Tashunka Witko

Oggi vi parlerò di quello che per me è il più grande eroe della storie del mondo: Tashunka Witko.
Mi vengono ancora le lacrime agli occhi quando i miei fratelli Lakota mi diedero il suo stesso nome anni e anni fa! Mi dicono sempre che gli somiglio molto.
Putroppo non valgo una briciola di quello che valeva lui.
Ma cerco di seguirne l’esempio e porto con immenso onore il suo nome; l’ho dato anche alla mia prima cavalla, il mio sogno che si realizzava ( ha il mio stesso identico caratterino).
Gli invasori lo ribatezzarono poi Crazy Horse, Cavallo Pazzo,
distorcendo così il suo nome per tentare di screditarlo agli occhi dei posteri ( abitudine che hanno spesso i vigliacchi pseudo vincitori di guerre e genocidi).
Il suo nome in realtà significa Cavallo Che s’Impenna, per indicare che il suo animo era indomito e libero come quello di un mustang selvaggio.
Infatti così era e io l’ho sempre amato per questo.
La sua data di nascita non è definita: tra il 1840 e il 1845 nelle sue amate Paha Sapa, le Colline Nere sacre ai Lakota, presso il torrente Rapid Creek dove si era accampata la sua famiglia.
Si racconta che la sua pelle fosse un po’ più chiara di quella degli altri e che i suoi capelli, anch’essi un po’ più chiari di quelli stupendi neri con i riflessi cangianti dei Lakota, s’increspassero leggermente quando si bagnavano.
Da qui il nome di Chioma Ondulata o Ragazzo dai Capelli Chiari che lo accompagnò fino al giorno in cui, nemmeno adolescente, salvò il suo villaggio da uno dei soliti schifosi attacchi vigliacchi dei soldati federali.
Allora il padre, uno sciamano, gli diede il suo nome: Tashunka Witko, e prese per sé stesso i nome di Verme in segno di umiltà davanti ad un tale valorosissimo figlio.
Ma Tashunka Witko non era come gli altri Indiani: non si adornava con penne,se non con un’unica penna di Falco Rosso, non prendeva trofei: seguiva la sua visione, in cui nessun nemico lo avrebbe mai potuto uccidere se egli avesse fatto tutto non per sè stesso ma per la sua gente.
Ancora bambino, aveva assistito all’ingiusto arresto e poi alla morte dell’amato zio Orso che Conquista e da subito gli montò una rabbia contro le ingiustizie di chi aveva invaso la sua Terra e ora uccideva la sua gente.
” Meglio morire combattendo che vivere da schiavi in una prigione!
Non si vende la Terra sulla quale si cammina”
furono le sue parole urlate verso i nemici invasori.
Questa rabbia, accompagnata da un’immensa spiritualità, coraggio, saggezza e un po’ d’incoscienza da vendere, lo accompagnarono lungo tutta la sua gloriosa ma troppo breve vita.
Tashunka Witko non si arrese mai, nemmeno quando Tatanka Iyotaka, Toro Seduto,
scappò in Canada per finire a umiliarsi  nel circo di quell’altro genio di Buffalo Bill e Mahpiua Luta, Nuvola Rossa, si arrese accettando di entrare nelle Riserve.
Lui continuò a combattere fino allo stremo, fino alla fine.
Fu lui la mente e il braccio che condussero i Lakota e i Cheyenne a vincere la più grande battaglia della storia dei Nativi Americani: quella sul fiume Little Big Horn il 25 Giugno 1876 contro il settimo reggimento cavalleria ( non lo scriverò mai maiuscolo) condotto dal bastardo cagasotto vigliacco colonnello ( non fu mai generale) George A. Custer, il più grande esempio della codardia e dello schifo dei nuovi americani.
Il bastardo era convintissimo di vincere, abituato com’era ad attaccare villaggi con donne e bambini mentre i guerrieri erano impegnati altrove!
E attaccava sempre all’alba, mentre tutti dormivano.
E poi vuoi mettere l’affiancamento con gli squadroni di Reno e Benteen, i pesanti cavalloni europei contro i piccoli pony Mustang dei selvaggi, i fucili nuovi con più munizioni, le baionette, i pugnali e i cannoni contro archi e frecce e fucili scassati rubati ?
Invece gli andò male, ma proprio male! Tanto che ci rimise la miseranda vita.
Lui, lo stupido invasore che ambiva a diventare presidente degli Stati Uniti con il sangue dei Nativi!
Tanto era il disprezzo nei suoi confronti che nessun Indiano gli prese lo scalpo
( prendere lo scalpo era rendere onore al proprio nemico riconoscendone la forza e il valore in battaglia).
Non aveva fatto i conti con il più grande guerriero della storia, il cui grido di guerra:
“Hoka Hey: cuori forti! Oggi è un buon giorno per morire”
rieccheggia ancora tra quelle montagne e vallate, le sue montagne e vallate.
Nemmeno il gen. Crook, respinto dal Rosebud, e Fetterman, il cui reggimento fu vergognosamente sconfitto sulla collina che porta ancora il suo nome invece di quello del vincitore, Tashunka Witko, se lo leveranno mai dalle orecchie, in qualsiasi inferno stiano bruciando le loro schifose anime vigliacche.
Purtroppo i vigliacchi invasori erano troppi, e anche se non valevano un solo neurone di un Nativo, erano molto ben armati!
Il 21 Ottobre 1876 il bastardo Miles attacca l’accampamento di Tatanka Iyotake viene attaccato mentre lui è a consiglio proprio con il codardo invasore;
il mese dopo distruggono un altro accampamento, stavolta di Coltello che Taglia che si rifugia con i superstiti in quello di Tashunka Witko.
L’8 Gennaio 1877 Miles attacca anche questo accampamento ormai ridotto allo stremo dalla fame e dagli stenti.
Ma anche stavolta gli andò male!
Ci vollero ancora nove mesi perchè gli invasori, approfittandosi delle disperate condizioni degli ultimi Oglala ancora liberi e delle false promesse a cui gli Indiani fecero finta di credere, potessero avere Tashunka Witko tra le proprie
sporche grinfie a Fort Robinson da Sheridan, Clark  e Bradley.
Tashunka Witko andò per discutere condizioni di resa vantaggiose per la sua gente.
Ma quando vide la prigione e capì che come sempre la lingua dell’uomo bianco era biforcuta e che per lui non ci sarebbe stato dialogo ma solo prigionìa , si ribellò ai soldati nonostante fosse disarmato.
Nessun nemico avrebbe mai potuto ucciderlo.
Fu il suo amico d’infanzia Piccolo Grande Uomo, che da sempre lo invidiava, a fermarlo e spingerlo (involontariamente?) contro la baionetta di un soldato che gli trapassò il rene destro.
La sua visione, quella di un grande guerriero invincibile contro i nemici ma  che veniva tirato giù dal cavallo dalle mani della propria gente si era avverata.
Troppi Indiani invidiavano il grande Tashunka Witko! Lui che aveva sempre dato tutto per la sua gente, mettendo da parte orgoglio ed egoismo.
Il 5 Settembre 1877 il suo corpo muore dissanguato sullo schifoso pavimento di una prigione degli invasori, tra le braccia di suo padre e dell’amico Tocca le Nuvole.
“Dì alla mia gente che non posso più aiutarla”
furono le sue ultime parole.
Perfino in punto di morte lui pensava al suo amato Popolo.
Il padre e l’amico lo seppeliirono poi in un luogo segreto perchè nessun wasichu invasore potesse mai appropriarsene per esporlo come trofeo in qualche museo.
Le sue ossa hanno nutrito la sua Madre Terra.
Ma il suo Spirito non se ne è mai andato: chiunque si rechi nelle sue Terre può ancora sentirne la presenza e il suo grido di guerra.
Quello che ancora oggi fa tremare gli impostori!

Queste alcune delle sue parole:

 

“Abbiamo bisogno di una grande visione, e l’uomo che l’avrà
deve seguirla come l’aquila segue il profondo blu del cielo.”

“Noi non abbiamo chiesto a voi uomini bianchi di venire qui.
Il Grande Spirito ci diede questa terra perché ne facessimo
la nostra casa. Voi avevate la vostra. Non abbiamo interferito
con voi. Il Grande Spirito ci affidò un grande territorio
per viverci, e bufali, cervi, antilopi e altri animali.
Ma voi siete arrivati; state rubando la mia Terra, state
uccidendo la nostra selvaggina rendendoci difficile la
sopravvivenza. Ora ci dite di lavorare per mantenerci, ma
il Grande Spirito non ci creò per faticare, bensì per vivere
di caccia. Voi uomini bianchi siete liberi di lavorare, se volete.
Noi non vi ostacoliamo, e ancora chiedete perché
non ci civilizziamo. Non vogliamo la vostra civiltà!
Vogliamo vivere come i nostri padri e come i padri dei nostri padri.”

 

 

 

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12 pensieri su “Tashunka Witko

  1. Grazie cara per questo meraviglioso ed interessantissimo post…
    Un mio parere: Vali tante briciole e non una sola ^_^
    Se i tuoi fratelli ti hanno dato questo nome non dovresti sminuirti, perché loro vedono più in là della realtà!
    Un abbraccio ❤

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  2. Rosario

    Avevo letto di Cavallo Pazzo (scusa ma io l’ho sempre conosciuto con questo nome) e ricordo che fu uno dei grandi capi che spazzarono via custer al Little Big Horne. Purtroppo custer si era “guadagnato” i galloni (e il comando del 7° cavalleria) durante la guerra civile quando con le sue folli cariche aveva messo in fuga i sudisti del generale Lee (anziché fermarli, secondo gli ordini).
    Non si era nemmeno rivelato molto ferrato in tattica militare (era risultato ultimo del suo corso) e gli attacchi che faceva condurre erano cariche frontali (forse Annibale avrebbe potuto insegnargli qualcosa (immagino ricordi la battaglia di Canne).
    Purtroppo grazie ai “meriti” della guerra civile fu messo poi al comando del 7° cavalleria, scelta che provocò innumerevoli lutti sia alle tribù indiane che ai suoi stessi soldati.
    Dispiace che uomini simili siano diventati così importanti nella storia per la follia criminale che li ha accompagnati. Di buono c’è che non sono vissuti a lungo.
    Buona settimana Indy 🙂

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    • Vissuto da vigliacco,morto da vigliacco. Magistralmente rappresentato nel film Piccolo Grande Uomo con Dustin Hoffman:ma temo che il reale fosse ancora peggiore….Non dirlo a nessuno ma ho sputato sulla sua tomba! Buona serata Ross 😊

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  3. Come al solito ci arricchisci con queste memorie degne di essere ricordate a tramandate.
    Come mai Toro Seduto accettò di seguire Buffalo Bill? Mi sembra davvero strano

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    • Grazie 😊 Per non arrendersi ai bianchi e finire rinchiuso nelle loro prigioni scappò in Canada,la Terra della Nonna,e per non morire di fame si uní a Cody,Buffalo Bill,che si professava amico degli Indiani.Emblematico il suo sguardo nelle foto d’epoca,ben diverso da quello di Tashunka Witko nella foto che gli avevano scattato di nascosto:lo sguardo di chi non ha mai smesso di lottare 😊

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  4. Roberto

    Ciao Indy, ho sempre amato il popolo dei nativi d’America e in particolare Ta Shunka Witko. Ironia della sorte ho comprato una barca a vela che aveva (ed ha) il suo nome…questa cosa mi ha fatto ancora più innamorare del nome e della storia di questo glorioso e fortissimo guerriero. E così per caso mi sono imbattuto in questa pagina. Grazie per avercene parlato. Buona vita
    Roberto

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    • Grazie a te per averla letta 😊 E buon divertimento in barca a vela! Occhio che con quel nome lí non faccia le bizze (Tashunka Witko significa Cavallo Indomabile) 😉

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  5. claudio

    se noi avessimo una briciola del suo coraggio…..non saremmo invasi,,,,onore al piu’ grande capo sioux mai esisitito

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  6. salvatore vassallo

    oggi le ultime parole del grande guerriero dovrebbero metterle in atto i popoli africani che stanno lasciando e vendendo le loro terre,e non si rendono conto che l’ontano dalle loro terre saranno sempre sporchi neri.

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    • Purtroppo c’è chi capisce e chi no:chi non capisce sarà schiavo per sempre e per sempre senza dignità,gente priva di identità che cerca di scimmiottare altri popoli. Che tristezza

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