando di scorta e vigilanza ferroviaria alle tradotte.
Saputa la notizia dell’armistizio decise che lui non si sarebbe arreso: arruolò circa quattrocento coraggiosi ed ammirevoli bersaglieri volontari, il più giovane aveva 15 anni e il più anziano  60 e creò il Battaglione M, in onore di Benito Mussolini, divenendone il Capitano, e insieme partirono per il confine orientale, il Friuli, decisi a difendere la Patria dal cancro comunista.
Non glielo ordinò nessuno! Sarebbe potuto scappare con i suoi Bersaglieri, tornare a casa dalla famiglia….Invece tutti questi 400 valorosi eroi veri scelsero la fedeltà alla Patria proprio nel momento più difficile.
Si diressero a Gorizia consapevoli della drammatica inferiorità numerica e bellica rispetto al nemico.
Per oltre 20 mesi sopportarono il freddo, gli agguati, la fame, la lontananza dalla famiglia.
Come scritto sopra erano in numero nettamente inferiore ai nemici, si stima 1 a 10, e non certo armati come i russi, ma nonostante tutto non ebbero paura e continuarono coraggiosamente a lottare per non far cadere la propria amata Patria sotto il cancro comunista che premeva sul confine.
Paride Mori venne ucciso dai comunisti in un agguato il 18 Febbraio 1944 presso S. Lucia d’Isonzo, lasciando i suoi soldati nella disperazione per la perdita di un Uomo di così gran valore.
Alla fine, il 30 Aprile 1945, a guerra finita, i suoi Bersaglieri si arresero ai partigiani titini con la garanzia di rimanere in vita e lasciati tornare a casa.
Ovviamente i comunisti, merde quali sono sempre stati, non mantennero fede alle loro promesse e garanzie: imprigionarono i bersaglieri che avevano deposto le armi in segno di resa, li torturarono, li fecero morire di fame e di stenti.
E non si presero nemmeno la briga di seppellire i cadaveri: li gettarono come spazzatura nelle buche che servivano da latrine per gli stessi prigionieri.
Solo in pochi riuscirono a sopravvivere e a raccontare gli ennesimi orrori compiuti dai comunisti.

Per ricordare a dovere un Patriota vero ecco un paio di stralci delle lettere scritte dal fronte all’adorata moglie e all’amatissimo figlio Renato, di 10 anni:

 “Come vedi, figlio mio, io faccio il bravo soldato e servo la Patria con le armi ben salde nel pugno e tu devi fare il bravo ragazzo amando l’Italia, perlomeno quanto l’ama il tuo Papà e prepararti a servirla quando sarai grande … studiando imparerai che il donare per Essa la vita è il più grande onore che possa sperare ogni Italiano che sia degno di portare questo nome … abbracciamo e grida con me Viva l’Italia”.

Da una lettera alla moglie Rosi del 9 novembre 1943:

“… se Dio ha segnato sul quadrante della mia vita l’ora suprema vuol dire che, in pace o in guerra, io me ne debbo andare e lasciarti il peso dei miei figli. Ma se quest’ora dovesse essere prossima , ti ho già detto tante volte che preferirei morire con l’arma in pugno, di fronte al nemico, per la salvezza della mia patria, che tu sai quanto io ami … e se proprio dovessi cadere tu sarai tanto forte da sopportare fieramente il tuo dolore benedicendo Dio d’avermi fatto morire della morte più bella …”

Grazie Paride Mori!

 

Paride Mori

 

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I cinesi stanno estinguendo anche gli asini!

Ancora una volta la Cina si rende protagonista di crudeltà e totale mancanza di rispetto per le altre specie viventi.
Non bastavano gli orrori e i massacri di elefanti e rinoceronti per le loro zanne e corna, delle tigri, dei pangolini, la prigionia e le torture inflitte agli orsi per sottrargli la bile: adesso stanno massacrando ed estinguendo perfino gli asini!
Tutto sempre per le loro eterne paure di invecchiare, il loro complesso di avercelo piccolo, con conseguente calo della libido da parte sia dei maschi che delle femmine, e per l’eterna ignoranza ( o presa per il culo per fare soldi sull’ignoranza degli altri?) che esistano rimedi per fermare il tempo. E la schifosa cattiveria che questi rimedi provengano SEMPRE dagli animali!
Adesso hanno riscoperto l’ejiao, una gelatina estratta dalla pelle bollita dei poveri asini, roba che nutriva le credenze popolari ben 2000 anni fa!
Credevano all’epoca, e credono ancora, che con questa gelatina si curino le emorragie si riequilibri l’energia vitale dello yin e dello yang, ma soprattutto si curi la vecchiaia e si rimedi alla sempre presente carenza di libido sessuale.
E per questi loro problemi mentali invece di andare da un bravo psichiatra o da un medico VERO stanno estinguendo gli asini in mezza Africa, specie in Kenya, paese che non ha ancora vietato il commercio delle pelli.
Solamente negli ultimi due anni sono stati uccisi, in Kenya, ben 100.000 asini, più quelli rubati dai bracconieri di cui si perde il conto: nel villaggio di Esilalei, sul confine tra Tanzania e Kenya, alcuni pastori hanno denunciato il furto di 475 capi,  perdita che ha li ha ridotti quasi in povertà. E non sono gli unici.
Anche perchè proprio a Nairobi, la capitale, ogni giorno vengono uccisi 450 asini!
E l’uccisione degli innocenti avviene sempre in maniera sadica e violenta, come piace ai pervertiti cinesi: infatti vengono lasciati a digiuno per diverse settimane per facilitare lo scuoiamento!
In Cina lo stesso governo ha ammesso che la popolazione di asini è crollata in pochi anni da 6 milioni (era di 11 milioni negli anni 90) a 3 milioni di esemplari.
Di questo passo entro 10 anni gli asini in Cina e in Africa saranno estinti!
Secondo un rapporto pubblicato da Donkey Sanctuary, un’organizzazione non profit inglese, su un totale di 44 milioni di asini presenti nel mondo, 1,8 milioni sono uccisi per produrre l’ejiao, il cui prezzo sul mercato cinese negli ultimi 17 anni è passato da 2,25 a 100 dollari al chilo. Una crescita esponenziale, soprattutto nella remota regione orientale dello Shandong, trainata anche dalla campagna pubblicitaria aggressiva della Dong E-E-Jiao, la principale azienda produttrice di ejiao in Cina. Adesso pare che anche l’Australia si entrata nel businness delle pelli d’asino, perchè allo schifo non c’è mai fine e certi schifosi sub umani sono pronti a calpestare tutto e tutti pur di avere inutili pezzi di carta!
Ricordo agli ignoranti insensibili che gli asini, come tutti gli altri esseri viventi, non sono al mondo per servire l’uomo!!!!
E che non esistono rimedi contro l’invecchiamento: s’invecchia e si muore TUTTI, cari miei! E nessuna sostanza animale vi darà mai vil vigore sessuale che non avete, nè vi allungherà il pene.
Se siete complessati per questo andate da un bravo psichiatra, non prendetevela con degli animali innocenti.
Ma i cinesi non erano un popolo saggio, filosofico…..Quelli del Kung fu, dell’agopuntura…..Mah!
Non esiste nessuna saggezza e nessuna cultura in chi imprigiona, tortura,massacra animali per sfuggire a invecchiamento e morte o a impotenza!!!
C’è solo parecchia ignoranza, stupidità, sadismo e cattiveria inutile!
Oltretutto gli asini sono i compagni di vita dell’uomo da sempre!
Animali amorevoli, dolcissimi, molto pazienti, hanno sopportato il lavoro duro, il giogo dell’uomo, la fatica imposta da chi stupidamente e ciecamente vedeva in loro delle bestie da soma invece che dei compagni di vita e degli amici.
Sono animali sensibilissimi e intelligentissimi che instaurano tra di loto profondi legami d’amicizia e d’amore. Legami che non negano agli uomini che ne sono degni.
Basta guardarli con chi li ha scelti come amici, oppure quando aiutano i bambini, gli anziani e i disabili con la pet therapy e l’onoterapia migliorando loro la vita.
Cinesi e ignoranti vari: un animale ti migliora se ce l’hai come amico, se lo rispetti nella sua natura, non se lo uccidi e gli strappi qualcosa!
Guardate la gioia delle persone nelle foto e capirete
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Censurano anche la vita!

La schifosa imbecillità della sinistra colpisce ancora!
Questa volta se la prende addirittura con il DIRITTO ALLA VITA che appartiene a tutti gli esseri viventi dal momento stesso del concepimento.
Qualche giorno fa l’associazione Pro Life aveva affisso un manifesto a Roma raffigurante un feto nel grembo materno per sensibilizzare le persone contro l’orribile pratica dell’ aborto.
Accanto al corpicino del bambino queste scritte:

«Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito». 

Ebbene questa verità, questo inno alla vita è risultato parecchio scomodo e fastidioso a quelle deviate pseudo donne di sinistra, tanto che ne hanno chiesto, e ottenuto, la rimozione!
Non si sa bene secondo quale legge o norma, poi, visto che non offendeva proprio nessuno, anzi, e che la costituzione tanto blaterata proprio da questi decerebrati quando gli fa comodo, garantisce a TUTTI il libero pensiero e la libera espressione!
Ricordo ai trinariciuti che non siamo in Iraq, dove si sono permessi di censurare le mammelle della Lupa di Roma.
E che il loro dittatoriale unico pensiero se lo possono infilare nel ….
Fatto sta che la sola immagine della maternità e la descrizione di un bambino nelle sue prime settimane di vita ha fatto venire l’orticaria alle finte femministe di sinistra, quelle che sono a favore dell’uccisione di bambini nella pancia ma non muovono un dito per i diritti delle donne e delle bambine violate nei paesi musulmani!
Anzi, sostengono l’islam che palesemente discrimina le donne e le considera inferiori.
E sono le stesse vomitose ipocrite che si battono contro la pena di morte per truci assassini ma sostengono l’omicidio di bambini innocenti!
Ma quanto fate schifo?????
In prima fila tra queste sfigate ipocrite c’era, ovviamente, la Cirinnà, senatrice piddiota, quella sempre pronta a firmare le leggi a favore di chiunque tranne che per il diritto alla vita dei bambini.
Costei ha scritto sui social:
“È vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne”.

E i diritti dei bambini????
Bambini che non hanno chiesto di essere concepiti ma che devono morire per l’irresponsabilità e la stupidità di qualcuno.
Dal momento stesso che il cuore comincia a battere una creatura è già viva e ha già dei diritti!
Ricordo a quelle come lei che abortire non è affatto una libertà e nemmeno un diritto ( tranne alcune eccezioni come il pericolo di vita della madre, stupro, gravissime malformazioni fetali).
La libertà e la scelta devono esserci prima!!!!
La libertà e la scelta di fare sesso, la scelta e il DOVERE  di usare metodi contraccettivi, se non si desidera una gravidanza!
Se una donna e un uomo hanno la maturità per fare sesso devono avere anche quella di usare contraccettivi per evitare gravidanze indesiderate e malattie.
Vergognose sono quelle “donne” come la Cirinnà che chiamano libertà l’omicidio di una vita che sta sbocciando, vergognoso è il sostenere l’aborto, vergognosa è l’ignoranza schifosa di queste pseudo femmine dimentiche che Madre Natura ci ha creati femmine e maschi per poter procreare e non certo per uccidere i figli!
L’aborto è contro Natura e contro la Vita!
E’ la totale mancanza di rispetto verso la Donna, usata per fare sesso come una bambola gonfiabile, verso il sesso, visto come mero atto fisico fine a sè stesso quando invece è un atto sacro che crea la vita ( o comunque lega due corpi e due anime nell’amore), verso la Madre che viene negata, verso il bambino a cui viene impedita la vita, e verso la Vita stessa.
Le donne libere usano contraccettivi, non uccidono i propri figli perchè incapaci di fare sesso protetto!

Fate sesso quanto volete ma fatelo consapevole!!!
Non uccidete un innocente per la vostra superficialità.

 

 

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Tanto per ricordare….

Visto che in questo periodo stanno circolando pericolosi delinquenti definiti
antifascisti e comunisti vari vorrei proporre, per chi non l’avesse ancora letto, la lettura di questo testo, tra gli altri sull’argomento:

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Questo libro, che tutti dovrebbero leggere e dovrebbe essere adottato in ogni scuola italiana, è stato scritto da Gianfranco Stella , nato nel 1946, scrittore e saggista di testi di storia contemporanea, plurilaureato.
Gran parte delle sue opere sono dedicate alle vicende del dopo “liberazione” , al fatto innegabile, e  per fortuna sempre più consapevole da parte di tutti,  che il movimento partigiano fu solamente un mito ingigantito e inculcato a forza nella testa della gente, niente altro, e che non abbia niente a che fare con la vera realtà storica dei fatti.
Venne perfino denunciato, nel 1998, dai vigliacchi partigiani dell’anpi, i vari Gallo, Boldrini, Arrigo…,perchè in uno dei suoi libri aveva raccontato la strage di Codevigo, Ravennati contro – La strage di Codevigo, perpetuata dai partigiani  della  28° brigata comandata da Bulow (A.Boldrini), nel maggio 1945.
Quando dire la verità fa bruciare le chiappe dei codardi!
Fu giustamente assolto da tutte le accuse perchè fu confermato che aveva solamente riportato la verità dei fatti.
In questo libro troverete la strage dell’8 Giugno 1945 in cui troppi ex fascisti furono assassinati dai partigiani comunisti, gli omicidi e le vigliaccate di gente come Italo Scalambra, detto Gino ( a cui idioti a Ferrara hanno perfino dedicato una strada) e del suo scagnozzo Umberto Bisi e altri assassini criminali come  Gino Tartari detto Pazzarella, sanguinario killer seriale di Porotto; Remo Bonzagni, “responsabile d’un impressionante numero di omicidi”; Sergio Dal Piai; Claudio De Fenu capitano Gravelli; il partigiano Primo Ghini detto Manaza, di Argenta; Elia Marinelli, organizzatore dell’eccidio di undici ex fascisti prigionieri, a Comacchio; e quel Sesto Rizzati Sergio, commissario politico della 35ª Brigata ferrarese ‘Bruno Rizzieri’ e “spietato killer comunista”: fu autore di un raccapricciante memoriale con nomi e cognomi di suoi compagni (tra i quali un futuro sindaco di Ferrara) che, nell’ambito di una rivoluzionaria epurazione locale, in quell’estate di sangue ‘45 compilavano le liste dei concittadini da eliminare.( ultimo pezzo tratto dal sito Estense.com).
Tra le sue pubblicazioni riferite alla guerra civile ricordiamo: Ravennati contro – La strage di Codevigo; Rifugiati a Praga; Il caso Marino Pascoli; Partigiani anonimi e persone scomparse; I lunghi mesi del ’45.
Intanto ricordiamo cosa raccontò l’ex partigiano Giuseppe Bonzio di Milano sessant’anni dopo la “liberazione”:
“Sono stato partigiano, avevo 22 anni. Mi trovai in difficoltà con gli altri partigiani, quasi tutti reduci di guerra, io ero il più giovane, finita la guerra ci fu una tremenda orgia di sangue con la caccia al fascista. Non soltanto venivano maltrattati quelli che aderirono al fascismo, ma tanti altri che col fascismo non avevano mai avuto nulla a che fare. Un partigiano -però in quel momento si facevano chiamare partigiani anche molte persone malfamate: ladri, provocatori, gente che viveva di espedienti, furto soprattutto- andò nella casa di un impiegato comunale e volle che quella casa diventasse sua. Costrinse il malcapitato a firmare un foglio nel quale era detto che quella casa la vendeva al partigiano e pretese che la famiglia dell’impiegato uscisse di casa. Ho visto un carcere strapieno di gente, uomini, donne, bambini, arrestata dai partigiani perché fascista. Ricordo di una donna che piangendo mi disse che lei non si era mai occupata di politica. L’avevano arrestata perché non voleva cedere la casa ad un partigiano. E poi altri fatti dolorosi che mi costrinsero a ritirarmi. In quelle settimane in cui ero partigiano non ho visto altro che violenze, appropriazioni indebite, furti, ricatti e stupri. Dalle mie parti i partigiani erano renitenti alla leva, disertori, e questi erano i meno facinorosi. Gli altri erano ladri, assassini evasi dalle carceri, ergastolani, delinquenti comuni, tutti nascosti nelle nostre montagne, dove gozzovigliavano, rubacchiando derrate ai poveri abitanti di quelle terre. Quando arrivarono gli americani a liberarci i partigiani uscirono dai loro nascondigli, si misero i fazzoletti rossi al collo e raccontarono che erano stati loro a liberare l’Italia e pretesero tutti di essere assunti negli enti pubblici anche se erano analfabeti. Quei figuri erano considerati dai miei concittadini la peggiore feccia del’umanità”….

E per non farci mancare niente ricordiamo anche che tra gli alleati “liberatori” c’erano anche i così detti goumiers.
Costoro erano i goums maroucains, soldati arabi assoldati dai francesi.
Infatti uno su cinque di loro era francese ed erano per lo più legati da legami di parentela.
Indossavano sandali al posto di anfibi e stivali, mantelli di lana e turbanti al posto delle divise e avevano, inseme alle armi da fuoco, un koumia, il pugnale ricurvo con cui decapitavano e mutilavano i nemici collezionando le loro orecchi e, sidice, anche le dita e le parti intime.
Grazie a questi gli alleati si presero Roma. Erano talmente crudeli e violenti che perfino i soldati nazisti preferivano buttarsi dalle alture che finire in mano loro.
Il loro comandante era il generale francese Augustin Guillaume, mentre a guidare l’intero Cef c’era il generale algerino Alphonse Juin.
Grazie a queste merde sub umani gli italiani vissero quelle che furono simpaticamente chiamate “marocchinate”, descritte bene nel libro, poi diventato film, la Ciociara.
Vittime principali furono donne, bambini e anziane del Frusinate e del Pontino.
Nella primavera del 1944 7 mila soldati marocchini dei Cef, Corps expéditionnaire français en Italie, ottennero il “diritto di preda”, ossia una licenza di stupro, omicidio e saccheggio dei “vinti”. E poi i cattivi erano gli altri….
Le mostruosità, gli orrori e le atrocità come ricompensa, bambini e donne violentati, mutilati e crocifissi.
Riporto l’articolo di Andrea Cionci su La Stampa:
” Ad Ausonia decine di donne furono violentate e uccise, e lo stesso capitò agli uomini che tentavano di difenderle. Dai verbali dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra risulta che anche “due bambini di sei e nove anni subirono violenza”. A S. Andrea, i marocchini stuprarono 30 donne e due uomini; a Vallemaio due sorelle dovettero soddisfare un plotone di 200 goumiers; 300 di questi invece, abusarono di una sessantenne. A Esperia furono 700 le donne violate su una popolazione di 2.500 abitanti.

Anche il parroco, don Alberto Terrilli, nel tentativo di difendere due ragazze, venne legato a un albero e stuprato per una notte intera. Morirà due anni dopo per le lacerazioni interne riportate. A Pico, una ragazza venne crocifissa con la sorella. Dopo la violenza di gruppo, verrà ammazzata.

A Polleca si erano rifugiati circa diecimila sfollati, per lo più donne, vecchi e bambini in un campo provvisorio. Qui si toccò l’apice della bestialità. Luciano Garibaldi scrive che dai reparti marocchini del gen. Guillaume furono stuprate bambine e anziane; gli uomini che reagirono furono sodomizzati, uccisi a raffiche di mitra, evirati o impalati vivi.

Una testimonianza, da un verbale dell’epoca, descrive la loro modalità tipica:
“I soldati marocchini che avevano bussato alla porta e che non venne aperta, abbattuta la porta stessa, colpivano la Rocca con il calcio del moschetto alla testa facendola cadere a terra priva di sensi, quindi veniva trasportata di peso a circa 30 metri dalla casa e violentata mentre il padre, da altri militari, veniva trascinato, malmenato e legato a un albero. Gli astanti terrorizzati non potettero arrecare nessun aiuto alla ragazza e al genitore in quanto un s*****o rimase di guardia con il moschetto puntato sugli stessi”.

I numeri delle vittime non sono certi, alcune fonti parlano di alcune migliaia, altre arrivano fino a 60 mila. Nel 1952 la deputata del Pci Maria Maddalena Rossi presentò un’interrogazione parlamentare sulle “marocchinate”. Dal dibattito venne fuori che il governo riteneva attendibile la cifra di 20 mila vittime di violenze.

E se le donne anziane non vennero risparmiate da percosse e abusi, alle giovani andò ancora peggio: vissero decenni con il marchio d’infamia della “marocchinata”, restarono incinte degli stupratori, morirono suicide o divorate dalle malattie veneree rese letali dalla povertà e dalle scarse condizioni d’igiene. L’onorevole Rossi cercò di portare in Parlamento anche il loro dramma:

“La nostra interpellanza si riferisce dunque ad uno dei drammi più angosciosi, quello delle donne che subirono le violenze delle truppe marocchine della V armata, nel periodo tra l’aprile e il giugno del 1944, dopo la rottura del fronte del Garigliano, quando queste irruppero nella zona del cassinate. Non so se sia vero quello che si dice delle truppe marocchine, cioè che il contratto d’ingaggio di questi mercenari non escluda o addirittura lo consenta il diritto al saccheggio ed alla violenza.

Risulta invece che, dopo gli avvenimenti dolorosi cui ci riferiamo, comandanti ed ufficiali di queste truppe tentarono di correre ai ripari con alcuni casi di punizioni e soprattutto concedendo alle prime vittime qualche soccorso. Comunque, sia stato o meno tollerato, se non concesso, il fatto è che il saccheggio fu compiuto e le violenze ebbero luogo.

Il primo paese del cassinate che le truppe marocchine incontrarono nell’aprile 1944 e la cui popolazione, di circa 600 abitanti, non fosse sfollata fu, se non erro, Esperia. I soldati fecero irruzione nelle case, depredarono, saccheggiarono, e le violenze innominabili furono compiute su uomini e donne. Perfino il parroco fu legato ad un albero e costretto ad assistere allo spettacolo. Poi anche di lui fu compiuto tale scempio che ne morì.

Del resto, a Vallecorsa, non furono risparmiate neppure le suore dell’ordine del Preziosissimo Sangue. A Castro dei Volsci dai registri del comune risultano 42 gli uomini e le donne morti in quei mesi terribili. Come e perché morirono quei 42 cittadini? Ecco alcune informazioni. Molinari Veglia, una ragazza di 17 anni, è violentata sotto gli occhi della madre e poi uccisa con una fucilata; siamo in contrada Monte Lupino, il 27 maggio 1944. Rossi Elisabetta, di circa 50 anni, è sodomizzata dai marocchini perché tenta di difendere le sue due figlie, rispettivamente di 17 e 18 anni: la madre muore e le figlie sono violentate; ciò accade in contrada Farneta. Anche Margherita Molinari, di 55 anni, tenta di salvare la figlia Maria, che ne ha 21: è uccisa con cinque fucilate al ventre! Il bambino Serapiglia Remo, di cinque anni, innocente testimone dei delitti che intorno a lui si compiono, dà fastidio: perciò viene lanciato in aria e lasciato ricadere, così che morrà entro le 24 ore successive per le lesioni riportate. Pare che la madre non abbia ancora ricevuto la pensione; ha altri otto figli e il marito è disoccupato.

Ed ecco alcuni esempi di ciò che accadde a Pastena. La signora Anelli Elvira fu Giuseppe ha il braccio troncato da una scarica di mitra: essa morirà tubercolotica quattro anni dopo, ma certo le conseguenze della violenza subita nell’aprile del 1944 ne hanno affrettato la fine.

Antonini Giuseppe fu Francesco viene ucciso dai marocchini in contrada Santa Croce e nessuno sa dove sia stato sepolto, perché il cadavere è portato via immediatamente dai francesi. Giuseppe Faiola fu Marco è ucciso dai marocchini in contrada Cerviso. A Vallecorsa, Luigi Mauri fu Martino muore il 26 maggio 1944 in contrada Lisano nel tentativo di difendere l’onore della moglie Lauretti Assunta e delle sue quattro figliole. Ancora a Vallecorsa Antonbenedetto Augusto fu Cesare cade il 25 maggio 44, in contrada Visano per difendere l’onore della moglie Nardoni Margherita.

Cade anche Papa Vittorio di Alessandro il 25 maggio 1944, in contrada Santa Lucia, avendo osato difendere la moglie Di Girolamo Rosina di Augusto, ma prima di essere ucciso è egli stesso seviziato. Sacchetti Antonio fu Michele, Sacchetti Eugenio fu Michele, Sacchetti Eugenio fu Vincenzo, Sacchetti Gabriele di Agostino sono bastonati a sangue perché osano difendere l’onore delle rispettive mogli, sorelle, madri; alla fine si ribellano e un marocchino viene ucciso: quali rappresaglie vengano inflitte è facile immaginare.

Fatti analoghi a quelli che ho citato accadono a Pontecorvo, a Sant’Angelo, a San Giorgio a Liri, a Pignatara Intermagna, a Caccano: almeno in una trentina di paesi delle province di Frosinone e di Latina, percorse dalle truppe marocchine. Quante donne abbiano subito violenza da parte delle truppe marocchine nessuno sa con esattezza né forse si saprà mai.

Quello che noi possiamo però rilevare dai dati che sono a nostra conoscenza è che in maggioranza si tratta di donne vecchie, anzi vecchissime, come quelle di Agata Baris, nata nel 1882, e come molte altre, con cui ho avuto io stessa occasione di parlare, che oggi hanno 70-75 ed anche 80 anni. L’età avrebbe dovuto costituire una difesa per queste donne, o almeno così esse ritenevano. Infatti alcune non pensarono neppure di mettersi in salvo, anzi, convinte che sarebbero state rispettate, affrontarono esse stesse i marocchini per dar tempo alle giovani di nascondersi, di scappare, di rifugiarsi su, tra le montagne. Invece furono seviziate e violentate, come per esempio quella Emanuela Valente della borgata Santangelo, che oggi conta 70 anni, che ebbe i polsi fratturati.

Già nello sbarco in Sicilia le truppe marocchine al seguito degli Alleati si erano rese protagoniste di violenze sulle donne. Ma a Capizzi (Messina) la popolazione locale si vendicò ammazzando a roncolate, evirando e dando i pasto ai maiali i colpevoli, col benestare degli anglo-americani.

Il Vaticano chiese e ottenne che i Goumiers non entrassero a Roma. Non andò bene invece ai senesi, nella cui provincia i reparti maghrebini si resero di nuovo protagonisti di violenze dopo aver scacciato i nazisti verso nord.

Qui ricominciarono le violenze a Siena, ad Abbadia S. Salvatore, Radicofani, Murlo, Strove, Poggibonsi, Elsa, S. Quirico d’Orcia, Colle Val d’Elsa. Perfino membri della Resistenza dovettero subire gli abusi. Come testimonia il partigiano rosso Enzo Nizza: “Ad Abbadia contammo ben sessanta vittime di truci violenze, avvenute sotto gli occhi dei loro familiari. Una delle vittime fu la compagna Lidia, la nostra staffetta. Anche il compagno Paolo, avvicinato con una scusa, fu poi violentato da sette marocchini. I comandi francesi, alle nostre proteste, risposero che era tradizione delle loro truppe coloniali ricevere un simile premio dopo una difficile battaglia”.

[…] Solo nell’imminenza del ritorno in Francia, alcuni dei violentatori furono puniti. Un partigiano della brigata rossa “Spartaco Lavagnini” ricorda: “Sei marocchini vennero fucilati sul posto perché avevano violentato una donna. Il capitano (francese n.d.r.) ebbe a dirmi: “Questa gente sa combattere benissimo, però meno ne riportiamo in Francia, meglio è”. Poco prima che i marocchini toccassero il suolo provenzale, i loro comandanti, quindi, avevano deciso di riportarli severamente all’ordine tanto che non si registrarono mai violenze ai danni di donne francesi. Una volta in Germania meridionale, invece, potranno dare nuovamente sfogo ai loro istinti sulle donne tedesche, come riportano alcuni recenti studi. Segno, quindi, che le efferatezze di queste truppe avrebbero potuto essere certamente controllate e disciplinate.”

Ricordatelo BENE TUTTI quando qualche ignorante vi parlerà di comunismo, di partigiani eroi, di alleati e di liberazione!

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