Il Popolo che corre

Tra i tanti Popoli quasi dimenticati della Terra perchè soffocati dalle invasioni europee nelle Americhe, ce n’è uno fatto di gente nata per correre. E siccome io amo da sempre correre vi parlerò di loro.
In Messico, nel territorio del Chihuahua, vive un Popolo di Nativi Americani chiamato Tarahumara che vive ancora in modo tradizionale.
Per loro, la Terra è la vita stessa.
Il loro nome definisce sia la popolazione che la lingua parlata, appartenente al gruppo linguistico uto- atzeco con contaminazioni spagnole moderne dovute alle invasioni che non risparmiarono nemmeno queste zone.
Conducono una vita lontana dalle schifezze moderne e dalle corruzioni della così detta civiltà: vivono in piccoli gruppi in piccole capanne fatte di legno o pietre, oppure nelle grotte. Coltivano la terra, in particolare fagioli, zucche e grano, e allevano animali come galline e capre.
Possiedono un grande spirito democratico: la guida del Popolo è affidata ad un Siriame, o capo gruppo, il più anziano e saggio della popolazione,che svolge funzioni di giudice civile, con attorno diversi altri uomini che rendono effettive le sue disposizioni.
Ogni domenica si riuniscono in assemblee in cui il Siriame ascolta gli eventuali problemi della comunità e cerca di risolverli, oltre a condurre le cerimonie religiose, giudicare i crimini commessi e a organizzare eventi.
Il Siriame  viene eletto con votazione pubblica e rimane in carica circa 5 o 10 anni.
Poi passerà il disora, il bastone che rappresenta il suo ruolo civile e religioso, al suo successore.
I Tahaumara sono gente umile e senza fronzoli: vestono in maniera semplice e comoda,
con vestiti di lino colorati, coperte, come i vicini Apache, e mantelli, con nastri colorati a decorare i lunghi capelli neri.
Ma soprattutto a contraddistinguerli sono le calzature: sandali chiamati huaraches fatti a mano da loro con gomme di vecchi copertoni.
Con questi sandali i Tarahumara fanno la cosa che gli piace di più: correre!
Infatti tra di loro  amano chiamarsi Raràmuri: piedi leggeri.
La corsa sulle lunghe distanze, parecchei e parecchie miglia su terreni accidentati e impervi, è una delle pietre miliari della identità culturale dei Tarahumara.
Per mezzo della corsa da sempre ricoprono lunghissime distanze per comunicare e cacciare, data la durezza del territorio della Sierra Madre, troppo aspra anche per gli zoccoli di asini e cavalli.
Da oltre cent’anni i Raràmuri si divertono con un  gioco chiamato rarajipari.
Questo consiste nel prendere a calci una palla di legno intagliato lungo distanze che arrivano fino a 50 a 100 miglia, in una competizione che può durare anche due giorni. Durante la gara, si corre con ai piedi le classiche huaraches e si mangiano mais, fagioli e tortillas.
Nel 199r un Nativo Raràmuri, Victoriano Churro, agricoltore di 55 anni, vinse la Leadville Trail 100 miles, una gara massacrante che si svolge  in Colorado, con ai piedi i suoi sandali huaraches fabbricati poco tempo prima della corsa.
Al secondo posto un altro Raràmuri: Cerrildo Chacarito.
E non fecero nessuna fatica!
I Raràmuri sono anche un Popolo molto spirituale: le loro guide spirituali vengono chiamate Owirùame e si occupano della magia bianca. Molti giurano di vederli spostarsi sotto forma di uccello e recuperare forma umana una volta arrivati a destinazione.
Forse corrno così veloci che sembrano volare.
Poi ci sono i Sokoruame, quelli che praticano la magia nera.
Il male viene spesso identificato con l’uomo bianco, invasore, ladro e assassino, o il meticcio, che  rappresentano la volontà di ingannare, il furto, l’invasione delle terre, la morte. L’uomo bianco, per Raràmuri, è colui che si approfitta della gente, che non rispetta la Terra, che distrugge i boschi, che desidera accumulare ricchezze personali anziché condividerle con il resto della comunità. Come dargli torto?
Secondo una loro tradizione il Grande Spirito creò i Raràmuri,  mentre lo Spirito Malvagio creò i Chabochi. Una leggenda narra che il Grande Spirito si arrabbiò con i Rràmuri perchè persero una sfida contro gli Chabochi e quindi condannò i primi a vivere in povertà e i secondi in ricchezza.
Come in tutte le popolazioni Native è presente uno Sciamano, maschio o femmina, che aiuta la comunità a rimanere in equilibrio tra corpo, mente e universo intero.
Questo fiero Popolo ha lottato e lotta ancora con tenacia per preservare intatte le proprie tradizioni, spesso soffocate dall’invasione e dalla contaminazione dei cristiani che in tutti i modi hanno sempre cercato di schiacciarli e piegarli al loro culto.
Anche per questo sono dei valorosi che hanno tutto il mio massimo rispetto e ammirazione.

Preghiera Raràmuri

Oh, giglio bellissimo,
in fiore questa mattina,
proteggimi.
Allontana da me ogni sortilegio.
Fa’ che possa invecchiare.
Lasciami raggiungere l’età
nella quale possa prendere un bastone da passeggio.
Ti ringrazio perché mi permetti di respirare la tua fragranza,
lì, dove tu stai in piedi.

 

 

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10 pensieri su “Il Popolo che corre

  1. Ciao Indy, non conoscevo i Tarahumara, speriamo che almeno loro possano venire lasciati in pace da approfitattori e colonizzatori.

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  2. in uno splendido paesaggio un popolo che andrebbe conosciuto meglio, bel post

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  3. Sei una fonte inesauribile di informazioni, e meno male!
    C’è la brutta abitudine troppi spesso di nascondere sotto il tappeto le verità scomode, specie quando non vogliono piegarsi al volere altrui…..

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    • Soprattutto queste verità che mettono in luce quanto male abbiano fatto le invasioni europee e il nullo rispetto che hanno avuto per i Nativi. Un po’ come sta succedendo con gli invasori che arrivano qui da noi….

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      • Purtroppo è difficilissimo comprendere che cosa significhi integrazione….
        Molti sono convinti che per integrare sia necessario eliminare storia, abitudini e cultura per adeguarsi agli altri.
        Ma il dizionario ci insegna che integrare significa aggiungere e non togliere….qua non siamo neppure capaci di comprendere la nostra lingua….

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    • Completamente d’accordo! É sempre stato così,guarda i Nativi:nessun invasore europeo ha mai pensato di vivere con loro. Volevano solo sfruttarli,rubargli la terra,imporsi e sottomettere. E uccidere chi dava fastidio

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  4. Anche io corro 🙂 non molto, ma corro 😉 giusto una mezzoretta o tre quarti d’ora al giorno

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