Vittoria!

Questo è un periodo di belle notizie: in Italia ha vinto il NO al referendum che voleva imporci una dittatura frottolesca, e  in America, dopo l’elezione del nuovo presidente Trump, i miei fratelli Lakota hanno vinto una battaglia importantissima: bloccare la costruzione di un oleodotto che doveva passare sotto le loro Terre Sacre, di cui avevo già parlato in un precedente post, e di cui il maggior azionista della società è proprio Trump, che aveva investito dai 500mila a un milione di dollari nella Energy Transfer Crude Oil, la società dietro al progetto. Il CEO della società aveva poi donato oltre 100mila dollari alla sua campagna elettorale e altri 67mila al Partito Repubblicano.
Questa battaglia contro la costruzione dell’oleodotto veniva portata avanti dallo scorso Aprile dai miei fratelli che sono rimasti accampati nelle tende in un accampamento nominato Sacred Stone nonostante la neve e la temperatura di -20° ( sono abituati a queste resistenze: sono i guerrieri più valorosi del mondo!).
In Ottobre c’era stata una sommossa e  la polizia aveva arrestato numerose persone dopo gli scontri con i circa mille manifestanti, tra cui anche tribù antiche rivali dei Sioux e numerosissimi bianchi,  riuniti nell’accampamento.
Domenica il tanto atteso annuncio: l’ United States Army Corps of Engineers, la sezione dell’esercito americano specializzata in ingegneria e progettazione, ha annunciato che non autorizzerà più gli scavi sotto il fiume Missouri per far passare l’oleodotto sotterraneo, il Dakota Access Pipeline, che doveva servire a trasportare il petrolio dalla Bakken Formation. zona al confine tra Montana e North Dakota che confina col Canada,fino all’Illinois, attraversando il South Dakota e l’Iowa nonchè la riserva di Standing Rock abitata dai Lakota.
Secondo l’esercito specializzato il tracciato avrebbe messo a serio rischio le riserve d’acqua degli Indiani del North Dakota.
Una gran bella notizia per i miei fratelli che non dovranno più avere dello schifoso petrolio che scorre sotto la loro terra e inquina la loro acqua.
“Non siamo contrari all’indipendenza energetica, allo sviluppo economico o alla sicurezza nazionale, ma vogliamo essere certi che le decisioni prese rispettino i nostri diritti di popolo indigeno” – ha ribadito il leader della tribù Sioux di Standing Rock, Dave Archambault.
Ma l’ultima parola spetta a Trump che esaminerà il progetto dopo l’insediamento alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.
Speriamo che il Trumpone si comporti da uomo che si occupa dei veri americani, non certo come ha fatto Obama che se n’è bellamente infischiato.
Speriamo che per una volta le vite umane e la salvaguardia dell’ambiente vengano prima dei verdoni!
Se rinunciasse all’oleodotto sicuramente Trump ci guadagnerebbe parecchio in immagine!
Quindi spero che lo faccia almeno per questo….

 

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Categorie: Senza categoria | 16 commenti

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16 pensieri su “Vittoria!

  1. trump è quello che è …ma deve cercarsi più consensi possibili. quindi andrà bene, vedrai, ai tuoi fratelli

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  2. Ricordo che ne avevi parlato anche tempo fa, di questo oleodotto. Sono lieto che il progetto sia stato bloccato, è una grande vittoria, direi.

    Riguardo il referendum, pochi hanno evidenziato il fatto che uno dei nuovi articoli ci avrebbe di fatto sottomessi alle volontà del parlamento europeo. Ben venga dunque la vittoria dei NO.

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  3. Quante vittorie tutte insiemw 🙂

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  4. CriticaComunista

    Frottolesca ahahhahah…forte! 😀

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  5. Lo spirito dei nativi dovrebbe diffondersi anche fra noi italiani,ma ne dubito.se fossimo uniti come loro non ci sarebbe la tav;e non solo in val di susa,ma anche nel resto d’Italia.vedo passare treni vuoti e terre consumate.
    Sono contento per loro che hanno interrotto la prepotenza miliardaria di Trump.

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  6. ROSARIO ZAPPALA'

    Speriamo che per i Lakota sia una vittoria definitiva e speriamo che lo sia anche per noi, non dimentichiamo che in parlamento ci sono sempre 450 rossi più i loro alleati di merda che certamente vorranno metterci i bastoni fra le ruote… puoi starne certa.
    Ciao Indy

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