Archivi del mese: maggio 2016

Un pagliaccio di bianco vestito

“Quanti attaccati a cani e gatti, ignorano le sofferenze dei vicini”

Queste le nuove deliranti e assurde parole di quel pagliaccio in
sottananone bianco che se ne sta comodamente seduto sul suo scranno dorato sputando sentenze sugli altri; quello che va a prendere i profughi musulmani abbandonando quelli cristiani, e poi li porta in un centro a Roma e non a casa
sua in vaticano. Un papocchio d’apparenza che si è perfino permesso di darsi il nome di chi santo era davvero, amato anche da chi, come me, non  è cristiana: Francesco! Come S. Francesco d’Assisi, colui che amava la Natura e gli animali e grazie a loro il suo amore si è espanso verso tutta l’umanità, i poveri su tutti. I poveri veri, non quelli finti che si approfittano della generosità degli altri,
gli ingrati a cui dai un dito e si prendono tutto il braccio.

“La pietà – ha aggiunto il papocchio – non va confusa con la compassione
per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli”

Ma proprio lui parla che va a prendersi gli stranieri mentre c’è chi muore di fame sotto il suo naso in Italia???? Ma non si vergonga neanche un po’???
Ricordo a costui che colui di cui porta indegnamente il nome compose questo bellissimo cantico, il Cantico delle Creature, dove si legge tutto il suo amore per i fratelli animali e per gli elementi della Natura.
Si, papocchio ignorante, anche gli animali sono nostri fratelli!
E come tali vanno amati, trattati e rispettati. Inoltre l’amare gli animali
non esclude affatto l’amore per il prossimo, anzi: è stato dimostrato che
quasi tutti peggiori serial killer esistiti non amassero affatto gli animali,
mentre chi li ama e vive con loro fin da bambino sviluppa un’empatia e una comprensione maggiore anche verso i propri simili:

 

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se confàno et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le Stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra Matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati,
ca la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

E per rinfrescare la memoria al Bergoglio riassumo qui la storia, a me carissima visto che mi sto occupando proprio dei fratelli lupi, di S. Francesco e il Lupo:

Un giorno Francesco si recò in vista nella città di Gubbio e la trovò deserta.
Per le strade non c’era nessuno: nè animali nè persone.
Tutta Gubbio era nascosta: ogni abitante, animale o umano, era rintanato nella propria casa per la paura di un gigantesco Lupo che aveva fatto la sua comparsa da poco tempo e di cui si diceva fosse davvero molto grande e pericoloso.
Vedendo Francesco, e conoscendo il suo amore per gli animali, i cittadini gli chiesero se poteva aiutarli lui.
Senza esitare Francesco si recò nella foresta e vide venirgli incontro il Lupo, che era in effetti veramente grande!
Allora lo chiamò:
“Fratello Lupo , in nome di Dio ti ordino di non farmi male a me e a tutti gl’uomini”. Quando furono vicini Francesco fece il segno della Croce davanti alla
bocca del Lupo.
Poi gli fece una crezza sul testone e  gli chiese:
“Fratello Lupo perchè hai fatto del male ai  tuoi fratelli uomini?
Tutti ti odiano Fratello Lupo,hanno paura tutti di te, devi smetterla.
Ma io sono tuo fratello e voglio che ci sia pace fra te e gli uomini,
cosi sarete tutti tranquilli in questa città”.
Il Lupo capì il suo errore scrollò la testa porgendo la zampa a Francesco
in segno d’amicizia: lui aveva solo fame, tantissima fame!
E aveva anche paura verso chi ne aveva di lui e gli correva contro con
bastoni, fuoco e forconi.
Francesco lo accompagnò dagli abitanti di Gubbio e disse:
“Il Lupo vuole vivere in pace con voi, lo desidera veramente .
L’importante è che mi promettiate che  voi gli darete  da mangiare, al
vostro nuovo Fratello”.
Da quel giorno il Lupo e gli abitanti di Gubbio vissero in perfetta armonia:
il Lupo passava a trovarli ed ognuno di loro gli dava qualcosa da mangiare e da bere senza mai tralasciare di elargirgli numerose coccole e carezze.
Il terribile Lupo era diventato il cagnolone di tutto il paese, l’amico di tutti,
specialmente dei bambini che adoravano affondare le manine nel suo folto e morbido pelo.
E quando alcuni anni dopo morì di vecchiaia tutti loro lo piansero per giorni e giorni.

Dimmi, Francis  papa parlante: secondo la tua logica queste persone che fecero amicizia con il lupo smisero di aiutarsi tra loro o lo fecero ancora di più grazie a questo esempio????
Sei forse di quelli che considerano l’uomo superiore agli altri animali?
Credi che il vostro Dio abbia creato creature di serie A e creature di serie B?
Mi auguro di no! Un Padre e una Madre amano indistintamente tutti i figli che hanno creato, non fanno preferenze.
Ma perchè non scolli le chiappone dallo scranno dorato di Pietro e te ne torni in Argentina? O meglio: vai a fare il missionario in qualche zona povera del mondo, invece di spararle grosse? Magari prova a frequentare qualche animale, un lupo magari, o il suo discendente cane, così impari qualcosa che la vita non ti ha mai insegnato: l’amore vero.
E ricordati: chi non ama gli animali non sarà mai in grado di amare le persone!

 

L’unico e vero S. Francesco

Impara da loro, Jorge Mario Bergoglio!

 

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Beltane, Fuoco Luminoso

Ciao amici!!! Come va? Spero tutto bene anche a voi.
Faccio una scappatina per raccontarvi di un’altra festa molto
importante per la mia Religione: Beltane, o  Beltaine o Rodmas, ovvero
il Fuoco Luminoso,nome che deriva dai fuochi propiziatori che si
accendono in questo periodo che illuminano l’inizio delle attività legate
alla Terra, ma anche del fuoco della passione che ci pervade tutti.
E’ il momento della massima luce, gioia vitale e fertilità.
I fiori sbocciano, le vite nascono, gli uccellini cantano anche di notte….
E’ il momento di godersi appieno la vita e la Natura con tutti i suoi
magnifici doni.
Io e mio marito ci siamo sposati proprio a Beltane e così facciamo
festa doppia!
In questo periodo si celebrano i corteggiamenti, le unioni e soprattutto
l’amore visto in tutte le sue prospettive: passione, desiderio, unione
carnale e spirituale.
Con Beltane si celebra la forza ed il risveglio della vita, la fertilità,
e l’unione sessuale diventa un’unione universale con il tutto, della
Terra con il Sole e l’Universo, della Dea con il Dio; l’unione di sacra
di due cuori e due spiriti che diventano uno solo.
Il corpo e la mente si sono risvegliati durante Ostara ed ora sono vivi,
pieni di energia e di vigore: è tempo di fiorire, di sbocciare, di godersi
intensamente la bellezza della vita.
Noi festeggiamo decorando il nostro Albero di Beltane, che si trova
in una radura in uno dei nostri boschi privati, con nastri colorati e
ghirlande fiorite.
Poi accendiamo vicino al nostro lago, lontano da alberi e arbusti, un
bel fuoco grande e tanti altri fuocherelli in cui passare in mezzo
per avere energia e purificarsi.
Poi ci gustiamo ottimo cibo soprattutto fatto con latte, miele e avena,
simboli della Dea e di questo periodo, e ottimo vino senza mai
dimenticarci di lasciarne in abbondanza anche ai fratelli dei boschi
e dei laghi.
E questo per una settimana intera, quasi! I nostri festeggiamenti durano dal 1 al 6 Maggio.
Buon Amore e tanta gioia anche a voi!
Vi lascio dedicandovi questo magnifico canto Navajo, pefretto augurio per la nostra festa:

Hoka hey, Kola,
arrivederci Amici!
Che possiate camminare
nella Bellezza

per poter un giorno attaccare
il vostro grido alle montagne
ed entrare ne cerchio dei sogni sognati


A presto carissimi!!!!

 

 

 

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