Genocidio

Quando si parla di olocausto la maggiorparte delle persone
ricorda lo sterminio degli ebrei durante il nazismo.
Ebbene, c’è stato un olocausto ben peggiore di quello.
Peggiore perchè è riuscito nel suo intento: eliminare quasi
del tutto un’intera razza.
Questa razza è quella che io amo di più al mondo, quella che
considero superiore alle altre perchè unica portatrice del
vivere in armonia con il resto del mondo, l’unica capace di
fare parte del Cerchio della Vita, rispettando e amando Madre
Terra e i fratelli animali. Gli unici capaci di vivere in sintonia
con il Tutto, di ascoltare la voce della Terra e del Cielo, il
cuore degli animali e delle piante.
Gli unici non avidi che non hanno mai tagliato una pianta in più
o ucciso un animale in più di quello che gli serviva per sopravvivere.
Cacciavano i bisonti in groppa a piccoli pony selvaggi, senza sella,
armati solo di lance e frecce. Erano disposti a morire loro stessi
per uccidere per la sopravvivenza della propria famiglia.
E molti morivano o rimanevano feriti durante la caccia.
Per ogni animale ucciso provavano dolore e pregavano
ringraziandolo.
Cosa ben lontana dagli allevamenti intensivi degli uomini bianchi,
capaci solo di prendere, distruggere e inquinare!
Nessun Indiano prendeva solo per sè: chi aveva bisogno veniva
aiutato in tutto dagli altri.
Fieri, orgogliosi, coraggiosi, leali, rispettosi delle proprie donne,
poeti: gli Uomini per eccellenza!
Dall’arrivo di Colombo nel 1492 la loro fine era stata decisa: o
schiavi o morti.
E siccome non si può piegare uno spirito libero e fiero come il loro
intere tribù sono state letteralmente estinte. Indiani come i Pueblo
Santo Domingo ( nei Caraibi  i Nativi avevano la pelle rossa), gli
Yaqui, i Wintu e tantissimi altri non esistono e non esisteranno
mai più.
Altre tribù superstiti sono state assorbite dalle altre.
Ma il genocidio non si è mai fermato: vogliono elimininarli tutti.
Ancora oggi, nel 2015, i Nativi Americani sono il popolo più
discriminato del mondo e quello che subisce in assoluto più
razzsimo da parte di bianchi, neri e gialli.
E quando dico razzismo non mi riferisco al lancio di una banana
a un milionario….
In America ci sono leggi diverse per i Nativi rispetto alle altre
razze: leggi che sono sempre sfavorevoli ai Nativi!
Inoltre chi non accetta di vivere da “americano”, tagliarsi i
capelli, vestirsi da bianco, aprire casinò, e si ostina a vivere da
Indiano, con i suoi usi e costumi, tradizioni e preghiere pagane,
viene ostacolato su tutto: dal lavoro alla sanità agli studi.
I miei fratelli Lakota, tradizionalisti, vivono in una riserva
dentro a delle roulotte o capanne di legno, contunuamente
pressati
dalla polizia.Loro che erano i signori delle pianure!
Quando vanno in negozi o locali di bianchi o neri vengono
insultati, minacciati o picchiati: tanto in galera ci vanno loro!
Di seguito riporto lo stralcio di un documento riguardante
gli Indiani Canadesi, tratto dal bellissimo blog Native Americans
Today, che consiglio a tutti di visitare, dove si trova la versione integrale.
Faccio presente che mai nessun presidente americano si è mai
scusato con i Nativi per le terribili ingiustizie subite.
Nessun papa e nessun prete si è scusato per gli orrendi
crimini di cui la loro chiesa si è macchiata.
Messuno ne parla mai, nemmeno il nuovo papa ciarlone!
Nessuno ha mai posto rimedio.
Non c’è nessuna giornata della memoria per loro.
Ma Loro sono ancora qui: decimati, umiliati, perseguitati
ma mai sconfitti!

Questo è quello che è successo ai Nativi Americani, non solo
Canadesi, nella civilissima e democratica America:

 

Dal blog Native Americans Today che invito tutti a
guardare:

Rapporto pubblicato da The Truth Commission into Genocide in Canada

PREFAZIONE:

Jasper Jospeh è un nativo sessantaquattrenne di Port Hardy,
British Columbia. Gli occhi gli si riempirono ancora di lacrime
quando ricorda i suoi cugini, uccisi nel 1944 con iniezioni letali
dal personale del Nanaimo Indian Hospital….

Avevo soltanto otto anni, e ci avevano mandato dalla scuola
residenziale anglicana di Alert Bay al Nanaimo Indian Hospital,
quello gestito dalla Chiesa Unitaria. Li mi hanno tenuto in
isolamento in una piccola stanza per più di tre anni, come se
fossi un topo da laboratorio, somministrandomi pillole e facendomi
iniezioni che mi facevano star male….

Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e ribellandosi ogni
volta. Così le infermiere fecero loro delle iniezioni, ed entrambi
morirono subito. Lo fecero per farli stare zitti. (10 novembre
2000)….

Già dal novembre del 1907 la stampa canadese attestava che
il tasso dei decessi all’interno delle scuole residenziali indiane
superava il 50%(vedere Appendice, articoli giornalistici chiave).
Tuttavia negli ultimi decenni la realtà di un tale massacro è
stata rimossa dalla storia e dalla coscienza pubblica del Canada.
Non c’è da stupirsene, perchè quella storia occultata rivela
un sistema il cui scopo era quello di distruggere la maggior
parte della popolazione Nativa tramite malattie, trasferimenti
e omicidi belli e buoni, “assimilando” nel contempo una
minoranza di collaborazionisti che venivano addestrati a
servire quel sistema genocidi.

Questa storia di genocidio deliberato coinvolge ogni livello
governativo del Canada, la Royal Canadian Mounted Police
(RCMP), ogni chiesa principale, grandi corporazioni e polizia,
medici e giudici locali. La rete di complicità di questa macchina
assassina era, e rimane così estesa che il suo occultamento ha
richiesto un altrettanto elaborata compagna di copertura,
organizzata nelle più alte sfere di potere del nostro paese; una
copertura che continua tuttora, in particolare adesso che
i testimoni oculari degli omicidi e delle atrocità, perpetrati
presso le “scuole” residenziali per nativi gestite dalla chiesa,
si sono fatti avanti per la prima volta.

Perché erano le “scuole” residenziali a costituire i campi di
sterminio dell’olocausto canadese e all’interno delle cui mura,
secondo statistiche governative, circa la metà dei bambini
lì spediti per legge morirono o scomparvero.
Secondo un sopravvissuto queste 50.000 vittime svanirono, così
come i loro cadaveri – “come se non fossero mai esistiti”.
Ma esistevano eccome.
Erano bambini innocenti, uccisi da percosse e torture e dopo essere
stati deliberatamente esposti a tubercolosi e ad altre malattie da dipendenti salariati delle chiese e del governo, in base ad un
progetto generale di “Soluzione Finale” concepito dal Dipartimento
Affari Indiani e dalle chiese cattolica e protestante.

Con tale approvazione ufficiale del massacro, emanata da
Ottawa, le chiese responsabili dell’annientamento dei nativi in
loco si sentirono incoraggiate e protette a sufficienza da
dichiarare per tutto il 20mo secolo una guerra totale alle
popolazioni indigene non cristiane.

A causa dei miei tentativi di svelare la vicenda delle morti
dei bambini presso la scuola residenziale della chiesa di
Alberni io, in qualità di ministro di una delle istituzioni citate nell’indagine,
la Chiesa Unitaria del Canada – sono stato
licenziato, inserito nella lista nera, minacciato e diffamato
pubblicamente dai suoi funzionari.

Questa storia di appoggio ufficiale e di collusioni, relativa ad
un secolo o più di crimini contro i primi abitanti del Canada,
non deve dissuaderci dallo scoprire la verità e dal portare
davanti alla giustizia coloro che hanno commesso tali crimini.

E’ per questo motivo che vi invitiamo a ricordare non solo
i 50.000 bambini deceduti nei campi di sterminio delle scuole residenziali,
ma anche tutte quelle vittime silenziose che
oggi patiscono in mezzo a noi in cerca di pane e giustizia.

(Rev.) Kevin D. Annett, segretario The Truth Commission
into Genocide in Canada, Vancouver, British Columbia, 1
febbraio 2001

 I nativi non cristiani erano il bersaglio dichiarato delle scuole residenziali
che, sotto la maschera dell’istruzione, praticavano
una pulizia etnica di massa. 

Inoltre questi “pagani” erano oggetto dei programmi di
sterilizzazione finanziati dal governo, eseguiti in ospedali
gestiti dalla chiesa e sanatori per la tubercolosi della costa
occidentale .

Secondo un testimone oculare, Ethel Wilson di Bella Bella, BC,
un certo George Darby, medico missionario della Chiesa Unitaria,
fra il 1928 ed il 1962 sterilizzò intenzionalmente indiani
non-cristiani presso l’R.W. Large Memorial Hospital.

 Chiaramente l’attacco genocida contro gli indigeni non era
soltanto fisico. Ma anche spirituale. La cultura europea
ambiva a possedere le menti e le anime delle nazioni native,
per trasformare gli indigeni che non era riuscita a sterminare
in copie di terza classe dei bianchi. Alfred Caldwell, direttore
della scuola della Chiesa Unitaria di Ahousat, sulla costa
occidentale di Vancouver Island, nel 1938 scriveva:


Il problema rappresentato dagli indiani è di natura morale
e religiosa. Essi mancano dei fondamenti di base del pensiero
e dello spirito civile, il che spiega la loro natura ed il loro
comportamento infantile. Presso la nostra scuola ci
sforziamo di trasformarli in cristiani maturi che imparino a
comportarsi bene nel mondo ed abbandonino il loro selvaggio
stile di vita ed i loro diritti, acquisiti col trattato, che li tengono
inchiodati alla loro terra e ad una primitiva esistenza.
Soltanto allora il problema indiano nel nostro paese
verrà risolto.

(Lettera del Rev. A.E. Caldwell all’agente indiano P.D. Ashbridge, Ahousat,
BC, 12 novembre 1938)

Citando la sopravvissuta di Alberni, Harriett Nahanee:
Ci mettevano sempre gli uni contro gli altri, costringendoci a
combatterci e a molestarci a vicenda. Il tutto aveva lo scopo
di dividerci e di farci il lavaggio del cervello in modo che
dimenticassimo che noi eravamo i Custodi del Territorio.

Il Creatore diede al nostro popolo il compito di proteggere le
terre, i pesci, le foreste, questo era lo scopo delle nostre
essenze. I bianchi però volevano tutto per sé stessi, e le
scuole residenziali erano il metodo a loro disposizione; metodo
che funzionò

La natura di quel sistema di tortura non era casuale.
Ad esempio, nelle scuole residenziali canadesi di qualsiasi
confessione, l’uso regolare di scosse elettriche su bambini
che parlavano la loro lingua o ce erano “disobbedienti” era un
fenomeno diffuso, e ciò non veniva a casaccio ma era una prassi
istituzionalizzata.

Ex dipendenti del governo federale hanno confermato che
l’uso dei “reclusi” delle scuole residenziali per esperimenti
medici governativi era autorizzato tramite un accordo congiunto
con le chiese che gestivano le scuole stesse.
Secondo un ex funzionari degli Affari Indiani:
Una sorta di accordo sulla parola fu in vigore per molti anni: le
chiese ci fornivano i bambini dalle scuole residenziali e noi
incaricavamo l’RCMP di consegnarli a chiunque avesse bisogno di
un’infornata di soggetti da esperimento: in genere medici, a volte
elementi del Dipartimento della Difesa. I cattolici lo fecero ad alto livello
nel Quebec, quando trasferirono in larga scala ragazzi dagli orfanotrofi ai manicomi. Lo scopo era il medesimo:
sperimentazione.
A quei tempi i settori militari e dell’intelligence davano
molte sovvenzioni: tutto quello che si doveva fare era fornire
i soggetti.I funzionari ecclesiastici erano più che contenti di soddisfare
quelle richieste. Non erano solo i presidi delle scuole
residenziali a prendere tangenti da questo traffico:
tutti ne approfittavano, e questo è il motivo per cui la cosa
è andata avanti così a lungo; essa coinvolge proprio una sacco
di papaveri alti. ( Dai fascicoli riservati del tribunale
dell’IHRAAM, contenenti le dichiarazioni di fonti confidenziali,
12-14 giugno 1998)Gli esperimenti in questione e la cruda brutalità delle sevizie
inflitte ai bambini nelle scuole attesta la considerazione che
le istituzioni avevano degli indigeni in quanto esseri “sacrificabili” e
“malati”. Decine e decine di sopravvissuti provenienti da dieci
diverse scuole residenziali della British Columbia e dell’Ontario
hanno descritto sotto giuramento le seguenti torture, inflitte fra
il 1922 ed il 1984, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di solo
cinque anni di età.:• Stringere fili e lenze da pesca attorno al pene del bambini;

• Inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene;

• Tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi;

• Costringerli a mangiare cibo pieni di vermi o rigurgitato;

• Dire loro che i erano morti e che stavano per essere uccisi;

• Denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente e
sessualmente;

• Costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a quando
non crollavano;

• Immergerli nell’acqua ghiacciata;

• Costringerli a dormire all’aperto durante l’inverno;

• Strappare loro i capelli dalla testa;

• Sbattere ripetutamente le loro teste contro superfici
muratura o in legno;

• Colpirli quotidianamente senza preavviso tramite fruste, bastoni,
finimenti da cavallo, cinghie metalliche decorate, stecche
da biliardo e tubi di ferro;

• Estrarre loro i denti d’oro senza analgesici;

• Rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua
né cibo;

• Somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla
testa, ai genitali e agli arti.

Forse il riassunto più chiaro della natura e degli scopi di tale
sadismo è costituito dalle parole di Bill Steward di Nanaimo,
sopravvissuto alla scuola Kuper Island:

Era la gente della chiesa ad adorare il diavolo, non noi. Volevano
l’oro, il carbone, la terra che abitavamo, così ci terrorizzavano
affinché consegnassimo tutto a loro. Come fa un uomo che all’età
di sette anni veniva violentato quotidianamente a combinare qualcosa
nella vita? Le scuole residenziali furono istituite per distruggere
le nostre vite, e riuscirono nell’intento.
I bianchi erano dei terroristi, puri e semplici.

(Testimonianza di Bill Steward resa a Kevin Annett e ad
osservatori della IHRAAM, Duncan, BC, 13 agosto 1998)

Eppure nessun Mativo Americano odia gli altri popoli.
Nessun Nativo Americano compie attentati in giro per
il mondo uccidendo innocenti.
Loro vivono ancora, fieri, a testa alta!
Non come qualcuno che preferisce tenere bassa la testa e
alto il culo dimostrando con che cosa ragionano.
Evidentemente tra i Popoli esistono evidenti differenze

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Categorie: Nativi Americani, Senza categoria | 15 commenti

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15 pensieri su “Genocidio

  1. Grazie Indiana!

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    • Grazie a te se sei riuscita a leggerlo tutto 😉 É lungo,lo so,ma rende bene l’idea

      Liked by 1 persona

      • Sì, l’ho letto tutto. Non mi meraviglia perché so che l’animo umano può tutto, ma ho provato dolore per le vittime. Purtroppo non se ne parla perché non fa comodo farlo…

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    • Perché l’America é una super potenza mondiale che calpesta le ossa di milioni di vittime.Vittime che erano i veri signori di quelle terre.Ma non tutti sono ciechi e non tutti dimenticano,per fortuna.Io,nel mio piccolo,e i miei fratelli Nativi facciamo di tutto per dare una voce a quei morti e rendere loro giustizia.Grazie 😊

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    • Infatti,e non solo in America purtroppo.Ma nessuno si sta comportando come i terroristi islamici:non gli Indiani d’India e d’America, non i Maori,gli Aborigeni Australiani,Vietnamiti,Giapponesi….Nessuno.Perché gli altri hanno un cervello e un cuore e capiscono la differenza tra oppressori e civili.Soprattutto non cercano di imporsi al mondo e celebrano la vita,non la morte

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    • L’ho sempre pensato anch’io.Oltre a non essere conformi alla massa europea come spiritualità e rapporti con la Natura e animali.Niente sottomissioni a nessuno =niente potere ai soliti! Loro non avevano capi:solo guide. E vivevano in perfetto ordine e armonia.Questo urta parecchi….

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    • Pensa allo scempio delle montagne per cercare l’oro e le Black Mesa per il carbone! Per non parlare del monte Rushmore e del ripetitore che il vaticano voleva piazzare sulle Montagne Sacre.Che vergognoso schifo!

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  2. già,sarebbe l’ora di “ampliarlo” il termine olocausto!

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  3. Mi vengono in mente i Seminole: non hanno mai voluto sottoscrivere un vero e proprio trattato di pace con gli Stati Uniti, giusto?
    Grande popolo, i Seminole, che hanno sempre accolto nella loro tribù, come loro pari, chiunque volesse farlo, senza badare al colore della pelle. Nel rifiuto di firmare trattati mi pare di poter cogliere questo messaggio: “voi e noi ora viviamo in pace, ma perché questo è nella nostra natura, non perché voi ce l’avete imposto”.

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    • Tutti i Nativi accoglievano chiunque andasse da loro in pace e rispetto? I trattati? Una cosa che hanno inventato i bianchi dicendo di averli fatti firmare ai capi tribù. Peccato che non esistessero capi tra i Nativi,soli guide,e che nessuno poteva decidere per tutti gli altri.In ogni modo….nessun trattato é mai stato rispettato! Questa la dice lunga sull’onestà e la sincerità di certa gente

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