Perchè non mangiare la carne

La domanda non è:
Possono ragionare?
Né: Possono parlare?
Ma: Possono soffrire?

Su questo ragionava il filosofo e giurista inglese Jeremy Bentham, vissuto a cavallo tra il ‘700 e l’800.
E si riferiva ai nostri fratelli animali, al principio che ci rende tutti uguali: l’antispecismo.
La risposta è: si, possono soffrire! Tanto quanto gli uomini. Ma non solo:
gli animali parlano, ragionano, amano, hanno una loro struttura sociale.
Il gorilla, ad esempio, è un genitore esemplare e vive in gruppi uniti da un grandissimo senso di unione familiare. Cosa che sta scomparendo tra gli umani, sempre più confusi tra ciò che è davvero famiglia e le finte famiglie imposte omosessuali. Lo scimpanzè, i cui gruppi non sono guidati dall’esemplare più forte ma dal più vecchio e più saggio, è in grado di apprendere numerosissime attività umane. Non si può certo dire il contrario: l’uomo non è in grado di fare quello che fanno le scimmie, tipo sapere dove scavare per trovare l’acqua dove sembra non esserci. Potrei andare avanti all’infinito, dai primati a tutti gli altri animali.
Ma avete anche voi gli occhi per osservare i nostri fratelli.
Quindi: perchè l’uomo deve ritenersi superiore agli altri animali e
decidere delle loro vite?

Richard Hood Jack Dudley Ryder è uno psicologo inglese che dapprima conduceva esperimenti su animali, poi, rendendosi conto che essi pativano le stesse identiche sofferenze degli umani, iniziò una battaglia contro la vivisezione diventando il pioniere dell’antispecismo, ovvero la condanna del rifiuto della civiltà umana, chiusa nel proprio antropocentrismo, a riconoscere e a riservare un trattamento alla pari, ugualitario, a tutti gli esseri viventi.

L’antispecismo riconosce che:

  • le capacità di sentire (di provare sensazioni come piacere e dolore), di interagire con l’esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative della specie umana;
  • l’attribuzione di tali capacità agli animali di specie non umana comporti un cambiamento essenziale del loro status etico, da equiparare a quello normalmente riconosciuto agli animali di specie umana;
  • da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra individui umani ed individui non umani;
  • ogni essere senziente possiede diritti esistenziali che dovrebbero essere riconosciuti dall’umanità, indipendentemente dal loro modo di vivere, ovviamente diverso da quello umano.

A questo erano già arrivati anche grandi scrittori e filosofi come Arthur Schopenhauer e Giacomo Leopardi.

Quindi: che cosa dà diritto all’uomo di imprigionare gli animali per farli ingrassare e poi ucciderli per cibarsene quando potrebbe benissimo campare senza mangiare la carne ( io e la mia famiglia siamo uno degli infiniti esempi)?
Qualcuno dice che l’uomo ha sempre cacciato e mangiato carne, che fa parte della nostra cultura ( della mia no di certo).
Ne siete davvero sicuri? Di che uomo stiamo parlando?
Iniziamo da un antenato che abbiamo in comune con le scimmie: il proconsole.
Il proconsole era una specie di scimmia antropomorfa che vagava nei dintorni di Oldoway, l’odierna Tanzania, in un’epoca compresa tra i venti e i venticinque milioni di anni fa.
Era peloso, molto agile e stava in posizione semi eretta.
Ed era vegetariano! Al massimo si cibava di qualche insetto.
Dal proconsole si generarono due distinte discendenze: le grandi scimmie antropomorfe e i preumani australopitechi.
L’australopiteco, che visse circa un milione di anni fa, stava in posizione eretta e si serviva del suo pollice opponibile per fabbricare e usare oggetti ( cosa che fanno anche le scimmie,le lontre ecc.). Aveva poco pelo e soffriva il freddo. Inoltre era molto più imbranato di prima a salire sulle piante per procurarsi la frutta da mangiare.E, sprovvisto di zanne e artigli, era anche una facile preda per i grandi felini.
Per questo cominciò a cacciare: per nutrirsi e per coprirsi.
Ma avete idea di com’era cacciare a quell’epoca? Gli uomini morivano per poter mangiare e spesso diventavano loro stessi cibo.
L’uomo di Pechino, che visse in Cina crica 360.000anni fa, usava il fuoco e praticava il cannibalismo.
Quindi: l’uomo primitivo cacciava e mangiava carne, si, perfino quella dei  propri simili.
Quindi mangiare carne è una qualcosa d’involutivo che ci riporta indietro di milioni di anni, quando le condizioni di vita erano tali da non potersi nutrire di nient’altro.
Cacciavano i Neanderthaliani, i Cro Magnon, fino all’Homo Sapiens.
I Nativi Americani delle Pianure cacciavano i bisonti.
Uomini a cavallo di piccoli mustang selvaggi armati di lance, archi e frecce sfidavano mandrie di animali alti due metri e che potevano arrivare anche a una tonnellata di peso, e dovevano ucciderli con un solo colpo altrimenti l’animale ferito li avrebbe caricati e uccisi. In tanti morivano per uccidere e poter sfamare la propria famiglia. E non uccidevano mai un animale in più di quello che serviva loro per sopravvivere. E non ne sprecavano un solo pelo!
Vogliamo paragonarli ai cacciatori occidentali o agli allevamenti intensivi? Direi proprio di no! I Nativi Americani avevano profondo rispetto per gli animali: dedicavano loro cerimonie, preghiere di ringraziamento e di cordoglio, e prendevano solo i più deboli, come vuole la selezione naturale.
Ma, ricordiamolo bene, l’uomo non nasce carnivoro! Basta guardare i nostri denti e confrontarli con quelli dei nostri cani e gatti: notate qualche differenza? Bene, ora guardate quelli delle mucche o dei cavalli……
Inoltre il nostro cervello si è ingrandito grazie al pensiero, e chi pensa arriva a comprendere che non è giusto far soffire gli altri animali che come noi hanno lo stesso diritto di vivere liberi e in uno spazio consono.
Pare invece che la grandezza del cervello non corrisponda affatto ad un aumento dell’intelligenza: l’uomo è l’unico animale al mondo che si fa guerre fratricide, inventa armi di distruzione di massa distruggendo così il proprio ambiente, la propria specie e gli altri animali. L’uomo moderno non rispetta Madre Terra e le sue leggi, ma s’inchina davanti al dio denaro.
Il denaro accomuna gli uomini di tutte le fedi, li rende schiavi fedeli, asserviti e non consoni all’uso dell’intelletto. Altrimenti capirebbero subito che dei pezzi di carta non si mangiano, e che lo sbaglio più grande che si possa fare è farsi la guerra e distruggere il proprio pianeta.
E ora citerò un divertente aneddoto di Alfred Korzybsky,
scienziato e filosofo polacco, famoso per aver sviluppato la teoria della semantica generale secondo la quale l’essere umano è limitato dalla struttura del suo sistema nervoso e da quella del suo linguaggio:

Un giorno, mentre teneva una lezione ad un gruppo di studenti, s’interruppe per prendere dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco. Borbottò che aveva solo bisogno di mandar giù qualcosa, e offrì i biscotti agli studenti seduti nella prima fila. Alcuni ne accettarono uno. – Buoni questi biscotti, non vi pare? – disse Korzybski dopo averne preso un secondo. Gli studenti masticavano vigorosamente. Poi tolse il foglio bianco mostrando il pacchetto originale.
Sul quale c’era l’immagine di una testa di cane e le parole ‘biscotti per cani’. Gli studenti videro il pacchetto e rimasero scioccati. Due di loro si precipitarono fuori dall’aula verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocche. – Vedete signori e signore? – commentò Korzybski – ho appena dimostrato che la gente non mangia solo il cibo, ma anche le parole, e che il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde”.

Così Korzybsky dimostrò che il pregiudizio diventa fondamentale nel nostro rapportarci con la realtà, e il nostro interagire con la realtà dipende
dal linguaggio e dalla cultura.

Per cultura in certi paesi si mangiano cani e gatti; in Italia si mangiano cavalli, conigli, mucche, pecore, capre…..
In diversi paesi del mondo ci sono religioni come quella buddhista, induista ecc.,
in cui non si mangia assolutamente carne. E, guarda caso, sono quelli che campano di più!
Per la mia Religione mangiare la carne di un altro animale equivale a
essere cannibali perchè consideriamo gli animali uguali a noi, se non superiori.
Quindi, basterebbe un po’ più di cultura, un po’ più di evoluzione e, soprattutto, molta più sensibilità ed empatia per capire che mangiare carne significa favorire la sofferenza e la schiavitù di esseri senzienti che tanto avrebbero da darci da vivi!
Chi mangia carne è complice delle loro sofferenze e della loro morte.
E tutto solo perchè sono convinti dalla propria cultura di essere superiori agli animali, di essere a immagine e somiglianza di Dio.
Invece siete solo servi di schifose multinazionali e industrie che si arricchiscono con la carne e con il sangue altrui, e con tutto quello che gli gira intorno, dai farmaci per farli ingrassare più alla svelta ai mangimi transgenici.
E trattano gli animali come oggetti inanimati, incuranti delle loro grida, del loro dolore. E tutto per ammucchiare soldi.
Ve ne rendete conto?
Dov’è la compassione verso le altre creature?
Uccidere un altro essere vivente per mangiarlo, quando si può benissimo mangiare altro è pura crudeltà, specie se si conosce bene come vengono tenuti in schiavitù negli allevamenti. Ed è contro Natura.
E’ un’involuzione che porta l’uomo a ritornare primitivo, quando non era in grado di procurarsi altro cibo. Solo che prima era una lotta alla pari: potevi mangiare o essere mangiato o digiunare.
Se rinchiudi un animale, se lo fai nascere prigioniero per poi ucciderlo è solo involuzione, abuso e cattiveria. Inutili per altro.
Adesso ci sono tantissime altre fonti proteiche, esistono altri modi per coprirsi che non siano le pelli strappate dai corpi di animali detenuti in gabbie al solo scopo di venir privati della loro pelliccia.
Cerchiamo di creare un mondo nuovo, un mondo in cui si rispettano alla pari tutte le altre forme viventi e dove l’uomo non è più al centro del mondo ma parte del mondo, come dovrebbe essere.
In questo modo non ci sarebbero più morti e nemmeno più guerre tra gli uomini.
Il mondo sarebbe salvo e l’uomo con lui.
Lasciamo il dio denaro agli stupidi, e vedrete che avranno vita breve!
Togliete il potere a chi vi rende schiavi di inutili pezzi di carta e tornerete i veri padroni delle vostre vite, liberi da catene che vi hanno inculcato.
Provate a stare una settimana o due senza mangiare nessun tipo di carne o pesce.
Poi ditemi come vi sentite.

“Non pietà, ma giustizia è dovuta all’animale”.
Arthur Schopenhauer

 

 

 

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8 pensieri su “Perchè non mangiare la carne

  1. Grazie, ho letto il post con interesse e ne condivido le riflessioni. Giorgio

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  2. Anche noi dovremmo imparare a vivere non secondo la legge del più forte, ma secondo la legge del più vecchio e del più saggio ❤

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  3. Ciao, ti ho taggata in un TAG, spero non ti dispiaccia! 🙂 🙂 https://pensieriloquaci.wordpress.com/2016/03/16/i-posti-che-tag/

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  4. Eva la strega

    L’unico motivo per cui la gente mangia carne, è che ascolta lo stomaco bypassando il cuore. Consiglio a tutti una bella gita in un macello. Vedrete che vi passa la voglia. Potete fare finta di non sapere, di non sentire, ma l’anima lo sa… E alla resa dei conti, vi presenterà il…. Conto. Ciao.

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