Arabia Saudita: voto storico per le donne

Finalmente in Arabia Saudita, nonostante le numerosissime
restrizioni e proteste di qualcuno,le donne per la prima volta hanno potuto votare e candidarsi, e ben quattro di loro hanno ottenuto un posto in politica!
Da noi sembra una cosa scontata, ma in quel paese musulmano arretrato e sessista non lo è affatto.
Tutt’ora le donne non possono guidare l’auto e girare senza
coprirsi la testa o il volto intero con i loro veli/prigione e senza
accompagnatore maschio.
Vergognose le parole dello storico saudita Saleh al-Saadoon che
a una tv araba affermò che alle donne che guidano la macchina non importa essere violentate. E alle repliche inorridite degli ospiti
aggiunse pure:

<< In caso di incidente o di avaria della macchina, le donne
potrebbero venire violentate.Nei Paesi occidentali, come gli Stati
Uniti, alle donne “non importa granché” del pericolo costituito dai reati a sfondo sessuale. Le mie parole aiutano ad abituarsi a ciò che la società dell’Arabia Saudita pensa>>

Per fortuna nel 2011 l’ex sovrano Abduallah fece delle piccole ma
comunque importanti concessioni alle povere donne arabe:
sempre con il permesso di mariti o padri venne loro concesso
di studiare all’università e usare la bicicletta non come mezzo
di trasporto ma solo in aree ricreative e in presenza di un guardiano.
E ora, finalmente, il diritto di voto e di candidarsi!
Nonostante l’estremo schifoso sessismo e le innumerevoli
restrizioni, tipo le difficoltà per le donne di registrarsi per votare
( gli uffici pubblici sono spesso solo per uomini; solo una
minoranza per le donne), la campagna elettorale
in cui per loro sono sono vietate le foto e il parlare in comizi
pubblici e dove siano presenti sia uomini che donne,se non dietro
ad una parete  divisoria ( rendiamoci conto del livello culturale di
quella gente…) o con portavoce maschio o tramite social,
ben quattro di loro hanno ottenuto un posto nei consigli comunali!
Salma bint Hizab al-Oteibi, eletta al consiglio comunale a Madrakah,  ha sconfitto nove candidati di cui ben sette erano uomini,
proprio nella regione della Mecca.
Altre due hanno vinto a Ihssa e a Tobouk.
«Abbiamo iniziato e continueremo»è il grido di battaglia
di di Rasha Hefzi, candidata a Jeddah.
Le donne chiedono  più spazi verdi, asili nido, biblioteche di
quartiere, il riciclaggio dei rifiuti.
Anche dopo la vittoria, comunque, le donne non potranno
partecipare alle riunioni se saranno presenti degli uomini e
non potranno avere delle vere relazioni politiche con gli altri
membri della municipalità.
Speriamo che questa incivile arretratezza sia presto superata!

Coraggio sorelle! E’ un piccolo passettino ma è un passo avanti
verso la vostra libertà e il futuro delle vostre figlie! Ce l’avete fatta!
Non mollate e non arrendetevi!!!

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21 pensieri su “Arabia Saudita: voto storico per le donne

  1. Mi associo. Isabella

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  2. Il livello di arretratezza e di misoginia in quei Paesi è aberrante.
    Temo veramente che alle candidate votate possa capitare qualcosa anche se, come giustamente sottolinei tu, sembra comunque che siano elezioni di facciata, dato che alle elette i diritti concessi sono davevro pochi.
    Peggio del nostro medioevo.

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    • Io spero che sia un passo avanti verso la civiltà,ma ho seri dubbi! Spero che le donne di quei parsi non mollino.Mi chiedo sempre che coda possano pensare di quelle cretine che,nate libere qui,di convertono all’islam! In tante poi si pentono,ma….é tardi!

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      • Ciao. Ti racconto una cosa personale.
        Ho un amico musulmano nato in Marocco, ma di mentalità assolutamente aperta e ‘occidentale’.
        La sua fidanzata, che conosco perfettamente anche perché è stata baby sitter di mio figlio per lungo tempo, si è convertita all’Islam per vari motivi.
        La loro situazione è paritaria, non vi è alcuna sottomissione né fisica né psicologica della donna, e a livello religioso l’unica cosa che davvero un po’ le pesa (ma che ha scelto consapevolmente) riguarda il digiuno del Ramadan.
        Mi hanno spiegato che la situazione di discriminazione/misoginia nei confronti delle donne è, secondo loro, portata avanti a livello politico, per motivi storici che spesso non hanno nulla a che fare con la religione. Un po’ come l’estremismo terroristico dell’ISIS: si dice che il fondamento sia religioso, ma non è vero.
        Questo per dire che non bisogna sempre gettare la croce addosso alla religione.
        Buona giornata

        K!

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    • Ne conosco pochissimi anch’io come i tuoi amici,e infatti vivono benissimo con tutti:sono sono solo visti malissimo dagli altri musulmani! Hanno addirittura ricevuto minacce di morte quando sono entrati nel Duomo di Parma per ascoltare com’è una messa cristiana. Purtroppo i radicali sono la maggioranza e cercano di rovinare quelli che,a differenza loro,vogliono vivere e rispettare gli altri indipendentemente dal credo 😊

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  3. mah…accontentiamoci…

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    • Sempre meglio di niente….Anche se trovo allucinanti i comizi blindati,il separé,il portavoce uomo,il non poter guidare,il non poter far niente senza il consenso maschile.Trovo orribile e aberrante come sono considerate le donne in quei paesi!!! Per fortuna noi donne nasciamo con quel qualcosa in più e anche in mezzo a tanto schifo riusciamo a tenere alta la testa e a lottare.Spero davvero che queste donne continuino a lottare e a vincere come abbiamo fatto noi in passato.Io faccio il tifo!

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    • Non é cattiva:temo anch’io che sarà così. Sai che battaglie che faranno adesso gli omuncoli impotenti contro queste donne! Spero davvero che riescano a tener duro!!!

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  4. Rosario

    Finalmente una bella notizia dal mondo arabo. Ci sarà ancora tanta strada da compiere ma anch’io sono fiducioso che prima o poi avranno la piena libertà, devono solo morire un po’ di idioti estremisti come Saleh al-Saadoon.
    un abbraccio 🙂
    Rosario

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  5. Un piccolo passo che si spera possa essere solo il primo di molti altri.

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