Carnevale

Anche se io non lo festeggio mi piace partecipare all’allegria e alle feste degli altri.
Così voglio dedicare a tutti coloro che amano e festeggiano il carnevale questa poesia di Francesco Mazzamurro:

Carnevale

Aria di festa nell’aria pungente
di un inverno ormai al tramonto,
variopinti e minuti coriandoli
imbrattano lo stinto selciato
di una piazza di folle gremita….

Sotto un cielo di stelle filanti
danzano sogni di ordinaria follia
che tra scintillanti e fastose vetrine
annegano in once di lambrusco frizzante….

Nelle strade valzer di allegoriche maschere
Pulcinella, Arlecchino e Pierrot
ostentano quasi forzata allegria.
Solo all’alba, finita la festa,
la vita riprende il suo corso.

E siccome vi voglio bene vi lascio anche la mia ricetta personale per
le chiacchiere di carnevale che, modestamente, mi
riescono benissimo.
Che possano rendere gioiosi voi e chi amate come fanno con me
e la mia famiglia ( solo quella umana perchè il resto del branco
non può certo mangiare i dolci e i fritti!):

Le chiacchiere di Indy:

Per fare le chiacchiere di Indy servono:

– 250 grammi di farina
– 50 grammi di zucchero
– 1 pizzico di sale
– 1 cucchiaino di lievito
– 25 grammi di burro ammorbidito
– 1 uovo intero più un tuorlo
– 1 cucchiaino di marsala o grappa
– zuccero a velo
– scorza di limone grattugiata

Sul vostro tavolo preferito formate una fontana con la farina setacciata.
Al centro mettete l’uovo, il burro, lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale, la scorzetta di limone e la grappa.
Impastate tutto per bene come si fa con la pasta frolla, fino a formare una palla omogenea, non troppo molle, non appiccicosa; rivestitela con la pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno una mezz’oretta.
Finito il riposo tirate la pasta con un mattarello infarinato fino a raggiungere lo spessore di 3/4 mm.
Poi, con una rotella dentellata, tagliate tante striscioline lunghe e sottili che poi annoderete nella forma tipica della chiacchiera.
Friggete in olio bollente finchè non saranno belle dorate e poi cospargetele con lo zucchero a velo.
Buon appetito!

P.s: le foto non sono dei miei capolavori ma sono prese da internet perchè qualcuno del branco ha perso il cavetto per scaricare le foto sul computer….
Prima o poi salterà fuori.

Pare che la ricetta delle chiacchiere risalga addirittura al periodo dell’antica Roma.
Secondo fonti storiche durante la festa dei Saturnali, quella sostituita poi dal carnevale, i Romani erano soliti preparare dolci con farina e uova chiamati frictilia, e friggerli, ohibò, nel grasso di maiale.
Durante i festeggiamenti le frictilia venivano ditribuite alla gente per le strade.

Il mitico Al Dsèvod, Maurizio Trapelli,  maschera rappresentativa di Parma

 

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Categorie: Senza categoria | 18 commenti

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18 pensieri su “Carnevale

  1. Uh *_* Ora mi segno la ricetta e poi ti faccio sapere 😀

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  2. si si tu metti foto ma a me non sono arrivate le chiacchiere….gggrrrrr adesso scateno tutti i cavalli della prateria…..https://www.youtube.com/watch?v=Sza-APy83-0

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  3. purtroppo sono come i tuoi amati quattrozampe,non mangio fritti 🙂

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  4. Bellissima poesia e grazie mille per la ricetta… Anche per me il carnevale non è un gran evento, ma è bello vedere grandi e piccini divertirsi ☺️buona domenica 😘

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  5. il carnevale è sempre servito per far dimenticare al popolaccio d’essere schiavo… OGGI PIU’ CHE MAI !

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  6. grazieee per la ricetta e per la poesia! noi abbiamo il nostro “inno”: Carrasecare (Carnevale), cantata dai Tazenda e dall’indimenticabile Andrea Parodi:
    “Balla chi como venit Carrasecare a nos ristrutturare sa vida, tantu chi podes fintzas ismenticare tottu s’affannu mannu ‘e sa vida. Ei su coro, no, non s’ispantat, ei sa morte, no, no chi non b’intrat, ei sa notte fragu ‘e bentu de beranu, ses cuntentu”.
    “Balla che adesso viene il Carnevale a ristrutturarci la vita, tanto che puoi anche dimenticare tutto il grande affanno della vita. Ed il cuore, no, non si spaventa, e la morte, no, no che non entra, e la notte odore di vento di primavera, sei contento”.

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  7. Non mi è mai piaciuto il Carnevale, forse proprio per la “forzata allegria” cui tu fai riferimento.
    Ottima idea le “Chiacchiere di Indy”.
    Ciao
    K!

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