525 anni di resistenza!

Oggi è l’anniversario della “scoperta” dell’America, anche se ormai è comprovato che il grande Popolo Vichingo vi arrivò ben prima di Colombo, solamente che invece di massacrare i Nativi visse in pace insieme a loro.
Oggi è l’anniversario del più terribile, violento e vergognoso genocidio della storia del mondo intero: quello dei Nativi Americani.
Non c’è ninete da celebrare, in questa giornata, solo i morti innocenti.
Per i Nativi Americani, per me e per tutti coloro che li amano, oggi è un giorno di lutto.
La storia dell’avvenuta scoperta la conoscete tutti: i sovrani Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia avevano appena concluso la liberazione della Spagna dal dominio musulmano conquistando anche il territorio del sultanato di Granada, e miravano ad espandersi oltre oceano.
Quindi accettarono di finanziare l’impresa del navigatore genovese Cristoforo Colombo destinata all’Oriente descritto dall’altro navigatore italiano Marco Polo.
Gli fornirono di tre caravelle, Nina, Pinta e Santa Maria, uomini, viveri, animali e armi.
La partenza avvenne il 4 Agosto 1492 da Porto Palos.
Purtroppo Colombo aveva fatto male i calcoli sulla circonferenza terrestre , convinto di arrivare in India in poco tempo……e sbagliò pure rotta.
I venti alisei lo portarono il giorno venerdì 12 Ottobre alle ore 2 del mattino circa,dopo settanta giorni di navigazione, sulle coste delle Isole Guanahanì, chiamate in seguito Lucaie, l’attuale arcipelago delle Bahamas.
Subito Colombo le ribattezzò S. Salvador in onore del suo dio, fragandosene altamente fin da subito delle tradizioni dei Nativi che abitavano quelle isole: il  Popolo Arawak, popolazione che si stendeva dai Caraibi fino al nord dell’Argentina.
Di loro rimane solo qualche tribù in Amazzonia che i nuovi americani stanno in tutti i modi cercando di estinguere!
Gli Arawak praticavano erano di culto animista e veneravano il Sole, i fratelli Alberi, la Pioggia e il Tuono.
Erano un popolo tranquillo che viveva coltivando la terra seguendo i ritmi della Natura e lavorando la ceramica, la pietra e il legno.
Colombo li descrisse come un Popolo pacifico e gentile, molto ospitali….quindi, per ricompensarli dell’assistenza, dell’aiuto e dell’ospitalità ricevuti, fece in modo di sottometterli, estirpare dai loro cuori i loro culti millenari per inculcargli con la violenza il cristianesimo. E da buon cristiano li ridusse in schiavitù nei latifondi che lui e il resto degli invasori spagnoli occuparono come se fossero a casa loro, gli encomienda.
Qui gli Indios erano costretti a lavorare a ritmi massacranti, pena la morte, e la popolazione cominciò a decimarsi, uccisa dalla fatica, dagli stenti e dalle malattie portate dagli invasori che da loro non erano mai esistite.
Ora gli Arawak non esistono più: gli invasori europei li hanno ESTINTI!
Al loro posto ai Caraibi ci sono i negri, discendenti degli schiavi che sempre gli europei portarono dall’Africa, e i mulatti.
Degli Arawak rimangono solo certe parole come colibrì, canoa, caimano, amaca e tante altre.
E vennero estinti anche i famosi Taino, il Primo Popolo Indios che per primo visse nei Caraibi.
I Taino erano soprattutto guerrieri, ma i loro archi e le loro frecce poterono ben poco contro le spade e le lance degli invasori!
Veneravano il dio del bene, Yucahù, sua madre Atabex, conosciuta anche con altri nomi, e il dio del male, Juracàn, perchè consapevoli che nell’universo come nell’uomo bene e male si equivalgono e devono rimanere in perfetto equilibrio tra di loro.
Yucahù aveva tre figli gemelli: il Sole, Guatauba, creatore del Fuoco e delle montagne, e Coastrique, gemello della Morte, dio degli uragani e dei vortici d’acqua.
Inoltre l’uomo viveva uno strettissimo rapporto con animali, piante, rocce e spiriti ( gli zemis).
Nei musei sudamericani si possono ancora ammirare le statuette degli idoli dei Taino che hanno suscitato, nei più fantasiosi, credenze extraterrestri.
Da quel maledetto venerdì di 525 anni fa è iniziato l’incubo, la distruzione e la morte delle civiltà più belle del mondo.
Gli invasori europei, spagnoli, inglesi e francesi in primis, a poco a poco si espansero come un cancro in tutto il continente americano uccidendo, distruggendo, violentando e sostituendosi ai Nativi.
Tante, troppe Popolazioni sono state estinte. Non esiteranno mai più.
Resistono da 5 secoli i miei Lakota e altri Indiani delle Pianure e del Sud, come i Cheyenne, i Cherokee, gli Apaches, i Navajo, gli Irochesi…..Sempre di meno!
Vivono rinchiusi in riserve con leggi severissime applicate solo a loro, come quella che se un Indiano uccide un bianco viene SEMPRE condannato a morte, mentre un bianco no, privati di tutte le loro libertà, con sempre meno diritti, discriminati all’impossibile.
Nel 1830 il parlamento americano creò addirittura una legge che approvava apertamente il genocidio etnico e culturale dei Nativi: l’Indian Removal Act col quale si autorizzava la deportazione dei Nativi per ragioni di sicurezza nazionale.
Una parte degli Indiani verrà ulteriormente decimata con la sterilizzazione fisica, attuata con l’inganno, ad esempio negli ospedali, o con le minacce. Ne saranno vittime 85.000 tra uomini e donne.
Se non è peggio di comunismo e nazismo messi insieme!
Ma nessuno ne parla…..
La loro Terra, che amavano e veneravano come una Madre, violentata come le loro donne, ricoperta di schifoso cemento, scavata e sviscerata in ogni punto perchè gli avidi invasori cercavano oro , carbone, petrolio; sui loro bei prati in cui pascolavano Mustang e mandrie di bisonti, sono sorte strade rumorose, orribili case e grattacieli di cemento; i sentieri su cui galoppavano in groppa ai loro ponyes sono orribili tangenziali puzzolenti su cui circolano mezzi meccanici altamente inquinanti.
Il loro bel cielo azzurro è diventato grigio per l’inquinamento, e viene solcato dagli aerei anzichè dalle aquile e dai falchi; i fratelli alberi tagliati per fare spazio alle città; la loro acqua non è più limpida ( in alcune riserve viene ancora inquinata con il fattore arancio o con scorie nucleari per avvelenarli); il loro cielo stellato non si vede quasi più perchè le luci invadenti degli invasori non lo consentono.
Non c’è più il Sacro Silenzio nella Terra degli Indiani.
Qualcuno osa chiamare il genocidio “colonizzazione” , l’invasione del West “conquista” e l’inquinamento “civiltà”.
Si stima che in tutta l’America, tra il 1492 e il 1890, siano stati massacrati tra i 70 e i 115 milioni di Indiani.
Siamo sicuri che oggi ci sia qualcosa da festeggiare????
Io non abbatterei i monumenti degli invasori: li lascerei lì a ricordare lo schifo che hanno commesso, tutti i loro ripugnanti crimini contro intere Popolazioni, di modo che i nuovi americani ne prendano bene coscienza e restituiscano la Terra a chi spetta davvero di diritto, agli unici veri Americani!
Ricordatevi, voi che vi definite “americani” perchè lo ius soli ve lo permette, che ogni passo che fate su quella Sacra Terra calpestate le ossa di un Nativo, in ogni vostro respiro c’è la loro polvere e il loro Spirito vi guarda….
Loro ci saranno per sempre!
Sono anni che aspetto un presidente americano Nativo purosangue….magari donna!

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42 pensieri su “525 anni di resistenza!

  1. Paroledipaola

    Che post!!!!!!!! FANTASTICO! ♡

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  2. Ciao cara complimenti x l articolo bisogna ricordare in questa maniera

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  3. Silvia

    C’è sempre e solo da imparare dalla loro civiltà e saggezza!

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  4. Il post è fantastico davvero… Pazzesco… C’è davvero da leggere e imparare

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  5. Sono con te anche questa volta… assurde violenze e desiderio di dominio, quando la convivenza e la pace dovrebbero essere alla base della vita…
    Per me il 12 ottobre è più che altro il compleanno di mia mamma e quindi la mia attenzione è spostata in qualcosa di lieto, ma il mio cuore sanguina al ricordo delle atrocità ..
    Cara amica, continua a ricordare e farci ricordare le cose nel modo giusto 🙏 io te ne sono grata
    Un abbraccio grande ❤️
    ❤️

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  6. Io infatti non credo ci sia nulla da festeggiare.
    La perdita di culture, tradizioni, arte, conoscenze millenarie è stata una perdita per l’intera umanità. Inutile elencare le decine di popoli decimati dagli invasori.
    Rimane il dubbio su Colombo, dato che non era assolutamente sua intenzione andare in “america” e trovare popoli da sottomettere. Io do la colpa agli spagnoli e ai falsi esportatori di religione.

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  7. È importante conoscere la verità è non la versione “ufficiale” che ha sempre fatto credere che gli indiani fossero i cattivi. Le cifre delle vittime sono agghiaccianti!

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  8. Piange il cuore sempre al pensiero di come siano stati trattati gli indiani. Questo è un post molto bello. E le immagini ancor di più. Grazie cara. Un abbraccio. Isabella

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  9. Questo è solo uno degli esempi di come una civiltà, nazione, tribù o clan sottomette un altro non appena riscontra quanto il bilancio delle forze in gioco sia squilibrato a suo favore. Non solo Pellerosse ma Aborigeni australiani, popoli dell’Amazzonia e tanti altri che di volta in volta sono stati invasi o invasori, a seconda delle situazioni. Romani, Barbari, Armeni, Curdi, Papato, Arabi, Ebrei, Palestinesi. Alcune sono state solo conquiste, più spesso eccidi se non genocidi.

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    • Questo però è il peggiore genocidio mai perpetrato a danno di una sola etnia (quelli dell’Amazzonia sono sempre Indiani,ne ho parlato anche nell’articolo): interi Popoli non esistono più. Sento domenicani e cubani dire che loro sono diversi dagli africani perché sono nati nelle Americhe….in realtà sono solo i discendenti degli schiavi africani deportati dagli inglesi,così come i bianchi lo sono degli invasori europei. Hanno sostituito intere popolazioni e culture con altre e nessuno s’indigna

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  10. Complimenti per questo articolo, le tue foto mi fanno venire ancora piu’ Nostalgia del mio ultimo Viaggio che passava anche per Wounded Knee.
    Sono ultimo arrivato del tuo Blog,leggendo altri post devo farti i complimenti per come scrivi e per il coraggio nell’esprimere il tuo pensiero anche con toni molto forti.

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  11. ROSARIO ZAPPALA'

    Sono d’accordo, non c’è molto da festeggiare il 12 ottobre e anch’io personalmente non ho proprio nulla da festeggiare quel giorno.
    Un abbraccio Mrs.Lakota

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