Archivi del mese: ottobre 2015

Premio Minchioni dell’anno alle Iene

Non c’è limite al peggio! Esistono, purtroppo, italiani davvero sfigati che rovinano
la nostra reputazione nel mondo!
Due di questi, tali Alessando Onnis e Stefano Corti, fanno parte del
programma televisivo Le Iene in onda, credo, su Italia 1, si sono fatti compatire
dimostrando al mondo intero quanto siano davvero patetici certi italiani.
Oltre che maleducati, incivili ed antisportivi.
Mentre l’Italia soffre per la crisi economica, l’invasione di immigrati, l’aumento delle tasse
ecc. ecc. ecc. codesti imbecilli non trovano di meglio da fare che recarsi a Cervera,
in Spagna, a casa del campione in carica Moto GP Marc Marquez per
insultarlo!
La sua colpa? Essere stato la vittima dell’evasore fiscale Valentino Rossi che,
infastidito dalla sua sua bravura e dal fatto che non lo lasciasse vincere facile, lo ha
atterrato con un calcio durante l’ultima gara a Sepang. D’altronde un vero campione
si riconosce anche da come si comporta!
Ma per gli italioti la colpa è di Marquez che ha osato contrastare il vecchio Rossi che
ormai, evidentemente, non è più in grado di reggere certi confronti: infatti sempre
lui  ha fatto cadere per ben due volte Marquez quando ancora era in gara per vincere
il titolo. Eh quando bruciano le chiappe!
Ma torniamo alle Iene…..
Tanta è la stupidità di questi due inviati, e della produzione che ce li ha mandati,
che hanno creduto loro diritto andare ad insultare il campione, che ricordo è la vittima,
a casa sua, nella sua proprietà privata.
Ecco i fatti:
Marc e suo fratello Alex, accompagnati dal papà, tornati a casa dopo un allenamento
trovano ad attenderli nella LORO PROPRIETA’ questi due pseudo giornalisti
accompagnati da alcune persone non meglio identificate.
Alla richiesta di un’intervista  con consegna di un “premio”, Marc, che non è scemo,
ha gentilmente rifiutato e se ne è entrato in casa sua.
Al che i civilissimi inviati delle Iene e i loro compari sono andati nel parcheggio della
casa e hanno rotto due bottiglie di champagne per simulare un podio.
Il padre di Marc scende, giustamente incazzato, dal furgone e scopre che tipo
di regalo codesti infami idioti volevano rifilare al figlio: un trofeo a forma di fallo
con su scritto Coppa Minchia ( visto da numerosi testimoni).
Ma si può essere più teste di cazzo di così????
Che si siano ispirati alla propria faccia per idearlo? Temo di si…..
Vedendo la situazione Marc, e per evitare guai al papà, scende in garage e invita
cortesemente gli intrusi ad andarsene.
Per tutta risposta viene nuovamente insultato, aggredito fisicamente,strattonato in malo
modo per un braccio e afferrato per il collo, sul quale compariranno alcuni graffi.
Un agguato in piena regola e premeditato!
A questo punto la famiglia di Marc, insieme ad un amico, interviene,
giustamente, in sua difesa, e distrugge le telecamere di quei cretini delle Iene e ci aggiungono anche qualche pedata!
Nel fratempo arriva la polizia che arresta gli inviati delle Iene.
Ma questi scemi patentati, da brava feccia dell’Italia quali sono, non tacciono ancora
e fanno la cosa che certi italioti sano fare meglio: le vittime quando hanno torto
marcio ( avranno imparato da Valentino?). Hanno quindi frignato ben bene lamentandosi
che i cattivi Marquez ed il loro amico gli hanno distrutto le telecamere e li avrebbero addirittura feriti!!!
Il cattivissimo Marc ha osato perfino rifiutare un così bel premio che loro volevano
regalargli con tanto amore e rispetto!
Ma magari i Marquez  li avessero davvero presi a calci nel culo!
Ci rendiamo conto???
Questi vanno a casa di un campione, vittima di un brutto incidente e addirttura
accusato di essere un complottista da un evasore fiscale ( quindi un delinquente),
entrano nella sua proprietà privata per insultarlo con un volgarissimo “premio” e
cercare di umiliarlo, gli mettono le mani addosso e si stupiscono se la
famiglia reagisce????
Cari i miei idioti non siete mica in Italia dove le vittime sono abituate a tacere e
a beccarsi gli insulti!
Peccato non avessero avuto un bel cane tipo Fila brasileiro….
Fossi stata lì anch’io quel vostro bel regalo avrei saputo bene dove mettervelo!
Allora si che sareste andati a frignare in ospedale per qualcosa!
Vergognatevi, siete ridicoli!!!!
Il pilota pluricampione del mondo ha sporto denuncia e la questione finirà in tribunale.
Ma si può rompere i coglioni in questa maniera a uno sportivo vero????
Possibile che l’idiozia di certi italici debba sempre farsi riconoscere?
Ovviamente Valentino, che ricordo a tutti coloro che lo chiamano “bandiera
nazionale” risiede in Inghilterra per non pagare le tasse in Italia e che ha evaso
il fisco per milioni di euro ( ma i soldi continua a guadagnarli qui grazie ai suoi tifosi),
non ha ancora detto niente su questa vicenda scatenata dalle sue polemiche
sia prima che dopo la gara e dal suo comportamento per niente sportivo.
Potrebbe almeno condannare il gesto! Chissà cosa succederebbe se una tropue
delle Iene spagnole andasse a casa sua, insultasse di brutto lui e la sua famiglia,
gli consegnasse un premio offensivo e in più lo malmenasse: minimo in Italia ci
sarebbe una rivoluzione!
Tutta la mia solidarietà al grandissimo Marc Marquez e alla sua splendida famiglia.
Marc, campione del mondo della classe 125 nel 2010, della Moto2 nel 2012 e della
MotoGP nel 2013 e 2014, è un ragazzo solare e umile, sempre sorridente:
uno che porta personalmente il caffè al suo staff, uno che quando perde è colpa sua e quando vince è merito di tutta la squadra.
Uno che se cade non ne fa una tragedia e regala sempre un sorriso alle telecamere.
Uno che fa tantissima beneficenza ed è  impegnato nella campagna contro l’alzheimer.
Un campione vero che quattro poveri imbecilli pseudo tifosi non riusciranno a rovinare con
la loro inciviltà.
Vai Marc! Sei il più grande!!!! E anche il più bello ( è la versione grande e mora di
mio figlio!)!!!


Troppo bello da fare invidia?

Gli sifgati delle Iene: dalla loro faccia traspare l’intelligenza inesistente! Da notare i segni delle botte che dicono di aver preso…… Falsi e bugiardi! Complimenti

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La Danza degli Spiriti

Stanotte il mondo degli Spiriti si unirà al nostro fino all’alba.
Tra gli Spiriti di cui amo sentire la presenza ci sono quelli dei Fratelli Lakota
del passato.
La loro presenza che chiede giustizia fa ancora tremare le coscienze
di tanti impostori.
Ecco un triste episodio che riguarda la Danza degli Spiriti:

Intorno al 1890, i Nativi Americani, massacrati e quasi estinti dagli invasori
europei, cacciati dalle loro terre, ridotti a morti di fame e costretti a elemosinare
cibo a casa propria, trovarono in uno sciamano del popolo Paiute un’ultima illusoria
speranza per la resurrezione del proprio Popolo. Questo sciamano,chiamato
Wovoca, Taglia Legna nella sua lingua, diceva di essere a conoscenza di una danza spirituale, la Danza degli Spiriti, tramite la quale gli spiriti dei defunti Nativi
sarebbero ritornati sulla Terra per combattere ancora contro gli invasori
fino alla restituzione di tutte le terre tolte.
I miei poveri fratelli erano talmente disperati che ci credettero davvero.
E questa Danza Sacra spaventò a tal punto gli sporchi invasori dalla coscienza
sporca che ne proibirono lo svolgimento. Anche questa illusione volevano
togliere ai Nativi, perchè con gli spiriti non si sa mai….soprattutto quando si sa
benissimo di essere solo dei vigliacchi e schifosi assassini.
Purtroppo la Danza degli Spiriti è tristemente nota proprio tra i miei Fratelli Lakota
come scusa per un nuovo, terribile massacro contro di loro: il Massacro di Wounded
Knee del 29 Dicembre 1890 di cui avevo già accennato.
In quel tempo centinaia di Lakota Sioux, che seguivano e praticavano la
proibita Danza degli Spiriti, fuggirono dalla riserva di Pine Ridge ( una delle riserve
in cui furono deportati e rinchiusi i Lakota Sioux) per recarsi nelle Badlands,
terre in cui l’uomo bianco non aveva ancora allungato le sue manacce viscide, nell’accampamento di Piede Grosso.
Nella loro disperazione, convinti da Wovoca, essi credevano di essere immuni
ai proiettili dei soldati, come lo era stato il grande Tashunka Witko, Cavallo Pazzo,
contro i suoi nemici, e che il tempo del bisonte e della libertà sarebbe presto ritornato
grazie appunto alla Danza degli Spiriti.
Purtroppo questa loro “fuga” fu come sempre presa come scusa dai bastardi
di Washington e vista come una rivolta di Indiani ostili da reprimere con il sangue!
Fu quindi subito inviato il solito maledetto esercito degli stati uniti ( scritto in minuscolo
apposta tanto è il mio disprezzo): 500 vigliacchi vestiti da soldati del settimo reggimento cavalleggeri armati con le mitragliatrici Hotchkiss! Mitragliatrici contro donne, vecchi e bambini! Così l’esercito degli stati uniti combatteva le sue guerre!
I bastardi, con la scusa di uno sparo partito accidentalmente da un fucile di
Uccello Giallo mentre si arrendeva consegnando l’arma ( ricordo che quelli degli Indiani
erano pericolosi fucili vecchissimi e inaffidabili, presi ai bianchi o comprati da
truffatori sempre bianchi) aprirono il fuoco contro tutto l’accampamento.
Oltre 200 persone furono falciate dalle mitragliatrici: donne, bambini, anziani, uomini.
I superstiti, feriti, furono trascinati nella neve fino alla riserva in cui erano,
e sono tutt’ora, rinchiusi.
L’esercito tornò a primavera per seppellire i morti in una fossa comune.
Alcuni furono portati via, pietrificati e ammassati in una chiesa ancora presente
su territorio Indiano.
Sull’impostora chiesa capeggiava la scritta: Pace agli uomini di buona volontà.
Sul luogo dell’eccidio, nei pressi della fossa comune, sorge un monumento alla memoria.
Sul cartello verde su cui è descritta la storia del massacro si legge:
Massacre of Wounded Knee.
Ma, guardando bene, adesso si nota come la scritta massacro sia stata aggiunta dopo. Originariamente c’era stato scritto battaglia!
Per fortuna i miei Fratelli hanno reso giustizia!
Ma visto che, a quanto pare, i nuovi americani se la fanno ancora nelle mutande
quando sentono nominare la Danza degli Spiriti ( li ho visti di persona), vi propongo
il testo di quella meravigliosa scritta dal musicista e cantante Cherokee Robbie
Robertson, spesso usata da me quando facevo le gare di dressage, soprattutto
quelle internazionali:

Robbie Robertson – Ghost Dance

Crow has brought the message                    
to the children of the sun
for the return of the buffalo
and for a better day to come

You can kill my body
You can damn my soul
for not believing in your god
and some world down below

You don’t stand a chance
against my prayers
You don’t stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

My sister above
She has red paint
She died at Wounded Knee
like a later day saint

You got the big drum in the distance
blackbird in the sky
That’s the sound that you hear
when the buffalo cry

You don’t stand a chance
against my prayers
You don’t stand a chance
against my love
They outlawed the Ghost Dance
but we shall live again,
we shall live again

Crazy Horse was a mystic
He knew the secret of the trance
And Sitting Bull the great apostle
of the Ghost Dance

Come on Comanche
Come on Blackfoot
Come on Shoshone
Come on Cheyenne

We shall live again

Come on Arapaho
Come on Cherokee
Come on Paiute
Come on Sioux

We shall live again

Il Corvo ha portato un messaggio
ai figli del sole
per il ritorno del bufalo
e per un giorno migliore a venire.

Puoi uccidere il mio corpo
Puoi maledire la mia anima
Perchè non credo nel tuo dio
o in qualche mondo di lassù.

Non hai speranze
contro le mie preghiere
Non hai speranze
contro il mio amore
Hanno proibito la Ghost Dance
ma noi vivremo di nuovo,
vivremo di nuovo

Mia sorella lassù
ha la pittura rossa
Morì a Wounded Knee
l’ultimo giorno come una santa.

C’è il grande tamburo in lontananza
merlo nel cielo
Questo è il suono che si sente
quando il bisonte piange

Non hai speranze
contro le mie preghiere
Non hai speranze
contro il mio amore
Hanno proibito la Ghost Dance
ma noi vivremo di nuovo,
vivremo di nuovo

Cavallo Pazzo era un mistico
Lui conosceva il segreto della trance
E Toro Seduto il grande apostolo
della Ghost Dance

Andiamo Comanche
Andiamo Blackfoot
Andiamo Shoshone
Andiamo Cheyenne

Vivremo di nuovo

Andiamo Arapaho
Andiamo Cherokee
Andiamo Paiute
Andiamo Sioux

Vivremo di nuovo

Ascoltatela su you tube se volete avere i brividi davvero!

Ora su battle c’è finalmente scritto Massacre!

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Il Ponte dell’Arcobaleno

Forse non tutti lo sanno, ma anche gli animali hanno un’anima.
Anzi loro hanno l’Anima e cercano in tutti i modi ad aiutare noi poveri umani ad
elevare la nostra al di sopra del nostro egoismo e della nostra cecità.
Purtroppo anche gli animali, come noi muoiono. Grandissimo è il nostro dolore
quando perdiamo un nostro amico con la coda che amiamo al pari di un nostro migliore
amico o di un figlio o un parente. Chi come me ama gli animali quanto le persone, se
non di più, lo può capire. Gli altri storceranno il naso e mi dispiace per loro: forse
un giorno capiranno…..
Quando un nostro fratello peloso lascia questo mondo si dice attraversi un ponte
chiamato Ponte dell’Arcobaleno, che congiunge il regno dei vivi con quello dei morti.
Da lì arriva in un posto bellissimo, pieno di altri amici con cui giocare, prati in cui correre,
cieli in cui volare, acque incontaminate in cui nuotare, cibo a volontà!
Non sono più vecchi, malati, rallentati dal loro corpo, ma sono giovani e forti!
Chi è stato maltrattato o ucciso dimentica tutto e vive finalmente libero e felice.
Poi, un giorno, un animale ( o più animali) che ha amato un umano smette di correre e giocare e si ferma:annusa l’aria, guarda l’orizzonte e comincia a correre verso il ponte.
Ed è in quel momento che potremo finalmente riabbracciarlo e baciarlo con tutta la gioia
e l’entusiasmo di un tempo.
E rimanere insieme per sempre nel mondo oltre il Ponte dell’Arcobaleno senza più niente
che arrivi a separarci.

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Samhain

Si avvicina la notte del 31 Ottobre….
Quella che per molti è la festa di Halloween, una grottesca festa d’importazione
americana, per me e la mia famiglia è una vera
e propria festa religiosa: la festa di Samhain.
Nella nostra Ruota dell’anno rappresenta il sorgere delle Sette Sorelle, le stelle
Pleiadi, che segnano la fine del periodo di luce e l’inizio di quello del buio.
Per noi che lavoriamo i campi rappresenta la fine della raccolta delle messi, già
celebrata anche con l’Equinozio d’autunno, e il raccoglimento spirituale
e il riposo connesso alla fine dei lavori.
Da questa stagione fino a primavera la Terra riposa, e noi con  lei: i ritmi rallentano,
le giornate sono più corte e fredde, e si lavora più in casa che fuori.
Sopra la Terra tutto tace ed è tranquillo: alcuni animali vanno in letargo,altri sono
già emigrati, gli alberi si colorano di tinte accese per salutarci prima di perdere
le foglie e dormire, gli animali infoltiscono il pelo.
E a me spariscono le lentiggini dal naso! Che però adesso diventa rosso per il freddo….
Sotto la Terra i piccoli semi crescono lentamente al calduccio.
Per i Celti, poi, il 31 Ottobre è anche la fine dell’anno, che incomincia il
1° Novembre, ma siccome la mia Religione differisce un pochino da quella
strettamente celtica per noi il vero inizio anno coincide con il risveglio della vita
in Primavera, durante l’Equinozio.
Praticamente festeggiamo due capodanni: quello d’inzio Inverno e quello d’inizio Primavera, meglio descritti come il Tempo della Luna e il Tempo del Sole, il buio e la luce.
Per noi la Ruota dell’anno è ciclica: come ogni anno si ripetono le stagioni così si
ripete la vita degli uomini con la nascita ( Primavera), la crescita ( Estate), la
maturità ( Autunno) e la morte Inverno) che non è vista come la fine di tutto,
ma come un lungo riposo prima della rinascita. Poi tutto ritorna.
Questa magica notte rappresenta anche il ritorno dei morti, il momento in
cui la sottile barriera che ci divide da loro si assottiglia e i due mondi si
riuniscono di nuovo.
Noi vediamo la morte in maniera diversa dalla maggioranza delle altre
religioni: non ne abbiamo paura perchè la vediamo come il passare da una
sponda all’altra di un fiume. Un cambiamento che ci porta a liberarci dall’ingombro
del corpo carnale per diventare puro spirito e ricongiuncerci con chi amiamo,
umani e animali, fino alla prossima reincarnazione, se avverrà.
Nessuno di noi teme morti o fantasmi: io e la mia famiglia conviviamo con uno
che è rimasto qui, tra le antiche mura di quella che era stata la sua casa ( abito
in una casa del ‘400). Grazie alla sua presenza, testimoniata dagli esperti del
settore muniti da sofisticati macchinari,l’abbiamo potuta comprare a niente perchè nessuno
la voleva ( e non è stata rilevata solo la sua…..).
In questa notte accendiamo tante lanterne intorno alla casa affinchè gli spiriti dei morti,
umani e animali, non smarriscano la via e ritornino da noi.
E in casa e sulla tavola ci saranno solo candele e lanterne, niente luci elettriche.
Ceneremo in compagnia di amici della nostra Religione e non, e dei vicini
contadini e amanti degli animali come noi che adorano riscorpire queste antiche
tradizioni ormai quasi del tutto perdute.
Sulla tavola ci sarà una rappresentanza del cibo immagazzinato per l’inverno
e la mia torta e dolcetti di marzapane  a forma di  alberi.
Perchè l’albero è il simbolo stesso della vita terrestre e spirituale: ha le
radici nella Terra e i rami rivolti al Cielo.
A mezzanotte del 31, che quest’anno ci onorerà di una splendida luna piena,
ci recheremo nel bosco per condividere il cibo con gli altri animali e poi faremo un grande fuoco nel nostro camino all’aperto creato apposta per le nostre feste.
Anche noi intagliamo rape e zucche per metterci dentro le luci per indicare la via
agli spiriti: e l’arancione della zucca rapresenta un piccolo sole nel buio.
Sulle porte delle dispense, di casa e delle stalle ci sono già le bambole
di Cailleach a fare la guardia.

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Cavallo di nebbia

Una luce di luna m’illumina
la mano sul foglio,
scrivendo il tuo nome
di Indiano Americano d’inchiostro,
fa scorrere su un solco,
fiumi di memorie della tua vita.

La fierezza di narrare
il tuo grande valore,
forse adombra i gravi torti
che ti hanno fatto
e sempre mi addolora
ricordare queste cruente rive.

Sei tu Indiano americano,
il mio tesoro occulto,
mi ricorda mio nonno,
della tua stessa razza,
una mia radice Cherokee
sempre, m’accompagna.

Mai ho avuto paura
di perdere la meraviglia
della tua fierezza
per le cose più naturali,
la Madre Terra, il sole,
la luna, le stelle, la vita.

Oh voi venti, nubi, pioggia,
nebbia e fumo,
che avete il pregio
di muovervi per l’aria,
esprimete la nostra meta
al Grande Spirito.

Fate spianare la strada
a chi lotta con orgoglio
per la vita
e per la sopravvivenza
di qualcuno,
osservati con fierezza
da te
su un cavallo di nebbia.

Giacomo Jim Montana  – Indiano Cerokee

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Non mangiate carne!

Chi mi conosce sa che io sono vegetariana da quando avevo 4/5 anni e
scoprìi da chi proveniva quella carne, chi era ciò che mi mettevano nel piatto:
non c’era più stato verso di farmela mangiare! Vomitavo subito e piangevo
( ero pur sempre la bambina che aveva seppellito il pesce trovato nel frigorifero
e anche il pollo….). I miei genitori si erano preoccupati perchè il pediatra ignorante
diceva che avrei avuto carenze alimentari e non sarei cresciuta come le mie sorelle. Invece…..sono diventata un’atleta, ho sempre avuto esami del sangue perfetti,
mai stata anemica, il mio corpo è sempre stato anche tropo muscoloso e sono anche diventata la più alta delle sorelle! E sono anche stata quella che si ammalava
meno di tutti.
Quella di non mangiare carne è stata per me una scelta d’amore, quello profondissimo
che ho sempre avuto per gli animali; così come consumo da sempre latte o formaggio
solo di mucche, o capre o pecore, che so che vivono all’aperto e non legate alle poste.
Da quando vivo quassù solo latte e formaggio delle mie caprette e delle mucche dei vicini,  che pascolano libere nei campi. Oppure prodotti
trentini, valdostani, scozzesi, austriaci, svizzeri e tedeschi: luoghi in cui gli animali
vivono anche loro al pascolo. Si riconoscono dal sapore!
Le uova sono delle mie viziatissime signorine pennute ( oche , anatre e galline).
Ma la carne provoca anche parecchie patologie agli umani che la consumano!
Sarà che siamo discendenti delle scimmie arboricole, quindi vegetariane, sarà che chi si nutre di un animale che nasce,vive e soffre in un lager, perchè gli allevamenti sono
dei veri e propri lager, senza mai calpestare l’erba, nutrito con mangimi ogm, farine
di ossa di altri animali ( che hanno causato l’encefalite spongiforme nelle mucche),
antibiotici, stimolatori della crescita, piombo ( che si trova nel fieno raccolto vicino
alle autostrade; la percentuale più alta è stata riscontrata nella carne di cavallo), prodotti chimici usati nel terreno e per curare alcune patologie degli animali in allevamento, e centinaia di altre schifezze, introduce nel suo corpo non solo la sofferenza di queste povere anime, che sarebbe già sufficiente, ma anche tantissime sostanze nocive che possono arrivare a sviluppare il cancro.
Uno studio epidemiologico prospettico su oltre mezzo milione di persone fra i 50
ed i 70 anni ha associato l’insorgenza di diverse patologie al consumo di carne
sia bianca che rossa, soprattutto quella lavorata come gli insaccati, i prosciutti, i
wurstel, gli hamburger pronti, la carne in scatola,salsicce ecc.. ricchi di sale, conservanti, nitriti e nitrati, in particolare nitrito di sodio e nitrato di potassio ( E 250, E 251, E 249), coloranti vari, acidi grassi saturi, colesterolo ( su tutti l’acido miristico e l’acido palmitico).
Queste patologie riscontrate sono soprattutto: cancro, principalmente
quello al colon, malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, ictus,
malattie metaboliche ( obesità. colesterolo alto,

ipertensione, calcolosi ) –  fonte  Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Oms.
Ricordiamoci che per prevenire la morte improvvisa dei suini, che muoiono per lo
stress e per la paura mentre vengono portati al macello a morire gli vengono
somministrati beta- bloccanti, tranquillanti, vasodilatatori, anenstetici, agenti
micorbici di vario tipo.
Idem le mucche, anche quelle da latte costrette a vivere legate tutta la vita alle
orribili poste ( che ormai sarebbero anche vietate, ma siamo in Italia….).
Per chi non lo sapesse ricordo che gli animali sono esseri viventi esattamente
come noi, con gli stessi sentimenti ( molto spesso molto più profondi e intensi)
e le stesse emozioni. Dai quali c’è solamente da imparare!
E che non sono venuti al mondo per servire all’uomo!
I Nativi Americani cacciavano i bisonti in groppa a scorbutici mustang pony, armati
solo di lance e frecce. Avete mai visto una mandria di bisonti? Alcuni superano
i due metri d’altezza per diversi quintali di peso ( dai 700 chili alla tonnellata),
corrono veloci tutti insieme e ti caricano con le loro grandi corna. Parecchi Indiani
morivano durante la caccia: perchè se vuoi uccidere per mangiare devi
essere disposto a morire anche tu. Questa è la legge della Natura. Non veniva
mai ucciso un animale in più dello stretto necessario e non veniva sprecato mai
niente di lui.E a fine caccia veniva svolta una cerimonia in cui ci si scusava
con gli animali e li si ringraziava per aver garantito con la loro morte
la soppravvivenza di un’intero popolo. Gli Indiani erano gli unici predatori dei
bisonti.
Questo per far capire la differenza tra un Popolo rispettoso della Natura e
dei suoi fratelli e un altro, che si definisce civile, che si crede a torto il padrone
della Terra!
Ragazzi non mangiate la carne e con essa il dolore e la sofferenza di una
creatura come voi che come voi ha tutto il diritto di vivere la sua vita!!!!

Si vive molto meglio senza!


E anch’io….
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Perchè insisto contro l’uso delle droghe!

Non mi stancherò mai e poi mai di insistere su quanto siano pericolose e dannose
le droghe. Tutte! Ragazzi e adulti, so che rompo le balle ma il consumo di droga
aumenta anzichè cessare e milioni di giovani buttano nel cesso le poprie vite anzichè
viverle e godersi tutto quello che di bello naturale c’è al mondo!
Ecco la storia di una ragazza, Giorgia Benusiglio, che ha rischiato di morire a causa
di una mezza pasticca di ecstasy.
Riporto l’articolo completo pubblicato il 25/10 sulla Gazzetta di Parma,
scritto da Monica Tiezzi.

Per favore leggetelo, anche se è un po’ lungo, e fatelo leggere perchè
rende bene
 l’idea! Se siete insegnanti anche voi invitatela nelle vostre
scuole.

Giorgia Benusiglio aveva 17 anni quando, nel 1999, prese mezza pasticca di ecstasy e rischiò di morire per un’epatite fulminante. Da allora gira per le scuole ripetendo la sua storia. Per il suo impegno contro la droga ieri ha ricevuto il premio «Libertà parmigiana». Ecco il racconto del suo calvario.

Non parlate di «riduzione del danno» a Giorgia Benusiglio, che per una pasticca
di ecstasy è finita in rianimazione. In parte anche per un opuscolo che nel
1999 girava per le scuole superiori italiane. «C’era Lupo Alberto, era accattivante.
Spiegava che il rischio si riduceva se si prendeva mezza pastiglia per volta, dava
consigli tipo bere molta acqua dopo l’assunzione, non associare alcol e così via.
Sarà stato scritto con le migliori intenzioni, per chi era già consumatore abituale.
Ma per me in quel momento la curiosità di provare diventò più grande della paura»,
dice Giorgia, oggi 33 anni, ma che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 17.

Così la liceale bresciana prova un quarto di pasticca poi, giorni dopo, un’altra
mezza dose. Alla terza pasticca, anche questa tagliata a metà, accade
l’irrimediabile: si sente male, arriva l’ambulanza. Parte l’allerta ai genitori.
«Lo sguardo dei miei in ospedale, un misto di dolore, paura e delusione,
non lo dimenticherò mai», dice oggi.

L’ecstasy (tagliata con veleno per topi e piombo, si scoprirà dopo)
le ha distrutto il fegato. «Sono salva grazie al fegato di Alessandra, una
ragazza che quella sera morì in un incidente di auto. Sono l’unica in Italia, e
la seconda al mondo, ad essere sopravvissuta ad un’epatite fulminante di origine tossicologica, e sono anche diventata un caso clinico per questo.
Ma il prezzo è stato alto».

Quanto alto, Giorgia lo ha spiegato ieri mattina, nella sala Maria Luigia
della Biblioteca Palatina, a un gruppo di ragazzi dell’istituto Rondani e
del liceo Sanvitale poco prima di ricevere da Pino Agnetti, presidente
di «Libertà parmigiana», l’omonimo premio istituito nel 2010.
La motivazione? «Premiamo il coraggio di vivere che ha consentito a
Giorgia di uscire da una vicenda drammatica e di trasformare con l’aiuto del padre
i propri errori in impegno civile e in speranza per gli altri», ha detto Agnetti,
aggiungendo che il premio va anche alla memoria di Mario Benusiglio –
scomparso per una malattia un anno e mezzo fa – che per primo ha iniziato a parlare pubblicamente del dramma della figlia, per sensibilizzare contro i rischi della
droga, prima di passare il testimone a Giorgia.

Da quando ha lasciato l’ospedale per riprendere in mano la sua vita, Giorgia – che si è laureata con lode alla Cattolica di Milano in Scienze della formazione con una tesi sui comportamenti a rischio in adolescenza – non ha smesso di visitare scuole, comunità, associazioni e di ripetere centinaia di volte la sua storia: «Non voglio fare prediche,
so che la curiosità verso certe sostanze è grande. Vi chiedo solo di ascoltare e
di valutare se, per qualche ora di sballo, siete pronti a rischiare quel che io ho vissuto»,
ha detto ieri mattina a una platea attenta, silenziosa e a tratti commossa.

Quello che ha passato «per una cavolata» (così la definisce), Giorgia lo snocciola
a raffica e a ciglio asciutto, con l’urgenza del raccontare: «Ce l’ho fatta grazie ad
Alessandra, e non è facile sapere che vivi perchè è morta un’altra ragazza.
Da momento che sono diventata un caso mediatico, la sorte ha voluto che sapessi
chi era la mia donatrice e conoscessi la sua famiglia. È stata, ed è, dura», dice Giorgia.

Pochi numeri, taglienti come lame, per descrivere il calvario del trapianto:
«Diciassette ore di intervento, oltre 50 sacche di sangue trasfuso.
Ho una cicatrice che parte dall’ombelico e arriva a metà schiena.
Poichè il fegato di Alessandra era troppo grande per me e mi opprimeva
vena cava e polmoni, mi hanno dovuto rioperare, altre cinque ore.
Sono stata in terapia intensiva un mese e mezzo, pesavo 27 chili.
Ho avuto due volte l’estrema unzione, ho sentito i medici al mio
capezzale ripetere: “Non credo passerà la notte”. Se ascoltavo una
bella canzone pensavo: “La vorrei al mio funerale”».

Mai pensato al suicidio?, chiede una studentessa della platea.
«Sì. Stavo malissimo perchè avevo subìto un esame invasivo e molto doloroso.
La finestra era a mezzo metro di distanza, ero a un piano alto, ma non potevo
alzarmi dal letto. Ho fatto un gesto egoista, di cui poi mi sono pentita: ho chiesto a mia mamma se mi poteva aiutare. Lei non ha detto nulla, mi ha accarezzato e mi ha porto un pezzo di cioccolata, che io ho succhiato. È stata come la madeleine di Proust: un tuffo nell’infanzia e nella felicità. Ho capito che volevo continuare a vivere».

Sono pesanti come il piombo che ha mangiato assieme a quella pasticca, le parole
che Giorgia pronuncia sulla proposte di legge per la liberalizzazione della cannabis,
firmata da 218 parlamentari. «I maggiorenni in casa potrebbero coltivare
fino a cinque piantine. E il controllo su queste piantagioni chi lo dovrebbe
fare? Chi ci dovrebbe
 garantire della “bontà” del prodotto?
La pasticca che mi ha quasi ucciso non era a buon mercato, ero convinta
di aver preso “roba buona”. Ma gli spacciatori ti vendono anche
a 30 euro una pasticca che a loro costa 20 centesimi, tagliata con
il veleno. Ci dicono anche: “Parte dei proventi derivanti allo Stato dalla liberalizzazione andrà per la prevenzione”. Parliamo del 5%.
E quanto dovremo spendere fra 10 anni, se passerà questa legge,
nelle cure mediche per i nostri figli? La droga presenta sempre il conto»,
dice Giorgia.
Che ricorda come ancora oggi la sua vita sia appesa al filo dei farmaci
immunosoppressori.
«Se chiedo ai medici quanto vivrò mi rispondono che non lo sanno: l’esperienza,
nei trapianti di fegato, si ferma a 30 anni dopo l’intervento».

Eppure, nonostante tutto, Giorgia si considera fortunata. «Il mio corpo arranca,
ma non la mia mente. Alcuni amici, che alle prime pasticche ne hanno fatte seguire tante altre, hanno il cervello fuso. Ragazzi, fate della vostra vita un capolavoro, non una cosa misera».

Agnetti: «Lei ce l’ha fatta, altri no»

Giorgia ce l’ha fatta. Lamberto Lucaccioni, stroncato a 16 anni il luglio scorso da una pasticca di ecstasy, no. E neppure Ilaria Boemi, lasciata morire l’agosto scorso sulla spiaggia di Messina, e neanche Elia Barbetti, precipitato pochi giorni fa a Milano da una finestra d’albergo per un malore legato alla droga. Li ha ricordati ieri Pino Agnetti, puntando i fari su «un business di morte al quale bisogna contrapporre la vita. Dietro le proposte di legalizzazione c’è il solito giro di soldi. Con un seme di cannabis ben coltivato, dal costo di 5 euro, si possono produrre due chili di marijuana, valore di mercato 15 mila euro», ha aggiunto Agnetti.

Ragazzi pensateci: ne vale veramente la pena? Sappiate che
romperò ancora a lungo su questo argomento!
Drogatevi di vita e d’amore, non di morte!

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Le Rose

Il tag sulle rose, che è anche uno dei miei fiori preferiti, mi ha ispirato questo post
sulla loro utilità in campo cosmetico e curativo.
Come sapete io mi curo con rimedi naturali, sia per quanto riguarda la salute di
pelle e capelli che per il benessere interno.
E di norma mi preparo da sola questi preparati, oppure ricorro ad amiche esperte
erboriste o a medici omeopati ( mai improvvisare perchè i fiori e le erbe se usati in
maniera sbagliata da mani inesperte possono uccidere!).
E assicuro che funzionano!
Innanzitutto le rose già alla vista e all’olfatto sono degli ottimi antidepressivi e si
usano nei percorsi riabilitativi per diversamente abili e ipovedenti.
Ma ce n’è una qualità in particolare che vanta preziose qualità terapeutiche
e cosmetiche: la Rosa Canina, o Rosa Selvatica.
La Rosa Canina è  una delle numerose specie di rose selvatiche che cresce
ovunque nelle nostre campagne, montagne fino a 1300 mt, e anche in riva al mare.
Come tutte le rose fa parte della famiglia delle Rosacee e forma bellissime siepi naturali
che anche i più bravi giardinieri ricreano nei più bei giardini del mondo.
In Olanda si coltivano varietà da frutto per ottime marmellate ricche di vitamine A,B,
e, K, PP,ma soprattutto la C! In Armenia si prepara una marmellata chiamata vartanush.
Solo 100  grammi dei suoi frutti contengono vitamina C quanto 1 kg di agrumi!
Tolta la peluria interna sono ottimi anche per delicate tisane.
I boccioli e le foglie, raccolti ed essiccati, funzionano come lassativo e cicatrizzante.
La galle midollari, prodotte da un insetto, sono ricche di tannino con proprietà
astringenti e toniche.
Con i petali si prepara uno squisito e delicatissimo miele, tisane e decotti per pelli
delicate di cui garantisco l’efficacia perchè quelli che mi preparo io funzionano alla
grande sulla mia delicatissima e fragile pelle.
Il decotto è anche un valido antidepressivo e un ottimo impacco per occhi irritati.
Con i semi si preparano anche antiparassitari.
Addirittura secondo Plinio il Vecchio, antico naturalista romano,
un decotto di radici guarì un soldato dalla rabbia canina: da qui il nome Rosa Canina.
Sotto forma di tintura madre funziona in caso di raffreddamenti.
Io mi ci preparo addirittura il the con i petali essiccati!
Sulla marmellata non posso rivelare nulla perchè è una ricetta segreta della mia
famiglia che ci tramandiamo da secoli e secoli, ma posso suggerirvi come essiccare
al meglio i petali di tutti i tipi di rose per fare pot pourri, thè vari, tonici, decorazioni per
torte ecc., e il decotto con i petali di Rosa Canina.
Ecco come ottenere un ottimo decotto: bollire per 10 minuti in mezzo litro d’acqua una
manciata di frutti freschi, puliti dalla peluria che risulta irritante.
Lasciare raffreddare e berne tre bicchieri al giorno lontano dai pasti.
Farete un pieno di minerali e  vitamina C, antiossidante!
Attenzione perchè ha anche effetti diuretici e lassativi!

Altra rosa importante nel campo cosmetico e fitoterapico è la Rosa Damascena o
Rosa Bulgara.
Nata in Medio Oriente adesso viene coltivata principalmente nella Valle della Rosa in Marocco e, soprattutto, in Bulgaria.
Viene chiamata la Regina delle Rose per il suo profumo composto da più di 400
aromi differenti!
Il che le conferisce anche le seguenti proprietà;
– idrata: ideale per le pelli secche e fragili, come la mia;
– rassoda e rende elastica la pelle purificando e sfiammando quella grassa e mista;
– contrasta la formazione delle rughe;
– lenisce la pelle che soffe di cuperose;
– rinfresca le pelli accaldate dal sole o dalla febbre;
I suoi infusi e decotti hanno proprietà antidepressive e afrodisiache.
D’altronde basta guardarla e assaporae il suo profumo intenso oer sentirsi già meglio!


Ma come seccare al meglio i petali delle rose?
Inanzitutto i fiori in generale si raccolgono alla mattina presto, quando si stanno
asciugando dalla rugiada.
E’ preferibile scegliere i fiori più freschi in piena fioritura perchè hanno petali più
grandi, profumati e ricchi di sole.
Una volta raccolti i fiori, in questo caso le rose, bisogna staccarne delicatamente
i petali facendo attenzione a non strapparli ( sono delicatissimi), poi io li metto su un
grande setaccio,come faccio anche come i funghi e la frutta, ben distanziati tra loro,
e li tengo in un posto ben aerato ma non esposto alla luce del sole che altrimenti li
renderebbe “croccanti”, e lontano da umidità che li farebbe invece marcire.
Attenzione quindi al posto che scegliete!
In una decina di giorni sono secchi, ma vanno rigirati di tanto in tanto.
Io li conservo in barattoli di vetro, come quelli della marmellata, con chiusura ermetica,
e li ripongo nella credenza all’asciutto e al buio.
Se riuscite mettete in giardino un bellissimo roseto:io ne ho tanti di qualità diverse e
quando fioriscono hanno un profumo che mi fa sentire bene fin dal risveglio!

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I sogni di una vita ridotti ad un respiro, ma solo per pagare le tasse!

Possibile che dove tiranneggia la sinistra paghino sempre i più poveri???

Liberi di Essere

I contribuenti senza un reddito effettivo che possiedono un immobile, una macchina o ricevono interessi da depositi bancari, saranno tassati come “liberi professionisti”. Questo è quanto trapelato dai servizi mediatici greci, sull’accordo di bailout sul terzo salvataggio a favore del governo greco. Una normativa fiscale sul reddito presunto che andrebbe a tartassare i disoccupati, specialmente chi ha la sfortuna di possedere ancora una casa o un’automobile, con un tassa anticipata stabilita al 26% e un acconto di imposta, identificandoli come “Free-lancer” in possesso di un “Reddito presunto”, o in base alla “Presunzione del tenore di vita”, secondo i canoni del secondo Protocollo d’Intesa del 2013.

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Per la Grecia non sembra essere ancora finita e le condizioni di questo accordo disumano, fanno realmente credere che non riuscirà mai a recuperare il terreno perso. Una tassazione eccessivamente incredibile, criminale e in violazione dei diritti umani, che interesserà le persone che non hanno…

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I Colori delle Rose – tag

Voglio ringraziare l’amica Belial, http://lacortedibelial.wordpress.com, per
avermi nominata per questo profumato tag. E anche perchè grazie a lei sarà
la volta che imparo a fare l’uncinetto!
Almeno spero……..
Il tag è:
Come tutti sapete, esistono molte tonalità della rosa ed ognuna di essa ha
un suo significato, voi quale tipo di rosa regalereste ed a chi?

Le Regole:

-Taggare e ringraziare l’ideatore del Tag: Shioren! e chi vi nomina: Belia

– Usare l’immagine del tag

-Rispondere alle domande in base ai colori delle rose

-Taggare quanti più blogger volete: TUTTI VOI!

Rosa Rossa: colei che si dona a chi si ama e/o a chi si vuole bene.
Questa sicuramente a mio marito, ai nostri figli e a tutto il nostro branco
 peloso e piumato
 

Rosa Arancio: colei che si dona a chi ha fascino.
Beh, anche questa a mio marito che è un uomo stupendo sia dentro
che fuori. E alle mie affascinanti cavalle

   

Rosa Bianca: colei che rappresenta l’amore puro e spirituale.
Sicuramente ai miei genitori e ai miei nonni

  

Rosa Rosa: colei che va donata ad un’amico.
Questa è per tutte voi amiche del blog ( non me ne vogliano i maschietti):
siete mitiche!

  

Rosa Blu: colei che va donata a chi rappresenta il mistero e/o la saggezza.
Ai miei fratelli Lakota per l’infinita saggezza

  

Rosa Gialla: colei che rappresenta la vivacità, ma anche la gelosia.
Ai miei cani che sono gelosissimi della loro mamma umana

  

Rosa color corallo: colei che rappresenta il desiderio.
Anche questa va al mio maritino ( eh ma quante rose oggi!) 

  

Rosa muschiata: colei che rappresenta la bellezza capricciosa.
Alle mie viziatissime oche, anatre e galline, vanitose come non mai!

  

Rosa color pesca: colei che simboleggia il segreto.
A mia suocera appassionata della telenovela Il Segreto ( che guarda
anche mio 
suocero anche se fa finta di niente)

  

Rosa nera: colei che rappresenta la tristezza, l’angoscia e la morte.
A Valentino Rossi per quell’orribile gesto che ha fatto a Sepang contro il mio pilota
preferito Marc Marquez ( la versione latina e grande di mio figlio).
Possono dire quello che vogliono e rigirare la frittata in tutte le maniere
possibili e immaginabili, ma non ci sono scuse: lo ha calciato e fatto cadere!
Questo non è sport!
Lo sport che conosco, amo e pratico io da sempre non insegna queste porcate,
e non è questo schifo che i ragazzi devono vedere!
Uno sportivo deve essere un modello da seguire, non un miliardario viziato
che non regge più lo stress delle gare e non sa perdere.
Marquez poteva essere ucciso, oggi! O farsi molto male. E il mondo non 
avrebbe più ammirato il suo bellissimo sorriso.
Valentino, davvero non ti vergogni neanche un po’?

  

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