Archivi del mese: febbraio 2017

Facciamoli smettere!

Lo sapevate che in Italia gli effetti di fumo, alcol e droghe vengono ancora sperimentati sugli animali?
Questi vomitosi esperimenti, inutili e crudeli, dovevano essere vietati per Legge dal 1° gennaio 2017 ma prima il Governo e poi il Parlamento hanno votato per far continuare questa sofferenza per altri 3 anni.
Nonostante oltre l’80% degli Italiani sia contrario alla sperimentazione animale ( fonte Eurispes) e le migliaia di firme raccolte per bloccare questi test, gli interessi politici hanno prevalso sulla vita di migliaia di animali e sulla salute delle persone.
Dal sito della LAV, Lega Anti vivisezione:

PROROGATI DI 3 ANNI I TEST SUGLI ANIMALI PER FUMO, ALCOL E DROGHE.

Ieri sera la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato a maggioranza Pd-Ncd-Forza Italia-Gal-Autonomie (contrari Sel-Misto-M5s) l’emendamento De Biasi, Cattaneo e altri che prevede tre anni di proroga (inizialmente era di cinque anni) per questi esperimenti, particolarmente inutili per i malati e crudeli per gli animali.

“Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa – afferma la LAV – in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente”.

Ora, con lo scontato voto di fiducia del Governo sull’intero Decreto Legge “Milleproroghe” sarà impossibile far presentare e votare emendamenti soppressivi in Aula, atto che sarà replicato alla Camera in seconda e definitiva lettura.

A sostegno della ricerca che non fa uso di animali, il 25 e 26 marzo e il 1-2 aprile la LAV (www.lav.it) scenderà nelle principali piazze d’Italia, per ottenere dal prossimo Governo la destinazione di almeno il 50% dei fondi previsti per la ricerca, a sostegno dello sviluppo e della convalida dei metodi di ricerca che non fanno uso di animali.

Al grido di #fallismettere continueremo a lottare per la Scienza giusta

Lottate insieme a noi affinchè non esistano più specie di seria A e specie di serie B!
Ogni essere vivente ha gli stessi uguali diritti!

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Carnevale

Oggi è martedi grasso, cioè il giorno, insieme al precedente giovedi
in cui si festeggia il carnevale con feste in maschera e sfilate di carri 
allegorici per le piazze.
Ma da dove ha origine il carnevale? Qual è il suo significato?
La parola carnevale deriva dal latino carnem levare, togliere la carne, e  anticamente stava ad indicare, per i paesi cattolici,  il periodo di digiuno prima della quaresima pasquale.
Anche adesso, tra le famiglie cattoliche, si usa non mangiare carne durante il periodo di quaresima.
Beh, nella mia famiglia la carne la mangiano solo i cani e i gatti!
Nessun umano di noi latocca! E stiamo tutti benissimo.
Il giovedi ed il martedi grasso erano i giorni delle ultime abbuffate!
Secondo la chiesa, che anticamente aveva condannato duramente la festa,queste giornate sarebbero un momento di meditazione e riflessione per ritrovarsi con Dio prima della sua Resurrezione.
Ma, come quasi sempre accade, anche questa festa cattolica ha antiche origini pagane, già diffusa tra i popoli indoeuropei, mesopotamici ecc. in cui assumeva una valenza simbolica di purifcazione e di rigenerazione.
Secondo gli antichi riti il carnevale rappresentava il periodo del primordiale,in cui l’ordine veniva sovvertito e in cui ci si lasciava andare a dissolutezze,scherzi, abbuffate e bevute, spesso anche a sfrenate orge.
Una volta terminato il periodo di caos tornava l’ordine, interamente rigenerato e rinnovato.
Tra questi riti si ricordano le feste dedicate al dio Dioniso, le dionisiache greche, in cui si spillava vino pigiato nell’autunno, giovani donne danzavano e  un carro con colui che rimeteva a posto il cosmo dopo il caos, passava alla fine della festa.
Venivano profferite offerte ai morti, in particolare una torta chiamata panspermia, cioè contenente il seme di ogni pianta, ricchi di simbologie:le mandorle sono le ossa nude dei morti, la melagrana il ritorno del corpo sulla terra, il grano la resurrezione e così via.
A Roma si festegivano i saturnali con grandi banchetti, sacrifici, e spesso riti orgiastici ( era abitudine fin dall’antichità a Roma…..).
Dall’Egitto arrivava la festa in onore della dea  Iside in cui erano presenti gruppi di persone mascherate che recitavano e danzavano.
Presso i Babilonesi, nel periodo dopo l’equinozio primaverile, si svolgevano cerimonie e processioni in cui veniva rappresentata la lotta del dio Marduk contro il drago Tiamat che diede origine  alla creazione del cosmo.
Nel caos di queste antiche feste tutto diveniva il contrario di tutto: lo schiavo padrone, il nobile servo, il maschio femmina ( sogno di parecchi “maschi” ), il vecchio bambino e così via, fino al ritorno del nuovo ordine.
Secondo diverse culture antiche , in particolare giapponesi e germaniche, il carnevale simboleggia un ciclo dinamico mistico in cui gli spiriti circolano tra cielo, terra e inferi e si dermina il destino degli uomini.
Durante il carnevale, in primavera, si aprirebbe un passaggio tra il regno dei morti e quello dei vivi.
Ai morti vengono donati costumi e  maschere tramite i quali avere un corpo provvisorio. Ogni spirito assume le caratteristiche del corpo rappresentato.Questo lo renderebbe anche meno pericoloso.
I morti possono così comunicare e festeggiare con i vivi confondendosi tra loro, e portare nuova fecondità alla Terra.
Alla fine del caos, celebrato con una sorta di funerale del carnevale in cui si dà fuoco ad un fantoccio ( Re Carnevale), i morti ritornano nell’aldilà e un nuovo ordine torna nel cosmo, purificato e rinnovato.

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Grazie Marine!

 

Sono le Donne che ci hanno dato la vita,
Esse sono più legate alla Madre Terra.

Noi rivolgiamo a Voi il nostro pensiero.
A Voi,
che crescete i nostri figli,
secondo le usanze e le lingue
che sono nostre.
A Voi,
che mantenete le nostre Nazioni
sul cammino della vita.
A Voi,
che conservate la purezza
nell’azione e nel sentimento.
Donne,
rimanete con determinazione
come siete
affinchè le nostre Nazioni
possano continuare ad esistere.

Patricia Nei Boschi

Con questa stupenda dedica vorrei ringraziare la grandissima Marine Le Pen, leader di Front National, che si è GIUSTAMENTE rifiutata di indossare il velo che le volevano IMPORRE per incontrare il Gran Mufti sunnita, massima autorità islamica libanese, e che, in segno di protesta, ha lasciato subito il Libano.
Alla faccia di tutte le patetiche e pietose donnicciuole di sinistra che si dicono dalla parte delle donne, tipo Boldrini, Serracchiani, Bonino, Mogherini e quelle della delegazione svedese, che si sono subito sottomesse al volere di quegli “uomini” che vorrebbero le donne coperte.
Grandissma Marine!
Come fece anche la mitica Oriana Fallaci quando, nel 1979, durante un’intevista all’Ayatollah Khomeini, si tolse il velo dopo una risposta stizzita dello sciita a una sua più che sensata e giusta domanda.
Ecco l’intervista, per chi non la ricordasse ( presa da Il Mattino online):

Oriana: Imam, devo chiederle ancora molte cose. Di questo “chador” a esempio, che mi hanno messo addosso per venire da lei e che lei impone alle donne, mi dica: perché le costringe a nascondersi come fagotti sotto un indumento scomodo e assurdo con cui non si può lavorare né muoversi?[…]E comunque non mi riferisco soltanto a un indumento ma a ciò che esso rappresenta: cioè la segregazione in cui le donne sono state rigettate dopo la Rivoluzione. Il fatto stesso che non possano studiare all’università con gli uomini, ad esempio, né lavorare con gli uomini, né fare il bagno in mare o in piscina con gli uomini. Devono tuffarsi a parte con il “chador”. A proposito, come si fa a nuotare con il “chador”?.

A.K.: Tutto questo non la riguarda. I nostri costumi non vi riguardano. Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla. Perché la veste islamica è per le donne giovani e perbene.

O.F.: Molto gentile. E, visto che mi dice così, mi tolgo subito questo stupido cencio da medioevo.

Perchè TUTTI capiscano bene che a una Donna non s’impone niente!
Noi non siamo le schiave di nessuno e non dobbiamo coprirci, o scoprirci, per nessuno se non ci va.
Il velo lo mettano quelle che lo vogliono, per motivi religiosi o per altro, purchè sia una loro liberissima scelta.
A noialtre NON PERMETTETEVI DI ROMPERE I COGLIONI!
Chiunque voi siate!

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Ricettina

Scusate la latitanza, ma come sapete tra figlio in arrivo, figli già presenti, branco peloso e piumato, studenti, ho sempre meno tempo da dedicare al blog.
Ma ci sono sempre!
Se anche voi avete un marito e una famiglia fantastica coma la mia vi consiglio questi dolcetti per coccolarli e viziarli ancora di più! Se non avete nessuno di così speciale, fateli per voi  stessi che davvero meritano!
La ricetta si chiama Tortino caldo dal cuore fondente ed è della foodblogger Eleonora Rubaltelli, presa dalla Gazzetta di Parma.

Ingredienti per 12 tortini:

– 3 uova intere
– 3 tuorli
– 200 gr. di zucchero
– 200 gr. di burro
– 200 gr. di cioccolato fondente
– 50 gr. di farina
– vanillina ( facoltativa)

Sciogliere il cioccolato ed il burro a bagno maria o nel microonde.
Nel frattempo mescolare le uova con lo zucchero, poi aggiungere la farina e la vanillina.
Infine aggiungere il burro e il cioccolato sciolti ( io ho usato il burro fresco bio che produce direttamente il mio vicino, le uova delle mie gallinelle, zucchero di canna e cioccolato fondente Ecuador al 70%, ma potete anche cambiarlo.).
Mescolare bene e versare nei pirottini già imburrati e infarinati.
Infornare a 190° per circa 12 minuti.
lasciare raffreddare e poi capovolgere i pirottini.
Avrete dei tortini che, una volta aperti, riveleranno un morbidissimo e gustosissimo cuore fondente.
Io li ho preparati per S. Valentino: un vero successo!
Li ho spolverati con zucchero a velo,ma potere decorarli anche con panna montata, confettini, granella di cioccolato, fragole e lamponi, ribes, ecc…
Provateli anche voi ( non esagerate se avete il colesterolo troppo alto…).

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Quello stronzo di Trump

Su qualche idea sono d’accordo con lui, è vero, ma questo proprio non doveva farlo!
Quello stronzo del nuovo presidente dei nuovi americani, il multimilionario Donald Trump, dopo che aveva promesso di tutelare il popolo americano che fa?
Dà il via libera alla costruzione di quel maledetto oleodotto di cui ho già parlato in precedenti post, il Nord Dakota Pipeline, nonostante le numerose proteste dei miei fratelli Lakota, visto che attraverserà le LORO Terre Sacre.
Migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti hanno manifestato e stanno manifestando contro quel puzzolente oleodotto al quale l’amministrazione Trump ha concesso l’ultimo permesso necessario per terminare lo scempio.
Il progetto, dal valore di 3,8 miliardi di dollari, trasporterà petrolio dal Nord Dakota all’Illinois.
Un piccolo gruppo di manifestanti si è radunato davanti alla Casa Bianca per far sentire la sua voce. A San Francisco alcuni manifestanti sono stati arrestati per aver bloccato l’accesso pubblico a un edificio federale. Manifestazioni si sono avute anche a Chicago e New York.
Chi altri se non i Nativi Americani possono dirsi gli unici veri americani presenti in America? Gli altri sono tutti discendenti di stranieri invasori! Nessuno dovrebbe avere più diritti degli Indiani, in America, invece…..di diritti ne hanno sempre meno e i pochi rimasti vengono costantemente calpestati in nome dello sporco denaro di petrolieri, proprietari terrieri e gente di merda varia….
Ah se li avessero innalzati gli Indiani i muri nel 1492!
Adesso sarebbero liberi nelle LORO TERRE! E non cittadini di serie c in casa propria!
Altro che veder stuprare la loro Terra da oleodotti inquinanti per far felici ingordi multimilionari!
Non mollate fratelli miei! So che non si arrenderanno mai.
Ancora archi e frecce contro la prepotenza e l’avidità degli invasori! Quando finirà?

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Norma Cossetto: la ragazza che disse di NO

«Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata
dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata
dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba.
Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio.»

Questa onorificenza, medaglia d’oro al merito civile alla memoria, appartiene a Norma Cossetto, studentessa italiana istriana torturata e uccisa dai partigiani titini nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani.
Perchè aveva rifiutato di tradire i fascisti e piegarsi alla dittatura dei partigiani comunisti.
Da quando si studiano gli orrori della seconda guerra mondiale per lungo tempo si è sempre e solo raccontato degli orrori nazisti e dell’Olocausto, tralasciando il ricordo di migliaia e migliaia  di altre vittime, tanto che in troppi tutt’ora non  conoscono nemmeno cosa significhi il termine foiba.
Le foibe, lo ricordo ancora anche oggi, sono enormi cavità, tipo caverne verticali o profondi pozzi, tipiche delle zone carsiche e dell’ Istria.
Nel 1945 oltre 10 mila persone furono gettate vive nelle foibe,  o uccise dopo processi sommari, dai partigiani comunisti di Tito, in nome di una pulizia etnica, esattamente come quella di  Hitler, che voleva annientare gli italiani nei territori di Istria e Dalmazia.
L’orrenda morte di queste vittime fu avvolta per lungo tempo dal più totale silenzio, perchè si sa: la storia è raccontata da chi vince la guerra!
Ma prima o poi la verità viene a galla…….Fra il 1943 e il 1947 oltre 10 mila persone furono gettate vive o morte in queste gole, un genocidio che non teneva conto di età, sesso e religione, riconosciuto ufficialmente nel 2004, con la legge numero 94 che istituì la «Giornata del ricordo», in memoria dei martiri delle Foibe.

Ma chi era Norma Cossetto? Questa ragazza così coraggiosa e valorosa dal preferire la tortura e la morte pur di non rinnegare i suoi ideali e di non sottomettersi ai prepotenti?
Norma Cossetto nacque a Visinada il 17 Maggio 1920  e fu uccisa ad Antignana nell’Ottobre del 1943.
Il padre era segretario del Partito Nazionale Fascista, poi ufficiale delle Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale.
Fu accoltellato, ovviamente alle spalle, da un partigiano il 7 Ottobre 1943 mentre cercava notizie sulla figlia a Costellier Santa Domenica e gettato in una foiba.
Norma si diplomò presso il Regio Liceo Vittorio Emanuele III di Gorizia e in seguito si iscrisse al corso di lettere e filosofia all’università di Padova. Sognava di diventare insegnante.
In questo periodo aderì ai Gruppi Universitari Fascisti di Pola.
Dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943 che sancì la fine dell’allenaza italiana con la Germania di Hitler, la famiglia di Norma cominciò a  ricevere minacce e furti da parte dei partigiani ( si, i partigiani erano anche dei grandissimi LADRI!).
Norma venne convocata presso il comando partigiano composto sia da italiani che da jugoslavi, in cui venne invitata ad aderire al movimento partigiano e a tradire la sua famiglia e i suoi ideali.
Norma oppose un netto rifiuto, e quel giorno venne rilasciata.
Ma il giorno dopo lei e alcuni suoi parenti furono arrestati e condotti all’ex caserma della Guardia di Finanza di Parenzo.
La successiva occupazione dei tedeschi costrinse i partigiani a spostare i prigionieri di notte presso la scuola di Antignana divenuta un carcere ( una scuola! Ma si sa che i kompagni sono ignoranti e vedono qualsiasi forma di cultura come una prigione).
In questo luogo, sottolineo una scuola,  Norma venne tenuta legata ad
un tavolo, provabilmente un banco su cui alunni avrebbero dovuto imparare,
e ripetutamente orrendamente torturata e violentata dai partigiani.
Nella notte tra il 4 e il 5 Ottobre 1943 i prigionieri, legati mani e piedi
con del fil di ferro, furono costretti con la forza a recarsi a Villa Surani.
Le donne presenti, tre, subirono ancora ripetute violenza sessuali.
Poi tutti furono gettati, ancora vivi, in una foiba.  

Testimonia la sorella di Norma, Lidia Cossetto, in seguito anche lei
arrestata dai partigiani, quando ritrovarono il suo corpo martoriato
in fondo ad una foiba:

« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo
trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno
il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva
portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome…
Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare
se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta
che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando
di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non
le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina
alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un
tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche
i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto
fare niente, perché avevo paura anch’io” »

In seguto soldati tedeschi catturarono una quindicina di questi
partigiani e li costrinsero a vegliare per una notte intera il cadavere
di Norma.
Tre di loro impazzirono.
Furono fucilati il giorno successivo. 


In memoria di Norma Cossetto nacque nel 1944 a Trieste il Gruppo
d’Azione Femminile che porta il suo nome, unico reparto paramilitare
fascista femminile della RSI.Nel 1949 le fu conferita la laurea ad
honorem dall’Università di Padova.
Nel 2011 la medesima univeristà le conferì una targa alla memoria.
Dal 2012 una biblioteca di Limena (Padova)porta il suo nome.
A Trento e Bolzano ci sono due vie dedicate a lei.
Da Gennaio 2013 il comune di Calalzo di Cadore (BL) le ha intitolato la sala consiliare.
Il suo corpo riposa in Croazia, nel cimitero di Santa Domenica di
Visinada.

Onore alla coraggiosisisma Norma!

 

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Foibe: IO NON DIMENTICO

Dopo anni, troppi anni,di vergognoso silenzio e indifferenza, domani, 10 Febbraio,si commemorano, finalmente, le vittime dei bastardi comunisti mafiosi:i morti delle Foibe.
Dall’anno 2005 il giorno 10 Febbraio, data del trattato di Parigi del 1947 in cui si assegnò gran parte della Venezia Giulia e la città di Zara alla Jugoslavia,
è dedicato alla commemorazione dell’eccidio delle Foibe.
Che cosa sono le foibe? In Natura le foibe, il cui nome signifca fossa ma
che di fatto indicano profondi inghiottitoi,sono cavità di origine naturale con un ingresso a strapiombo,tipo caverne o pozzi, tipiche delle regioni carsiche e istriane.
E sono le tombe di circa diecimila italiani uccisi dai bastardi partigiani comunisti, jugoslavi e non, tra il 1943 e il 1947.
Molti non erano morti quando furono scaraventati negli inghiottitoi.
Non solo italiani: le vittime tedesche furono forse ancora più numerose!
69 mila furono trucidate dai titini, 200 mila gli esuli e i deportati nei campi di concentramento slavi nel 1945.
Stessa sorte per ungheresi, croati, ma soprattutto gli indigeni ostilial regime.
E di questo, chissà perchè a scuola si parla molto poco, vero?
Non nelle mie classi….Nelle mie classi si insegna TUTTA la storia, anche quuella che a qualche mente mediocre e ignorante riuslta scomoda ricordare.
Subito dopo la firma dell’armistizio con gli alleati dell’8 Settembre 1943, annunciato da Badoglio, i partigiani comunisti slavi, e non solo diciamolo pure, scatenano tutta la loro infamia e violenza contro i fascisti e tutti gli italiani non comunisti, ma anche antifascisti che non approvavano quel regime e si opponevano all’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia.
Li dichiarano ” nemici del popolo”.
Così i kompagni partigiani  massacrano, violentano,torturano, affamano e infine gettano nelle foibe circa un migliaio di persone,vive o già morte.
Per cominciare.
Si può solo immaginare l’orribile morte di chi vi è stato gettato dentro VIVO!
Altre persone muiono nelle prigioni per gli stenti e le torture subite.
Ben 200 mila furono, infatti, i deportati nei campi di concentramento jugoslavi.
Tra le vittime di queste efferate violenze si ricordano:
Norma Cossetto, medaglia d’oro al valore civile, di cui parlerò domani;
le tre sorelle Radecchi: Fosca, Caterina e Albina,violentate, seviziate per giorni
dai kompagni partigiani e gettate vive nelle Foibe ( due di loro, ad una
spararono in testa); don Angelo Tarticchio, anche lui seviziato e torturato dai partigiani comunisti. Quanto fu ritrovato il suo corpo era completamente nudo. Sulla testa aveva conficcata una corona di spine e i genitali, tagliati via provabilmente mentre era ancora vivo, gli erano stati messi in bocca.
Ora i kompagni partigiani sono quelli che cercano di non offendere gli islamici….
Nel 1945, quando  la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria le
vomitose truppe del dittatore comunista Tito scatenano tutto il loro odio contro gli italiani: vengono gettati nelle foibe fascisti, persone di chiesa ( da sempre odiati dai kompagnucci senza Dio), cattolici,liberaldemocratici, socialisti….
Ma anche numerosissime donne, anziani e BAMBINI.
L’odio dei comunisti non  ha risparmiato nemmeno i bambini.
Una carneficina che non conosce nessuna pietà e nessun limite: un’orrenda pulizia etnica voluta dal bastardo dittatore Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia tutti coloro che non si sottomettevano al comunismo.
Come fece anche Che Guevara, tanto idolatrato dagli ignoranti che osano perfino chiamarlo eroe alla faccia dei morti nei gulag!
La persecuzione contro i non comunisti prosegue fino al 1947,alla definizione dei confini tra Italia e Jugoslavia.
Ma non finisce per Dalmati e Istriani.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947 appunto,Istria e Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia.
Un incubo per chi non era comunista!
Trecentocinquantamila persone fuggono da quelle regioni e cercano rifugio in Italia: ma la sinistra italiana, oggi tanto accogliente con profughi di tutto il mondo, terroristi compresi,non dimostra nessuna solidarietà e voglia di aiutarli.
Non capivano, i poveri trinaricuti, come si potesse fuggire dalla meravigliosa dittatura comunista slava alleata di mamma Russia!
Il partito comunista italiano fece di tutto e di più per dare una visione distorta e giustificare le azioni dei kompagni jugoslavi ( non sono mai cambiati….),fino a chiamare i profughi “fascisti in fuga” per screditarli agli occhi degli altri italiani.

Così scriveva il kompagnuccio Piero Montagnani su l’Unità,
cartaccia del p.c.i il 30 Novembre del 1946:

« Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo
coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città, non sotto la
spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di
libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti
liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato
rifugio nelle città e vi sperperano

le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune,
non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci
pane e spazio che sono già così scarsi.»

Provate a pensare come parlano adesso, i trinariciuti!
Troppo a lungo la sinistra italiana ha taciuto le atrocità dei comunisti, titini e non, e la triste questione degli esuli!
Ricordo con disgusto che codesto assassino, Tito, ha vie in cui capeggia il suo nome: uno che ha ucciso bambini, donne e anziani.
Come se ci fossero vie dedicate ad Hitler!
Ma si sa che per i trinariciuti i morti hanno un solo colore…..
Alla faccia degli esuli e dei loro figli e nipoti a cui viene calpestata ogni giorno la memoria dei propri cari.
Impossibile stilare un numero preciso delle vittime delle foibe: si stima intorno alle 300/350 mila.
Per troppo tempo rimaste sepolte nell’oblìo della memoria!

Tra i pochissimi sopravvissuti delle Foibe ci sono:
Graziano Udovisi, Vittorio Corsi e Giovanni Radeticchio di cui riporto
la drammatica testimonianza pubblicata su La Prora nel 1946:

« Dopo giorni di dura prigionia, durante i quali fummo spesso selvaggiamente percossi e patimmo la fame, una mattina, prima dell’alba, sentii uno dei nostri aguzzini dire agli altri “facciamo presto, perché si parte subito”. Infatti poco dopo fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo. »
Ora finalmente hanno almeno un giorno del ricordo del loro assassinio.
E che vengano cancellati dalle vie e dalle piazze i nomi di tutti coloro che si sono sporcati le mani di sangue! Grazie!

 

 

 

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Dedica

Dedicato al mio amatissimo marito che con il suo grande amore
mi dà la forza e la voglia di vivere ogni giorno.
E soprattutto mi sopporta!

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Sarà questo il futuro?

Cittadini greci indigenti mangiano gli avanzi degli immigrati.

 

Mentre la Germania continua ad ingrassare a spese degli altri stati membri, diversi paesi, tra cui il nostro e la Grecia, sono in piena crisi economica e subiscono un’invasione spropositata e mai vista da parte di immigrati di tutto il mondo, pochissimi dei quali profughi che scappano da guerre ( e che invece di combattere come abbiamo fatto noi scappano. E mi riferisco ai maschi giovani e forzuti).
Ad esempio la regione di Ritsona, in Grecia, è pesantemente colpita dagli effetti della crisi economica e in molti del posto, rimasti senza lavoro, faticano a procurarsi il necessario per vivere.
In uno stato normale, con un premier normale, si penserebbe prima a loro e si bloccherebbero le invasioni di immigrati che poi, oltretutto, sono costretti anche a rimanere lì per un sacco di tempo per ottenere lo stato o meno di rifugiato.
Invece no! Stranamente dove c’è la sinistra c’è merda e i kompagni trinariciuti al governo, come Tsipras, il Frottolo greco, se ne fottono altamente dei propri cittadini che li mantengono con le proprie tasse, preferendo gli immigrati pagati dalla UE da usare come schiavi a basso costo.
Così sempre più cittadini di Ritsona ogni settimana si mettono in fila per ricevere il cibo in eccesso avanzato al campo profughi.
Se e quando gli immigrati avanzano una parte del cibo  i volontari legati della chiesa ortodossa ritirano il tutto per distribuirlo ai poveri cittadini greci.
In altre città sono gli immigrati stessi che, mossi a pietà anche loro, distribuiscono cibo tra i poveri delle città.
Racconta un ragazzo greco di appena venticinque anni di nome Antonis ( testimonianza presa da Il Giornale) mentre carica gli avanzi in macchina:
“Io stesso sono senza lavoro. In questa regione come in tutta la Grecia non c’è lavoro e la gente non ha da mangiare. Ma sarebbe un peccato se questo cibo venisse sprecato, così lo portiamo ai senzatetto.”

E il resto d’Europa resta a ipocritamente a guardare! Francis il papa parlante, che strasparla tanto di accoglienza, non ne ospita uno in vaticano! Se non una selezionatissima famiglia di siriani plurilaureati e cristiani!
Badate bene: non ce l’ho con gli immigrati, sebbene ritengo che, visto che la stragrande maggioranza di loro non fugge da un bel niente, solo dalla voglia di darsi da fare, sono tutti giovani maschi ben in carne,se ne dovrebbero stare a casa loro a rimboccarsi le maniche come abbiamo sempre fatto noi qui con due guerre mondiali alle spalle.
Ce l’ho con quei politici maledetti e con le cooperative rosse che speculano sulla pelle degli altri e lasciano morire di fame i propri cittadini che oltretutto li mantengono! E c’è ancora qualche ebete che si domanda come mai la Destra ha sempre più fans!
Meno male che le gente si sveglia!!!! Personalmente, lo sapete, io sono sempre stata di Destra, ma non sono di quelli che spara a zero  su qualcuno solo perchè è di un altro pensiero.
Sparo a zero solo contro gli incapaci avidi, come Renzi e Tsipras, che guardano solo ai propri interessi lasciando morire di fame la propria gente, che invece deve venire prima di qualsiasi altro al mondo. Altrimenti la fine dei miei fratelli Nativi Americani, sempre più invasi da stranieri e con sempre meno diritti, confinati in Riserve, stranieri in casa propria, non ce la leva nessuno!
E per chi avesse ancora dubbi sul piano Kalergi, consiglio un bel giretto in un paesino nel cremonese dove vive un italiano solo in mezzo ad un paese intero di africani!
E non è mica l’unico caso, nè in Emilia nè nel resto d’Italia!
Le cooperative rosse trovano case in affitto e lavoro stagionale, ovviamente a basso costo, per gli stranieri, e solo per loro, e le ditte lì intorno assumono solo loro perchè costano meno!
Ci rendiamo conto? E i nostri ragazzi costretti ad andare all’estero perchè qui non si trova niente…..
Ma a voi sta bene sentirvi stranieri a casa vostra? Perchè si incomincia dai paesini, poi si arriva alle grandi città ( guardate come sono ridotte Roma e Milano, ovviamente presiedute dalla sinistra)?
Trovate giusto che siano i Nativi greci o italiani a mendicare gli avanzi agli immigrati?
Trovate giusto che gente che arriva da chissà dove venga ospitata in hotel a tre o quattro stelle mentre ci sono famiglie italiane che hanno perso con il lavoro anche la casa e sono costrette a dormire in macchina?
Che si spendano milioni di euro per stranieri che non hanno niente  a che fare con noi e che scappano da posti meravigliosi per venire qui a farsi mantenere a scrocco, mentre ci sono terremotati ancora in tende o squallidi container ( e non parlo di chi scapa da guerre)?
IO NO! Pensateci quando si andrà a votare

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Verità

Di questo saggio pensiero, che condivido in pieno e che rappresenta in tutto il mio modo di vivere, ci sono varie versioni, tutte che portano al medesimo significato: a voi quella che preferisco:

 

Un gruppo di allievi va a casa del proprio Maestro per fargli visita.
Seduti intorno ad un tavolino si ritrovano a parlare della felicità,
del lavoro e dello stress.

Ad un certo punto il Maestro si allontana 
per preparare loro il the.
Dopo pochi minuti ritorna con un vassoio pieno di tazze,
ognuna diversa dalle altre:
alcune sono di fine porcellana, altre di vetro, 
altre di cristallo limpidissimo,
altre di aspetto molto semplice,
altre all’apparenza molto eleganti e costose, 
alcune piccole, alcune molto grandi.
Gli allievi si servono scegliendo ognuno una tazza,
e allora il Maestro dice loro:
<< Le tazze più belle e costose
sono state prese per prime,
le più piccole e semplici per ultime.
E’ normale che ciascuno di voi cerchi di ottenere
le cose migliori, ,a questo è anche la fonte 
del vostro stress.
Quello che volevate davvero era il the, non la tazza.
Eppure ognuno di voi si è affrettato a prendere
le tazze che ha ritenuto migliori
guardando cosa scegliesse il compagno al suo fianco.
Ricordate ragazzi: 
la vita è il the,
e la felicità  è il suo profumo. 
Lavoro, stato sociale, soldi, potere….non sono altro che apparenze
di cui a molti piace circondarsi: ma non sono altro che le tazze.
Non permettete mai alle vostre tazze di decidere per voi.
Imparate a godervi il the! >>

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