E tutti, come sempre, tacciono!

Sono 80mila le bambine infibulate in Italia!

Già, mentre ebrei e comunisti al governo, abusivi non dimentichiamolo mai, si cagano ancora addosso se a qualcuno viene la nostalgia del passato Ventennio e si arrovellano su come eliminare la libertà di pensiero, parola ed espressione a chi non è del loro unico pensiero rosso, ci sono ancora donne che vengono violate fin dall’infanzia!
E non stiamo parlando solo dell’Africa, dove codesti orribili rituali barbarici vanno avanti da tempo immemorabile, ma del nostro sempre meno civile Paese.
Sarebbero tra le 61.000 e le 80.000, infatti, le donne arrivate in Italia che hanno subito le aberranti mutilazioni dei genitali, chiamate infibulazione, quando ancora erano bambine. E arrivano al 90% le donne che nel Corno d’Africa, Egitto, Guinea e altri paesi africani, arabi e sud est asiatico continuano a subirle.
L’infibulazione, per chi non lo sapesse, consiste  nell’asportazione della clitoride, delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra, tramite una lama, un rasoio o perfino un osso affilato, così che la donna arrivi immacolata al matrimonio e non possa provare alcun piacere durante i rapporti sessuali. Un modo per tenerla sotto il controllo del “maschio”,  di dominare la pericolosa femmina ritenuta inferiore e schiava dei suoi istinti.
Dopo la mutilazione la vulva viene cucita con fili di seta o addirittura spine! Lasciano aperto solamente un forellino per la fuoriuscita dell’urina e del fluido mestruale.
Sarà poi il marito della sfortunata sposa a defibularla, scucendo la parte intima prima di consumare il rapporto.
Rapporto che per la donna sarà solo dolorosissimo e difficoltoso.
Inoltre sopravvengono spessissimo infezioni vaginali, infiammazioni, cistiti, ritenzione urinaria.
Ulteriori danni si hanno al momento del parto: il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatriziale e reso poco elastico a causa delle mutilazioni.
In questi casi non è più ossigenato dalla placenta e il protrarsi della nascita toglie ossigeno al cervello, rischiando di causare danni neurologici.
Nei paesi in cui è praticata l’infibulazione, inoltre, è frequente la rottura dell’utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.
Una vita d’inferno! Anzi, una non vita.
Ma non finisce qui: le donne che hanno partorito, le divorziate e le vedove vengono reinfibulate di nuovo per ritornare allo “stato di purezza” iniziale.
Le origini di questa disgustosa pratica risalirebbero all’antico Egitto, al tempo dei faraoni, dove al giorno d’oggi sarebbe vietata ma la subiscono ancora tra l’85% e il 95% delle donne.
In paesi come la Somalia le vittime arrivano al 98%! La donna non infibulata viene considerata impura, non troverà mai marito e viene allontanata e isolata dalla società.
In Kenya lo scellerato Jomo Kenyatta, leader politico contro il dominio coloniale britannico e primo presidente del paese dopo l’indipendenza, aveva difeso l’infibulazione definendola una “pratica culturale importante”.
Rituali tribali e misogini che le amate risorse boldrinaiane hanno portato fin qui da noi.
Anche qui, purtroppo, gli immigrati, africani e non, praticano clandestinamente i loro orribili scempi sulle bambine, spesso causandone la morte o terribili infezioni.
Senza contare l’irrimediabile danno psicologico e le future complicazioni durante il parto, come scritto sopra.
Riporto da Il Giornale, unico quotidiano sempre attento a queste tragiche problematiche:

Nel corso di un’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale, l’associazione Action Aid ha presentato un rapporto appena elaborato, che analizza la situazione e delinea le politiche di contrasto del fenomeno, citando i risultati di una ricerca coordinata dall’Università Bicocca che ha aggiornato, rivedendoli al rialzo, i dati precedenti, finora unici: quelli di uno studio governativo del 2009. Incrociando i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e i numeri della popolazione residente in Italia e proveniente da Paesi a tradizione escissoria, 8 anni fa il Dipartimento per le Pari opportunità stimava che vivessero in Italia 35mila donne che avevano subito mutilazioni, e che 1.100 ragazze di età inferiore ai 17 anni fossero a rischio.

Lo studio recente della Bicocca, che tiene conto dell’area geografica e dell’estrazione sociale di provenienza, porta a stime più elevate: oggi le donne presenti in Italia che sarebbero state sottoposte durante l’infanzia a mutilazione sono tra le 61mila e le 80mila. Il gruppo più colpito è quello nigeriano che, insieme all’egiziano rappresenta la metà del totale. E sarebbero 25mila le donne che vivono in Lombardia vittime di questo abuso, senza calcolare le migranti irregolari. D’altra parte, stime recenti citate in un saggio pubblicato a maggio da Neodemos.it ipotizzano la presenza in Europa di 550mila immigrate di prima generazione mutilate (507mila negli Usa).

Rolfi, della Lega, spiega:
«Abbiamo voluto questa audizione per meglio comprendere la drammaticità del tema, che non riguarda solo i Paesi di provenienza ma anche noi, compresa la Lombardia. Tante donne, anche nate qua, quando rientrano nei paesi di provenienza vengono sottoposte a questa pratica. Il Consiglio ha già approvato una mozione all’unanimità e sono stati messi in campo alcuni interventi. Ora dobbiamo abbattere le false convinzioni che colpiscono le donne, e favorire una vera integrazione, che accantoni ciò che è così palesemente in contrasto con i nostri valori».

A sinsitra, invece, le paladine dei diritti, delle quote rosa, della presidenta, tacciono!
D’altronde quella mente bacata della Boldrini, occupata dal deviato sogno di abbattere i monumenti fascisti, aveva dichiarato che: ” lo stile di vita degli immigrati doveva diventare anche il nostro.”
Perchè, dunque, non corre a farsi infibulare?
L’unica a occuparsene era stata, negli anni ’90, Emma Bonino con diverse iniziative, ma ora tace anche lei, tropo impegnata a dare addosso ai fascisti.  D’altronde cosa ci si può aspettare da una che si faceva fotografare mentre uccideva bambini in via di sviluppo con aborti clandestini? Grande amore per la vita il suo! Un’ipocrita, come tutte le trinariciute come lei. Se difendi la vita la difendi sempre, non sei a favore dell’aborto!

In Italia le donne sarebbero tutelate da una legge apposita del 9 gennaio 2006, n. 7, che provvede a difendere dalle pratiche di mutilazione genitale femminile, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della costituzione e, cito testualmente, di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne.
Al codice penale è aggiunto l’articolo 583-bis che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili. Per mutilazione il legislatore intende, oltre all’infibulazione, anche la clitoridectomia, l’escissione della clitoride o comunque (norma di chiusura) qualsiasi pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.
Allo stesso modo, chi, in assenza di esigenze terapeutiche, al fine di menomare le funzioni sessuali, provoca lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

Le leggi, dunque, ci sono: perchè non si fanno rispettare????
Nel nostro Paese c’è chi non fa che sbraitare su presunto razzismo, accoglienza illimitata per tutti, diritti e solo diritti per gli stranieri, ma quando si tratta dei diritti delle donne tutti tacciono ( a sinistra intendo). Perchè?
Riporto uno spunto delle parole e del pensiero di Ayaan Hirsi Ali, scrittrice e politica nata in Somalia ora naturalizzata olandese, infibulata all’età di 5 anni nel suo paese d’origine, che da sempre si batte contro l’oppressione delle donne e per i loro diritti, specie nel mondo islamico, fondatrice negli Stati Uniti di Ayaan Hirsi Ali Foundation (abbreviato in AHA Foundation) per “proteggere e difendere i diritti delle donne in Occidente dall’oppressione giustificata con la religione e la cultura”( vi consiglio una lettura approfondita dei scuoi scritti); in “Infidel”, la sua autobiografia, scrive:

« L’escissione non rimuove il desiderio o la capacità di sentire il piacere sessuale. L’escissione è per le donne crudele da diversi punti di vista. È fisicamente crudele e doloroso; inizia le ragazze ad una vita di sofferenze. E non è neppure efficace nel raggiungere l’obiettivo di rimuovere il loro desiderio. »

Direi che queste donne hanno già sofferto abbastanza! Troppo!
Spero che menti annebbiate come quella della Boldrini sappiano almeno leggere e che prendano esempio dalle Donne Vere che con infinito coraggio alzano la testa e si battono per i propri diritti contro la misoginia di certe sub culture di sub uomini sub umani!
“Culture”, cara Lauretta, che non diventeranno mai la nostra finchè ci saranno Donne e Uomini veri a difendere la nostra libertà e i nostri diritti. Tu vai pure a farti fotografare tutta sorridente con il velo in testa!

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35 pensieri su “E tutti, come sempre, tacciono!

  1. Oh ma terribile!!!!! Atrocità!!!

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  2. il problema dei diritti civili e delle battaglie a loro dedicate in Italia è proprio quello di essere un continuo strumento politico. Purtroppo, si è legati ancora a sventolar bandiere di partiti che della salute della donna e non solo, non importa una beata cippa… L’infibulazione è un’atto barbarico da condannare totalmente per l’enorme danno fisico e morale che procura. Ma non mescolerei infibulazione con aborto. Quest’ultimo è una conquista sociale che ha salvato donne da mani di mammane o finti medici che per lucro aiutavano aborti clandestini spesso fatali. Abortire è una decisione dolorosa, l’ultima spiaggia in determinate situazioni, spesso necessaria per svariati motivi, e deve esserci la possibilità di scegliere di farlo in una struttura sanitaria vera e sicura, altrimenti si arricchirebbero solo i finti obiettori che nelle loro cliniche private offrono la prestazione a profumato costo.

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    • Io non vedo l’aborto come una conquista,ma come un omicidio. Tranne,ovviamente,i casi estremi come malformazioni gravi del feto,rischio di vita per la madre e lo capisco in caso di stupro. In tutti gli altri casi non lo concepisco:adesso c’è informazione,ci sono metodi contraccettivi,se non vuoi rimanere incinta non la rimani. E un bambino non può pagare con la vita per gli sbagli degli altri.

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      • non pensiamo solo alle persone istruite sulla contraccezione, ( sulla sicurezza di alcuni metodi poi non c’è l’assoluta certezza) pensiamo anche a persone sprovvedute che vivono in contesti sociali diversi…

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      • Infatti ritengo l’educazione sessuale fondamentale nelle scuole. E anche l’insegnamento per il rispetto della vita altrui:il feto é già vivo,non è una cosa o un polipo uterino da eliminare

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  3. Ho seguito molti documentari e storie legate all’infibulazione che ho scoperto quasi per caso anni fa….trovo davvero assurdo, patetico ed ipocrita nascondersi dietro alla “cultura” in certi casi. Il mondo si è evoluto, la conoscenza ha abbattuto molti muri, credere che le abitudini di secoli fa siano giuste solo perché “datate” è davvero pericoloso.
    Ho visto che qualche ragazza di alcune zone africane sono riuscite a trasmettere conoscenza e consapevolezza alle bimbe dei villaggi, perché per alcune di loro è quasi un evento da festeggiare (ignare della realtà) perché sono convinte che le renderà le donne perfette e mature che gli uomini desiderano.
    Non so davvero come si possa anche solo pensare che questa ingiustificata, gratuita e pericolosissima pratica sia un “marchio culturale”. Santo cielo, il dialetto locale è cultura, la storia e le radici dei paesi sono cultura, seviziare Delle bimbe è pura crudeltà.

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  4. Orrore…

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  5. E’ una vergogna e uno scandalo che debbano ancora esistere delle simi atrocità!

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  6. *l’umanità

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  7. Una pratica da aguzzini, uno schifo che anche solo descriverlo a parole fa vomitare.
    E poi hai nominato la Bonino: io la odio, la odio perché sono contrarissimo all’aborto, io lo reputo un omicidio. E il papa le ha pure telefonato…

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    • La pensiamo uguale,Andrea:la Bonino é una merda,un’ipocrita come la Boldrini e tutte quelle trinariciute ignoranti che infestano il nostro Paese e che straparlano di diritti ignorando questi scempi. E oltretutto sostengono l’aborto!

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  8. un post bello e terribile. non immaginavo che in Egitto ci fosse ancora un tasso così elevato di vittime dell’infibulazione. ma i dati incrociati anche da altre fonti lo confermano. è veramente pazzesco. solo non capisco la necessità di sparare offese a destra e – soprattutto – a sinistra, richiamando l’inutile – concordo con te – polemica su apologie e divieti di apologie..

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    • Io me la prendo con quelli che da sempre fanno finta di ergersi paladini dei diritti e della libertà quando invece sono preoccupati solo di intascare soldi con le cooperative e avere serbatoi di voti. Sono degli ipocriti e,putacaso,questa merda é tutta a sinistra!

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  9. In questo contesto non voglio collegarmi ad alcun pensiero politico, voglio collegarmi al “pensiero” medico che dovrebbe consistere nel curare chi soffre e alleviare le sofferenze se non si può portare a guarigione.

    Scrissi:

    https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/09/27/articoletto-19-2/

    e, come già pensai, certe cose in Italia non dovrebbero accadere perché esistono solo ed esclusivamente per portare sofferenza… senza dimenticare che certe sofferenze in tenera età rimangono per tutta la vita, non tanto dal punto di vista fisico, ma spirituale. È l’equivalente dell’uccidere… perché non siamo fatti solo di carne ed ossa, ma possediamo anche uno spirito e un’anima.
    Buona serata.
    Quarc

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  10. mi fa stare male solo il pensiero..

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  11. ti ho ribloggata ❤, non mi stanchero’ mai di diffondere questa ignominia 😠

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    • Grazie:più se ne parla meglio é

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      • e non e’ mai abbastanza, sembra un argomento tabu’ 😠

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      • É quello che mi fa incazzare! Si parla tanto di diritti e di uguaglianze,ma di quello che subiscono queste bambine guai a parlarne! A me una volta é stato dato della razzista da un trinariciuto perché secondo lui non rispetto le tradizioni millenarie di quei popoli! Ebbene io non avrò mai nessun rispetto per chi fa del male ai bambini e alle donne e ne compromette i diritti,la dignità e il futuro

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      • tanto si e’ fatto per i poveri piedi delle giapponesi sino ad estirpare quell’orrenda pratica … che e’ niente in confronto a questa. Chissa’ perche’ poi tutte queste “tradizioni” riguardano solo le donne!

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      • Infatti! Vedi,noi donne abbiamo sempre suscitato invidia e paura negli uomini più sfigati (quelli veri ci onorano). Le prime società umane erano matriarcali e,guarda caso,non c’erano guerre né conflitti. Poi l’uomo ha provato invidia, e con la scusa della certezza del proprio sangue ha fondato il patriarcato:la nostra rovina! Sono millenni che cercano in tutti i modi di controllarci,sottometterci,metterci le une contro le altre. Dalle religioni maschiliste,alla società che relega la donna ad un oggetto nato per soddisfare l’uomo,a queste orribili tribù. La battaglia è ancora lunga….

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      • probabilmente eterna

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      • Basterebbe unirci tutte e rimettere i sub maschi mezze seghe al loro posto! Purtroppo tante donne non sono più per la sorellanza

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  12. Halia

    Un orrore senza fine che contribuisce a mantenere il controllo sulle donne. Diffondere aiuta a toccare una realtà troppo spesso ignorata. Grazie per questo articolo.

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