In ricordo di Sergio

Domani verrà commemorata, ovviamente non dai trinariciuti, la morte del giovane Sergio Ramelli, il diciottenne del Fronte della gioventù divenuto uno dei simboli della vigliaccheria antidemocratica e vomitosa dei comunisti italiani, il cancro della società.
Sergio venne assassinato a colpi di chiave inglese dai soliti schifosi rossi il 29 aprile del 1975.
Morì dopo una terribile agonia durata quarantotto terribili giorni.
Insieme a lui si ricordano anche Carlo Borsani e Enrico Pedenovi martiri della destra milanese. Ma chi era Sergio Ramelli? La sua triste storia spiega bene quale sia il “pensiero” ottuso e violento dei comunisti, da estirpare il prima possibile.

Sergio era un semplice ragazzo che quarant’anni fa, negli anni ’70, a 19 anni, osava avere idee di Destra.
Apparteneva al Fronte della Gioventù, la parte giovanile dell’MSI. Per questo fu perfino costretto a lasciare la scuola in cui studiava chimica, il Molinari di Milano, e finire
gli studi privatamente.
Eppure non era un fanatico fascista nè un picchiatore, come quelli di sinistra vogliono dipingere tutti quelli che sono di Destra, ma uno studente con idee diverse dalla massa belante, e un po’ più sveglio,che in un tema in classe, reso pubblico
dalla bacheca della scuola, aveva scritto la verità: cioè che gli appartenenti alle Brigate Rosse erano dei terroristi. Perchè è solo questo che sono quelle merde sub umane!
Questo segnò la sua condanna a morte!
Venne aggredito davanti a casa sua da un commando di sinistra chiamato Avanguardia Operaia che con gli operai non c’entravano proprio un bel niente: erano infatti codesti vigliacchi figli di ricchi borghesi,studenti universitari mantenuti da papà, con stupide ideologie trapiantate nel cervellino!
Tanti contro uno solo: così fanno i vigliacchi senza onore, quelli che presi uno per volta si cagano nelle braghe costose.
Il povero Ramelli oppose una coraggiosa resistenza, ma cosa può fare un
ragazzo da solo contro una banda di decerebrati imbevuti d’odio, ignoranza e armati?
Un bel niente!
Lo massacrarono di botte, gli spaccarono la testa con una chiave inglese spappolandogli il cervello senza un minimo di pietà.
Sergio Ramelli morì dopo 48 lunghi giorni d’agonia in un
letto d’ospedale a soli 19 anni.
Per aver avuto il coraggio di esprimere il proprio pensiero ed essere fedele alle proprie idee.
Gli assassini vennero processati soltanto dieci anni dopo.
Peccato che furono condannati solamente in primo grado per omicidio preterintenzionale! Solo altri due anni dopo venne riconosciuto l’omicidio volontario!!!
Ma solo in due finirono il galera con l’aggiunta di altri reati, tanto per non smentirsi: gli altri restarono tranquillamente liberi, condannati a pene alternative.
Alla notizia della morte di Sergio Ramelli uno dei suoi assassini, un certo Giuseppe Ferrari Bravo, tranquillizzò i suoi compagni ricordando loro che nei cortei si urlava “morte ai fascisti” e che quindi era più che giusto uccidere un fascista!
Non era certo un reato! D’altronde era questo che
insegnavano certe stampe giornalistiche, pseudo insegnanti e pseudo intellettualoidi di sinistroso pensiero.
D’altonde solo due anni prima a Roma, nel quartiere popolare di Primavalle, un altro gruppo di giovani sinistroidi, di Potere Operaio, incendiò la casa di un netturbino, quindi operaio, perchè apparteneva all’MSI.
Gli assassini scrissero sulla strada ” giustizia proletaria”dopo aver dato fuoco alla casa di uno che proletario lo era davvero.
Nel rogo morirono due dei suoi figli: Virgilio Mattei, di 22 anni e il fratellino Stefano,un bambino di soli 8.
Prima di morire bruciato vivo il fratello più grande, Virgilio, venne fotografato mentre chiedeva aiuto per sè e per il fratellino.
Quella foto fece il giro del mondo.
Oggi qualcuno perferisce dimenticarsela.
I bastardi criminali furono tutti assolti da giudici criminali come loro!
Andarono a festeggiare nella villa di Fregene di uno di loro che di proletario aveva solo la scritta sulla bandierina! A loro si unirono tra gli altri ( riporto da fonti giornalistiche tra cui Il Giornale):
Albero Moravia, Dario Fo con Franca Rame, Dario Bellezza, Renato Schifano, Ruggero Guarini (che ricorderà l’episodio con non poca vergogna, vent’anni dopo).
Brindarono a champagne la morte di un bambino e di suo fratello.
Questi erano gli anni ’70, gli anni in cui io sono nata, in Italia: un paese in mano alla ricca borghesia che si divertiva a fingersi colta, intellettuale e dalla parte dei proletari per adescare mentucce e sottometterle al proprio pensiero, alla loro dittatura schifosa.
E chi non era d’accordo doveva morire, anche i proletari se di Destra, tutti quelli che non erano si sinistra !
Tutto era lecito pur di sottomettere la gente alla nuova dittatura.
E come credete che siamo messi oggi? E’ cambiato qualcosa?
Proprio i giorni precedenti la commemorazione di Sergio Ramelli nel 2015
l’Anpi meneghino richiamava a raccolta gli “antifascisti” con questo messaggio:
“Non è più tollerabile che Milano debba assistere ogni 29 aprile
alla parata nazifascista che da anni deturpa la nostra città.
Abbiamo rivolto un forte appello alle pubbliche autorità perché
quest’anno non si ripeta questa grave offesa”…..
firmato Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la Difesa dell’Ordine Repubblicano.ili
A Reggio Calabria la Curia aveva perfino vietato la celebrazione della messa in memoria di Benito Mussolini e le vittime fasciste.
Motivazione? Riporto pari pari dalla nota ufficiale emessa
dalla curia:

“pur essendo lecito celebrare la Santa Messa in suffragio dei defunti,
per l’occasione, è necessario che la Celebrazione venga sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”.

Già, meglio far inchinare la Madonna davanti alla casa di un mafioso…..
Eppure tutti i morti sono uguali davanti a Dio o sbaglio?
E mentre i colti sinistroidi bruciano librerie di Destra come la
Ritter di Milano, a Pescara il sindaco piddino Marco Alessandrini si
“dimenticava”di un poeta e scrittore come Gabriele D’Annunzio.
Già nel 2014 codesto sindaco aveva avuto premura di eliminare l’effige
del poeta da qualsiasi cosa pubblica: dalle lettere al materiale
cartaceo, dai manifesti al logo “Pescara città dannunziana” del sito
web del Comune; l’ha tolta perfino dai taxi.
In Lombarida il consigliere regionale pd Onorio Rosati non aveva
partecipato al giorno della memoria per le vittime delle Foibe.
Motivazione? Boooooo!!! Avrà avuto il cagotto?
Il consigliere, comunale pd di Orvieto, tale Tiziano Rosati (saranno
mica parenti?), ha definito il massacro delle foibe una” mitologia italiana:“la celebrazione menzognera delle foibe cui stiamo assistendo si inquadra in una più
ampia campagna di denigrazione della resistenza”.

E qualcuno nega che siamo sotto una sporca dittatura???
In Italia chiunque ha diritto di esprimere le proprie idee: comunisti, islamici, ebrei, mafiosi…..ma non quelli di Destra! A noi cercano in tutti i modi di tappare la bocca!
Si vede che facciamo ancora molta paura a chi ha la coscienza molto sporca…..
E badate bene: con Destra non s’intende Fascismo come vogliono farvi credere gli idioti trinariciuti!
Ritengo ci sia ancora molto da fare…..
Io faccio la mia parte nelle scuole, chiunque non voglia essere
manipolato e vivere sotto un regime violento e falso faccia la sua.

La storia di Sergio si può leggere nella graphic novel Sergio Ramelli: Quando uccidere un fascista non era reato edita da Ferrogallico con testi di Marco Carucci, disegni di Paola Ramella e prefazione del giudice Salvini che sarà in libreria da domani, quarantaduesimo anniversario della morte.
Riporto da Il Giornale:
«In quel processo – ha detto l’onorevole Ignazio La Russa durante la presentazione di ieri alla Camera dei deputati – ho avuto l’onore di sostenere la parte civile, difendendo la mamma di Ramelli ma in realtà la storia di un’intera generazione. Almeno questo è stato l’intento mio e suo». Inutile, ha raccontato La Russa, l’invito a Giuliano Pisapia, «per cui è venuta meno l’opportunità di un dibattito che poteva avere un solo significato: affrontare da più angolazioni la questione di come una generazione fu indotta a scannarsi da chi voleva mantenere il potere e nella migliore delle ipotesi nulla fece perché ciò fosse evitato, nella peggiore provocò l’incancrenirsi del conflitto».

Cerimonie istituzionali domani alle 15,30 davanti al cippo dedicato a Ramelli dalla giunta Albertini nei giardini di via Pinturicchio. Nel suo ultimo anno di mandato, dopo molte polemiche, l’allora sindaco Pisapia partecipò (seppur inspiegabilmente senza fascia tricolore) alla cerimonia. Nessuna speranza, invece, che questa volta a essere presente sia il sindaco Giuseppe Sala che ha già dimostrato ben poca attenzione per le ragioni altrui. Secondo atto alle ore 16 in viale Lombardia, davanti alla lapide che ricorda il mite avvocato e consigliere provinciale del Msi Enrico Pedenovi, ammazzato sotto casa il 29 aprile dell’anno dopo da un commando di Prima linea proprio mentre si recava alla commemorazione di Ramelli. In serata, invece, l’evento organizzato dalle comunità militanti a cui anche quest’anno è stato negato il tradizionale corteo che terminava al murales dedicato a Ramelli in via Paladini e che ricorderanno anche l’eroe di guerra Carlo Borsani. Alle 18 presidio alla chiesa dei santi Nereo e Achilleo in viale Argonne dove alle 19,30 sarà celebrata la messa e alle 20,30 comincerà la commemorazione.
  Sergio Ramelli
Milano, 8/07/1956
Milano, 29/04/1975

Risultati immagini per virgilio mattei

Virgilio Mattei mentre sta morendo bruciato in casa sua insieme al fratellino

 

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12 pensieri su “In ricordo di Sergio

  1. ROSARIO ZAPPALA'

    Sono senza vergogna e senza coscienza, basta ricordare il tuo post precedente. I komunisti di oggi sono degni eredi dei loro maestri assassini della seconda guerra mondiale e del dopoguerra.
    Buona festa dei lavoratori Indy 🙂

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    • Sono sempre stati degli sporchi vigliacchi mafiosi senza coglioni! Dei poveri dementi decerebrati che si sporcavano le mani di sangue innocente mentre i loro ricchi mandanti radical chic giocavano a fare gli intellettuali brindando in ville di lusso! Ma quanto fanno schifo??? Le loro vittime,chissà come mai,non hanno mai avuto giustizia! A quello schifoso di Dario Fo hanno anche dato il premio Nobel…..Un attimino collusi? Guarda anche adesso:puoi sventolare bandierine rosse,fare il pugno chiuso,devastare città,picchiare poliziotti che tanto non ti succede niente. Ma se osi fare un saluto romano vai dritto in questura con tutte le denunce possibili e giorni di galera! Bella la “democrazia” trinariciuta!

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    • Buon weekend Ross 😘

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  2. Come parole di polvere

    Ma quanto ti adoro io????? SANTE PAROLE hai tutta la mia stima e ti appoggio moralmente, intellettualmente, spiritualmente e aggiungi ciò che credi. Già mi piacevi prima figuariamoci adesso!!!!!Grazie x il post!!!!!!!!!!💚💙💛💜💚💙💛💜💚💙💛💜💚💙💛💜❤❤❤

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  3. Il rogo di Primavalle fu qualcosa che andò oltre l’umana comprensione.
    Io davvero non mi capacito di come le differenze di ideologia politica possano portare a violenza e ad atti criminosi.
    Tra l’altro per Primavalle non ci fu mai giustizia. Strano, no?

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    • Raramente c’è giustizia per le vittime di chi ha perso le guerre. Se erano di Destra,poi,gli assassini vengono neanche troppo velocemente giustificati. Che schifo! Questa é la vera faccia dei vigliacchi con la coscienza sporca

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  4. Leggere la sua storia, vedere la sua immagine deturpata, mi lasciano un buco nel cuore ….

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