Manipolazione mentale

Non avete mai l’impressione che qualcuno stia cercando di manipolare la vostra vita? Di farvi pensare e fare quello che qualcun altro ha deciso per voi?
Provate a pensare a internet: quando ero ragazzina io manco esisteva e invece oggi sembra che non si possa più farne a meno! A me arrivavano letterine, bigliettini dagli ammiratori. Oggi ci sono i messaggini vari con tanto di smorfiette.
Lo sapevate che i social network sono aziende private che gestiscono sempre di più processi sociali pubblici partendo da dati privatissimi  nostri, che immettiamo gratuitamente in rete? E fanno soldi a palate!
Influencer e algoritmi ci spingono, senza che ce ne accorgiamo, a comprare un prodotto, a mangiare in un certo modo, a votare una persona invece che un’altra, a decidere cosa è bello o cosa no, cosa è giusto e corretto e cosa non lo è.
Da quando hanno creato quei  Pokemon Go scelgono perfino dove fare andare l’incosapevole giocatore, come un automa nelle loro mani. Questo stupido gioco ha già causato numerosi  e anche gravi incidenti tanto assoggetta le menti.
Direi che è molto pericoloso!
Gli algoritmi sanno tutto, o quasi di noi, specie di chi ha la brutta abitudine di raccontare tutti i fatti suoi sui social e di postare foto nei vari momenti della sua quotidianità.
Così sanno che lavoro fai, cosa farti trovare appena uscito di casa o per strada o in palestra, e vendere, assoggettare sempre di più.
Per far soldi. Tutto sempre solo per i soldi ed il potere.
Ci usano come se fossimo delle marionette da far muovere a loro piacimento,
L’algoritmo, di fatto, è pronto anche a fare politica.
Il settimanale Panorama, per capire meglio il fenomeno, ha intervistato un giovanissimo esperto di società digitale, tale Gian Luca Comandini, di 25 anni  che ha detto:”Siamo animali, e la maggior parte di noi non vede l’ora di avere abitudini certe e un capobranco da seguire e imitare” e che “Le nuove strutture del web che regolano i nostri comportamenti, sfruttando le nostre vulnerabilità, stanno scippando il ruolo alla politica.”
Nel web, sfruttare i dati per manipolare e orientare le persone è un gioco da ragazzi: “E per molti teenager passare dal mettere ‘mi piace’ su Facebook al voto politico potrebbe essere, raggiunta la maggiore età, un passaggio naturale”.
Oggi Comandini studia per affinare software e strategie che insegna anche agli studenti quando sale in cattedra alla Sapienza o alla Luiss. Ed è uno che ne capisce parecchio. Prevede e riflette sulla nascita di un partito per Millennials in cui “influencer” di prestigio giocheranno un ruolo fondamentale per incassare consenso e voti attorno a volti nuovi.
Nel suo staff ci sono laurati in filosofia, psicologia di massa e neuroscienze.
Non lo trovate inquietante?
Nell’articolo fanno anche notare come le tecniche di marketing dei detersivi, già oggi, vengono applicate tali e quali alla promozione dei politici. Parlano con slogan e non più per contenuti! Patetici davvero. E ancora più patetico è chi non se ne accorge e se ne sta imbambolato ad annuire.
Spiega Comandini: “Tutti gli uomini, e ancor di più gli italiani, sono passivi e pigri. Piuttosto che cambiare, o studiare le opinioni di un nuovo candidato, finiscono per ripercorrere il sentiero già battuto; questo a prescindere da tutto, anche dal partito, che magari nel frattempo è scomparso. Ecco, noi sfruttiamo la passività delle persone; siamo consapevoli che la pigrizia fa decidere le esperienze al posto del ragionamento”.
Un po’ come accade nei supermercati dove si viene inculcati in passaggi obbligatori che dovrebbero spingerci ad acquistare di più e scegliere particolari prodotti.
Se, prosegue l’articolo, avete invece voglia di cambiare, l’”influencer” o lo youtuber di turno saranno comunque in grado, come il gatto e la volpe di Pinocchio, di portarvi dalla loro parte. Non serve siano intelligenti, o che dicano cose sensate. Basta che siano influenti.
Provate a criticarne uno sui social network e vedrete che vi massacrerà scatenandovi contro amici, follower e centinaia di robot: falsi account creati per retwittare automaticamente, come rottweiler digitali. “Oggi chi deve investire in una società”, racconta Comandini “ancor prima di andare a leggerne il bilancio chiede a noi social media manager quanti ‘like’ il marchio ottiene in rete e se è seguito da veri follower o da falsi, che alterano la percezione del valore sul mercato”.
In America alcuni giornalisti precari hanno denunciato di essere stati assunti da Marck Zuckerberg per “cancellare da Facebook contenuti favorevoli a Donald Trump”.

E qualcuno pensa di essere ancora libero? Che esista la democrazia? Svegliamoci tutti e invertiamo questo mondo che ci vuole tutti asserviti al potere e al denaro di pochi loschi individui! Servono davvero i soldi o hanno fatto in modo di renderli indispensabili e venerabili come una religione?
Impariamo dagli animali: riprendiamoci la nostra libertà.
Personalmente su di me nessuna di queste cose ha mai avuto effetto: sarà perchè vivo con gli animali e penso come un animale?

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28 pensieri su “Manipolazione mentale

  1. Un post come tutti i tuoi arguto e intelligente. Sarà davvero perché vivi con gli animali? Scherzi a parte, è uno schifo ma personalmente ti dico che mai mi avranno. Baci Isabella

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  2. Interessantissimo post. Anche io ho molta para del potere che stanno acquisendo i social network. Io non li uso per scelta proprio perchè li trovo abbastanza inquietanti e perchè non voglio un mondo digitale, io preferisco quello reale.

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  3. -Tutti gli uomini, e ancor di più gli italiani, sono passivi e pigri- gli italiani non sono solo pigri vivono nell’ignavia più assoluta, un gregge che si beve tutto, ma proprio tutto. e che pare viva in rete, tanto da stravolgere i ritmi naturali. Da qui le conseguenze nefaste. perfettamente d’accordo con te, ciauuu

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  4. basterebbe ragionare con la propria testa …ascoltando e valutando anche gli altri … ma senza lasciare ad altri le decisioni finali. Le mode, riguardo qualsiasi argomento, dall’abbigliamento alla politica, dalla musica al cibo, non sono altro che delle trappole che ci indirizzano in una strada ben precisa che non e’ quella che avremmo scelto se non fossimo stati condizionati dalle “mode”

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  5. CriticaComunista

    Basta capire le cazzate fatte passare per verità che ci sono nel Web…notizie strumentalizzate al fine di aumentare l’odio o altre “belle” cose.
    Il Web è più controllato dei media di regime, solo che non ha regole e quindi ha una maschera di Libertà…per questo che tanti pensano che sia il bene assoluto! In realtà è un falso mito, utile per molte cose ma viene spesso e volentieri usato come fine. Se il Web venisse usato come strumento, sarebbe diverso… 🙂

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  6. Sembra quasi che avere una propria opinione e voler tentare di discutere con altri, che invece sono gocce di un fiume che sembra sicuro ma non si sa dove porta, ti faccia apparire come un dittatore che vuole apparire perché diverso….
    Io la trovo una assurdità, credo nei valori che ritengo opportuni e combatto per le mie idee, ma di certo non do tutto per scontato…

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  7. 27 ore al giorni ci prendono per i fondelli e ci manipolano in modo ignobile ! Dalle notizia di cronaca masturbate ad hoc ai mille aggeggi inutili che ci spingono ad acquistare….

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