Parma capitale della cultura

« All’uso dei Greci
ancora Parma viene chiamata Crisopoli,
che in greco significa città d’oro;
come a dire che primeggia nella grammatica
e che in essa sono coltivate con passione tutte e sette le arti »

Donizone, Vita della contessa Matilda

 

Come ormai saprete tutti Parma, la mia amatissima città, è stata proclamata capitale italiana della cultura per l’anno 2020 lo scorso 16 Febbraio.
Ma Parma, e lo dico senza celare l’orgoglio che da sempre provo nell’essere parmigiana, è sempre stata capitale della cultura: nel XVIII secolo era chiamata l’Atene d’Italia e ancora prima la Piccola Parigi.
Il presidente della Commissione europea, l’11 Gennaio 2008, si espresse così durante l’inaugurazione del nuov anno accademico del Collegio Europeo di Parma:

« Sono altresì affascinato dalle molteplici influenze storiche che hanno forgiato la Parma moderna, quella del dinamismo industriale ed agroalimentare, delle università di punta, dell’arte del saper vivere. Parma è proprio un bel campione d’Europa – varia e aperta al mondo. »

E allora per chi già non la conoscesse racconterò qualcosina della mia meravigliosa città, così che siate ancora più invogliati a farci visita per ammirarne la bellezza, ascoltarne la musica, odorarne gli aromi e gustarne i sapori.
Parma delizia tutti i sensi, dalla vista, all’udito, all’olfatto, al gusto.
Provare per credere-
Parma era già abitata nell’età del bronzo.
Il suo nome secondo alcuni deriverebbe dalle tribù etrusche che vissero qui, i Parmeal, Parminal o Parmni, e dai loro scudi rotondi, secondo altri, invece, dallo scudo rotondo utilizzato dall’esercito romano che richiamava la prima forma della città.
Comunque sia, siamo sempre stati un popolo di guerrieri e artisti.
Da noi sono passati gli Etruschi, i Celti, da cui discende la mia famiglia, i Romani ( la  grande fedeltà della città all’Impero venne premiata con il nome di Augusta Parmensis ), i Longobardi, i Franchi…
Lo stemma della città è formato da uno scudo con sopra una croce blu su sfondo dorato con sopra una corona ducale.
Tutto intorno è inciso il motto:
“Hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur”: “tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma”.
La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe dell’invasore Federico II ( a quei tempi difendere i confini non era ancora considerato razzista…):
« Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l’imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti. »
da Cronica di Fra’ Salimbene de Adam da Parma ( religioso, storico e scrittore parmigiano).

Nella mia città si succedettero le più importanti famiglie italiane ed europee come i Visconti ( dal 1346 al 1447), gli Sforza, i Farnese che grazie al papa Paolo III ( Alessandro Farnese) crearono il Ducato di Parma nel 1545 con a capo proprio il figlio del papa, Pier Luigi Farnese.
Grazie a questa nobile famiglia Parma divenne la Piccola Capitale e si arricchì, tra le altre, delle magnifiche opere del Correggio, la cui imperaggiabile cupola è ammirabile nel nostro Duomo, e del Parmigianino.
L’impero dei Farnese durò fino al 1731.
Dopo di loro arrivarono i Borbone che, tramite Carlo I, divenuto re di Napoli, cedettero il Ducato di Parma all’imperatore Carlo VI d’Asburgo, non prima di aver depredato la città di tutti i beni di famiglia e trasferirli a Napoli.
Ma Parma non si dimentica e tredici anni dopo, nel 1748, Parma ritornò ai Borbone, con l’aggiunta di Guastalla,  grazie al Trattato di Aquisgrana che poneva fine alla guerra di successione austriaca.
Con Filippo di Borbone Parma divenne faro culturale in Europa.
Nel 1802 Napoleone Bonaparte annettè il Ducato di Parma alla Francia trasformandolo però in un dipartimento: il dipartimento del Taro.
Quando esso abdicò, nel 1814, e con il successivo Congresso di Vienna, il Ducato passò di nuovo agli Asburgo divenendo il Gran Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.
La sposa di Napoleone, Maria Luigia d’Austria, divenne la contessa di Parma e uno dei personaggi più amati della nostra storia.
Gran donna, sempre vicina alla gente, ai malati e alle altre donne.
A lei si deve l’Istituto di maternità e la Clinica Ostetricia Universitaria, l’Ospizio dei Pazzerelli per i malati di mente, la costruzione del ponte sul fiume Taro, ancora in piedi e perfettamente funzionante,la costruzione del Teatro Ducale, diventato poi il Teatro Regio,il restauro del Teatro Farnese, il Conservatorio, in cui studiò il grandissimo Arturo Toscanini, la Villa del Ferlaro nel Parco dei Boschi di Carrega e tantissime altre opere.
Creò perfino una medaglia con cui premiare coloro che sopravvissero alla terribile epidemia di colera che colpì Parma durante il suo regno.Per aiutare la città in difficoltà  fece fondere la preziosa toilette d’argento dorato regalatole della città di Parigi per le nozze con Napoleone e ne ricavò 125.000 franchi.
Donò una borsa di studio all’eccelso Giuseppe Verdi che le dedicò l’opera I Lombardi alla prima crociata.
A lei è dedicato il Convitto Nazionale di Parma e il museo Glauco Lombardi.
Sulle nostre fantastiche montagne ci sono ancora i grandi faggi sotto i quali amava riposarsi durante le sue passeggiate a cavallo estive. E guai a chi ce li tocca!
Dopo la sua morte, nel 1847, il Ducato ritorna in mano ai Borbone e vi rimane ancora: nel 1964  i nipoti di Roberto di Borbone diventano Granduchi del Lussemburgo.
Dall’ XI secolo Parma è sede dell’Università, dal 2002 dell’Efsa ( Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), dal 1956 del Magistrato del fiume Po (AIPO), dal 1990 dell’AdbPo ( Autorità del bacino del fiume Po), dal 1994 dei Ris ( Reparto Investigazioni Scientifiche) dei Carabinieri.
Nel 2015 Parma ha ricevuto il riconoscimento di Città creativa UNESCO per la Gastronomia ( eh si: come da noi non si mangia da nessuna parte nel mondo!), e in America, nell’Ohio, una città porta il suo nome dal 1826, quando il medico David Long rimase incantato dalla grandezza e dalla bellezza della mia città durante una visita. Talmente incantato da volerne riportare almeno il nome oltre oceano.
Ma in che cosa consiste tutta questa bellezza incantatrice, tutta questa cultura?
Il primo letterato famoso di Parma di cui si ha notizia è Gaio Cassio Parmense, nel I secolo a. C, autore di tragedie ed elegie.
Poi arrivarono personalità che hanno lasciato il segno in eterno come il Correggio, il Parmigianino, Benedetto Antelami, Giovan Battista Bodoni, Giuseppe Verdi, Etienne Bonnot de Condillac, Macedonio Melloni, Arturo Toscanini, Ferdinando Paer, Alexandre Petitot e tantissimi altri che hanno legato il loro nome a Parma.
Henri Beyle, Stendhal, se ne innamorò nel 1814 e la celebrò nella sua opera La Certosa di Parma.
Marcel Proust la sognò nel suo La strada di Swann:

« Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto La Certosa, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun’altra città d’Italia. »

E come dargli torto?
A Parma esistono impareggiabili monumenti come: la Certosa, il Duomo, il Battistero, il Parco Ducale, la Cittadella, il Teatro Regio, il Teatro Farnese, il Teatro al Parco, l’Auditorium paganini,numerosissime biblioteche, come la Guanda e la Palatina, tra le altre, musei, castelli, come quelli di Torrechiara, Bardi, Corniglio, Varano Melegari, la Reggia di Colorno, dove soggiornò Maria Luigia….
Ogni anno in Ottobre si tiene il Festival dedicato a Giuseppe Verdi.
Ma…siete ancora lì? Cosa state aspettando a venire a vistare questa perla nel cuore dell’Emilia Romagna?
Magari, ecco, aspettate che venga ripulita da tutto il degrado che negli ultimi anni si è accumulato in tutta la città trasformando Parma da isola felice a simil Tijuana ( e non sto scherzando, purtroppo): tra immigrati spacciatori clandestini ovunque, baby gang che molestano le persone in pieno centro storico ( sempre immigrati), ladri, idioti dei centri sociali….
Diciamo che la gente è molto incazzata e non vede l’ora di riprendersi la città e rivederla bella e sicura come una volta, quando potevi uscire tranquillamente da sola alla sera e appoggiare la bicicletta al miro senza chiuderla.
Speriamo che andare al 2020 si risolva tutto, magari cambiando il patetico sindaco Pizzarotti.
Intanto godetevi qualche foto:

 

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La Certosa

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Duomo e Battistero

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Palazzo nel Parco Ducale

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Tomba di paganini

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Rocca Sanvitale

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Fontana del Trianon nel Parco Ducale

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Reggia di Colorno

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Teatro Regio

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Teatro Farnese

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Castello di Torrechiara

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Castello di Bardi

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Castello Varano Melegari

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Castelcorniglio

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Castello di Montechiarugolo

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19 pensieri su “Parma capitale della cultura

  1. Interessante e che foto😍

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  2. La Violetta di Parma . Mia nonna amava questo profumo. Io amo il parmigiano … scusa se ho abbassato il livello del post, ma è vero non sto facendo una battuta. Comunque è splendida.

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  3. Ciao Indy, attendevo questo tuo post.
    Speriamo che, con questa nomina, il comune si rimbocchi le maniche per mettere in ordine la città con pulizia ed opere di sistemazione. E’ una occasione da non sprecare.
    Sono stato a Parma credo 15 anni fa, una giornata con MDM. E’ davvero bella, posso confermare.

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    • Lo spero perché adesso é diventata invivibile,pericolosa anche di giorno! Certo che se quei fessi in città avessero votato Bacchieri al posto di Pizzarotti… E poi si lamentano! Farglielo entrare nel cranio é dura!

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  4. Città meravigliosa! Piena di storia e cultura, amante delle belle cose e molto fine e signorile. Hai dimenticato la foto della casa di Verdi 😄 ! Io adoro quella città, anche se ultimamente l’ho trovata molto spenta. O sbaglio?

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    • Eh, non potevo metterle tutte le nostre meraviglie! Ultimamente più che spenta è preda della delinquenza portata dagli immigrati e da sindaci di merda di vari comuni che non fanno che farne arrivare altri tramite le coop, sprar e ciac. La gente non ne può davvero più! Spendono tutti i soldi per questi qua che poi te li ritrovi in giro a delinquere e a molestare: è ora di finirla!

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  5. Si è propensi più ad andare all’estero che visitare le meraviglie del nostro Paese! Mare compreso! Le foto sono veramente bellissime e credo che da me disti un paio d’ore… Magari un giorno, vita permettendo, passerò a trovarti 😘

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  6. Bel post e foto!Buona serata…

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  7. Parma l’ho visitata molte volte e devo dire che ho trovato moltissime cose interessanti dal punto di vista del mistero e del misticismo, oltre alle bellezze ed alle opere che nessuno può permettersi di non visitare. La città ducale ha qualcosa di… magico…

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  8. Come sempre articolo molto bello e pieno di indicazioni.Una citta’ che manca da vedere e lo faro’,appena si rimette il tempo.Nella mia citta’ viviamo ogni giorno,gli stessi problemi di delinquenza,dal centro storico alle periferie,ma non mi faccio rinchiudere in casa o rinunciare a visitare luoghi che esprimono bellezza in tutti i sensi.

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  9. Ok molto volentieri ✌️

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  10. Commovente il tuo amore per la tua bella città.
    Ciao Giovanni

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