Archivi del mese: ottobre 2016

Poesia della buona domenica

 

Sono le Donne che ci danno la Vita,
Esse sono più legate alla Madre Terra.
Noi rivolgiamo a Voi il nostro pensiero.
A Voi,
che crescete i nostri figli
secondo le usanze e le lingue
che sono nostre;
A voi
che mantenete le nostre Nazioni
sul cammino della Vita;
AVoi
che conservate purezza
nell’azione e nel sentimento.
Donne,
rimanete con determinazione
come siete
affinchè le nostre Nazioni
possano continuare ad esistere.

Patricia Nei Boschi

E’ questo che noi Donne siamo.
E’ così che devono vederci e rispettarci tutti.

 

Risultati immagini per donne native americane

Risultati immagini per donne native americane

Risultati immagini per donne native americane

Risultati immagini per donne native americane

Risultati immagini per donne native americane

Categorie: Senza categoria | 14 commenti

Animali mitologici

Anfesibena ( o anfisbena)

Il suo nome, amphisbaena dal latino, ἀμϕίσβαινα dal greco,significa: ” che va in due direzioni”.
E’ infatti un serpente che ha due teste, una per ogni estremità del corpo, indipendenti una dall’altra,così da poter andare sia avanti che indietro. Quando una testa dorme o si riposa, l’altra sta di guardia.
I suoi occhi sono grandi e luminosi come fuochi.
Secondo la mitologia greca l’anfisbena venne generata dal sangue della testa mozzata  della povera Medusa che gocciolava sul deserto libico mentre l’eroe Perseo, che l’aveva decapitata, la teneva in pugno in groppa al suo Pegaso.
Usata come stemma in araldica, ha le teste color smalto dorato, quella che sta più in alto, e nero quella che sta in basso, a simboleggiare la vittoria del bene sul male che abbiamo tutti dentro.
La parte più luminosa, quella del bene, viene spesso raffigurata alata, mentre quella scura del male mostra zampe squamate e membranose. Nella sua forma più completa l’anfisbena mostra la parte luminosa alata e quella oscura membrata, cioè con un paio di zampe scagliose. Viene rappresentata anche con le due teste unite: in questo caso non sono differenziate e, dunque, lo smalto non ha rilevanza.
L’anfisbena può essere blasonata sia con gli attributi dei carnivori sia con quelli degli uccelli
Viene citata da Marco Anneo Lucano, antico poeta spagolo/romano dei primi anni d.C., e da
Plinio il Vecchio, scrittore, naturalista ( compose Naturalis historia, 27 volumi),poeta e ammiraglio, alcuni dicono veneto altri lombardo, vissuto più o meno nella stessa epoca. Compare anche nella Divina Commedia nel canto 24 dell’Inferno e nel Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges,scrittore, poeta, saggista e traduttore argentino del ‘900, e Margarita Guerrero.
In natura l’anfesibena, dal latino Amphisbaenia,è il nome di un sottordine di rettili fossori, cioè che vivono scavando nel terreno.
Questi rettili hanno quasi tutti aspetto vermiforme, fatta eccezione per il Bipedidae del Messico che è dotato di due arti anteriori, ed hanno il corpo ricoperto di squame con il cranio rigido e compatto fatto apposta per scavare.

Risultati immagini per anfesibena

Risultati immagini per anfesibena

Risultati immagini per anfesibena

Risultati immagini per anfesibena

Categorie: Senza categoria | 23 commenti

Nella tomba del guerriero di Pilo, gli anelli del potere

Davvero meraviglioso! Mi sono sempre immaginata i guerrieri greci con i lunghi capelli al vento durante le battaglie,e gli spartani che se li pettinavano perché convinti che in questi c’era la forza.

Il Fatto Storico

(Department of Classics/University of Cincinnati) Uno dei sei pettini d’avorio rinvenuti (Department of Classics/University of Cincinnati)

Lo studio sull’eccezionale scoperta fatta un anno fa in Grecia – la tomba intatta di un guerriero a Pilo – ha ipotizzato che il ricchissimo corredo funerario potesse essere il prodotto di quella stessa comunità, e non un bottino razziato alla vicina isola di Creta.

In particolare, dicono gli archeologi, gli anelli d’oro erano anelli del potere, degli oggetti riservati solo ai governanti.

La tomba getta luce su un importante processo storico, l’estensione della cultura minoica dall’isola di Creta alla Grecia meridionale, dove formò le basi per la successiva civiltà micenea, la prima avanzata del continente europeo.

View original post 614 altre parole

Categorie: Senza categoria | 3 commenti

Stanno per scomparire gli elefanti!

Purtroppo gli elefanti africani, animali di rara bellezza e intelligenza, sono sull’orlo dell’estinzione: stanno attraversando il peggiore declino degli ultimi 25 anni.
La triste notizia viene rivelata dal 17esimo meeting del CITES, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione riunita negli ultimi giorni a Johannesburg, Sudafrica.
Dal 2006 sarebbero 111.000 gli esemplari persi per colpa principalmente umana, con la schifosa pratica del bracconaggio.
Il rapporto  si basa sull’analisi completa dello stato di salute degli elefanti  nei 37 stati dell’Africa subsahariana in cui sono diffusi, ed è stato redatto a partire da oltre 275 nuove stime delle diverse popolazioni presenti sul territorio.
Da qui si scopre che la loro presenza nel 2015 era di  93 mila unità inferiore a quello del 2006, oltre ad altre 18 mila perdite da aree finora non considerate. In tutto sarebbero appunto 111.000. Come minimo.
E tutto per colpa della stupidità umana! Il bracconaggio, il commercio dell’avorio,il disboscamento continuo dei loro territori sono le cause principali. Umane, solo umane!
Per l’ennesima volta l’uomo sta causando l’estinzione di una specie animale. E se ne frega! Ormai pare rimangano solamente 415.000 elefanti su tutta la terra di cui il 70% si trova in Africa. La zona più colpita dal bracconaggio, e dalla perdita di vite del nostro meraviglioso mammifero, sarebbe la Tanzania.
E la loro gravidanza lunghissima, 640 giorni, 21/22 mesi, quasi due anni quindi, non aiuta di certo. Ma loro sono fatti così, la colpa è solo di chi, invece di preservarli, permette che vengano uccisi.
Ma perchè non mettono la pena di morte per i bracconieri e per chi commercia avorio? Estinguiamo questi bastardi, non gli elefanti!I soldi sono più importanti di un’intera specie animale???? Una specie che ha messo piede su questo mondo ben prima di noi!
Inoltre con gli elefanti rischiano di sparire altre specie: i rinoceronti su tutti, per gli stessi squallidi motivi degli elefanti, e gli avvoltoi africani, che devono trovare un cadavere entro mezz’ora dalla sua morte.
Questi ultimi, e tutti gli animali che si nutrono di cadaveri, vengono avvelenati dai bastardi bracconieri che spargono veleno sui corpi morti degli elefanti per evitare che la loro presenza sulle carcasse fresche richiami l’attenzione delle autorità ( che evidentemente dormono per far sparire così in fretta un così grande numero di elefanti).
Sette popolazioni di avvoltoi su 11 sono hanno perso almeno l’80% di esemplari.
Se non fermiamo subito questi sub umani i nostri figli rischiano di non vedere più gli elefanti africani quando saranno grandi. E questa sarebbe una perdita troppo grande per il mondo. Mi ripeto: estinguiamo bracconieri, cacciatori e commercianti d’avorio! Mai compare nulla che sia fatto con i denti, o parti del corpo. di qualcun altro!

Risultati immagini per elefante africano

Risultati immagini per elefante africano

Risultati immagini per elefante africano

Risultati immagini per elefante africano

Categorie: Senza categoria | 16 commenti

Dignità umana

Muore di cancro al pronto soccorso tra la gente che lo guarda.

Siamo a Roma, capitale della sempre più disastrata Italia.
Il signor Marcello, malato di cancro, è morto al Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma, in una corsia, tra la folla di gente con vari codici, parenti in visita, drogati che passano la notte lì.
E c’è rimasto ben 56 ore! Da malato terminale, bisognoso di assistenza continua. E di privacy assoluta.Fino a quando è morto tra gli sguardi dei curiosi, urla varie, e l’indifferenza generale. E con lui se n’è andato l’ultimo scampolo della dignità umana: poter morire in pace, circondati dai propri cari, senza sentire dolore.
Il figlio Patrizio, che ha vissuto in questo modo gli ultimi momenti del padre senza poter far nulla, ha scritto una lettera alla ministra Lorenzin, sempre impegnata per gli stranieri anche lei ma per gli italiani mai, per portare alla luce situazioni indegne come questa:

“Signora ministra, sono passati circa tre mesi dal giorno in cui mio padre ha scoperto di avere un cancro a quello della sua morte; metà del tempo lo ha trascorso ad aspettare l’inizio della radioterapia, l’altro ad attendere miglioramenti che non sono mai arrivati. Nonostante la malattia, ci avevano prospettato anni di vita da trascorrere in modo dignitoso. È stato sottoposto a radioterapia palliativa, ma di palliativo non aveva che il nome: mio padre aveva sempre più dolori alle ossa; alla fine, non riusciva più a camminare e anche le azioni più semplici, come alzarsi dal letto o scendere dalla macchina, erano diventate un calvario, nella totale indifferenza di medici che, oltre ad alzare le spalle e a chiedere di avere pazienza, non sapevano dire o fare altro, se non aumentare la dose di tachipirina. Ci avevano detto che, dopo qualche giorno, avremmo visto i benefici della terapia; poi, di fronte ai dolori sempre più forti avvertiti da mio padre, era diventato necessario aspettare ‘anche 3-4-5 mesi’. Nessuno ci ha aiutati a comprendere, nessuno ci ha detto quello che avremmo dovuto fare: rivolgerci a una struttura per malati terminali e garantire, con la terapia del dolore, una morte dignitosa a mio padre. Quando l’ho fatto, era ormai troppo tardi: il giorno dopo mio padre è finito in ospedale, al pronto soccorso del San Camillo (che non è l’ospedale dove era seguito), dove finalmente gli è stata somministrata la morfina. Qui, la situazione si è aggravata velocemente. Mio padre è morto dopo 56 ore, passate interamente in pronto soccorso. Lo ripeto: cinquantasei ore in pronto soccorso, da malato terminale, nella sala dei codici bianchi e verdi, ovvero i casi meno gravi. Accanto aveva anziani abbandonati, persone con problemi irrilevanti che parlavano e ridevano, vagabondi e tossicodipendenti che, di notte, cercavano solo un posto dove stare. Il peggio, poi, si verificava nell’orario delle visite: sala sovraffollata di parenti che portavano pizza e panini ai malati e che non perdevano l’occasione per gettare lo sguardo su mio padre. Abbiamo protestato, chiesto una stanza in reparto o in terapia intensiva, un posto più riparato. Ma non abbiamo ottenuto nulla. Allora sarebbe bastata una tenda, tra un letto e l’altro. Invece abbiamo dovuto insistere per ottenere un paravento, non di più, perché gli altri “servono per garantire la privacy durante le visite”; una persona che sta morendo, invece, non ne ha diritto: ci hanno detto che eravamo persino fortunati. Così, ci siamo dovuti ingegnare: abbiamo preso un maglioncino e, con lo scotch, lo abbiamo tenuto sospeso tra il muro e il paravento; il resto della visuale lo abbiamo coperto con i nostri corpi, formando una barriera. Sarebbe dovuto morire a casa, soffrendo il meno possibile. È deceduto in un pronto soccorso, dove a dare dignità alla sua morte c’erano la sua famiglia, un maglioncino e lo scotch. È successo a Roma, capitale d’Italia”.

Questa lettera è di una drammaticità terribile!Addirittura avrebbe dovuto vedere miglioramenti in pochi giorni, poi sono diventati mesi, poi….spallucce! E la tachipirina per un tumore! Ma in che razza di mani siamo? Ecco che la mia fobia per gli ospedali ha un senso. Morire in questo modo è inconcepibile e intollerabile!!!! Siamo esseri viventi, non cose da accatastare. VERGOGNA!!!
Tutte le mie più sentite condoglianze e comprensione alla famiglia di questo povero signor Marcello: che una morte come la sua non sia vana e non si ripeta mai più.

Risultati immagini per malasanità

Risultati immagini per malasanità

 

Categorie: Senza categoria | 24 commenti

Quello che “abbiamo la Costituzione più bella del mondo”

Poi si allea con il compagno Frottolo e decide di votare per il si al prossimo referendum, quello che la Costituzione la vorrebbe stracciare!
Trattasi del famoso comico fiorentino Roberto Benigni, detto la bandieruola.

“Sarei orientato a votare no al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali, proprio per proteggere la nostra meravigliosa Costituzione” – diceva in Marzo il comico fiorentino.
Poi parla un pochino con il suo compare Frottolo, fiorentino anche lui,che forse gli ricorda un tantino il suo amato Pinocchio e…..

“E’ indispensabile che vinca il sì al referendum.” afferma convinto nell’intervista con  ‘le Iene’.

Ma come??? Proprio tu lo dici? Tu che sulla Rai hai fatto ( venduto) serate in cui hai magnificato la nostra Costituzione decantandola come “la più bella del mondo” e come “una mamma che ci ama e ci protegge tutti????
Frottolo ti ha forse drogato? O lo fai come solidarietà verso un tuo collega comico?  Ma il Begnignaccio non si ferma mica qui, e aggiunge:

“Ma ti immagini il giorno dopo che vince il no? Il morale? Peggio della Brexit.
Già i costituenti hanno detto di riformare la Costituzione. Lo hanno auspicato loro stessi, la seconda parte. Poi c’è la maniera di migliorarla, ma se non si parte non accadrà mai più.Certamente alcune cose sono da rivedere, però è una cosa per senso di responsabilità.

E tu te lo immagini cosa succederebbe il giorno dopo se vincesse il si? Peggio del peggio della Brexit, caro il mio comico!La vita non sarebbe più bella, caro mio!
Ma quanto sei ipocrita? Non potevi limitarti a fare l’attore, il regista se proprio ci tieni, il comico, il lettore di Divine Commedie? Devi per forza reggere il gioco a chi governa abusivamente? Allora candidati anche tu, così fai coppia con Grillo e di comici che fanno politica ne abbiamo due. Dichiarati…..

Risultati immagini per roberto benigni

Risultati immagini per roberto benigni

Risultati immagini per benigni e renzi

Risultati immagini per roberto benigni

Risultati immagini per benigni e renzi

 

Categorie: Senza categoria | 30 commenti

Un’inutile polemica

Si parla della musica nei luoghi pubblici, supermercati, negozi ecc..
Il compositore romano Nicola Piovani, autore di oltre 150 colonne sonore tra cui quella per il film di Benigni «La vita è bella», con la quale ha vinto l’Oscar, critica  l’uso della musica di sottofondo con parole forti:
«E’ un malcostume, una violenza nei confronti del compositore e anche dei clienti.
Quasi quasi lancio il progetto Sms, Senza Musica di Sottofondo. Mi chiedo perchè uno debba sentire una certa musica, moderna o classica che sia, composta sicuramente con cura e con grande fatica dal suo autore, mentre sta comprando l’insalata, lo scarpe o chissà cosa o addentando una bistecca. La musica va sentita nei suoi luoghi preposti, con calma e attenzione. Quella musica lì, mercificata, in realtà uccide la musica, non serve a nulla, non è bellezza. Sfido a dimostrare il contrario, e anche che sia utile a vendere di più – ha concluso – comunque sia non vorrei che anche in questo campo a dettare legge, a dire l’ultima fosse sempre il dio denaro»
, ha affermato con i giornalisti durante le prove del concerto di domani sera all’Auditorium Rai di Torino.

Secondo me è un tantino uscito di testa! Definire la musica di sottofondo una violenza nei confronti di chi l’ha composta e dei clienti che l’ascoltano mi sembra veramente esagerato! E anche molto snob: come se la gente comune, che fa la spesa o che va al ristorante, non fosse in grado di apprezzare la musica, delegata solo a musicisti, compositori e a chi ha i soldi per andare ai concerti vari.
La musica, mio caro Piovani, è patrimonio di tutti: se un compositore vuole tenersela per sè se la suoni nella sua cameretta, di nascosto, e poi stracci subito lo spartito.
Chi compone musica, credo io, lo fa per ispirazione e perchè venga udita e condivisa da tutti. Usarla come sottofondo è anche un modo per diffonderla, per farla conoscere e amare a chi non è di casa all’auditorio.
La musica è il linguaggio universale del cuore,rilassa, predispone alla calma: se sei in ressa al supermercato e hai un bel brano classico in sottofondo magari sorridi alle altre persone in coda, magari lasci anche passare chi ha poche cose. E compri con più calma, senza lo stress della spesa di corsa.
Personalmente è la cosa che mi salva dal mio odio per i supermercati: io di solito faccio la spesa nelle bottegucce dei paesini sotto casa mia, ma una volta ogni tanto mi tocca recarmi, col marito, al super in città. E, credetemi, la musica di sottofondo, specie se classica, mi calma parecchio, mi fa fare  le cose con più calma e addirittura ricordare la lista della spesa. E non è assolutamente vero che predispone ad acquistare di più, almeno non nel mio caso: io compro solo le cose che mi ero prefissata prima di uscire di casa ( a volte mi ricordo perfino di scrivere una lista).
Voi che ne pensate? Vi piace sentire un sottofondo musicale mentre fate acquisti o mangiate fuori, oppure lo considerate una violenza psicologia, un affronto ai geni compositori?

Risultati immagini per musica

Risultati immagini per musica

Risultati immagini per musica cuore

Categorie: Senza categoria | 16 commenti

I rom hanno milioni di euro all’estero.

Ma in Italia vivono grazie a sussidi e case popolari

Fonte da cui ho attinto la notizia: Il Giornale.
Lo hanno scoperto con un’indagine congiunta i Pm di Torino e i magistrati della Croazia: gli Halilovic hanno conti correnti milionari intestati  in Croazia, si tratterebbe in tutto di ben 5 milioni di euro, ma vengono in Italia, non si sa bene il perchè, e ci vivono sul groppone prendendo sussidi e casa popolari! Alla faccia di tutti quegli italiani che sono senza casa e costretti  vivere in roulotte quando va bene, o in macchina.
Un esempio di questi rivoltanti disonesti è risultata essere  Raselma Halilovic, bosniaca 66enne che vive tra le baracche di via Germagnano a Torino, rubando iil sussidio ( e provabilmente non solo quello) a chi ha veramente bisogno, e che sul un conto corrente in Croazia ha depositato un milione e 35mila euro.
Ma non è mica l’unica di questo clan, tanto che in totale si raggiungono proprio i 5 milioni di euro, depositati su vari conti correnti.Gente che gode di sussidio e casa popolare nonostante i precedenti penali per furti o altro.
Gli indagati appartengono, quindi, quasi tutti alla famiglia Halilovic e vivono nei campi nomadi di Torino, Asti, Massa Carrara e Genova. A far scattare le indagini è stata Sena Halilovic. A Genova questa 60enne, che si nasconde sotto all’alias di Amela Seferovic, è conosciuta anche come la “regina degli zingari” di fede musulmana. Stando ai libri comunali, avrebbe sposato un italiano a cui nel corso degli anni ha intestato oltre 400 automobili.
Il suo clan di Sena Halilovic, che in Italia è compiuto i reati più disparati, ha a disposizione la bellezza di “4 milioni di euro, un castello a Mostar (in Bosnia-Erzegovina), una villa abusiva e terreni nelle campagne astigiane”.
Visto che questa gente non si sogna proprio di lavorare,da dove vengono tutti questi milioni se non da attività illecite? Perchè non sono tutti in galera con confisca dei beni???
Perchè continuiamo a tollerare tutto questo???

Altro che ruspe!

Risultati immagini per vignette sui rom

 

 

Categorie: Senza categoria | 6 commenti

Disabile costretta da Ryanair a lasciare a terra la carrozzina

Ormai la cattiveria umana non ha più limiti!
Succede alla studentessa Elena Paolini, che vive seduta su una carrozzina, all’aeroporto di Ancona.
La ragazza, studentessa iscritta  al Westminster College di Londra, doveva prendere l’aereo per Londra, ma si è sentita dire che doveva lasciare a terra la sua carrozzina elettrica. Il motivo? Le particolari batterie della sedia a rotelle non sono consentite sul volo.
E’stata perquisita e controllata come fosse una terrorista e alla fine, scioccata e deluso, ha dovuto lasciare a terra la carrozzina a motore per una manuale!
Ci rendiamo conto??? Non so in quanti capiscano la differenza a muoversi su una carrozzina a motore e una a spinta. Io ci sono arrivata. Il personale di bordo, evidentemente no.
Oltretutto Elena, che scema non è per niente, appena tornata a casa ha controllato il contenuto delle batterie e ha scoperto che il presunto acido, non era altro che gel, sostanza invece permessa
Giustamente indignata dall’accaduto, decide di denunciare l’ingiustizia su facebook: “Cara (si fa per dire) Ryanair, due giorni fa ho preso un volo Ancona-Londra. Durante il check-in i membri dello staff hanno iniziato a guardare e controllare la mia sedia rotelle a motore. Poi un uomo con tono autoritario mi dice che ha appena chiamato Dublino e che Ryanair non mi consente di imbarcarla, perché il tipo di batterie non è indoneo poiché contenenti dell’acido al loro interno”.
E continua: “Non ci potevo credere quando mi hanno detto che avrei dovuto arrangiarmi con la mia sedia a rotelle manuale e spedire, invece, con il corriere quella con le presunte batterie non autorizzate. Ma sfortunatamente è proprio quello che ho fatto, non avendo altra scelta”.
Inoltre Elena ha anche sottolineato anche le inadeguatezze della compagnia nell’accompagnamento delle persone disabili ai propri voli, segnalandone i ritardi e la cattiva organizzazione che una volta le ha addirittura fatto perdere il volo.
Ma possibile che i diversamente abili siano quasi sempre trattati come persone di serie b?
Dal girare per le strade, ai loro parcheggi riservati da chi non ne ha diritto,al non poter entrare in musei, alberghi o altro perchè accompagnati dal cane guida, barriere architettoniche assenti, servizi pubblici non organizzati….
Eppure lavorano, pagano le tasse, sono PERSONE come tutte le altre.
Spesso, come in questo caso, manca il buon senso e anche l’informazione ( la carrozzina poteva tranquillamente salire sull’aereo senza violare nessun protocollo).
Prendessero esempio dalla riuscitissima pubblicità del mitico Checco Zalone che con la sua solita irresistibile ironia ha parlato del problema della sma. Sei grande Checco!

Risultati immagini per dignità disabili

Risultati immagini per dignità disabili

Risultati immagini per dignità disabili

Risultati immagini per dignità disabili

Risultati immagini per pubblicità di checco zalone sulla sla

 

Categorie: Senza categoria | 11 commenti

I cavalli non si uccidono: “Mangiamo gli amici dell’uomo”

 

«I cavalli sono nostri amici. Hanno stretto con l’uomo un patto millenario. E gli amici non si mangiano. Vanno riconosciuti come animali d’affezione”».

Queste le parole della mia amatissima Michela Vittoria Brambilla in favore dei nostri amici a quattro zampe, compagni degli uomini da migliaia di anni.
Sua la proposta di legge che ha come obiettivo il riconoscimento degli equini come animali d’affezione con conseguente divieto di macellazione e di consumo della carne di cavallo su tutto il territorio nazionale, come già succede in quasi tutti i paesi del mondo,nuovi standard per i ricoveri e le scuderie, abolizione dei servizi di trasporto a trazione equina (come le botticelle), tutela dei cavalli bradi. La proposta è stata elaborata in collaborazione con associazioni animaliste specializzate, e punta a una vera e propria rivoluzione rispetto ai termini tradizionali del rapporto tra l’uomo e questi splendidi animali.
Collabora al progetto anche Nicole Berlusconi, nipote del Silvio, con il suo validissimo Progetto Islander che già difende e protegge i cavalli recuperati da macelli e storie di maltrattamenti.
«Con la nostra proposta si scioglie definitivamente l’ambiguità che finora ha caratterizzato lo status degli equini nel nostro Paese (e non solo): a volte animale d’affezione, per lo più animale da reddito con tutti gli annessi e connessi legati a questa scomoda situazione – spiega Michela-. Ma le cose devono cambiare: il cavallo, l’asino, il bardotto, il mulo sono animali che danno e ricevono affetto e come tali devono essere trattati. A ciò provvedono le norme che abbiamo delineato, non solo mettendo gli equini sullo stesso piano giuridico di cani e gatti e vietandone la macellazione e il consumo della carne, ma rivedendo le norme che regolano le condizioni di vita di animali alleati dell’uomo da migliaia di anni».

Questa proposta diventa urgente perchè l’Italia è tristemente nota per le alte quantità di carne di cavallo consumate.  Soprattutto in città come la mia Parma, cosa di cui mi vergogno molto, dove il cavallo pesto è piatto tristemente cittadino!
Il nuovo testo prevede  il riconoscimento dello status di «animali di affezione» a tutti gli equidi. Di conseguenza è sancito il divieto di macellazione di cavalli, asini, muli e bardotti, nonché il divieto di vendita e di consumo della loro carne su tutto il territorio nazionale e quello di importazione ed esportazione a fini alimentari. È inoltre proibito usare gli equidi in spettacoli contrari alla loro natura e in esperimenti scientifici.
Il testo,riporto da Il Giornale, oltre a riconoscerli come animali d’affezione, fissa criteri per la custodia e la cura degli equini, spesso detenuti in condizioni non adeguate. Istituisce un registro anagrafico degli equini presso le Asl che dia garanzia di tracciabilità e riconducibilità all’effettivo proprietario o possessore. Regola le modalità di addestramento. Abolisce le aste di equini di proprietà delle Forze armate e di altri enti pubblici, che potranno essere affidati – come già accade agli animali della Polizia di Stato al termine del servizio – a privati qualificati o ad associazioni. Per gli equini anziani o malati prevede convenzioni con strutture private o veri e propri “pensionati”. Introduce inoltre sanzioni proporzionate per chi viola la legge.
Infine, le associazioni ambientaliste e animaliste che aderiscono alla Federazione (le venti più rappresentative a livello nazionale) esprimono il loro ringraziamento alla catena di supermercati Esselunga e al suo patron Bernardo Caprotti per aver scelto, da tempo, di non commercializzare carne di cavallo. “Una scelta etica importante, che si allinea con il sentimento della stragrande maggioranza degli italiani e che mi auguro sarà d’esempio anche per altre realtà”, ha commentato l’on. Michela Vittoria Brambilla. “Ringrazio Esselunga per il grande contributo in questa battaglia di civiltà”. “Ci è molto piaciuta l’iniziativa di Esselunga e ci è molto piaciuto il dott. Caprotti”, le fa eco Carla Rocchi, presidente dell’Enpa. “Contribuiremo a diffondere in ogni sede questa bella presa di posizione per la quale  esprimiamo stima e gratitudine”.
«È tempo di rinnovare un patto antico – conclude Michela -. L’uomo, mostrando il peggio di sé, ha tradito l’amico che gli offriva se stesso in battaglia, per il duro lavoro dei campi, come mezzo di trasporto. Oggi il cavallo continua a essere sfruttato in mille modi: bisogna invertire la tendenza».
“Dobbiamo smettere di perseguitare i cavalli: sono sfruttati letteralmente fino all’osso. Allenati con metodi brutali, frustati e dopati. Pensiamo ai cavalli negli ippodromi, sulle piste dei palii, sui tracciati delle corse clandestine, nei circhi, attaccati alle carrozzelle e infine nei macelli, magari dopo aver affrontato interminabili viaggi dall’est europeo per soddisfare la domanda di carne equina, di cui l’Italia è, purtroppo, il primo consumatore. Fortunatamente la sensibilità è cambiata e l’opinione pubblica guarda a certe tradizioni, per esempio i palii, con occhio molto più severo: che cosa c’è di “culturale” nella sofferenza inflitta ad un essere senziente? E’ ora di voltare pagina”.

 

Sarebbe un atto di grande civiltà che io estenderei a tutti quanti gli animali,. Perchè una società civile non può continuare a considerare una specie superiore alle altre! E’ ora di ricordare che gli animali sono nostri fratelli, erano qui prima di noi, sono i nostri Maestri, non delle cose a servizio e consumo dell’uomo.
Basta macelli, zoo, circhi, pali, corride e tutto quello in cui un animale soffre.
Non è giusto!
Io ho già firmato la proposta della mitica Michela Brambilla su  www.nelcuore.org

 

 

323

Le mie tatone

anna-e-luna-001

Il mio modo di vivere i cavalli

lll-001

Io e Tempesta a spasso nei paesi vicini ( beccate!)

Categorie: Senza categoria | 19 commenti

Blog su WordPress.com.