Un esempio di civiltà

Argentina, tribunale riconosce i diritti dell’uomo allo scimpanzé Cecilia

Finalmente una storia di grande civiltà che fa ben sperare in un futuro diverso e migliore per noi e i nostri fratelli animali!
Accade in Argentina: Cecilia è una scimpanzé di 19 anni che viveva allo zoo di Mendoza in una gabbia angusta, rimasta sola e fortemente depressa dopo la morte di due suoi compagni di prigionia: per questo Pedro Pozas Terrados, direttore spagnolo del “Progetto Gran Simio”, un progetto internazionale che difende i diritti fondamentali di tutti i grandi primati antropomorfi, come gorilla, scimpanzé, e orangotango, tra cui ci sono il diritto alla vita e la libertà individuale, decide di promuovere  una campagna sui giornali argentini in favore di Cecilia, dopo aver visitato il giardino zoologico di Mendoza tre anni fa, per liberarla dalla sua ingiusta prigionia.
La vicenda smuove le coscienze e commuove l’opinione pubblica in Argentina perché Cecilia è l’ultima sopravvissuta di un gruppo di scimpanzé che sono morti negli ultimi anni nello zoo, oltretutto ritenuto uno dei peggiori del Paese.
La giusta svolta arriva quando una giudice argentina, Maria Alejandra Mauricio, accetta di applicare alla scimpanzé un “habebas corpus”, un diritto anglosassone che tutela l’inviolabilità della persona, finalmente applicato anche ad un primate diverso dall’uomo.
Questa sentenza stabilisce che Cecilia, come dovrebbero essere tutti gli animali, è un soggetto di diritto e non un oggetto.
La giudice, durante la sentenza, spiega  che:
“non è possibile negare che questi grandi primati, come gli scimpanzé, sono esseri senzienti, e per questo soggetti a diritti non umani. Come quello fondamentale a nascere, vivere, crescere e morire nell’ambiente proprio alla loro specie. Non sono oggetti da esposizione come accade negli Zoo neanche fossero opere artistiche create dall’uomo”.
Per la prima volta si ammette e stabilisce che:
” anche i primati non umani hanno diritto a leggi specifiche che li proteggano dalla commercializzazione e dagli affari dei giardini zoologici riconoscendo i loro diritti di base”.

Così Cecilia è stata finalmente liberata dalla sua ingiusta prigionia per vivere finalmente libera come merita in una grande riserva di S. Paolo, in Brasile, in compagnia di altri cinquanta scimpanzè.
Non sarà più prigioniera nè sola.

Un grande passo avanti è stato fatto!
Speriamo che adesso questi diritti vengano finalmente estesi a tutti gli animali.
Perchè non ci sono distinzioni tra specie, nessuna è superiore alle altre, ed è ora che lo capiscano anche coloro che si ritengono gli unici figli di Dio e gli animali solo delle sue creazioni.
Siamo tutti uguali, tutti fratelli, tutti figli della Madre Terra, o se preferite Dea o Dio, in qualsiasi divinità crediate.
Nessuna divinità crea figli di serie A e figli di serie B.
Prima ci si arriva e prima ci si evolve davvero.

 

 

 

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11 pensieri su “Un esempio di civiltà

  1. Viva la libertà 🎉
    Buona giornata cara 😘

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  2. Altro motivo per cui sono contrario agli zoo e, molto di più, ai ‘circhi’ con animali, dove davvero troviamo dei lager.

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  3. Per una volta qualcuno si è messo dalla parte degli animali!
    Se ti interessa ti h nominata qui:https://time2lifestyle.com/2017/04/19/liebster-blog-award/
    Un abbraccio Tiziana ❤

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  4. comunque l’indirizzo del tuo blog non riuscirò mai a impararlo a memoria… 😀 forse me lo hai già detto, ma io ho la memoria corta, cosa vuol dire phehinothatemiyeyelo? proprio “vento nei capelli”?

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    • Si,vuol dire: io sono Vento nei capelli. Dedicato al superbo Rodney A. Grant che nel film Balla coi lupi si chiamava proprio così (e lo grida in faccia al tenente Kostner la prima volta che lo vede)

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  5. speriamo che molte cose cambino!! 😄😉

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