Archivi del mese: gennaio 2016

Unioni incivili

In questo triste periodo storico la sinistra italiana non trova di meglio
da fare che occuparsi delle unioni omosessuali.
Terrorismo in casa, invasioni di immigrati, crisi economica, disoccupazione,
guerra alle porte, inquinamento, sanità che fa schifo, surriscaldamento del pianeta…..niente, tutte cose secondarie.
Quello che conta è avere il voto degli omosessuali legalizzando
le loro unioni.
Ma ce n’era veramente bisogno e così urgente???
Innanzitutto trovo veramente molto triste che ancora nel 2016
si categorizzino ancora le persone! Una persona va rispettata in quanto tale,
non perchè sia etero o omosessuale. Le persone, civili, vanno rispettate
tutte a prescindere.
Gli omosessuali sono sempre esistiti, che la cosa piaccia o meno,
e non ci trovo assolutamente nulla di male: se una persona ama
qualcuno del proprio sesso non ci trovo assolutamente niente di malato,
strano o chissà che.
Ognuno di noi, chi più chi meno,che lo ammetta o meno, è stato o
è attratto da quelli del proprio sesso: è del tutto normale.
Ma la Natura ci ha fatti diversi per incastrarci e riprodurci e quindi
è ancora più naturale che ci si senta attratti dal sesso opposto.
Se vuoi mandare avanti la specie devi unirti con quelli dell’altro sesso.
Io non mi sono mai posta limiti: se mi fossi innamorata di una donna
starei con una donna, senza stare lì a farmi tanti problemi.
E se a qualcuno la cosa non piacesse azzi suoi!
Discorso a parte meritano i figli: io sono assolutamente contraria
alle adozioni per le coppie gay e agli uteri in affitto. Un bambino
ha bisogno di una mamma e di un papà. Soprattutto la
figura della madre è indispensabile e fondamentale!!!!
Nessuna coppia gay composta da
due uomini potrà mai sostituirsi ad una madre! Mai!!!
E questa è pedagogia!
Non si compra il corpo di nessuno, non si affitta il proprio
tempio sacro per soldi.
Essere madri è un dono e come tale va rispettato.
Altro discorso sono le coppie lesbiche che per fare figli non devono
affittare il corpo di nessuno, ma solo un seme, ed essendo donne
diventare madri è del tutto naturale, così come crescere ed educare
i figli, compito che da sempre spetta principalmente alle femmine
di tutte le specie animali.
Sicuramente se fossi lesbica non parteciperei mai ad un gay pride
perchè la trovo una cosa assolutamente ridicola se non imbarazzante:
carri di gente mascherata in maniera bizzarra che parla di orgoglio gay.
E pretende rispetto a suon di schiamazzi, sculettamenti, mossette
sessuali e parrucconi colorati……
Ma poi qualcuno mi spiega perchè bisgona essere orgogliosi di essere
omosessuali?
Io sono orgogliosa di me stessa a prescindere dal mio orientamento
sessuale, perchè invece loro sono i primi a differenziarsi in categorie?
Orgoglio gay si, orgoglio etero no perchè altrimenti sei omofobo
(altro termine idiota coniato dalle menti vuote dei trinariciuti).
Perchè qualcuno la mette a tutti i costi sul piano sessuale?
Immagino che l’amore omosex non sia solamente un fatto di attrazione
sessuale, no? Quindi cosa c’entra il sesso, sempre ostentato in certe manifestazioni?
Se volete dei diritti, come quello sacrosanto di poter accudire chi
amate, di poter ereditare alla sua morte, di poterci vivere in pace
insieme senza che nessuno vi rompa le palle, perchè non manifestate
in maniera civile come tutti gli altri senza fare carnevalate o cazzate simili?
Soprattutto perchè proprio voi che pretendete rispetto siete
poi i primi a non rispettare gli  altri?
Venerdi l’ultimo piano del Pirellone, sede del Consiglio Regionale
della Lombardia,si è illuminato con la scritta Family Day per celebrare
la famiglia tradizionale, quella composta da donna e uomo.
Niente di male: c’è la manifestazione per i diritti dei gay, c’è quella
per i diritti della famiglia, ormai sempre più bistrattata.
Invece no, non per gli ipocriti della sinistra italica!
Appena è apparsa la scritta sul Pirellone sul web si sono scatenati
insulti al presidente Roberto Maroni e diverse coppie gay si sono fatte
fotografare dal vivo, o composte in fotomontaggi, mentre si baciano
facendo il dito in direzione della scritta Family Day.
Perchè tanta inciviltà e maleducazione da chi chiede gli stessi diritti
delle famiglie???? Perchè tanta ipocrisia? I gay possono manifestare,
dichiararsi orgogliosi e le famiglie etero no? E questa non sarebbe discriminazione????
Possibile che per le merde di sinistra esista solo il loro “pensiero”
a senso unico? Sono così chiuse le loro piccole menti?
Abbiamo capito che cercano di distruggere tutti i capisaldi
dell’umanità: l’identità nazionale, la famiglia, i genitori…..così creano
anarchia, confusione, crisi di valori e comandano meglio su menti
svuotate e senza punti di riferimento.
Ma quelle coppie gay che fanno gestacci alla scritta Family Day
si rendono conto a chi stanno insultando?
Lo sanno che anche loro sono nati dall’unione di mamma è papà,
in una famiglia e che è stata la mamma a portarli in grembo,
partorirli e nutrirli?
Perchè insultano la famiglia???? Come si permettono????
Chi crede nei valori della famiglia non vuol dire che sia contro le
vostre unioni! Arrivateci invece di farvi trascinare dall’odio trinariciuto
e cominciare a insultare come fanno loro.
Distaccatevi da questi ipocriti deficienti e ragionate con la vostra testa:
essere etero e credere nella famiglia formata dall’amore di donna e uomo,
mamma e papà, non vuol dire mancare di rispetto a chi ama quelli
del proprio sesso e impedirne le unioni e i diritti ( figli a parte).
E’ vero che non tutte le famiglie sono idilliache, ma nemmeno
tutte le unioni omosessuali lo sono.
Quindi, perchè mancare di rispetto a chi la pensa diversamente
da voi?
Perchè io devo sentir chiamare donne degli uomini pieni di ormoni e
protesi, ma che sempre uomini restano????
Nessuno pensa che una donna possa sentirsi offesa da questi qui?
Io mi ci sento eccome!!!!
Femmina ci nasci! E’ un dono, una fortuna.
Nessun uomo potrà mai diventare una donna ( e viceversa).
Nessun transgender, o come cavolo si chiamano, può sapere come sia
essere donna perchè loro non lo sono e non lo saranno mai.
Sono nati maschi e maschi moriranno.
Basta credere di poter ridurre l’essere femmina all’avere le tette
( finte) e una fessura tra le gambe,che poi uomini come Vladimiro
Guadagno si sono anche tenuti l’organo maschile ma pretendono
di essere chiamati donne! Ma andate a cagare mascheroni!!!!
Essere femmina, donna, è mooooolto di più, miei cari!
E voi non lo potrete mai sapere. Come potete dire di sentirvi femmine?
Cosa ne sapete voi di che cosa vuol dire essere femmina?
Ve lo dico io: niente! Perchè voi siete maschi.
Potete travestirvi, prendere ormoni, mettervi protesi, parrucche ecc. ,
ma non sarete mai e poi mai delle donne, ficcatevelo in testa.
E io come donna pretendo rispetto da questi uomini travestiti
e da quelli che li sostengono.
E non è omofobia, cari trinariciuti ignoranti, altrimenti voi siete
femminafobici!
Chiamiamolo orgoglio femminile!
Mi stanno benissimo gli omosessuali, mi stanno benissimo
le drag queen, che sono anche divertenti e fanno spettacoli divertenti,
ma non insultate le donne chiamando certi uomini con crisi d’identità
con il nostro nome.
E lasciate stare i bambini con la mamma e il papà.
Grazie!

P. s: ma da quando, poi, i kompagni difendono gli omosessuali????
Si sono già dimenticati di quando li sterminavano a fucilate
oppure nei gulag? Bastava anche solo il sospetto e ti ammazzavano
senza pietà, i kompagnucci che ora sventolano le bandierine colorate.
Ehhhh che memoria corta avete,eh?
Cosa non si fa per qualche voto in più!!!
E poi come faranno con gli islamici? Ricordo ai kompagni, e
sorpattutto agli omosessuali, che gli islamici trattano i gay
esattamente come li trattavano i komunisti di qualche tempo fa:
li ammazzano!
Attenti quando andate a votare…..
Gente come Chaouki, musulmano del pd, cosa pensa delle unioni
omosessuali?
Vorrei tanto saperlo!

Amatevi ma non rompete i coglioni agli altri!

 

 

 

 

 

 

 

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Tashunka Witko

Oggi vi parlerò di quello che per me è il più grande eroe della storie del mondo: Tashunka Witko.
Mi vengono ancora le lacrime agli occhi quando i miei fratelli Lakota mi diedero il suo stesso nome anni e anni fa! Mi dicono sempre che gli somiglio molto.
Putroppo non valgo una briciola di quello che valeva lui.
Ma cerco di seguirne l’esempio e porto con immenso onore il suo nome; l’ho dato anche alla mia prima cavalla, il mio sogno che si realizzava ( ha il mio stesso identico caratterino).
Gli invasori lo ribatezzarono poi Crazy Horse, Cavallo Pazzo,
distorcendo così il suo nome per tentare di screditarlo agli occhi dei posteri ( abitudine che hanno spesso i vigliacchi pseudo vincitori di guerre e genocidi).
Il suo nome in realtà significa Cavallo Che s’Impenna, per indicare che il suo animo era indomito e libero come quello di un mustang selvaggio.
Infatti così era e io l’ho sempre amato per questo.
La sua data di nascita non è definita: tra il 1840 e il 1845 nelle sue amate Paha Sapa, le Colline Nere sacre ai Lakota, presso il torrente Rapid Creek dove si era accampata la sua famiglia.
Si racconta che la sua pelle fosse un po’ più chiara di quella degli altri e che i suoi capelli, anch’essi un po’ più chiari di quelli stupendi neri con i riflessi cangianti dei Lakota, s’increspassero leggermente quando si bagnavano.
Da qui il nome di Chioma Ondulata o Ragazzo dai Capelli Chiari che lo accompagnò fino al giorno in cui, nemmeno adolescente, salvò il suo villaggio da uno dei soliti schifosi attacchi vigliacchi dei soldati federali.
Allora il padre, uno sciamano, gli diede il suo nome: Tashunka Witko, e prese per sé stesso i nome di Verme in segno di umiltà davanti ad un tale valorosissimo figlio.
Ma Tashunka Witko non era come gli altri Indiani: non si adornava con penne,se non con un’unica penna di Falco Rosso, non prendeva trofei: seguiva la sua visione, in cui nessun nemico lo avrebbe mai potuto uccidere se egli avesse fatto tutto non per sè stesso ma per la sua gente.
Ancora bambino, aveva assistito all’ingiusto arresto e poi alla morte dell’amato zio Orso che Conquista e da subito gli montò una rabbia contro le ingiustizie di chi aveva invaso la sua Terra e ora uccideva la sua gente.
” Meglio morire combattendo che vivere da schiavi in una prigione!
Non si vende la Terra sulla quale si cammina”
furono le sue parole urlate verso i nemici invasori.
Questa rabbia, accompagnata da un’immensa spiritualità, coraggio, saggezza e un po’ d’incoscienza da vendere, lo accompagnarono lungo tutta la sua gloriosa ma troppo breve vita.
Tashunka Witko non si arrese mai, nemmeno quando Tatanka Iyotaka, Toro Seduto,
scappò in Canada per finire a umiliarsi  nel circo di quell’altro genio di Buffalo Bill e Mahpiua Luta, Nuvola Rossa, si arrese accettando di entrare nelle Riserve.
Lui continuò a combattere fino allo stremo, fino alla fine.
Fu lui la mente e il braccio che condussero i Lakota e i Cheyenne a vincere la più grande battaglia della storia dei Nativi Americani: quella sul fiume Little Big Horn il 25 Giugno 1876 contro il settimo reggimento cavalleria ( non lo scriverò mai maiuscolo) condotto dal bastardo cagasotto vigliacco colonnello ( non fu mai generale) George A. Custer, il più grande esempio della codardia e dello schifo dei nuovi americani.
Il bastardo era convintissimo di vincere, abituato com’era ad attaccare villaggi con donne e bambini mentre i guerrieri erano impegnati altrove!
E attaccava sempre all’alba, mentre tutti dormivano.
E poi vuoi mettere l’affiancamento con gli squadroni di Reno e Benteen, i pesanti cavalloni europei contro i piccoli pony Mustang dei selvaggi, i fucili nuovi con più munizioni, le baionette, i pugnali e i cannoni contro archi e frecce e fucili scassati rubati ?
Invece gli andò male, ma proprio male! Tanto che ci rimise la miseranda vita.
Lui, lo stupido invasore che ambiva a diventare presidente degli Stati Uniti con il sangue dei Nativi!
Tanto era il disprezzo nei suoi confronti che nessun Indiano gli prese lo scalpo
( prendere lo scalpo era rendere onore al proprio nemico riconoscendone la forza e il valore in battaglia).
Non aveva fatto i conti con il più grande guerriero della storia, il cui grido di guerra:
“Hoka Hey: cuori forti! Oggi è un buon giorno per morire”
rieccheggia ancora tra quelle montagne e vallate, le sue montagne e vallate.
Nemmeno il gen. Crook, respinto dal Rosebud, e Fetterman, il cui reggimento fu vergognosamente sconfitto sulla collina che porta ancora il suo nome invece di quello del vincitore, Tashunka Witko, se lo leveranno mai dalle orecchie, in qualsiasi inferno stiano bruciando le loro schifose anime vigliacche.
Purtroppo i vigliacchi invasori erano troppi, e anche se non valevano un solo neurone di un Nativo, erano molto ben armati!
Il 21 Ottobre 1876 il bastardo Miles attacca l’accampamento di Tatanka Iyotake viene attaccato mentre lui è a consiglio proprio con il codardo invasore;
il mese dopo distruggono un altro accampamento, stavolta di Coltello che Taglia che si rifugia con i superstiti in quello di Tashunka Witko.
L’8 Gennaio 1877 Miles attacca anche questo accampamento ormai ridotto allo stremo dalla fame e dagli stenti.
Ma anche stavolta gli andò male!
Ci vollero ancora nove mesi perchè gli invasori, approfittandosi delle disperate condizioni degli ultimi Oglala ancora liberi e delle false promesse a cui gli Indiani fecero finta di credere, potessero avere Tashunka Witko tra le proprie
sporche grinfie a Fort Robinson da Sheridan, Clark  e Bradley.
Tashunka Witko andò per discutere condizioni di resa vantaggiose per la sua gente.
Ma quando vide la prigione e capì che come sempre la lingua dell’uomo bianco era biforcuta e che per lui non ci sarebbe stato dialogo ma solo prigionìa , si ribellò ai soldati nonostante fosse disarmato.
Nessun nemico avrebbe mai potuto ucciderlo.
Fu il suo amico d’infanzia Piccolo Grande Uomo, che da sempre lo invidiava, a fermarlo e spingerlo (involontariamente?) contro la baionetta di un soldato che gli trapassò il rene destro.
La sua visione, quella di un grande guerriero invincibile contro i nemici ma  che veniva tirato giù dal cavallo dalle mani della propria gente si era avverata.
Troppi Indiani invidiavano il grande Tashunka Witko! Lui che aveva sempre dato tutto per la sua gente, mettendo da parte orgoglio ed egoismo.
Il 5 Settembre 1877 il suo corpo muore dissanguato sullo schifoso pavimento di una prigione degli invasori, tra le braccia di suo padre e dell’amico Tocca le Nuvole.
“Dì alla mia gente che non posso più aiutarla”
furono le sue ultime parole.
Perfino in punto di morte lui pensava al suo amato Popolo.
Il padre e l’amico lo seppeliirono poi in un luogo segreto perchè nessun wasichu invasore potesse mai appropriarsene per esporlo come trofeo in qualche museo.
Le sue ossa hanno nutrito la sua Madre Terra.
Ma il suo Spirito non se ne è mai andato: chiunque si rechi nelle sue Terre può ancora sentirne la presenza e il suo grido di guerra.
Quello che ancora oggi fa tremare gli impostori!

Queste alcune delle sue parole:

 

“Abbiamo bisogno di una grande visione, e l’uomo che l’avrà
deve seguirla come l’aquila segue il profondo blu del cielo.”

“Noi non abbiamo chiesto a voi uomini bianchi di venire qui.
Il Grande Spirito ci diede questa terra perché ne facessimo
la nostra casa. Voi avevate la vostra. Non abbiamo interferito
con voi. Il Grande Spirito ci affidò un grande territorio
per viverci, e bufali, cervi, antilopi e altri animali.
Ma voi siete arrivati; state rubando la mia Terra, state
uccidendo la nostra selvaggina rendendoci difficile la
sopravvivenza. Ora ci dite di lavorare per mantenerci, ma
il Grande Spirito non ci creò per faticare, bensì per vivere
di caccia. Voi uomini bianchi siete liberi di lavorare, se volete.
Noi non vi ostacoliamo, e ancora chiedete perché
non ci civilizziamo. Non vogliamo la vostra civiltà!
Vogliamo vivere come i nostri padri e come i padri dei nostri padri.”

 

 

 

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DVX

 

Mentre il suo premier abusivo si dà tanta pena per depenalizzare tutti i reati possibili e immaginabili, tra cui la guida senza patente, il kompagno pd Emanuele Fi ano non è da meno e non trova di meglio da fare che depositare una legge alla Camera in cui qualsiasi cosa riguardi il Duce Benito Mussolini sia fuori legge!
Capito? Guidate pure senza patente, coltivate marijuana, ,olestate le donne ( se siete islamici) ma….se comprate un calendario o un vino o una maglietta con su la faccia del Duce rischiate il penale!
Sarete condannati per apologia del fascismo, regime morto ben una settantina d’anni fa.
Codesto reato, apologia del fascismo, risale al 1952, ma fino ad adesso non rientrava nel penale: con la mentalmente disturbata proposta di Fi ano finirebbero nel penale tutte le riproduzioni, i gadget, i linguaggi del defunto partito fascista.
Paura dei nostalgici, eh? Certo se non avessimo un governo così schifoso da essere costretti a rimpiangere una dittatura……se uno solo degli schifosi politicanti italiani avesse fatto una minima parte di bene che ha fatto Mussolini…..

Si perchè a scuola fanno studiare solo il male che ha fatto il fascismo,leggi razziali, guerre ecc., trascurando le cose positivie che DOVEVANO essere mantenute!
Tipo:
– contratti di lavoro collettivi regolari per tutti con un salario minimo garantito, giorni di riposo obbligatori, tra cui le ferie, un massimo di 8 otto ore lavorative più il pagamento di eventuali straordinari; Inps, Inpdap e Inail ( cassa mutua e infortuni), assicurazione contro l’infortunio sul lavoro per tutti: prima gli operai venivano fatti lavorare per giornate intere senza mai un giorno di riposo, con un salrio ridicolo e se si ammalavano o si facevano male sul lavoro azzi loro!
– MATERNITA’ PAGATA!;
– organizzazioni sindacali ( fasciste);
– ospedali GRATIS per tutti;
– abolizione del lavoro minorile: prima il lavoro minorile era una vera piaga sociale che teneva i giovani nello sfruttamento e nell’ignoranza;
– stipendio alle casalinghe;
– sussidi ai figli ( degli italiani) con assegni familiari;
– organizzazione vacanze super sgravate per i  meno abbienti perchè ogni italiano potesse avere la possibilità di cambiare aria, visitare altre città e acculturarsi, godere di mare e montagna;
– possibilità per i bambini delle famiglie più povere di sogiornare presso famiglie più abbienti per un certo periodo( nessun assistente sociale veniva a portarti via i figli se avevi pochi soldi per mantenerli, ma ti aiutava lo stato);
– costruizione di città e piazze come Latina ( Littoria), Sabaudia, Carbonia, Portolago,Arborea e Piazza della Vittoria a Genova e Monumento della Vittoria a Forlì;
– costruzione sedi delle Poste Italiane;
– costruzione della Stazione Centrale di Milano, su cui travi in acciaio è ancora incisa la data dell’anno Fascista di costruzione;
– elettrificazione delle ferrovie;
– il ritorno alla Terra, al rurale, con conseguente calo della disoccupazione.L’uomo rurale, anzichè ignorante e rozzo com’era sempre stato ritenuto, veniva esaltato come l’deale forma di virilità e mascolinità. Giustamente direi!
– la dura lotta alla mafia;
–  costruzione austostrada Firenze – Mare e autorstrada del Laghi;
– bonifica dell’Agro Pontino con la costruzione di 3000 fattorie;
– bonifica nelle valli del Po, Maremma, Piana Reatina con la costruzione due dighem tra cui quella più alta d’Europa;
– riforma scolastica, portata avanti dal ministro Giovanni Gentile nel 1923, che prevedeva l’obblogo scolastico fino ai 14 anni, un’istruzione classica e un esame a ogni conclusione di ciclo di studi, mettendo in questo modo sullo stesso piano scuole pubbliche e private e permettendo a TUTTI l’accesso all’Università in Italia, e istruzione tecnica per chi non riuscisse negli studi classici.
Ognuno poteva così avere la possibilità di formarsi e realizzarsi secondo le proprie capacità, dal figlio del contadino a quello del gerarca.
Giuseppe Bottai propose l’ingrandimento degli atenei e l’unificazione delle scuole medie;
– l’amor di patria e il credere nella famiglia come valore ed istituzione, caposaldo della società;
– credere nei propri mezzi fino al consumare solo prodotti italiani;
– la nascita dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana di Giovanni Treccani e Calogero Tumminelli, nel 1925: chi non ha mai studiato su un’ Enciclopedia Treaccani? Io ne ho la casa piena!
– il corporativismo, inteso come superamento sindacal-organicista e interclassista del socialismo e del liberalismo;
E tante altre cose……

« Noi abbiamo respinto la teoria dell’uomo economico, la teoria liberale, e ci siamo inalberati tutte le volte che abbiamo sentito dire che il lavoro è una merce. L’uomo economico non esiste, esiste l’uomo integrale che è politico, che è economico, che è religioso, che è santo, che è guerriero. »
Benito Mussolini, Tutti i discorsi – anno 1933

 

Cari trinariciuti, Fi ano in primis, questa non è apologia:
E’ STORIA!!!

E la storia non si cancella nè si nega, miei cari!
Nemmeno cercando di abbattere monumenti al Duce come voleva fare la Boldrini.
Questo è da ignoranti dittatori!

Il pd vorrebbe censurare questo, cancellare la storia d’Italia e la libertà delle persone, garantita proprio dalla Costituzione, a credere in quello che vuole.
La Costituzione vieta la ricostituzione del Partito Fascista: cosa che nessuno vuole.
A nessuno piacciono le dittature, spero, di nessun colore!
Ma non può vietare il  libero pensiero.
La Costituzione garantisce la libertà di pensiero, di parola e di stampa, nonchè la libertà di culto se non viola la Costituzione stessa…..eppure permette l’islam che va contro la libertà delle donne e non riconosce la legge dello stato ma solo la legge della propria religione. Oltre che la macellazione che da noi sarebbe vietata.

E poi permette un partito che si chiama rifondazione comunista e lo sventolare di bandiere rosse con tanto di falce e martello, nonchè magliette col faccione di Che Guevara!
Allora, ripassiamo un po’ di storia:
vittime del comunismo: dai 100 ai 200 MILIONI accertate!
URSS venti milioni, Cina sessantacinque milioni, Vietnam un milione, Corea del Nord due milioni, Cambogia due milioni, Europa dell’est un milione, America latina centocinquantamila, Africa un milione e settecentomila, Afghanistan un milione e cinquecentomila, movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere diecimila. Per un totale di poco inferiore ai novantacinque milioni di morti. Repressione in Unione Sovietica:fucilazione di decine di migliaia di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922; deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920; assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930; deportazione tra i 2 e i 3 milioni di contadini kulaki o presunti tali nel 1930-1932; sterminio di 7 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa ;eliminazione di quasi 690 mila persone nel 1937-1938; deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi, bessarabi, tedeschi, tatari, ceceni e ingusci negli anni fra il 1939 e il 1945.Questi sono i dati riportati dal Libro nero del comunismo,confermati da più fonti  storiche e testimonianze.

 

“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza” diceva Guevara

Egli fu colui che inflisse le punizioni e le segregazioni più dolorose e crudeli ai detenuti dissidenti, persecuzioni fisiche e psicologiche terribili.
Oltre ai processi sommari. Sua la frase ai ribelli venezuelani:
“Prendete un fucile e sparate alla testa di ogni imperialista che abbia più di quindici anni”
Nel 1960, anno seguente alla liberazione di Cuba, Guevara dispone e organizza a Cuba il primo Campo di lavoro correzionale, ovvero Lavori Forzati!
Vi moriranno 381 prigionieri arresisi alle truppe castriste sull’Escambray.
Tutti fucilati.
Con Guevara nasce anche il Dipartimento della Sicurezza di Stato: un dettagliato regolamento che fissa le punizioni psichiche e corporali da riservare ai dissidenti recidivi che non volevano proprio diventare comunisti!
Queste variavano dal salire le scale con scarpe zavorrate al piombo, rimanere legati a testa in giù appesi al muro al buio, fare lavori agricoli completamente nudi, tagliare l’erba con i denti, venire immersi in pozzi neri….
Le celle erano di 6 metri per 5 che contenevano 42 persone per volta.
Vi venivano rinchiusi e torturati i dissidenti, chi non si sottometteva al comunismo, i preti , i bambini, gli adolescenti e gli omosessuali.
Eh si, anche bambini e omosessuali! Guevara stesso sparò in testa a diversi detenuti omosessuali, legati mani e piedi.
Ma questo non ve lo dicono vero a scuola? Vi ci fanno entrare con la maglia del medico argentino ma con quella del Duce no.
Le celle portavano simpaticamente il nome che ne caratterizzava l’orrore:
Kilo 5,5 a Pinar del Rio: le celle vengono chiamate  “tostadoras”, ossia tostapane, per il calore che emanavano.
La Cabanas, noto campo di concentramento comunista, ospita le “ratoneras”, buchi di topi, per la loro angustia.
Il carcere “Tres Racios de Oriente” include celle larghe un metro, alte un metro e ottanta centimetri e lunghe dieci metri, chiamate “gavetas”. La prigione di Santiago “Nueva Vida” ospita cinquecento adolescenti.
Quella “Palos”, bambini di dieci anni;
quella “Nueva Carceral de la Habana del Est”, omosessuali dichiarati o sospettati.

Il Che viene amabilente definito il macellaio del carcere/mattatoio di La Cabana.
Si oppone con forza alla proposta di sospendere le fucilazioni dei “criminali di guerra”.
Da 7000 a 10.000 le persone uccise solo a Cuba.
Un orgoglio da esibire sulle magliette…..

Se deve essere messo fuori legge il Duce metteteci anche tutti i komunisti, grazie, Guevara per primo che è quello più gettonato dagli ignorantelli dei centri sociali!
Altrimenti lasciateli entrambi, che ognuno scelga liberamente se odiarli, disprezzarli, amarli o ignorarli: ma solo dopo aver attentamente studiato!!!

Intanto alla faccia di Fi ano, proprio mentre se la prendeva col fantasma del Duce, sul Monte Giano è comparso l’antico bosco a lui dedicato…..

 

Cosa farà adesso il povero Emanuele? Farà abbattere il monte? Chiamerà un medium per dare la caccia al fantasma di Mussolini? Andrà da un bravo psichiatra????
E poi forse si occuperà dei VERI e SERI problemi che affliggono l’Italia e gli italiani? D’altronde è pagato per questo, no? Anche dai nostalgici fascisti.

P.s: IO NON SONO FASCISTA! Amo solamente la storia e la verità!

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Scusate l’assenza

Mi scuso per l’assenza di questi giorni ma il ghiaccio ha bloccato tutto e le linee vanno a singhiozzo,quando vanno! Spero di riuscire a pubblicare questo post.Venerdì dovrebbero sistemare tutto i tecnici. Intanto mando a tutti i miei quasi 200 amici un grandissimo bacione

 

Indy ❤

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LA LEGGENDA DELL’UOMO DEL GHIACCIO

 

Il gelo e la neve, che finalmente mi godo,mi hanno fatto venir voglia di condividere questa leggenda indiana:

Un giorno in un bosco alcuni arbusti secchi presero fuoco; le fiamme si innalzarono rapidamente, estendendosi dappertutto. La tribù si chiese come combattere quell’incendio e uno di loro propose di cercare l’Uomo del Ghiaccio, che viveva in una terra lontana del Nord. Furono inviati alcuni di loro per cercarlo e condurlo sul luogo. Quando lo raggiunsero, videro un uomo molto vecchio, con i lunghi capelli bianchi legati in trecce. Appena seppe qual era il problema, si sciolse le trecce e si batté i capelli tra le due mani. Subito si sollevò un gran vento; batté nuovamente i capelli tra le mani e scese la pioggia, rifece il gesto per la terza volta. Dal cielo caddero prima la grandine e poi fiocchi di neve. Disse loro di avviarsi, promettendo che li avrebbe raggiunti l’indomani. Tornati al loro paese, portarono la speranza ai loro compagni spaventati da quell’incendio indomabile. Il giorno dopo si alzò il vento e capirono che l’Uomo del Ghiaccio stava arrivando. Il vento sollevò ancora di più le fiamme; scese la pioggia, ma non bastò a spegnere l’incendio; caddero prima la grandine e poi la neve e l’incendio si spense. Al posto della radura incendiata ora c’era un grande lago.

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L’integrazione secondo i musulmani italiani

Gli islamici d’Italia:
“Rispettiamo solo donne velate”

 

In questo modo giustificano gli orribili fatti di Colonia che qualche imbecille
trinaricuto continua a negare!
I musulmani d’Italia, intervistati sui fatti di Colonia, appogiati come sempre dai kompagnucci, accusano il modo di vestire delle donne occidentali.
Non una parola di condanna contro le violenze, anzi: si permettono di dire, in casa nostra, che “Il velo è una protezione, la donna viene rispettata solo se coperta
interamente, se non fa vedere le sue forme.”
Capito??? Se osa mostrere una gamba o una scollatura per costoro è del tutto normale che rischi lo stupro.
D’altronde nei loro civilissimi paesi è un’usanza ben radicata quella degli sturpi e delle molestie di gruppo come quelli di Capodanno.
Secondo loro così dimostrano la supremazia del maschio sulla femmina (!).
Pare però che abusino anche delle tanto rispettate donne velate, se osano
girare da sole, senza l’ombra dell’accompagnatore maschio.  Che civiltà!
Intervistati da La Gabbia, trasmissione de La7, i musulmani non fanno altro che confermare quanto per loro la donna sia considerata un essere inferiore, un oggetto ai loro ordini.
La giornalista gira diverse moschee a Milano vestita in maniera normale per noi, ma non per questi trogloditi qui: c’è chi la caccia perchè la ritiene provocante, chi si rifiuta di parlarle perchè è una donna, c’è chi fa finta di non sapere nulla sui fatti di Colonia….
Ma qualcuno parla e gli scappa detto: “Nel momento in cui io vedo una bella donna andare in giro così…”
Lasciando intendere che per loro è normale che se una donna va in giro con abiti aderenti, minigonna, pantaloni corti o qualsiasi cosa non la ricopra interamente come un orribile fantasma viene poi molestata in diversi modi.
La giornalista gli fa notare che a lei piace vestirsi così e il musulmano aggiunge:
“Così rischi qualcosa di più che farti notare”. “Se ti copri – conclude – previeni questo rischio”.
Ma il delirio non finisce qui.
L’imam responsabile del  centro islamico del centro di Milano sottolinea che:
“La donna nemmeno mettere il profumo”.
E prosegue:
“Quando una donna va con la minigonna cosa dimostra? Dimostra
che vuole essere guardata. Deve mettere un vestito che non fa vedere
agli uomini la sua forma. Non deve far vedere che ci sono delle tette,
delle chiappe e delle anche. Se passa una donna con la minigonna
e poi la segue una donna musulmana coperta, va rispettata solo quella con il velo. E può succedere che un uomo usi violenza su quella scoperta”

Fanno eco dalla moschea di via Jenner:
“Rispettiamo solo le donne velate”.

E POI PARLANO D’INTEGRAZIONE E PRETENDEREBBERO RISPETTO!

Capito donne??? Se ci molestano è colpa nostra, mica loro che “ragionano” con il cosino che hanno nelle mutande invece che col cervello!
Questi qui vorrebbero imporre a NOI donne occidentali i loro barbari e
schifosi usi disumani. Bene: forse questo starà bene alle donne trinariciute
senza cultura nè dignità.
Ma alle altre, quelle che la dignità ce l’hanno, che sono fiere di essere
nate femmine e che hanno studiato i secoli di lotte per la parità e i diritti
delle donne, non sta bene per niente!
A noialtre piace vivere, fare, pensare, vestire, lavorare, fare tutto quello che ci piace senza dover rendere conto a nessuno!
Ficcatevelo bene in quella zucca vuota!
E se ci piace il profumo o un certo tipo di vestito non è certo per compiacere voialtri, ma per star bene con noi stesse. Concetto per voi sconosciuto, vero? La donna che fa qualcosa per sè stessa e non per il maschio, che ama sè stessa, si rispetta, si prende cura di sè per piacersi…..
Qui è così.
Qui non sottometterete proprio nessuno!
E se voi rispettate solo le donne velate noi rispettiamo solo chi rispetta le donne.
Questo dimostra che questi personaggi non possono vivere tra di noi: devono andarsene, o essere buttati fuori a calci nel culo, accompagnati dalle amichette sinistrine che tanto li difendono arrampicandosi sugli specchi.
Andate nei vostri paesi a dettare legge! Lasciateci qui le donne a cui imponete il velo contro la loro volontà e tenetevi quelle che lo vogliono, trinariciute comprese.
E sappiate bene che se la vostra religione giustifica la molestia e lo stupro per le donne non velate, la mia, che per fortuna è completamente l’opposto della vostra, giustifca
qualsiasi azione di chiunque difenda una donna dalle molestie di un sub umano!
QUALSIASI AZIONE, capito????
La Donna è sacra! Chiunque manchi di rispetto a Colei che crea la vita e la nutre e la fa crescere nel suo grembo va punito con tutti i mezzi.
Per i Nativi Americani se osavi toccare una donna senza il suo consenso eri morto!
Visto che non riuscite e non volete integrarvi sarà meglio che ve ne andiate…..
Alla svelta!
Tranquilli trinariciuti: non è razzismo ( i musulmani ci sono di tutte le razze)!
E nemmeno odio religioso, come invece è IL LORO ( si, loro ci odiano: che siate cristiani, buddisti, animisti, celti, taoisti….): si chiama difesa personale e rispetto delle persone, in questo caso delle donne!
Qui rimane solo chi è in grado di amare e rispettare le donne.

P.s: ma tutte quelle femministe che si sgolavano nelle piazze tempo fa
dove sono finite???? Mah!!!!

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La Porta Alchemica di Roma

Per me è uno dei monumenti più interessanti d’Italia!
Come dicevo all’amica Marzia, la prima volta che andai a Roma non mi diressi a
visitare il Colosseo o gli altri, stupendi, monumenti più conosciuti che
rappresentano la storia d’Italia, ma andai immediatamente verso questa
Porta Magica. Forse perchè nel mio sangue scorre sangue Celtico e
che tra  i miei antenati ci furono sacerdoti Druidi e Alchimisti, non so, ma
il richiamo è stato immediato.
La Porta Alchemica, chiamata anche Porta Magica o Porta Ermetica o
Porta dei Cieli,venne edificata nella campagna di Roma,sul colle Esquilino,
tra il 1655 e il 1680 dal marchese di Pietraforte,Massimiliano Palombara,
presso la sua residenza villa Palombara.
La Porta Alchemica è l’unica rimasta delle cinque  Porte Magiche fatte
costruire dal marchese: una porta segreta che conduceva in un nascostissimo
laboratorio di alchimia in cui si nascondevano tra i più abili alchimisti.
Egli scrisse anche un manoscritto, la Bugia, che dedicò a Cristina di Svezia,
colei che lo interressò alle arti alchemiche ( era un’appassionata di alchimia
e scienza, allieva di Cartesio).
Sulle cinque Porte furono incisi i contenuti del manoscritto con i suoi simboli
ed enigmi in attesa che un giorno qualcuno arrivasse a decifrarli.
Si disse che tra i tanti esperimenti eseguiti dietro quelle porte si sia riusciti
ad arrivare alla Pietra Filosofale, colei che ha la capacità di trasformare i
metalli in oro, scoperta provabilmente dall’alchimista Francesco
Giuseppe Borri tramite un’erba magica.
Si narra che egli dormì, in realtà non dormì affatto ma sperimentò,
una notte nei giardini della villa e che il mattino
seguente sparì lasciando dietro di sè delle pagliuzze dorate ed una
pergamena con simboli ed enigmi che dovrebbero racchiudere il segreto
della Pietra Filosofale.

Ma torniamo alla nostra Magica Porta, capace di un magnetismo e
di una forza di attrazione uniche, almeno per me.

Sul frontone compare una scritta in latino:

TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS
Tre son le cose mirabili: Dio e uomo, Madre e vergine, trino e uno.

Sopra vi è è raffigurato il simbolo alchemico del Sole e dell’oro,
che è anche il simbolo dei Rosa Croce comparso per la prima volta
sul frontespizio del libro Aureum Seculum Redivivum nel 1500:
il sigillo di Re Salomone ( due triangoli equilateri sovrapposti in modo
da formare una stella a sei punte) con l’aggiunta di una croce che sovrasta
il cerchio esterno con su scritto:

CENTRUM IN TRIGONO CENTRI
Il centro è nel trigono del centro

Il triangolo con l’oculus è molto simile a quello sulla piramide delle banconote statunitensi da un dollaro.
Lungo gli stipidi della porta compaiono, in esatta seguenza celeste,i
simboli dei pianeti e la loro corrispondenza con i metalli:
Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento,
Mercurio-mercurio.
Ad ogni pianeta viene anche associato un motto ermetico indicato
dallo Spirito Divino creato da Ruach Elohim seguendo il percorso
dal basso in alto a destra, per scendere dall’alto in basso a sinistra.

 

 

Epigrafi sul rosone:

TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS

Tre son le cose mirabili: Dio e uomo, Madre e vergine, trino e uno.

CENTRUM IN TRIGONO CENTRI

Il centro (è) nel trigono del centro.

רוח אלהים

Spirito divino

HORTI MAGICI INGRESSUM HESPERIUS CUSTODIT DRACO ET SINE ALCIDE COLCHICAS DELICIAS NON GUSTASSET IASON

Il Drago Esperio custodisce l’ingresso del magico giardino e, senza (la volontà di) Ercole, Giasone non potrebbe gustare le delizie della Colchide.

Epigrafi sulla soglia:

SI SEDES NON IS

Frase palindroma: se letta da sinistra a destra significa: Se siedi non vai;
da destra a sinistra: Se non siedi vai.

EST OPUS OCCULTUM VERI SOPHI APERIRE TERRAM UT GERMINET SALUTEM PRO POPULO

È opera occulta della vera persona saggia aprire la terra, affinché faccia germogliare la salvezza per il popolo.

 

Epigrafi sullo stipite della porta:
FILIUS NOSTER MORTUUS VIVIT REX AB IGNE REDIT ET CONIUGIO GAUDET OCCULTO

Nostro figlio, morto, vive, torna re dal fuoco e gode del matrimonio occulto.

 

SI FECERIS VOLARE TERRAM SUPER CAPUT TUUM EIUS PENNIS AQUAS TORRENTIUM CONVERTES IN PETRAM

Se avrai fatto volare la terra al di sopra della tua testa con le sue penne tramuterai in pietra le acque dei torrenti.

 

DIAMETER SPHERAE THAU CIRCULI CRUX ORBIS NON ORBIS PROSUNT

Il diametro della sfera, il tau del circolo, la croce del globo non giovano alle persone cieche.
Cieche ovviamente inteso non nel senso fisico.

 

QUANDO IN TUA DOMO NIGRI CORVI PARTURIENT ALBAS COLUMBAS TUNC VOCABERIS SAPIENS

Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe, allora sarai chiamato sapiente.

 

QUI SCIT COMBURERE AQUA ET LAVARE IGNE FACIT DE TERRA CAELUM ET DE CAELO TERRAM PRETIOSAM

Chi sa bruciare con l’acqua e lavare col fuoco, fa della terra cielo e del cielo terra preziosa.

AZOT ET IGNIS DEALBANDO LATONAM VENIET SINE VESTE DIANA

Azoto e Fuoco: sbiancando Latona, verrà Diana senza veste

 

 

Della villa si ricordano alcune epigrafi scomparse:

VILLAE IANUAM TRANANDO RECLUDENS IÀSON OBTINET LOCUPLES VELLUS
MEDEAE. 1680

Oltrepassando la porta di questa villa, lo scopritore Giasone ottiene vello
(d’oro) di Medea.

 

AQUA A QUA HORTI IRRIGANTUR NON EST AQUA A QUA HORTI ALUNTUR

L’acqua con la quale i giardini sono annaffiati non è acqua dalla quale sono alimentati.

 

CUM SOLO SOPHORUM LAPIS NON SALE ET DATUR SOLE SILE LUPIS

Accontentati  del solo sale (cioè del sapere) e del sole (cioè della ragione).

 

QUI POTENTI HODIE PECUNIA NATURAE ARCANA EMITUR SPURIA REVELAT NOBILITAS SED MORTEM NON LEGITIMA QUAERIT SAPIENTIA

Chi svela gli arcani della natura al potente (alla persona influente) cerca da se stesso la morte.

 

HOC IN RUBE, CAELI RORE, FUSIS AEQUIS, PHYSIS AQUIS,
SOLUM FRACTUM, REDDIT FRUCTUM, DUM CUM SALE NITRI,
AC SOLE, SURGUNT FUMI SPARSI FIMI. ISTUD NEMUS, PARVUS
NUMUS, TENET FORMA SEMPER FIRMA, DUM SUNT ORTAE SINE
ARTE VITES, PYRA, ET POMA PURA. HABENS LACUM, PROPE,
LUCUM, UBI LUPUS NON, SED LUPUS SEPE LUDIT; DUM NON
LAEDIT MITES OVES, ATQUE AVES; CANIS CUSTOS INTER
CASTOS AGNOS FERAS MITTIT FORAS, ET EST AEGRI HUJUS
AGRI AER SOLUS VERA li SALUS, REPLENS HERBIS VIAS URBIS.
SULCI SATI DANT PRO SITI SCYPHOS VINI.  INTROVENI,
VIR NON VANUS. EXTRA VENUS. VOBIS, FURES, CLANDO FORES.
LABE LOTUS, BIBAS LAETUS MERI MARE, BACCHI MORE. INTER
UVAS, Sl VIS, OVAS, ET QUOD CUPIS, GRATIS CAPIS. TIBI PARO,
CORDE PURO, QUICQUID PUTAS, A ME PETAS. DANT HIC APES
CLARAS OPES DULCIS MELLIS, SEMPER MOLLIS. HIC IN SILVAE
UMBRA SALVE TU, QUI LUGES, NUNC SI LEGES NOTAS ISTAS,
STANS HIC AESTAS, VERA MISTA; FRONTE MOESTA NUNQUAM
FLERES, INTER FLORES SI MANERES, NEC MANARES INTER FLETUS,
DUM HIC FLATUS AURAE SPIRANT, UNDE SPERANT MESTAE
MENTES INTER MONTES, INTER COLLES, INTER GALLES, ET IN
VALLE HUJUS VILLAE, UBI VALLUS CLAUDIT VELLUS.
BONUM OMEN, SEMPER AMEN ETIAM PETRAE DUM A PUTRE SURGUNT
PATRE, ITA NOTAS, HIC VIX NATUS, IN HAC PORTA, LUTO
PARTA, TEMPUS RIDET, BREVI RODET.

In questa villa dalla rugiada celeste, dai piani arati e dalle acque correnti,
il suolo dissodato dà frutto; mentre che, nel salnitro e pel sole, dallo sparso
letame s’alza fumo. Questo bosco, di poca entità, conserva sempre identico
il suo aspetto; mentre sono nati spontaneamente i tralci delle viti, i peri
e i meli sinceri. Vicino al lago v’è un boschetto, dove spesso scherza non
già il lupo, ma la lepre; scherza senza offendere le miti pecorelle e gli uccelletti.
Il cane custode de’ casti agnelli, mette in fuga le fiere; e la sola aria di questa
campagna ridà la salute all’infermo. Questa tenuta riempie d’erbaggi le vie
della città. I solchi coltivati danno, per la sete, coppe di vino.
Entra, uomo modesto! Che Venere stia lontana!
A voi, ladri, chiudo le porte.
Bevi allegramente, a profusione, vino puro, a mo’ di Bacco. Gioisci (a stare)
tra i vigneti e prendi liberamente ciò che più ti aggrada. A te preparo
schiettamente quanto mi chiedi. Qui le api producono a dovizia dolce miele,
sempre tenero. Salute a te, che piangi all’ombra della selva!
Ora, se tu comprendessi questo, che qui l’estate è mista alla primavera,
non piangeresti mestamente. Se tu restassi qui, in mezzo ai fiori, non staresti
a piangere, perché qui spira l’effluvio dell’aria. Perciò le anime melanconiche
sperano tra i monti, tra i colli, tra i sentieri e nella valle di questa villa,
dove l’ovile recinge le pecore.
Ti faccio buon augurio: che sia sempre così!
Ma tu, appena ti sarai levato, segna qui, su questa soglia, che il fango  ha generata
– perché le pietre (i minerali) nascono dalla putrefazione,
– che il tempo scherza noncurantemente,
ma che in brev’ora tutto distrugge.

La Porta Alchemica fu smontata e ricostruita nel 1888 dove si trova oggi:
nell’angolo settentrionale dei giardini all’interno di piazza Vittorio Emanuele II.
le due statue che si trovano ai suoi lati, che rappresentano il dio Bes, sono state aggiunte dopo, prese dai giardini del Palazzo del Quirinale.
Il dio Bes era una divinita dell’Antico Egitto protettore della casa, cacciatore del malocchio grazie alle sue armi Il Sa, nodo della fortuna,  un coltello corto
o degli strumenti musicali), protettore delle donne partorienti e dei neonati,
del sonno, della fertilità e del matrimonio.

 

 

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Questo non tutti lo insegnano

«Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata
dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata
dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba.
Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio.»

Questa onorificenza, medaglia d’oro al merito civile alla memoria,
appartiene a Norma Cossetto, studentessa italiana istriana torturata
e uccisa dai partigiani titini nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani.
Perchè aveva rifiutato di tradire i fascisti e piegarsi ai partigiani.
Quando si studiano gli orrori della seconda guerra mondiale per lungo
tempo si è sempre e solo raccontato degli orrori nazisti e dell’Olocausto,
tralasciando il ricordo di migliaia e migliaia  di altre vittime, tanto che
in troppi tutt’ora non  conoscono nemmeno cosa significhi il termine foiba.
Le foibe sono enormi cavità, tipo caverne verticali o profondi pozzi,
tipiche delle zone carsiche e dell’ Istria.
Nel 1945 oltre 10 mila persone furono gettate vive nelle foibe,  o
uccise dopo processi sommari, dai partigiani comunisti di Tito, in nome
di una pulizia etnica, esattamente come quella di  Hitler, che voleva
annientare gli italiani nei territori di Istria e Dalmazia.
L’orrenda morte di queste vittime fu avvolta per lungo tempo dal più
totale silenzio, perchè si sa: la storia è raccontata da chi vince la guerra!
Ma prima o poi la verità viene a galla…….Fra il 1943 e il 1947 oltre 10 mila
persone furono gettate vive o morte in queste gole, un genocidio che
non teneva conto di età, sesso e religione, riconosciuto ufficialmente
nel 2004, con la legge numero 94 che istituì la «Giornata del ricordo»,
in memoria dei martiri delle Foibe.

Norma Cossetti nacque a Visinada il 17 Maggio 1920  e fu uccisa ad
Antignana nell’Ottobre del 1943.
Il padre era segretario del Partito Nazionale Fascista, poi ufficiale
delle Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale.
Fu accoltellato alle spalle da un partigiano il 7 Ottobre 1943 mentre
cercava notizie sulla figlia a Costellier Santa Domenica e gettato
in una foiba.
Norma si diplomò presso il Regio Liceo Vittorio Emanuele III di
Gorizia e in seguito si iscrisse al corso di lettere e filosofia all’università
di Padova. Sognava di diventare insegnante.
In questo periodo aderì ai Gruppi Universitari Fascisti di Pola.
Dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943 che sancì la fine dell’allenaza
italiana con la Germania di Hitler, la famiglia di Norma cominciò a
ricevere minacce e furti da parte dei partigiani.
Norma venne convocata presso il comando partigiano composto sia da
italiani che da jugoslavi, in cui venne invitata ad aderire al movimento
partigiano e a tradire la sua famiglia e i suoi ideali, gisuti o sbagliati
che fossero.
Norma oppose un netto rifiuto, e quel giorno venne rilasciata.
Ma il giorno dopo lei e alcuni suoi parenti furono arrestati e condotti
all’ex caserma della Guardia di Finanza di Parenzo.
La successiva occupazione dei tedeschi costrinse i partigiani a spostare
i prigionieri di notte presso la scuola di Antignana divenuta un carcere
( una scuola!).
In questo luogo, sottolineo una scuola,  Norma venne tenuta legata ad
un tavolo, provabilmente un banco su cui alunni avrebbero dovuto imparare,
e ripetutamente orrendamente torturata e violentata dai partigiani.
Nella notte tra il 4 e il 5 Ottobre 1943 i prigionieri, legati mani e piedi
con del fil di ferro, furono costretti con la forza a recarsi a Villa Surani.
Le donne presenti, tre, subirono ancora ripetute violenza sessuali.
Poi tutti furono gettati, ancora vivi, in una foiba.

Testimonia la sorella di Norma, Lidia Cossetto, in seguito anche lei
arrestata dai partigiani, quando ritrovarono il suo corpo martoriato
in fondo ad una foiba:

« Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l’abbiamo
trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno
il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva
portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all’addome…
Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare
se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta
che l’abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando
di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: “Signorina non
le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina
alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un
tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche
i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto
fare niente, perché avevo paura anch’io” »
In seguto soldati tedeschi catturarono una quindicina di questi
partigiani e li costrinsero a vegliare per una notte intera il cadavere
di Norma.
Tre di loro impazzirono.
Furono fucilati il giorno successivo. 

In memoria di Norma Cossetto nacque nel 1944 a Trieste il Gruppo
d’Azione Femminile che porta il suo nome, unico reparto paramilitare
fascista femminile della RSI.Nel 1949 le fu conferita la laurea ad
honorem dall’Università di Padova.
Nel 2011 la medesima univeristà le conferì una targa alla memoria.
Dal 2012 una biblioteca di Limena (Padova)porta il suo nome.
A Trento e Bolzano ci sono due vie dedicate a lei.
Da Gennaio 2013 il comune di Calalzo di Cadore (BL) le ha intitolato la sala consiliare.
Il suo corpo riposa in Croazia, nel cimitero di Santa Domenica di
Visinada.

Con questo vorrei ricordare TUTTI  i morti di TUTTE le guerre, s
pecialmente quelli di cui non si parla quasi mai e di cui qualcuno vorrebbe
cancelare la memoria e l’ingiustizia subita.
Domani, infatti, voglio ricordare le altre vittime “scomode” del
secondo conflitto mondiale: quelle giapponesi, annientate senza
pietà dalle bombe atomiche americane.

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Liebster Award 1 – TAG

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E ora un Tag a cui ho già partecipato ma che rifaccio con piacere perchè le domande sono diverse.
Ringrazio l’amica Marta Vitali per avermi nominata.

Le regole:

  • Ringraziare chi vi ha nominati: Marta Vitali https://pensieriloquaci.wordpress.com/
  • Inserire il logo del Premio Liebster Award
  • Raccontare 11 fatti su di te
  • Rispondere a 11 domande
  • Scrivere 11 domande per i blog che nominerai
  • Nominare 11 blog e avvisarli

 

11 FATTI SU DI ME che chi mi conosce sa già:

1) Amo profondamente gli animali e la Natura;
2) Non potrei vivere senza la mia famiglia/branco umana e pelosa;
3) Amo altrettanto i Nativi Americani.
4) Ho avuto la fortuna di vivere per un po’ con una tribù Lakota da cui ho imparato parecchio;
5) Pratico da sempre equitazione e arti marziali;
6) Da adolescente ero una metallara di quelle vere, dure e pesanti. E non certo per stupide mode;
7) Porto ancora il mio chiodo in finta pelle con le borchie e con dipinto dietro un simbolo degli Slayer.Gli Slayer sono il mio gruppo musicale preferito ;
8) Oltre che a scuola lavoro anche a casa con mio marito come contadina nella nostra azienda agricola. E ne vado fierissima!
9) Odio l’ignoranza e l’ipocrisia:
10) Ho sempre amato studiare per la mia incurabile curiosità!
11) Sono molto golosa, soprattutto di cioccolata, ma non mi riesce di ingrassare;

 LE 11 DOMANDE DI MARTA.

1) Raccontami in 160 caratteri l’ ultimo sorriso che hai strappato a qualcuno.
Potrà sembrare strano ma io strappo sempre sorrisi a tutti, anche a quelli che non mi conoscono. Mi dicono che sia per il mio aspetto solare e perchè io stessa sono sempre sorridente.
I primi sorrisi li strappo a mio marito e ai miei figli, sia umani e non, appena ci svegliamo.
Poi alle mie colleghe a scuola e alle bidelle. Infine ai miei assonnati studenti così si svegliano! Questa mattina, che era una di quelle in cui erano particolarmente dormienti, li ho risvegliati con un video della mitica compagnia di Io parlo parmigiano ( potete seguirli su you tube).

2) Raccontami in 160 caratteri l’ ultimo sorriso che ti hanno strappato.

Il mio cagnone Scotch, di 15 anni e mezzo, non si addormenta fino a quando non lo copro con il suo plaid preferito: mi fa morire dal ridere quando tutte le mattine si alza e viene a fare colazione con ancora la sua copertina addosso!
Ma ancora più buffo è lo sguardo di riprovazione che gli lancia sempre l’altra mia cagnolona, la Kikky! I miei figli si sbellicano dale risate!

3) Sai nuotare? Se si, raccontami come stai a galla in situazioni imbarazzanti, se no. Passa alla domanda numero 4

Diciamo che mi destreggio sempre rilassando il corpo e la mente  e sfoggiando il mio sorrisone con fossette!

4) Sai andare in bicicletta?

Ovviamente si! E mi tocca anche farla come fisioterapia in casa per schivare l’operazione al ginocchio!

5) Parli il dialetto? Ti piace? Sei legato alle tradizioni della tua terra e alle tuo origini?

In casa mia si è sempre parlato solo dialetto! E anche adesso, con mio marito e i miei figli, parliamo sempre in dialetto in casa. E lo insegno ai miei studenti anche a scuola: dovreste sentire che mitici i ragazzi cinesi che parlano in dialetto parmigiano ( a Parma abbiamo praticamente tutti l’erre moscia o francese…..a Fidenza ce l’hanno ancora diversa: basta che ascoltiate Gene Gnocchi). Sono legatissima alla mia terra e alle mie origini: non si era mica capito?

6) Hai un blog, scrivi, leggi, posti foto. Andavi bene in italiano a scuola?

Come ho detto prima ho sempre amato studiare e avevo sempre 9 o 10 in tutte le materie ( esclusa matematica dove arrivavo al massimo al 7)
In italiano ho sempre preso il massimo dei voti. Sul blog, però, ci faccio poco caso: provateci voi a fare l’insegnante tutti i giorni e dover parlare e scrivere sempre corretto!

7) Se tu fossi nato donna, ti faresti i capelli lisci o ricci? Se tu fossi nato uomo, preferiresti essere uomo barbuto o uomo glabro?

Odio i peli! Per fortuna io ne ho pochissimi e praticamente invisibili ( sono chiari come i capelli), quindi se fossi un uomo vorrei avere pochissimi peli come gli Indiani d’America

8) Hai trovato la tua anima gemella? Credi nell’ amore? è stato un colpo di fulmine? o sei stat* semplicemente fulminat*?

Io credo nell’amore vero ed eterno. Ho la fortuna di aver trovato la mia anima gemella 15 anni fa, di averlo sposato e di averci fatto due magnifici bambini.
Se è stato un colpo di fulmine? Beh, diciamo che quando le due metà si ritrovano si riconoscono subito e….non si lasciano più!

9) Ti capita mai di fare discorsi seri, o anche idioti da sol*?

Continuamente!

10) Vinci alla lotteria, viaggi e te li godi o li tieni per un futuro? Non vale rispondere metà e metà. O bianco o nero.

Io non sono mai per il bianco o nero, quindi….metà me li godo con il branco e metà li metto via per il futuro dei miei figli

11) L’ obiettivo che intendi raggiungere nel 2016 è?

Fare un altro figlio! Vediamo se arriva a 42 anni

E ORA LE MIE DOMANDE:

  1. E’ meglio un uovo oggi o una gallina domani?
  2.  Credi in una religione?
  3.  Se si in quale e perchè?
  4. Segui la politica?
  5. Pratichi sport?
  6. E’ meglio uno sport di squadra o individuale e perchè?
  7. Pensi che si possa vivere in pace con tutti o con qualcuno sia più difficile?
  8. Hai dovuto superare dure prove nella tua vita?
  9. Come ci sei riuscita/o?
  10. Credi nella famiglia?
  11. Credi che gli alieni siano mai venuti sulla Terra?

 

E ADESSO SIETE TUTTI NOMINATI😉

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La leggenda di Lupo Solitario

Si narra che molte lune orsono nella tribù del Popolo degli Uomini, che voi bianchi battezzaste con il nome di Sioux, vivesse una principessa così bella e radiosa e che ogni mattina al suo risveglio ella trovasse una rosa nel suo tepee proprio accanto al suo viso. Ella era molto corteggiata ed i più giovani e forti guerrieri della tribù facevano a gara per portare a suo padre Orso Saggio i più bei cavalli e le armi più decorate come voleva l’uso per chiedere la mano della principessa. E da tutte le tribù vicine ella era conosciuta ed amata e sarebbe stato fortunato colui che avesse avuto il suo cuore. Alba Radiosa , questo era il nome che la tribù le aveva dato per la sua solarità, viveva gaia e felice quindi in attesa di scegliere il suo compagno come era in uso nella tribù. Poco distante dall’accampamento, ai limiti della foresta, viveva in una modesta capanna un guerriero di nome Lupo Solitario, egli non era bello e nemmeno più giovane ma il suo cuore batteva per Alba Radiosa e batteva così forte che, quando vedeva la principessa, sembrava che i tamburi di guerra tuonassero all’unisono! Ed era lui che ogni notte sfidava le ire di Orso Saggio per posare la rosa accanto alla principessa. Una notte però calda e afosa la principessa si svegliò proprio mentre lui poneva la rosa accanto a lei. Lei gridò, Orso Saggio si destò e colpì col suo coltello Lupo Solitario al cuore. Ma la Madre Terra Dea dei Sioux ebbe pietà di Lupo e lo tramutò in una costellazione, la Costellazione del Lupo. E se guardi a destra dell’Orsa Minore la vedrai e se ascolterai bene udrai anche un ululato lontano nella foresta al limitare dell’accampamento della tribù degli uomini è il lamento di Lupo Solitario per il suo amore mai realizzato.

Leggenda Lakota Sioux

 

 

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