Senza categoria

La meravigliosa civiltà delle Donne

Ovvero quando il mondo andava per il verso giusto perchè guidato dalle donne!
Noi donne fummo le prime a guidare il mondo e la società umana, provabilmente per la grande importanza del ruolo di madre: Colei che crea la vita nel suo corpo e dona la vita tramite il suo corpo.
Una Creatrice, come vuole la mia Religione ( che infatti è la più antica di tutte).
La prima testimonianza “fisica” della società matriarcale risale a ben 35.000 anni fa, nella grotta di Hohle Fels in Germania: un pendaglio ricavato da una zanna di mammuth lungo 6 cm che raffigura una donna pingue, magari incinta, con seni e natiche enormi e una vagina molto evidenziata. Senza dubbio era un amuleto raffigurante una divinità femminile da portare al collo come buon auspicio per le donne desiderose di diventare madri.
Sono numerosissime le raffigurazione delle Dee per tutto il Paleolitico, 25.000 anni fa, ritrovate in Europa e Asia, chiamate in seguito Veneri.
E per tutto il Neolitico vennero scolpite statue di varie dimensioni di donne/Dee dalle forme abbondanti, simbolo di fertilità e maternità.
Ci sono testimonianze anche in Turchia e a Malta, tra i megaliti.
Proprio a Malta i templi fungevano da magazzini pubblici e vi si svolgevano cerimonie in nome della Dea per distribuire il cibo tramite sacerdotesse ben in carne .
La Madre, infatti, è colei che ci nutre, dapprima nel suo corpo e poi con il suo corpo.
Un’Essere meraviglioso e unico che tutte noi dobbiamo essere fiere di avere conosciuto e di esserlo poi diventato.
Non sono mai state trovate tracce di fortificazioni negli insediamenti megalitici in tutta l’Europa, segno che con Donne alla guida non esistevano guerre, colonialismi, massacri fratricidi.
E le testimonianze archeologiche dimostrano anche che nella vecchia Europa, e non solo, era esistita una grande e meravigliosa civiltà di pace e d’amore, precedente ai Sumeri e ai Greci, una civiltà delle Donne e della Dea Madre.
Ma com’era questa idilliaca società guidata dalle donne?
Secondo gli studi antropologici, in particolare cito l’ antropologa Heide Göttner- Abendroth, dell’Accademia internazionale Hagia di Winzer (Germania), fondatrice dei moderni studi sul matriarcato, veniva praticata principlamente un’agricoltura di sostentamento, più l’allevamento di alcuni animali domestici. La vita si svolgeva nel villaggio materno, il nome si prendeva dalla madre e si tramandavano i suoi beni.
Si godeva anche di una certa libertà sessuale e i figli venivano allevati dalle madri e dalle nonne.
Terreni e animali appartenevano a tutto il clan perchè Madre Terra è di tutti e non può essere divisa, tagliata o posseduta. Madre Terra dona a tutti in parti uguali, agli animali, agli umani e ai vegetali: ognuno ha di che mangiare, da bere e da ripararsi.
Le donne dei clan ne prendevano in prestito alcune parti per coltivare e far pascolare gli animali.
Le donne più anziane, le matriarche, custodivano  i beni più importanti perchè erano loro le Madri e quindi le responsabili della vita, della protezione e del sostentamento del proprio clan: le case dei clan o le tende delle tribù nomadi erano loro, a loro veniva consegnato il raccolto dei campi e il latte delle pecore.
Il loro ruolo era fondamentale e importantissimo per  la vita, l’equilibrio e la serenità di tutti, la vita di una donna non finiva con l’età fertile,come adesso che una donna anziana, nella società maschilista, viene considerata un niente, magari solo un peso perchè non è più attraente come prima nè può più generare figli.
Nella società matriarcale acquisiva ancora più importanza.
Al posto dello scambio si usava l’economia del dono, cioè non si guardava il valore economico di una determinata merce, ma si soddisfava un bisogno personale di chi riceveva il dono.
Il dono ha così molto più valore di uno scambio economico, perchè il sentimento ha sempre avuto più importanza, per noi donne, del puro materialismo.
Inoltre il dono aumenta e intensifica le relazioni sociali perchè va ricambiato in base alle possibilità di chi lo offre ( ma, come scritto sopra, è il sentimento, la soddisfazione e la felicità dell’altro che conta).
E’ il dare senza pretesa di qualcosa in cambio, il donare per il semplice motivo di aiutare e rendere felice un’altra persona.
Come farebbe una vera Madre, che dona ai propri figli semplicemente per amore.
Un clan generoso che ha fatto molti doni guadagna soprattutto in onore e ammirazione: onore e ammirazione significano altruismo, rafforzamento dei legami tra clan, amicizie sincere, aiuto in caso di bisogno.
La ricchezza veniva distribuita tra tutti: se un clan aveva raccolti più abbondanti li distribuiva tra chi aveva avuto meno fortuna.
I clan matriarcali erano molto democratici e funzionavano sui consensi nelle assemblee: si andava avanti a discutere con i rappresentanti finchè non si trovava un accordo che accontentasse tutti.
L’immenso amore per la Natura, la Dea Madre per eccellenza, l’osservazione della vita che crea, dei cicli delle stagioni, il susseguirsi del giorno e della notte, portava ad avere una concezione della morte basata sulla reincarnazione: ognuno si sarebbe reincarnato nel proprio clan, come le piante che muoiono in autunno ma i cui semi rigermogliano in primavera nello stesso posto e uguali a quelli di prima.
Tutto ciò che muore è destinato a rinascere.
Tutto andava per il meglio, in serenità e armonia, dunque, in un mondo Femminile.
Cosa successe poi?
Secondo le ricostruzioni storiche, linguistiche e genetiche, dal il 4.500 a.C. al 3.000 a. C. circa, dei guerrieri provenienti dalle pianure del Volga invasero l’Europa e gran parte dell’Oriente facendosi spazio con la forza e conquistando col sangue e la violenza.
Avevano armi di bronzo, si muovevano a cavallo e avevano divinità maschili e violente.
Diversi maschi, queli che di maschio avevano ben poco, diciamo gli sfigati, che appartenevano ai clan matriarcali, tradirono le donne e il loro popolo e si unirono agli invasori.
Le guerre divennero fonte di conquiste economiche e materiali, terre, ricchezze, e donne predate, e quindi gli uomini alzarono la cresta facendo valere la propria forza fisica sia in battaglia che nei clan.
Cominciarono a pretendere che le mogli andassero a vivere nei villaggi dei mariti e non più in quello delle madri e che i beni familiari e dei clan di trasmettesseo esclusivamente per via maschile. Inoltre per essere sicuri che le terre ereditate e quelle conquistate passassero ai loro discendenti di sangue, cominciarono a pretendere la sicurezza della propria paternità e con questa patetica scusa iniziarono a sottomettere e segregare le donne.
Alla Dea Madre, colei che generava e nutriva i figli con la sua linfa vitale, si sostituì il dio maschile della guerra, della violenza, della conquista, della schiavitù e del materialismo, mettendo fine, provvisoriamente, alla società matriarcale.
Le società matriarcali più conosciute oggi sono soprattutto quelle degli Indios e degli Indiani Cuna, nei pressi di Panama, gli Indiani Irochesi, in Canada, alcuni Nativi Americani, i Trobriandesi, in Nuova Guinea, i Mosuo nello Yunnan cinese, Bemba e Lapula nelle foreste africane, i Minangkabau di Sumatra, Indonesia
Oltre alle famiglie che appartengono alla mia Religione, poche ma buone, da sempre nel mirino delle religioni maschili e maschiliste. Sia io che i miei figli, ad esempio, abbiamo il doppio cognome e conserviamo sempre quello materno ( alla faccia di qualcuno….).
Noi donne abbiamo subito invasioni, inquisizioni, roghi, sottomissioni, schiavitù; siamo state tenute per secoli nell’ignoranza per paura che rialzassimo la testa grazie alla cultura e alla consapevolezza,relegate al ruolo di fattrici senza importanza per generare discendeza ai maschi. Ci è stato negato di tutto e di più! E ad alcune viene tuttora negato!
Il mondo sta morendo per colpa dell’ingordigia del sub maschio, delle sue brame di conquista e di dominio sugli altri.
Nelle società matriarcali nessuno comandava: le donne erano guide, non comandanti.
La Terra era Madre, gli animali erano fratelli, i vegetali anche, in perfetto equilibrio.
Col patriarcato l’uomo è arrivato a identificarsi col suo dio, a credere di avere diritto sulla Terra e di essere superiore agli altri animali e perfino alle donne che li hanno messi al mondo e alle quali devono la vita!
Questo sta portando alla distruzione del pianeta e all’estinzione degli animali, oltre che a stupide guerre fratricide.
Tocca a noi donne farci valere, unirci e riprenderci il nostro posto!
Prima che sia troppo tardi.

Immagine correlata

Risultati immagini per società matriarcali

Risultati immagini per società matriarcali

 

Immagine correlata

Risultati immagini per società matriarcali

 

 

 

 

 

Inoltre, il matrimonio di un elemento del clan A con uno del clan B non è isolato, ma è parte di una serie di unioni. Così come fra il clan B e il C. Alla fine i clan sono composti quasi soltanto da parenti. Così ogni persona ha una parte dei suoi geni nei conoscenti dei clan e tutto l’interesse ad aiutarli.

 

 

Categorie: Senza categoria | 7 commenti

In ricordo di un Eroe

Eroe viene definito, nell’era moderna, colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.
Questo per me era, ed è ancora, il grandissimo Paolo Emanuele Borsellino, magistrato italiano con il cuore fieramente a Destra, che poteva diventare il nostro presidente della Repubblica: 19 maggio 1992, infatti,nel corso dell’XI scrutinio dell’elezione del presidente della Repubblica Italiana, l’allora segretario del MSI, il traditore schifoso Gianfranco Fini, propose proprio Borsellino per la più alta carica dello Stato. Avremmo finalmente avuto un Presidente degno di tale carica, ma….dopo la strage di Capaci, in cui venne assassinato Giovanni Falcone, venne eletto Scalfaro (!).
Paolo Borsellino fu, insieme all’amico Giovanni Falcone, il più grande nemico della mafia.
Per questo quei bastardi vigliacchi lo assassinarono, insieme alla sua scorta, il 19 Luglio 1992 in via D’Amelio, due mesi dopo averi ucciso Giovanni Falcone.
Ma chi era Paolo Borsellino, oltre che uno dei più grandi eroi che l’Italia abbia mai conosciuto?
Era una persona semplice, ma molto dotata intellettualmente.
Nacque a Palermo il 19 Gennaio del 1940, nel quartiere chiamato Kalsa, nel centro storico della città, e da bambino giocava a calcio per le strade del quartiere dove conobbe l’inseparabile amico e collega Giovanni Falcone, di poco più grande di lui e con idee politiche del tutto diverse. Il che, essendo due persone estremamente intelligenti, non ne impedì la nascita di una grande amicizia e stima recirpoca.
Pare avessero l’usanza di salutarsi così: Borsellino faceva il saluto romano e Falcone gli rispondeva col pugno chiuso.
Aveva una sorella maggiore, Adele, un fratello e una sorella più piccoli, Salvatore e Rita.
Dopo la scuola media frequentò il Liceo Classico Giovanni Meli di Palermo e diventò subito direttore del giornale studentesco Agorà.
Finite le superiori si iscrisse all’università, facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo.
La sua famiglia era tutta di Destra e nel 1959 Paolo si iscrisse al Fronte Universitario d’Azione Nazionale, organizzazione degli studenti universitari missini, di cui divenne membro dell’esecutivo provinciale e fu eletto come rappresentante studentesco nella lista del FUAN, “Fanalino” di Palermo.
Il 27 Giugno del 1962 si laureò a 22 anni con 110 e lode: tesi su Il fine dell’azione delittuosa.
Alla morte del padre, avvenuta pochi giorni dopo a causa di una malattia, il giovane Paolo decise di mantenere viva la farmacia del padre dandola in gestione per un prezzo bassissimo fino alla laurea in Farmacia della sorella Rita, conseguita nel 1967.
Fu un periodo duro e di grandi sacrifici per tutta la famiglia Borsellino, e Paolo venne addirittura esonerato dal servizio di leva perchè unico sostentamento della famiglia.
Ma non si arrese mai e continuò tenacemente a lottare per i suoi valori e per la sua famiglia.
Nel 1963 partecipò a un concorso per entrare nella magistratura italiana classificandosi venticinquesimo sui 171 posti messi a bando: divenne il più giovane magistrato d’Italia e cominciò subito il tirocinio come uditore giudiziario.
Nel 1965 venne assegnato alla sezione civile del tribunale di Enna.
Nel 1967 fu nominato pretore a Mazzara del Vallo e nel 1969 pretore a Monreale.
Nel 1968 Paolo sposò la figlia di un magistrato, Agnese Piraino Leto, da cui ebbe tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta.
Nel 1975, fu trasferito presso l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, e da lì cominciò la sua tenace lotta alla mafia, con indagini sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille iniziata dal commissario Boris Giuliano, assassinato nel 1979, lavorando in stretto rapporto con il capitano Basile e con Rocco Chinnici, capo dell’Ufficio istruzione, con il quale instaurò un profondo legame d’amicizia e fiducia reciproca.
Il 4 Maggio del 1980 la mafia comincia a temere seriamente chi osa fronteggiarla e uccide il capitano Basile.
A Borsellino e alla sua famiglia, visto il pericolo e le minacce costanti, viene assegnata una scorta.
Nel 1983, il 29 Luglio, anche Chinnici viene assassinato dalla mafia con l’esplosione di un’autobomba: con lui perdono la vita anche due agenti di scorta e il portiere del suo condominio.
Prende il suo posto il giudice Antonino Caponnetto che istituisce il pool antimafia, un gruppo di giudici istruttori che si sarebbero occupati esclusivamente e insieme dei reati di stampo mafioso. Ne fanno subito parte Paolo Borsellino e Giovanni Falcone insieme a Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta.
Le indagini del pool puntano soprattutto accertamenti bancari e patrimoniali, vecchi rapporti di polizia e carabinieri ma anche su nuovi procedimenti penali, che consentono di raccogliere parecchio materiale per le indagini.
Contemporaneamente Giovanni Falcone raccoglie le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno,che portano a 366 ordini di cattura quelle di Buscetta e 127 mandati di cattura e arresti tra Palermo, Bologna, Roma e Bari quelle di Contorno.
Un grandissimo successo! E anche molto pericoloso.
La mafia non ci sta.
Il 23 Maggio 1992 viene assassinato anche Giovanni Falcone in un attentato dinamitardo sull’autostrasa A29 nei pressi di Capaci. Insieme a lui periscono anche la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonino Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Il 19 Luglio 1992, dopo aver pranzato con la moglie e i figli, Paolo Borsellino si reca in via D’Amelio a far visita all’adorata madre, sempre accompagnato dalla sua fedele e coraggiosa scorta.
Alle 16 e 58, appena Paolo esce dalla casa materna, i mafiosi di merda fanno esplodere una Fiat 126, rubata, imbottita di tritolo parcheggiata appositamente sotto casa della madre ( e pensare che Borsellino tempo prima e Antonino Caponnetto avevano chiesto il divieto di sosta in quella via, specie sotto la casa della madre di Borsellino.Ovviamente rimasero inascoltati…).
Paolo Borsellino muore insieme a  cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, agente della Polizia di Stato, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, agente Polizia di Stati, Walter Eddie Cosina, Digos, e Claudio Traina, agente Polizia di Stato.
Unico sopravvissuto Antonino Vullo che in quel momento stava parcheggiando una delle auto di scorta che così descrisse così la tragedia:
«Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l’auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l’inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c’erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto…».

I funerali di Paolo Borsellino si svolgono il 24 Luglio nella chiesa di S. Maria Luisa di Marillac, in periferia, in cui l’eroe era solito recarsi ogni domenica, in forma privata, senza la presenza dei politici: la moglie Agnese, infatti, ha accusato, giustamente, il governo di non aver saputo porteggere adeguatamente il marito.
Stessa cosa per i funerali di qualche giorno prima degli agenti di scorta: una folla inferocita non ha permesso l’ingresso dei rappresentanti di stato, tra cui il presidente Scalfaro, gridando: “Fuori la mafia dallo stato”.
Al funerale di Paolo Borsellino partecipano comunque circa 10.000 persone.
Queste le parole di Antonino Caponnetto durante l’orazione:

«Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di noi».

Purtroppo pare che non sia proprio così.
La sua salma riposa nel Cimitero di S. Maria di Gesù a Palermo.

Nella sua ultima intervista, Paolo Borsellino racconta al giornalista del Tg1 Lamberto Sposini di sentirsi “un cadavere che cammina. io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche – confessa il magistrato palermitano – che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare“.

Ci tengo a sottolineare anche il valore e il coraggio dimostrati dalla scorta, di cui purtroppo non ci sono foto di tutti: bisogna avere un coraggio infinito e degli ideali solidissimi per fare da scorta a un Uomo della portata di Paolo Borsellino, costantemente minacciato dalla mafia. Questi impavidi agenti, come Borsellino e Falcone, sono l’orgoglio della Nazione intera e avranno per sempre la mia stima incondizionata.

E pensare che c’è qualcuno che si preoccupa della salute di Totò Riina, uno dei mandanti di questa strage, ricoverato proprio nell’ospedale della mia città!

 

 

 

 

 

Risultati immagini per paolo borsellino

 

Risultati immagini per paolo borsellino

Emanuela-loi.jpg

Emanuela Loi

Immagine correlata

Categorie: Senza categoria | 26 commenti

La sesta estinzione di massa è già iniziata

Non ho niente da aggiungere,solo che mi fa schifo e mi vergogno di appartenere alla specie umana. Il mondo sarebbe un posto meraviglioso se fossimo rimasti scimmie

OggiScienza

Quasi il 70% degli elefanti di foresta africani è scomparso in poco più di 10 anni e ai 400mila restanti – se si continua a decimarli con lo stesso andamento – resta un ventennio soltanto. Crediti immagine: Pixabay

AMBIENTE – C’è un’estinzione di massa in corso: la sesta. Dopo quella dell’Ordoviciano (450 milioni di anni fa), del Devoniano superiore (375), del Permiano (250), del Triassico (200) e del Cretaceo (66). Un vero e proprio “sterminio biologico”. A usare questa forte espressione sono i ricercatori delle Università di Stanford e di Città del Messico, autori dello studio pubblicato su Pnas.

Firmato da Gerardo Ceballos, Paul R. Ehrlich e Rodolfo Dirzob, il lavoro è frutto di un’ampia analisi basata su un campione di 27.600 tra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, cioè quasi la metà di tutti i vertebrati noti e censiti dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). Di 8.851…

View original post 580 altre parole

Categorie: Senza categoria | 9 commenti

E tutti, come sempre, tacciono!

Sono 80mila le bambine infibulate in Italia!

Già, mentre ebrei e comunisti al governo, abusivi non dimentichiamolo mai, si cagano ancora addosso se a qualcuno viene la nostalgia del passato Ventennio e si arrovellano su come eliminare la libertà di pensiero, parola ed espressione a chi non è del loro unico pensiero rosso, ci sono ancora donne che vengono violate fin dall’infanzia!
E non stiamo parlando solo dell’Africa, dove codesti orribili rituali barbarici vanno avanti da tempo immemorabile, ma del nostro sempre meno civile Paese.
Sarebbero tra le 61.000 e le 80.000, infatti, le donne arrivate in Italia che hanno subito le aberranti mutilazioni dei genitali, chiamate infibulazione, quando ancora erano bambine. E arrivano al 90% le donne che nel Corno d’Africa, Egitto, Guinea e altri paesi africani, arabi e sud est asiatico continuano a subirle.
L’infibulazione, per chi non lo sapesse, consiste  nell’asportazione della clitoride, delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra, tramite una lama, un rasoio o perfino un osso affilato, così che la donna arrivi immacolata al matrimonio e non possa provare alcun piacere durante i rapporti sessuali. Un modo per tenerla sotto il controllo del “maschio”,  di dominare la pericolosa femmina ritenuta inferiore e schiava dei suoi istinti.
Dopo la mutilazione la vulva viene cucita con fili di seta o addirittura spine! Lasciano aperto solamente un forellino per la fuoriuscita dell’urina e del fluido mestruale.
Sarà poi il marito della sfortunata sposa a defibularla, scucendo la parte intima prima di consumare il rapporto.
Rapporto che per la donna sarà solo dolorosissimo e difficoltoso.
Inoltre sopravvengono spessissimo infezioni vaginali, infiammazioni, cistiti, ritenzione urinaria.
Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatriziale e reso poco elastico a causa delle mutilazioni.
In questi casi non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici.
Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione, inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.
Una vita d’inferno! Anzi, una non vita.
Ma non finisce qui: le donne che hanno partorito, le divorziate e le vedove vengono reinfibulate di nuovo per ritornare allo “stato di purezza” iniziale.
Le origini di questa disgustosa pratica risalirebbero all’antico Egitto, al tempo dei faraoni, dove al giorno d’oggi sarebbe vietata ma la subiscono ancora tra l’85% e il 95% delle donne.
In paesi come la Somalia le vittime arrivano al 98%! La donna non infibulata viene considerata impura, non troverà mai marito e viene allontanata e isolata dalla società.
In Kenya lo scellerato Jomo Kenyatta, leader politico contro il dominio coloniale britannico e primo presidente del paese dopo l’indipendenza, aveva difeso l’infibulazione definendola una “pratica culturale importante”.
Rituali tribali e misogini che le amate risorse boldrinaiane hanno portato fin qui da noi.
Anche qui, purtroppo, gli immigrati, africani e non, praticano clandestinamente i loro orribili scempi sulle bambine, spesso causandone la morte o terribili infezioni.
Senza contare l’irrimediabile danno psicologico e le future complicazioni durante il parto, come scritto sopra.
Riporto da Il Giornale, unico quotidiano sempre attento a queste tragiche problematiche:

Nel corso di un’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale, l’associazione Action Aid ha presentato un rapporto appena elaborato, che analizza la situazione e delinea le politiche di contrasto del fenomeno, citando i risultati di una ricerca coordinata dall’Università Bicocca che ha aggiornato, rivedendoli al rialzo, i dati precedenti, finora unici: quelli di uno studio governativo del 2009. Incrociando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e i numeri della popolazione residente in Italia e proveniente da Paesi a tradizione escissoria, 8 anni fa il Dipartimento per le Pari opportunità stimava che vivessero in Italia 35mila donne che avevano subito mutilazioni, e che 1.100 ragazze di età inferiore ai 17 anni fossero a rischio.

Lo studio recente della Bicocca, che tiene conto dell’area geografica e dell’estrazione sociale di provenienza, porta a stime più elevate: oggi le donne presenti in Italia che sarebbero state sottoposte durante l’infanzia a mutilazione sono tra le 61mila e le 80mila. Il gruppo più colpito è quello nigeriano che, insieme all’egiziano rappresenta la metà del totale. E sarebbero 25mila le donne che vivono in Lombardia vittime di questo abuso, senza calcolare le migranti irregolari. D’altra parte, stime recenti citate in un saggio pubblicato a maggio da Neodemos.it ipotizzano la presenza in Europa di 550mila immigrate di prima generazione mutilate (507mila negli Usa).

Rolfi, della Lega, spiega:
«Abbiamo voluto questa audizione per meglio comprendere la drammaticità del tema, che non riguarda solo i Paesi di provenienza ma anche noi, compresa la Lombardia. Tante donne, anche nate qua, quando rientrano nei paesi di provenienza vengono sottoposte a questa pratica. Il Consiglio ha già approvato una mozione all’unanimità e sono stati messi in campo alcuni interventi. Ora dobbiamo abbattere le false convinzioni che colpiscono le donne, e favorire una vera integrazione, che accantoni ciò che è così palesemente in contrasto con i nostri valori».

A sinsitra, invece, le paladine dei diritti, delle quote rosa, della presidenta, tacciono!
D’altronde quella mente bacata della Boldrini, occupata dal deviato sogno di abbattere i monumenti fascisti, aveva dichiarato che: ” lo stile di vita degli immigrati doveva diventare anche il nostro.”
Perchè, dunque, non corre a farsi infibulare?
L’unica a occuparsene era stata, negli anni ’90, Emma Bonino con diverse iniziative, ma ora tace anche lei, tropo impegnata a dare addosso ai fascisti.  D’altronde cosa ci si può aspettare da una che si faceva fotografare mentre uccideva bambini in via di sviluppo con aborti clandestini? Grande amore per la vita il suo! Un’ipocrita, come tutte le trinariciute come lei. Se difendi la vita la difendi sempre, non sei a favore dell’aborto!

In Italia le donne sarebbero tutelate da una legge apposita del 9 gennaio 2006, n. 7, che provvede a difendere dalle pratiche di mutilazione genitale femminile, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della costituzione e, cito testualmente, di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne.
Al codice penale è aggiunto l’articolo 583-bis che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili. Per mutilazione il legislatore intende, oltre all’infibulazione, anche la clitoridectomia, l’escissione della clitoride o comunque (norma di chiusura) qualsiasi pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.
Allo stesso modo, chi, in assenza di esigenze terapeutiche, al fine di menomare le funzioni sessuali, provoca lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

Le leggi, dunque, ci sono: perchè non si fanno rispettare????
Nel nostro Paese c’è chi non fa che sbraitare su presunto razzismo, accoglienza illimitata per tutti, diritti e solo diritti per gli stranieri, ma quando si tratta dei diritti delle donne tutti tacciono ( a sinistra intendo). Perchè?
Riporto uno spunto delle parole e del pensiero di Ayaan Hirsi Ali, scrittrice e politica nata in Somalia ora naturalizzata olandese, infibulata all’età di 5 anni nel suo paese d’origine, che da sempre si batte contro l’oppressione delle donne e per i loro diritti, specie nel mondo islamico, fondatrice negli Stati Uniti di Ayaan Hirsi Ali Foundation (abbreviato in AHA Foundation) per “proteggere e difendere i diritti delle donne in Occidente dall’oppressione giustificata con la religione e la cultura”( vi consiglio una lettura approfondita dei scuoi scritti); in “Infidel”, la sua autobiografia, scrive:

« L’escissione non rimuove il desiderio o la capacità di sentire il piacere sessuale. L’escissione è per le donne crudele da diversi punti di vista. È fisicamente crudele e doloroso; inizia le ragazze ad una vita di sofferenze. E non è neppure efficace nel raggiungere l’obiettivo di rimuovere il loro desiderio. »

Direi che queste donne hanno già sofferto abbastanza! Troppo!
Spero che menti annebbiate come quella della Boldrini sappiano almeno leggere e che prendano esempio dalle Donne Vere che con infinito coraggio alzano la testa e si battono per i propri diritti contro la misoginia di certe sub culture di sub uomini sub umani!
“Culture”, cara Lauretta, che non diventeranno mai la nostra finchè ci saranno Donne e Uomini veri a difendere la nostra libertà e i nostri diritti. Tu vai pure a farti fotografare tutta sorridente con il velo in testa!

Risultati immagini per infibulazione

Risultati immagini per infibulazione

Risultati immagini per infibulazione

Risultati immagini per infibulazione

Risultati immagini per infibulazione

Immagine correlata

Risultati immagini per la boldrini e le risorse

 

Categorie: Senza categoria | 34 commenti

Io leggo, e tu?????

I trinariciuti ,le schifose zecche rosse,sono maledettamente ignoranti! A loro non interessa conoscere la storia,ma divulgare solo quello che gli fa comodo. Che dire di una come la Boldrini che vorrebbe abbattere i monumenti fascisti? Ma si può essere più ignoranti di così? Adesso arriva anche monociglio con le sue cazzate che violano la libertà degli altri. E poi dice ai fascisti….

quello che ti nascondono:

Vogliamo parlare di passato, Fiano, di un passato che ha umiliato il sangue d’Italia, tanto da essere orribile? Giochiamo a non dimenticare?
Bene! Parliamo dei bambini di 6 anni stuprati dai Goumier. Parliamo delle due sorelle stuprate da 200 marocchini. Parliamo delle #MAROCCHINATE

I bambini violentati, le sorelle crocefisse.

Battuti i nazifascisti, i Goumier ottennero in premio quello che nell’antico diritto internazionale di guerra era il “diritto di preda”: una licenza di stupro e saccheggio:

Le chiamavano, senza nessun riguardo, “Marocchinate”: erano le donne vittime di violenze, stupri e omicidi nelle province di Frosinone e di Latina compiuti dalle truppe marocchine dell’esercito francese (cioè degli Alleati) dopo aver battuto i nazifascisti nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale.

“La Ciociara”, film e romanzo, è l’unico modo in cui finora l’orrenda storia delle “marocchinate” è arrivata al grande pubblico. Ma quei giorni di devastazione della primavera del 1944 sono per…

View original post 1.733 altre parole

Categorie: Senza categoria | 8 commenti

Parole sante!

Oggi vorei condividere con voi le parole di una persona che seguo sempre e che stimo molto, sia per le sue idee che per il suo coraggio nel portarle avanti: MagdiCristiano Allam.
Questo il suo pensiero riportato oggi sulle colonne de Il Giornale che coinvolge diverse tematiche che ci riguardano tutti:

Così la medicina non pensa alla vita e si sottomette al materialismo

Il caso del piccolo Charlie Gard formalizza il principio che si cura solo il malato che è guaribile.
A condizione che chi è guaribile sia un produttore di materialità. Preferibilmente a basso costo. Chi non ottempera a queste tre condizioni deve essere condannato a morte. Il piccolo Charlie ha potuto beneficiare della sospensione della condanna a morte, richiesta dai medici e decretata dai tribunali britannici e dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, grazie alla eccezionale capacità dei giovani genitori, Connie Yates e Chris Gard, di promuovere con successo una mobilitazione internazionale che ha portato il presidente americano Trump e l’Ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma, che è del Vaticano, a richiedere la grazia e di poterlo accogliere. I medici londinesi hanno sospeso la condanna a morte esclusivamente perché altri medici hanno scientificamente illustrato la validità di una terapia sperimentale. Ma è una logica che viola il valore della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. La mamma Connie che presidia il letto d’ospedale del suo bambino è l’immagine del degrado della civiltà che metteva al centro la vita nell’inciviltà che mette al centro la moneta. I nazisti uccidevano tutti coloro che inquinavano la purezza della razza ariana: ebrei, zingari, omosessuali, persone affette da menomazioni fisiche. I comunisti uccidono a oggi i nemici della «classe lavoratrice», individuati nei borghesi, nei liberali, nei religiosi e nei dissidenti. La «dittatura finanziaria» che oggi governa il mondo della «globalizzazione» si propone di uccidere tutti coloro che non producono materialità e la cui sopravvivenza comporta un costo materiale. L’obiettivo è promuovere una nuova «razza produttiva a basso costo». Per conseguirlo si sta attuando una strategia di omogenizzazione dell’umanità all’insegna del meticciato, abbattendo le frontiere e le identità nazionali e localistiche, per ridurre le persone a semplici strumenti di produzione e di consumo della materialità. Vorrebbero trasformarci antropologicamente da persone depositarie di una specificità che si sostanzia di radici, fede, identità e valori, a semplici tubi digerenti. Sin dal 1925 l’ideologo degli «Stati Uniti d’Europa», il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, teorizzò la prospettiva dell’umanità meticcia per poterla facilmente sottomettere. Kalergi previde la sostituzione delle popolazioni autoctone europee con una «razza mista negroide-euroasiatica»: «L’uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Nei meticci si uniscono spesso mancanza di carattere, assenza di scrupoli, debolezza di volontà, instabilità, mancanza di rispetto, infedeltà con obiettività, versatilità e agilità mentale, assenza di pregiudizi e ampiezza d’orizzonti». Diventeremo così una massa di schiavi della «dittatura finanziaria». Karl Marx si rivolterebbe nella tomba se sapesse del Nuovo Ordine Mondiale che affermerà non la «dittatura del proletariato» ma la proletarizzazione dell’umanità; e che non solo non ci sarà la lotta tra la classe lavoratrice e il capitalismo, ma sarà all’opposto il sodalizio tra i comunisti e i capitalisti a sottomettere l’umanità allo strapotere della materialità. Difendendo la sacralità della vita del piccolo Charlie salvaguariamo la nostra civiltà che mette al centro la vita, la dignità e la libertà di tutti noi.

magdicristianoallam@gmail.com

Categorie: Senza categoria | 10 commenti

Le ombrelline abruzzesi

Chi ha letto l’articolo sui giornali a prima vista avrà pensato ad una gara fuori programma del Moto gp, ma dove sono Marquez, Dovizioso, Lorenzo?
Eppure ci sono le ombrelline! Ma al posto di aitanti motociclisti ci sono, scrannati comodi comodi su sedie con tanto di tavolini imbanditi davanti,  flaccidi trinariciuti che chiacchierano, pare, sulle questioni del territorio abruzzese.
Il posto è Sulmona, durante la manifestazione Fonderia Abruzzo organizzata dalla Regione alla Badia celestiniana per raccogliere le “intelligenze” abruzzesi e discutere sul futuro della regione: giovani, lavoro, progetti vari…..
E a riparare tali brillanti menti da sole ed eventuali piogge c’erano sei persone armate di ombrello, tutte rigorosamente femmine, nemmeno un maschio presente.
I maschi si vede che fanno solo i porta borse.
Ci mancavano solo quelle con i ventagli e poi eravamo al completo!
Tra i così detti uomini, incapaci perfino di reggersi un ombrello da soli, figuriamoci di avere qualche idea per il futuro dell’Abruzzo spiccavano: il ministro alla Coesione territoriale del mezzogiorno Claudio De Vincenti, il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, quello dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il rettore dell’università di Teramo Luciano D’Amico.
E le ragazze? Immobili, serie, in piedi a reggere pesanti ombrelli per ore a codesti omuncoli che in un mondo normale sarebbero loro a tenere su l’ombrello alle signore!
Chissà se avranno almeno loro offerto un bicchiere d’acqua.
Forse qualcuno dovrebbe avvisare lor signori che il periodo della donna schiava e sottomessa all’uomo è già da un po’ che è finito, qui in Occidente, anche se qualcuno di qualche religione e politica fa di tutto per rinchiudere ancora le donne in casa a far da serve. O le ombrelline a “uomini” politici.
Quindi se ci fosse stata una donna tra i politici avrebbe avuto l’ombrellino maschio? Ne dubito….Infatti non c’era nemmeno una donna tra i chiacchieroni, alla faccia delle quote rosa.
Il D’Alfonso ha anche avuto al faccia…diciamo tosta di ribattere, tramite il suo portavoce Fabrizio Santamaita, a coloro che hanno criticato questo triste spettacolo delle ombrelline che “la natura strumentale di questa polemica è lampante” e che “i commenti di chi ha visto in questa vicenda un affronto alla parità di genere sono davvero fuori luogo o comunque frutto di disinformazione.
Una boutade estiva giustificabile solo da una domenica senza la possibilità di andare in spiaggiaÈ stato necessario l’improvviso utilizzo di ombrelli per riparare i relatori dalla pioggia (al mattino) e dal sole (nel pomeriggio) – aggiunge – poiché il palco era scoperto. Non appena si è verificata l’emergenza, alcuni volontari dotati di ombrello si sono attivati autonomamente“.
E non contento delle cazzate dette ha anche aggiunto:
“Disponevo di un cappuccio nella giacca ma non l’ho usato per non passare per affiliato alla massoneria’”.
Ahahahha! Muoio dal ridere! Quindi per ostui è meglio avere semrpre dietro una femmina accessorio che ti regga l’ombrello!
Ma poverini! E sono privi delle mani loro? O sono troppo flaccidi e debolucci per reggere un ombrello?
Secondo loro le porta ombrelli erano tutte volontarie! Quindi nessun ometto si è offerto? E come mai? Troppo servile il compito per un maschio?
E’ intervenuta perfino la Camusso, segretaria generale della Cgil:
“Credo che denoti un pessimo gusto, incapacità anche di autosufficienza maschile, per cui si ha bisogno di qualcuno che ti curi e ti protegga e credo che sia un pessimo spettacolo dato da quella manifestazione e dagli uomini di governo presenti”.
E anche il comico Beppe Grillo:
“Un tempo si dibatteva sulla “donna oggetto”, i dirigenti del Pd sono andati oltre e hanno inventato la “donna ombrello”.
Si è indignata anche una donna del pd abruzzese, Alexandra Coppola:
“Queste foto che ritraggono ragazze in funzione parasole e parapioggia che agevolano il dibattito di uomini beatamente seduti. Mi chiedo ma dove vogliamo arrivare? Nella mia militanza ho fatto di tutto, attaccato manifesti, preparato sale che avrebbero ospitato ospiti importanti, ma mai nessuno mi ha chiesto di riparare dal sole compagni di partito. È molto tempo che qui nella nostra Regione le cose vanno un po’ cosìtutto passa quasi inosservato. Tutto va bene e nessuno ha nulla da obiettare“.

Già, i kompagni di partito…..Tutto va bene se la gente tace!
Dopo millenni di lotte per la parità di genere siamo ancora all donna considerata oggetto al servizio dell’uomo!
Non si è sentita la voce gracchiante della kompagna Boldrini e delle sue amichette rosse, quelle della presidenta, la professora….,invece, come mai???
Sono ancora sotto casa di Silvio a strapparsi le piume o ad accusare Trump di mashilismo? Invece i loro kompagni cosa sono???
Ah già, la Boldrina è quella che si mette il velo davanti ai musulmani sennò si offendono….

Da notare le facce grasse e cadenti  dei signorotti incravattati scrannati e le facce felicissime di chi regge loro l’ombrello buscandosi il sole o la pioggia!
Complimenti! Io l’ombrello gliel’avrei spaccato in testa o infilato nel…..

 

 

 

 

 

Risultati immagini per ragazze porta ombrelli in abruzzo

Risultati immagini per ragazze porta ombrelli in abruzzo

Dall’Abruzzo un’idea per il futuro dei giovani: basta portaborse, avanti portaombrelli

Risultati immagini per ragazze porta ombrelli in abruzzo

Categorie: Senza categoria | 39 commenti

Diritto alla vita

Oggi morirà il piccolo Charlie.
Anzi, sarà ucciso da mani “umane”, dai medici che hanno deciso per lui e che gli staccheranno i macchinari che lo tengono in vita contro il voleer dei genitori.
Credo che tutti abbiate sentito parlare di Charle Gard, un bambino inglese di soli 10 mesi affetto da una rara malattia degenerativa, ne esistono solo 16 casi al mondo, la sindrome di deperimento mitocondriale, che provoca il progressivo e inesorabile indebolimento dei muscoli,  definita incurabile.
Ma come, ci si chiede, si va su Marte, si esplorano mondi sconosciuti nello spazio, si costruiscono macchine e cellulari sempre più sofisticati, ci sono perfino robot interattivi che operano al posto dell’uomo in parecchi campi, quello medico compreso, e non si riesce ancora a curare le malattie rare?
Si, evidentemente perchè non ci si guadagna sopra abbastanza….
Così un bambino come Charlie è costretto a vivere attacato a delle macchine, in stato vegetativo, per poter respirare e nutrirsi e quindi vivere.
Secondo i medici dell’ospedale di Londra in cui è ricoverato non ci sono alcune speranze di miglioramento nè di lunga vita.Per questo hanno deciso la sua sentenza di morte.
I genitori, ovviamente, si sono opposti fin da subito con tutte le loro forze, lottando per il diritto alla vita del figlio e rivolgendosi alla Corte europea per i diritti dell’uomo.
Anche perchè nel frattempo era giunta dall’America la notizia di una nuova cura sperimentale che avrebbe potuto migliorare le condizioni di vita di Charlie.
Ma non c’è stato niente da fare! Dopo una lunga battaglia legale e umana i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra sono stati autorizzati dalla Corte europea per i diritti dell’uomo a uccidere di fatto il piccolo Charlie! Contro il parere dei genitori. Senza dargli nemmeno la speranza della cura americana.
Perchè???
Io sono favorevole all’eutanasia per persone consapevoli che ne abbiano già espresso volontà in vita cosciente, ma un neonato…..
Devono essere i genitori, non un tribunale o un ospedale a decidere!
Solo un genitore può sapeer cosa sente il suo bambino perchè il legame con chi ti mette al mondo è indissolubile e talmente stretto e intimo che chi è esterno non può capire.
Io so cosa stanno provando o pensando i miei figli senza che aprano bocca e anche se sono distante e non li vedo.
Stessa cosa capitava con mia mamma: quando mi capitò un brutto incidente lei se lo era sentito  e stava già andando in ospedale prima che l’avvertissero. Perchè io stavo soffrendo, forse morendo, e il mio pensiero è andato subito a lei.
C’è un legame telepatico che unisce genitori e figli: se la mamma e il papà del piccolo Charlie non volevano staccarlo dai macchinari avranno avuto i loro buoni motivi! Non sono certo capricci i loro: nessun genitore vorrebbe mai vedere il proprio figlio soffrire e gli staccherebbe di persona la spina se non ci fossero altre alternative se non la sofferenza e la morte.
Evidentemente non era questo il caso. La cura sperimentale si poteva provare! Si deve tentare di tutto pur di salvare una vita!
Invece no, ci sono medici arroganti, disumani  e presuntuosi che ritengono di avere solo loro l’unica conoscenza esatta.
Così a questo piccolo angelo è stata negata l’unica speranza di un miglioramento con il viaggio in America e la vita stessa.
Io non permetterei mai a degli estranei di decidere per la mia vita o per quella dei miei cari! Non è proprio possibile!
“Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo” – hanno detto i genitori, ringraziando, invece, tutti coloro che hanno dato sostegno, anche economico tramite una colletta, alla loro causa.
Strano che cristiani vari e soprattutto il papocchio non abbiano mosso un dito!
Eppure stanno sempre lì a sbraitare sui diritti di tutti.
Forse la colpa di Charlie è di essere bianco e inglese! Non vorrei dire, ma spesso a pensar male……
Oggi Connie Yates e Chris Gard stringeranno per l’ultima volta le piccole manine del loro bambino.
Perchè un ospedale e un tribunale estranei alla sua vita hanno deciso che deve morire, alla faccia del tanto decantato diritto alla vita, diritto che spetta a tutti, e alle cure.
E dicono di averlo fatto “per il suo bene, per evitargli altre sofferenze”.
E se fosse migliorato con le cure americane? Magari no, ma perchè non permettergli di tentare?
L’hanno condannato a morte e non gli hanno nemmeno permesso di morire a casa sua, come supplicato dai genitori come gesto di umanità, nella culla che i gli avevano preparato per lui con tanto amore.
Evidentemente questi medici di umano non hanno niente e non posseggono nemmeno una coscienza che gli permette di avere quella compassione che dovrebbe albergare in ogni essere dotato di anima.
La tomba del piccolo Charlie sarà quel freddo letto di un ospedale che l’ha voluto uccidere.
Che mondo di merda!

Risultati immagini per morte del piccolo charlie

Risultati immagini per morte del piccolo charlie

Categorie: Senza categoria | 19 commenti

Verità

 

Io non sono su facebook e su nessun altro social, ma la scoperta di questa meravigliosa Identità Italica mi ha lasciato molto piacevolmente sorpresa! Il fatto di vedere che esiste ancora qualcuno con un cevello funzionante è molto consolante!
Potete visitare il profilo facebook Identità Italica anche se non siete iscritti perchè è pubblico. Se anche voi siete patrioti e non vi siete ancora arresi fateci un giretto

Categorie: Senza categoria | 4 commenti

Questione di rispetto

Non ho mai sopportato le persone che pretendono il rispetto degli altri come un diritto ma poi sono loro i primi a violarlo!
Questa volta sto parlando degli omosessuali che hanno partecipato all’ultimo gay prade.
Innanzitutto non capisco il senso di tali manifestazioni: volete essere considerati uguali agli altri, cioè agli etero, ma poi manifestate per “l’orgoglio” di essere gay? Che senso ha? Qualcuno poi mi spieghi cosa ci sia da essere orgogliosi del fatto di essere omosessuali e come mai noi etero non facciamo manifestazioni per dimostrare il nostro “orgoglio” etero! Se lo facessimo qualche trinariciuto rosso o rosa ci additerebbe subito come omofobi ( i rossi si dimenticano troppo spesso di quanto abbiano perseguitato gli omosessuali loro, e come li perseguitano tuttora in paesi come la Russia, comunista per eccellenza). E qui inizia il festival dell’ipocrisia….
Ma ritorniamo agli omosessuali del gay prade che pretendono rispetto nonostante vadano in giro a sculettare su carri carnevaleschi,tutti ridicolosamente impiastricciati di trucco, oli vari, pelle, lustrini, chiappe di fuori,improvabili parrucche e sempre a mimare atti sessuali contro natura, come a voler sottolineare che per loro è quello l'”orgoglio”!
Perchè, invece, non fanno qualcosa di davvero utile e costruttivo per farsi conoscere, magari parlando in un teatro o in una piazza delle loro esperienze, di come una persona che si scopre omosessuale non abbia niente da temere perchè non è malata, di come hanno affrontato la vita, la famiglia, il lavoro…..Senza travestimenti, sculettamenti e robe simili. Penso che così avrebbero davvero il rispetto di tutti.
Ho amici omosessuali, sia maschi che femmine, che prendono immediatamente le distanze da manifestazioni del genere e si vergognano per il fatto che poi la gente li creda tutti così.
Invece….con l’ultimo gay prade hanno definitivamente perso anche il mio ( solo quelli che si prestano a tali manifestazioni patetiche e ridicole: per gli altri rimane)!
Infatti a Perugia i pagliacci del gay prade, visto come si conciano non so come altro definirli, hanno pubblicizzato il loro carrozzone con un manifesto palesemente blasfemo e offensivo su cui appare la Madonna vestita e truccata da drag queen.
La Madre di Cristo in  versione omosessuale ha il velo candido in testa, l’aureola, il trucco esagerato in viso e un cuore circondato di raggi in mano, così come viene rappresentato nell’arte il Cuore Immacolato di Maria.
Ora, io non sono cristiana, ma ho profondo rispetto per qualsiasi altro credo diverso dal mio, purchè non misogino, e so che la figura della Madonna dal Cuore Immacolato ha parecchi fedeli in tutto il mondo: quindi perchè offendere chi ama e crede nella Madonna? Con quale diritto queste persone si permettono di deridere il credo altrui quando loro sono i primi, poi, ad esigere rispetto?
Io questa gente maleducata e incivile non la rispetterò mai!
Avessero offeso così una delle mie divinità sarei andata personalmente a prenderli a calci nel culo!
E non sono la sola. Marco Squarta, di Fratelli d’Italia Umbria, ha così manifestato il suo giusto disappunto sui social:

“Non si può invocare il rispetto dei propri diritti, battagliare contro le discriminazioni e gli insulti e poi diffondere immagini come queste sulla Madonna che offendono chi crede. Pessimo gusto..anzi disgustoso”.

Gli organizzatori del Perugia Pride Village vigliaccamente si permettono di negare tutto dichiarando, per bocca di Stefano Bucaioni,  presidente di Omphalos Lgbt e vicepresidente Arcigay:

“Mi preoccupa che il consigliere Squarta non sappia riconoscere una Drag Queen da una Madonna, ma visto che è così confuso sulla laicità delle istituzioni lo invitiamo caldamente a partecipare al Perugia Pride Village 2017″.

E nonostante in molti abbiano fatto notare a Bucaioni che quell’aureola e il cuore “immacolato” in mano alla drag queen siano un richiamo molto, troppo esplicito alle icone sacre del cristianesimo, gli organizzatori del Pride si sono anche permessi di definire le reazioni dei partiti e dei cattolici “un pensiero discriminatorio” figlio della “omofobia più nascosta” che viene “smascherata con un po’ di trucco e uno scatto fotografico ben fatto”. “I nostri pride scandalizzano, irritano, destabilizzano. E lo fanno di proposito – si legge nella nota -. Ci si scandalizza alla percezione di qualcosa di sacro accostato a qualcosa che si ritiene sbagliato non degno di rispetto. Dimostrando nei fatti che ciò che di sbagliato si vede sono semplicemente le nostre drag queen, le nostre persone transessuali, i gay, le lesbiche o le persone intersex”.

Ma sono deficienti sul serio o si divertono a farlo?
Loro si divertono a scandalizzare, provocare, irritare e destabilizzare? E poi si stupiscono se in tanti li odiano?E se cominciassimo a farlo noi? Subito andrebbero a piangere da mammà addidantoci come omofobi, perchè non sono capaci di dire altro!
Loro allora cosa sono? Eterofobi, cristianofobici, mariofobi, cristofobici, normalofobici…..

Loro dicono che non è raffigurata la Madonna….giudicate voi dalla foto ( da notare anche i personaggi intorno, di cui una con tanto di mani giunte).

 

Risultati immagini per gay pride offende la madonna

Risultati immagini per gay pride offende la madonna
Intanto un imprenditore a Latina ha esposto uno striscione per ribadire il suo orgoglio etero durante la sfilata dei pagliacci omo. E si è trovato in casa i carabinieri che gli hanno intimato di toglierlo: perchè?
Soprattutto quando gli omosesuali hanno sfilato con cartelli offensivi e blasfemi:

striscione

 

 

In Turchia, invece, unico paese musulmano a tollerare l’omosessualità, hanno manifestato pacificamente e civilmente, come dovrebbero fare tutti, nonostante il divieto del governo di Istambul, e sono stati arrestati e costretti ad ascoltare i versetti del Corano.
Ecco la differenza tra chi merita rispetto e chi proprio no ( oltretutto Vladimiro Guadagno Luxuria offende tutte le donne perchè lui, che è un uomo, pretende di farsi chiamare al femminile! E il rispetto verso le donne VERE dove lo mettiamo?):

Istanbul:

Risultati immagini per omosessuali arrestati a istanbul

Immagine correlata

Risultati immagini per omosessuali arrestati a istanbul

Risultati immagini per omosessuali arrestati a istanbul

Italia e resto del mondo, varie edizioni:

Risultati immagini per gay pride offende la madonna

Risultati immagini per gay pride offende la madonna

Immagine correlata

Che sia stato in Italia o in Brasile poco importa: NON SI USANO I BAMBINI!

Immagine correlata

Risultati immagini per gay pride osceno

Risultati immagini per gay pride osceno

Immagine correlata

Risultati immagini per gay pride osceno

Risultati immagini per carri gay pride con bambini

Risultati immagini per gay pride osceno

Ma voi dareste dei bambini in adozione a questa gente qua? Io assolutamente NO!
Consiglio agli omosessuali che vogliono il rispetto davvero e magari essere appoggiati quando pretendono diritti di cominciare a non offendere gli altri e di non partecipare a certe inutili carnevalate spesso oscene! E soprattutto di lasciarne fuori i bambini!

 

 

Categorie: Senza categoria | 15 commenti

Blog su WordPress.com.