Da prendere a esempio

La Spagna si salva grazie alla prostituzione

Un argomento su cui ho sempre discusso e sucui sono più che favorevole: la legalizzazione della prostituzione con la riapertura delle case chiuse in quartieri appositi.
Risolverebbe un sacco di problemi: il degrado per le strade, lo sfruttamento di ragazze costrette a vendersi, meno rischi sanitari, e chi vuole prostituirsi può farlo liberamente pagando regolarmente le tasse alzando così gli introiti dei soldi pubblici.
In paesi come Germania e Spagna la prostituzione è legalizzata, e il prodotto interno s’impenna!
Nel paese iberico, ad esempio, lavorano oltre 45.000 esperte del sesso, in circa 1.500 siti tra centri benessere, alberghi e discoteche, che arricchiscono le casse dell’erario di ben 2 miliardi di euro l’anno lo 0,35 per cento del Pil, addirittura superiore al commercio di stupefacenti.
Nel 2012 a Valencia avevano perfino aperto un’università privata per formare giovani prostitute.
Secondo il giornale spagnolo El Mundo «le nuove rotte del turismo sessuale europeo evitano Amsterdam e la Germania e puntano a Barcellona e Siviglia, dove clima e prezzi sono migliori».
E chi affitta case o strutture alle prostitute non può pretendere da loro nessun altro denaro che non sia quello stabilito dalla quota d’affitto: così hanno eliminato anche lo sfruttamento!
E i prezzi per le prestazioni sono concorrenziali: si va dai 5 ai 40 €; in più esistono pacchetti turistici con inclusa anche l’offerta enogastronomica, aritstica, e movide varie.
Tutto compreso.
Come l’hotel Paradise in Catalogna, il più grande bordello d’Europa:  2.700 metri quadrati per 100 stanze e 150 operatrici. È costato 3 milioni di euro e fattura più degli hotel di lusso di Parigi.
Perchè non possiamo farlo anche in Italia?
Tanto le prostitute ci sono sempre state e ci saranno sempre, come i loro clienti, perchè quindi non metterle in regola come lavoratrici normali e far guadagnare lo stato e quindi i cittadini ( o almeno così dovrebbe essere: più soldi, più benessere per tutti)?
Ci sono parecchie donne, la maggioranza, che sceglie, e non viene costretta, di diventare una prostiuta. Saranno i guadagni facili con poca fatica ad attrarre, non so: io non ce la farei mai!
Ma se qualcuna ha lo stomaco per farlo, perchè non renderlo legale? Un lavoro come un altro, che tanto c’è chi si è prostituito anche tra donne e uomini in carriera!
Non siamo ipocriti: le prostitute, maschi e femmine, sono dappertutto, in ogni settore. Ma a chi danno così fastidio renderle legali?
A me no, per niente, se è una loro libera scelta. Non mi piace sapere di ragazze costrette, o vedere delle donne vendersi per la strada, sui marciapiedi, che bruciano le gomme d’inverno per scaldarsi e che poi lasciano sporcizia e degrado dappertutto.
Oltre al rischio di essere investite.
E soprattutto non mi piace sapere che ci sono prostitute minorenni, addirittura bambine! Qui ci vuole una seria galera per chi le sfrutta e per chi ci va.
Legalizzando non ci sarebbero più questi rischi.
Non saerbbe meglio se le adulte che scelgono consapevolmente questo “mestiere” avessero a disposizione un luogo sicuro, riparato, legale ( niente più sfruttatori)? Non sarebbe meglio anche per i cittadini che girano per le strade, soprattutto  con dei bambini?
Se danno fastido al vaticano che si faccia gli affari suoi, visto che è uno stato a parte.
Noi siamo l’Italia, uno stato laico.
Qui nessun tipo di religione ha diritto a comandare!
Qui si deve pensare a come ridurre le tasse per far stare meglio i cittadini e ridurre la povertà. Direi che la legalizzazione della prostituzione sarebbe un’ottima soluzione per tutti.
Voi che ne pensate? Non è da ipocriti vietare la prostituzuione che tanto esiste comunque ed è sotto gli occhi di tutti?

 

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33 pensieri su “Da prendere a esempio

  1. lo sai, sono assolutamente con te su questo argomento…ma noi abbiamo il vaticano…insomma andiamo pure a prostitute ma evitiamo di riconoscere che esistono: la solita ipocrisia che ci rimanda ogni giorno al medioevo

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  2. scrittore5-5

    Diciamo che lo stesso discorso, molto rivisto e calibrato, andrebbe fatto anche per le droghe leggere (con quantità estremamente limitate).
    Il punto penso sia questo: l’illegalità esisterà sempre. Per una prostituta che fattura X euro per una prestazione, ce ne sarà sempre qualcuna che per 1/2 di X non fatturerà la sua e s porrà a buon mercato.
    Questo non vuol dire che sia sbagliato, anzi… Era solo una riflessione sul mercato nero.
    Legalizzarla risolverebbe anche di più di ciò che oculatamente analizzi. Il fondo è uno: è un mestiere, al pari di chiunque altro forse. In ogni caso è il più antico del mondo.
    Così come è antica la concezione italiana delle cose: andiamo a prostitute nel paese della Chiesa. E perché siamo il paese del Vaticano non possiamo legalizzare, perché giustamente c’è uno Stato un milionesimo più piccolo che decide le sorti di un Paese a cui non rende neanche le tasse per le proprietà sul suolo italiano.
    Non ci arriveremo mai, suppongo. Anche se molti comuni (penso a Milano e Napoli) stanno già ideando i ‘quartieri a luci rosse’. Una genialata. Girando molte città ho potuto notare la loro efficacia. Si va li consapevolmente, senza vergogna e senza calpestare nessuna presunta morale.
    Fuori dallla città, fuori dalle bellezze architettoniche. Fuori dagli occhi di bambini che di sera, al ritorno da una festicciola, devono chiedere al papà chi siano quelle signore con le gambe di fuori a ciglio strada.
    Non lo capiranno mai. Il mestiere più antico del mondo si scontrerà sempre con l’ideologia più antica della galassia.

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    • Per le droghe presunte leggere il discorso è diverso:la droga è droga e fa male sempre. Andrebbe usata come i farmaci,ad esclusivo uso terapeutico. Il sesso,fatto con amore o con indifferenza,non ha mai ucciso nessuno. Ovvio che se si controllano le prostitute calano anche le malattie sessuali per chi ci va. Il vaticano é uno stato a sé,non é l’Italia,non ci rappresenta. Si comporti come S. Marino:si faccia gli affari suoi,che ne ha parecchi a cui pensare!

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      • scrittore5-5

        Perciò ho parlato di discorso rivisto e calibrato… =) non intendo mica legalizzarle così a caso. A scopo terapeutico e magari personale a patto che ci sia un controllo su quantità e su sicurezza(ma è pura utopia).
        Il Vaticano non si farà mai gli affari propri. E’ un partito politico a sè, porta milioni di voti invisibili ma reali. Decide ovunque, senza essere interpellato.

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    • In certi casi siamo ancora nel medioevo,nel periodo in cui stato e chiesa erano la stessa cosa. Guarda che ricchezze che hanno! Perfino una banca privata. Altro che voto di povertà e il darsi agli altri! Loro predicano cose e fanno l’opposto

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  3. Secondo me, a parte il discorso “tasse” (che è tutto da vedere in Italia, sicuramente le prestazioni sarebbero fatte “in nero”), dovrebbero farlo per la tutela della salute, viste quante sono le malattie sessualmente trasmissibili.

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  4. Wowwww fighissimo… sarebbe super figo averne uno così in italia… ma anche più di uno.

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  5. Non posso darti torto.hai pienamente ragione.poi pagherebbero le tasse e dichiarerebbero i redditi.sai quanto intascherebbe lo stato.ma la prostituzione e’ una lobby.dietro ci sono persone legate a i potenti,dubito che verrà legalizzata.meglio sfruttare ,prendi di più e dai dimeno alla poveretta.

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  6. Esatto, l’ho sempre pensata come te. Combattere una cosa che è fuori controllo e come voler trattenere l’acqua con un recipiente bucato… invece regolarizzare, rende tutto più gestibile. Secondo me, anche i clienti sarebbero più contenti.
    Unica cosa, fisserei dei prezzi più alti, non solo in Italia, ma ovunque. È assurdo pagare pochi euro per… se lo vuoi, paghi!

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  7. ROSARIO

    Si potrebbe aprire subito fuori piazza San Pietro, così sarebbe comodo anche per gli alti prelati.
    Cattivello, vero?
    Purtroppo questi ultimi preferiscono i bambini…
    ancora più cattivo?
    Forse mi trascineranno nel loro inferno…
    Ciao Indy 🙂

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