Archivi del mese: ottobre 2015

Haka!

Questa sera a casa, davanti al calore del camino, ci siamo goduti la semifinale di rugby, Nuova Zelanda- Sud Africa,con mio marito che se la vive come se ancora giocasse! Io, invece, da quando mi guardo le partite dal divano e non devo più spalmare
unguenti su ferite da gara, sono mooooolto più serena.
Ovviamente da quando l’Italia è stata eliminata, tutti tifiamo All Blacks, la squadra
della Nuova Zelanda, famosa perchè prima di ogni partita si carica con
un’antica danza: la Haka, che non è solo danza di guerra, appartiene da
sempre all’antico e fiero popolo dei Maori, anch’esso
decimato dall’invasione inglese.
Per  i Maori la Haka è la rappresentazione della propria identità,della passione e
dell’amore per la propria razza ( si, le razze esistono, vanno preservate, ed ognuno à giustamente fiero e orgoglioso della propria! Anche se a qualche ignorante la cosa dà fastidio). Viene cantata, o meglio urlata, e interpretata con il corpo.Ogni parte del corpo
partecipa attivamente per dare espressione e corpo alle parole: gli occhi si dilatano,
si tira fuori la lingua, si digrignano i denti e ci si batte il petto, le cosce e le braccia.
Quando rimbomba nello stadio vengono i brividi dall’emozione che suscita!
La cosa strana è vederla eseguire dai giocatori bianchi! Si spera che la cultura dei Nativi
sia entrata così profondamente nei loro cuori oltre lo sport.
In ogni modo è il giocatore di razza Maori più anziano che giuda la danza cantando
un ritornello di incitamento e di carica.
Come dicevamo nella Haka si distinguono diversi movimenti del corpo:

  • Pukana: si dilatano gli occhi
  • Whetero: la “linguaccia”, in segno di sfida (viene fatta solo ad altri uomini perchè
    noi donne siamo troppo signore in tutti i popoli del mondo)
  • Ngangahu: si muovono gli occhi
  • Potete: chiusura degli occhi in alcuni momenti della danza (fatto solo dalle donne)

In molti casi c’è libertà di interpretazione di parole, movimenti e musica.

La Peruperu è una variante della Haka tipicamente guerriera: viene eseguita con
armi ( non certo dagli All Blacks) ed è caratterizzata da un salto alto, a gambe ripiegate, alla fine del rituale.
Ma ecco i movimenti e le parole della Haka Ka Mate: i mieibambini hanno imparato
a danzarla tutta! Fanno più fatica con le parole…..

Ka Mate
Leader: Ringa pakia! Batti le mani contro le cosce!
Uma tiraha! Sbuffa col petto.
Turi whatia! Piega le ginocchia!
Hope whai ake! Lascia che i fianchi li seguano!
Waewae takahia kia kino! Pesta i piedi più forte che puoi!
Leader: Ka mate, ka mate È la morte, È la morte!
Squadra: Ka ora’ Ka ora’ È la vita, è la vita!
Leader: Ka mate, ka mate È la morte, È la morte!
Squadra: Ka ora Ka ora “ È la vita, è la vita!
Tutti: Tēnei te tangata pūhuruhuru Questo è l’uomo dai lunghi capelli
Nāna i tiki mai whakawhiti te rā …è colui che ha fatto splendere il sole su di me!
A Upane! Ka Upane! Ancora uno scalino, ancora uno scalino,
Upane Kaupane” un altro fino in alto,
Whiti te rā,! Il sole splende!
Hī! Alzati!

Testo della variante, più completa della Haka, chiamata  Kapa o Pango, le cui parole vengono urlate verso gli avversari:

(MI)« Kapa o Pango kia whakawhenua au i ahau!
Hī aue, hī!
Ko Aotearoa e ngunguru nei!
Au, au, aue hā!
Ko Kapa o Pango e ngunguru nei!
Au, au, aue hā!
I āhahā!
Ka tū te ihiihi
Ka tū te wanawana
Ki runga ki te rangi e tū iho nei, tū iho nei, hī!
Ponga rā!
Kapa o Pango, aue hī!
Ponga rā!
Kapa o Pango, aue hī, hā! »
(IT)« Guerrieri Neri, fatemi diventare una cosa sola con la terra

Questa è la nostra terra che rimbomba
È la mia ora! Il mio momento!
Questo ci definisce come i Guerrieri Neri
È la mia ora! Il mio momento!

Il nostro dominio
La nostra supremazia trionferà
E si imporrà sopra tutti
La felce d’argento!
Guerrieri Neri!
La felce d’argento!
Guerrieri Neri! »

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FANTASY AND CREATIVITY TAG

indiangirl

Questo bellissimo tag è stato inventato da Cuore di Cactus che andrò sicuramente a visitare perchè il nome mi incuriosice molto.
Ringrazio l’amicissima Laura, Dama Con ilCappello,https://raccontidalpassato.wordpress.com, per la nomina.
L’immagine è libera, ognuno sceglie la sua Io ne ho messe due perchè una non sempre si apriva).
Ed ecco le regole ed il tag:

Le regole: ringrazia e cita il blog che ha creato il tag e nomina 6 blog a tua volta.

  1. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Quando mi arriva l’ispirazione scrivo: per questo porto sempre
con me blocco e matita con annessa gomma! O una biro”comoda”, di quelle che
non ti fanno subito male al dito.

  1. Preferisci avere musica in sottofondo o silenzio quando scrivi?
    Non mi importa perchè quando scrivo mi immergo completamente
    in un altro mondo. Una volta non ho nemmeno sentito il terremoto!

  1. Come e dove trovi l’ispirazione?

Mi arriva da sola così, come un fulmine improvviso!

  1. Ti è sempre piaciuto scrivere? O hai scoperto dopo questo piacere?

Ho cominciato a leggere a quattro anni e a scrivere poco dopo.
Inizialmente disegnavo, o meglio scarabocchiavo, storie illustrate.
Anche sui muri di casa, un po’ come facevano gli uomini primitivi
( e lì si è subito visto l’archeologa che è in me) per la gioia dei miei!

  1. Un personaggio o una storia che avresti voluto fosse frutto della tua creatività.

Sicuramente avrei voluto scrivere De omnibus rebus et de quibusdam
aliis di Pico della Mirandola

  1. Un romanzo, una canzone e/o un film che ti rappresenta.

Direi Cavallo Pazzo di Mary Sandoz, visto che i miei fratelli Lakota mi
hanno chiamata come lui perchè dicono che lo ricordo tantissimo.
Pare che io abbia addirittura le sue stesse cicatrici negli stessi punti!

  1. Un romanzo, una canzone e/o un film che secondo te tutti dovremmo leggere, ascoltare e vedere almeno una volta.

Come libri La Storia Infinita di M. Ende ( che non centra niente con l’orrido film che hanno fatto negli anni ’80), Uomo bianco scomparirai di S. Steiner, Vita e morte di Anna Mae Aquash di Johanna Brand;  come film Soldato blu, Balla coi Lupi, The Brave e Il Piccolo grande uomo.
Sono un po’ monotematica, lo so, ma metà del mio cuore è dei Nativi Americani e non posso farci niente.

  1. Un romanzo che ti ha sorpreso e uno che ti ha deluso e perché.
    Mi ha piacevolmente sorpreso Il mercante di libri maledetti, il primo libro scritto da Marcello Simoni: in questa saga, come nei libri  che ha scritto in seguito, ci trovi tutto: la storia estremamente realistica e basata su fatti veri, curata fin nei minimi dettagli, l’avventura, il mistero, la suspance, l’amore….da allora è il mio scrittore preferito ed ho tutti i suoi libri e ho letto tutti i suoi racconti! Ve lo consiglio caldamente!!!!
    Mi ha deluso parecchio, invece, Libertà di Jonathan Franzen, considerato un capolavoro del romanzo americano. Io ci ho visto molti luoghi comuni e parecchio maschilismo ( le donne sono tutte isteriche, super innamorate degli uomini e schiave dei propri istinti). Ma io e i nuovi americani non ci capiremo mai!
  1. Qual è stato il tema della tesina della maturità e/o della laurea che hai scelto? Ti sei pentito di questa scelta?

Nella laurea in Scienze Naturali mi sono specializzata in etologia e la mia tesi
è stata sul comportamento sociale dei lupi e sulla modulazione dei loro
ululati per comunicare.
In Archeologia la mia tesi è stata su Antropologia culturale e zoologica,
ovvero il rapporto culturale e affettivo che da sempre lega gli uomini agli
animali dalla preistoria ai giorni d’oggi, dalla religione, all’arte, al lavoro e alla compagnia.In particolare, ovviamente, i Nativi Americani.
In quella breve in Scienze e tecniche Equine, che ormai non esiste più come corso di laurea, Il comportamento del cavallo in natura: i Mustang,gli ultimi cavalli selvaggi delle praterie.Non sono affatto pentita:le rifarei di nuovo😊

  1. Quale strumento musicale ti piacerebbe imparare a suonare? O suoni già?

Vorrei saper suonare l’arpa e il violino. Invece so suonare la chitarra elettrica!

  1. Una fotografia e/o un dipinto che secondo te parla da solo.

E qui mi mettete in crisi perchè io amo l’arte e mi è davvero difficile scegliere!
Così di getto mi vengono in mente: Lo stagno delle ninfee di Claude Monet,
il Leprotto di Albrecht Durer ( è irresistibile!), la Persistenza della memoria di Salvador Dalì.
Come foto queste:

L’anziano che vedete agonizzante nella neve è Piede Grosso, guida spirituale della tribù Lakota dei Minneconjou. La foto sopra è quello che resta della sua gente e del suo accampamento. Sono stati massacrati in più di 300 dai soldati bianchi il 29 Dicembre del 1890: donne, uomini, anziani e bambini. Solo perchè erano Indiani e davano fastidio! La foto ben rappresenta la schifosa vigliaccheria dei soldati americani e
quello che è sempre stato l’intento dell’invasore europeo: schiacciare
ed estinguere i Nativi!
Per questo amo questa foto che segue:

Loro sono ancora qui, per fortuna del mondo, e ci saranno sempre!

  1. Una poesia carica di significato.
    Anche qui mi mettete in crisi! La prima che ho in mente:
    Gli alberi di Tatanga Mani, Bisonte che Cammina, della tribù degli Stoney, Canada:
    Lo sai che gli alberi parlano?
    Si parlano. Parlano l’un con l’altro, e parlano a te,
    se li stai ad ascoltare.
    Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
    Non hanno mai pensato che valga la pena
    di ascoltare noi Indiani, e temo che non ascolteranno
    nemmeno le altre voci della Natura.
    Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
    talvolta qualcosa sul tempo, qualcosa sugli animali,
    talvolta qualcosa sul Grande spirito.

13. Blog che raccomandi ai tuoi followers:
Tutti quelli che seguo perchè sono scritti da persone speciali e
se non fossero interessanti non perderei tempo a leggerli

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La leggenda di Cailleach

Mentre si avvicina il giorno di Samhain, festa molto importante per la mia
religione e per la mia famiglia, voglio raccontarvi la leggenda della Donna
dell’Inverno, o  L’Anziana che porta l’inverno, ovvero Callieach.
Callieach è un’aspetto della nostra Dea ( che è Triplice) che governa le stagioni
invernali tra Samhain e Beltane ( dal 1° Novembre al 1° Maggio) alternandosi
a Brìghde, la rappresentazione della Dea che governa le stagioni estive
tra Beltane e Samhain di cui parlerò domani.
Per la mitologia irlandese è La Donna velata o la Veggente.
In Scozia è la Regina dell’Inverno.
Secondo alcuni storici è nota anche in Spagna: da lei deriverebbe il nome della
Galizia, che significa “adoratori di Cailleach”.
Secondo la leggenda scozzese, la Regina dell’Inverno, chiamata anche Beira, è una personificazione della Dea, Madre delle dee e degli dei.
Camminando sulla Terra ha fatto cadere sassi e rocce dal suo grembiule
creando montagne e vallate.
Quando batte il suo bastone sul terreno questo diventa gelido e duro
e arriva l’inverno.
Secondo gli scozzesi, che giurano che sia così, quando scende sulla costa
e lava il suo plaid nel Gorgo di Corryvreckan, il frastuono del lavaggio si ode fino
a oltre 30 km di distanza!
Dura tre giorni, finchè il plaid diventa tutto bianco e sulla Terra cade la prima neve.
La Callieach è di aspetto portentoso, imponente;gira per i boschi pascolando
aironi, lupi e cervi; raccoglie la legna per l’inverno, controlla e custodisce le forze
della Natura scatenando tempeste o tiepide giornate di sole invernali a suo
piacimento, è guardiana delle acque dei laghi e dei fiumi.
Può anche mutare forma e trasformarsi da signora anziana a giovane
fanciulla, oppure in un uccello come l’airone per poter volare, in  una cavalla bianca
per poter correre più velocemente o in una pietra per rimanere ferma e nascosta ad osservare.
Gli irlandesi la vedono pascolare le sue mucche magiche da cui munge un latte che resusciterebbe i morti.
E’ con questo latte che i morti tornano a vivere per un giorno  nella notte del 31 Ottobre.
Noi a casa per la festa di Samhain prepariamo sempre bambole con l’aspetto
di Cailleach in tutte le sue forme: vecchia, giovane, cavalla, uccello, pietra, e le
custosiamo nelle dispense affinchè custodisca il nostro cibo, se ne nutra e stia al riparo.
Ovviamente tutti vogliamo fare il pupazzo della cavalla! Così ci troviamo con
una mandria di cavalle bianche, una pietra colorata, una vecchietta, un airone
strampalato e una giovincella che i miei figli cercano sempre di fare uguale a me,
con tanto di trecce bionde e sorrisone con fossette!
Non dovrei dirlo, ma…..quando la disegnano o la modellano da vecchia la fanno
simile a mia suocera! Ma lei ne è felice perchè capisce che rappresenta una Dea!

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Quando sparare è necessario

Omicidio volontario: è con questa insulsa accusa che la procura sinistroide vorrebbe condannare Francesco Sicignano, il pensionato di 65 di Vaprio d’Adda che l’altra notte ha sparato e ucciso crminale, un ladro albanese con numerosi precedenti penali e con un bel decreto di espulsione dall’Italia, che si era intrufolato in casa sua per derubarlo e chissà cos’altro.

E c’è pure chi difende il delinquente accusandol’anziano di avergli sparato al petto anzichè alle gambe!!! Allora, mettetevi nei suoi panni: voi siete in casa vostra, nel vostro rifugio, nel vostro letto con vostra moglie e i nipotini che dormono tranquilli nell’altra stanza.
Vi accorgete che c’è un intruso in casa. Non sapete se è armato e che intenzioni abbia.
Ve lo trovate davanti che vi punta una torcia in faccia e chissà cosìavrà nell’altra mano. Avete una pistola. Cosa fate?
Gli chiedete gentilmente di uscire dalla vostra proprietà? Gli date tutti i vostri soldi e oggetti di valore perchè è suo diritto, e non vostro che ve li siete sudati, averli?
Gli chiedete se è armato, che arma ha, se vuole violentare vostra moglie?
Tenete conto che avete 65 anni e siete alquanto, ovviamente, spaventati!
E il tizio vi sta minacciando in casa vostra! Un giovane e forte delinquente contro
un anziano spaventato pensionato.
Come si fa a condannare una persona costretta dallo stato, che non applica le leggi e taglia le forze dell’ordine, a uccidere per proteggere sè stesso e la sua famiglia?
Qualcuno obietta che il delinquente fosse sulle scale e non in casa.
Ricordo agli ignoranti vari che la proprietà privata non è solo la casa, ma anche tutto quello che ci appartiene ed è recintato.
Noi a casa abbiamo tutti il porto d’armi, suocero compreso, che è un ex militare, e siamo autorizzati a portarle addosso cariche in tutto il nostro podere recintato! Oltre che in macchina fino al poligono, ma in questo caso vanno rinchiuse, smontate e scaricate.
Qualcuno accusa  la Lega, l’unica come sempre dalla parte delle vittime oneste, di voler armare tutti e voler far diventare l’Italia il far west!
In verità questo criminale è stato ucciso proprio dallo stato italiano, per l’esattezza dei politicanti di sinistra, che non fa rispettare le leggi ( sarebbe dovuto essere in Albania, vista l’espulsione, o in galera, visti gli innumerevoli precedenti penali), taglia sulla sicurezza, concede amnistie e indulti, depenalizza reati!
Loro, schifosi che girano con la scorta, pagata da noi indifesi,attaccata al culo vanno condannati, non un anziano pensionato!
Ma ricordiamo un po’ agli smemorati sinistroidi buonisti cosa è successo a chi le armi non le aveva ( ne elenco solo alcune perchè sono davvero tantissime le vittime uccise dai ladri, troppe!):

30 Agosto, Palagonia, Catania:
Vincenzo Solano. 68 anni, e la moglie Mercedes Ibanez di 70 vengono barbaramente uccisi da un extracomnitario ivoriano, quelli tanto cari ai sinistroidi, ospite a spese nostre del Cara di Mineo. Lui è stato brutalmente picchiato e poi sgozzato. Lei violentata e gettata giù dal balcone. Senza nessuna pietà.

27 Agosto, Biancavilla, Catania:

Alfio Longo, pensionato 67 anni, scopre due ladri nella propria casa.
Decide di affrontarli. Viene ucciso a bastonate in testa.
La moglie, legata, non ha potuto fare altro che vedere l’amore della sua vita venire ucciso da due bastardi vigliacchi.

Lunedì 29 Giugno, Sardegna

Pietro Zarra, falegname di 67 anni in pensione, muore dopo una rapina nella sua casa.
Il fratello Pietro e la sorella, immobilizzati dai ladri, ricordano ancora le sua urla mentre veniva percosso.

Pietro Zarra

28 Aprile, Terni

Giulio Moracci, 91 anni, viene ucciso da tre ladri rumeni con la complicità della colf pugliese.
Lui e la moglie vengono legati senza pietà. Lui muore soffocato.

l arresto stato eseguito dai carabinieri nel riquadro la vittima giulio moracci

Venerdì 05 Giugno, Genova Prà.

Una commessa genovese di 49 anni ha reagito ad una rapina nella sua tabaccheria. I ladri non hanno esitato a spararle addosso ferendola, per fortuna, solo ad un braccio.

Mercoledì 15 Luglio, Roma 

Giancarlo Nocchia, 70 anni. viene ucciso da criminali che volevano rapinare la sua gioielleria.

Se avessero potuto difendersi sarebbero ancora vive!
Se lo stato garantisse la sicurezza anche!
Ripeto: queste sono solo alcune delle vittime uccose da criminali senza scrupoli nè pietà!
Quindi perchè dovremmo averne noi per loro????

Ma le vittime non sono solo quelle che vengono uccise.
Ogni rapina porta con sè conseguenze psicologiche drammatiche.
Riporto da Il Tirreno di Livorno un’intervista alla psicologa Silvia Calzolari, criminologa e  consulente del ministero della Giustizia, impegnata tra l’altro alla Casa Circondariale di Lucca che conferma:

Case distrutte dai ladri: «È come uno stupro e per tante vittime diventa una malattia»

«Trovarsi una persona in casa per un furto o una rapina è come uno stupro.
Si tratta di una violazione della propria quotidianità, con lo stato psicologico
in cui cade la vittima equivalente a quello di una violenza: è una situazione
particolare da cui si può uscire, ma ci vuole tempo e, se non accade, occorre
un aiuto anche medico nei confronti della vittima».

Dunque, chi sono oggi i ladri che come obiettivo scelgono in
particolare le case private?

«Potremmo dire che ci sono di vari tipi di ladri o di rapinatori, ma potremo
dividerli essenzialmente in non violenti e i violenti. I primi rubano e rapinano,
ma tendono a fermarsi quando trovano degli ostacoli e fortunatamente
sono la grande maggioranza; gli altri non si fermano davanti a nulla,
arrivando perfino all’omicidio».

In generale stiamo parlando di persone giovani, di mezza età oppure
addirittura anziane?

«Chi punta alle case è un malvivente soprattutto giovane, diciamo al di
sotto dei 45 anni. Sopra quell’età si dedicano ad altri tipi di reati, in
particolare le truffe».

Sono soprattutto stranieri o il business comincia ad interessare di
nuovo agli italiani?

«Molti sono stranieri e questi ultimi sono più facilmente “plurioffensivi”, cioè
se trovano persone in casa commettono più reati nello stesso tempo.

Siamo di fronte ad una vera e propria escalation, con albanesi e romeni
che sono i più spietati: se trovano un ostacolo, possono cercare di
aggirarlo in qualsiasi modo, anche molto brutalmente.
Gli italiani non lo fanno».

Personalmente nè io nè mio marito esiteremmo a sparare a chiunque s’intrufolasse
in casa nostra!
Abbiamo anche due bambini piccoli da proteggere e in Natura chi si permette
di entrare nella tana di una mamma con cuccioli viene fatto a pezzi!
E gli unici preziosi che abbiamo in casa sono i nostri figli umani e pelosi.
Guai a chi li tocca!!!
Dicono gli antichi saggi Ronin:
Nella vita sei libero di fare quello che vuoi, ma non entrare nella mia casa
senza essere invitato e non toccare la mia famiglia.

Altrimenti assaggerai la lama della mia spada.

Condivido in pieno!!!

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Parma

….Il nome di Parma,
una delle città dove più desideravo
andare
dopo che avevo letto
la Chartreuse,

m’appariva compatto, liscio, dolce e color malva;
se mi parlavano d’una qualunque casa
di Parma dove sarei stato accolto,
mi davano il godimento di pensare che avrei
abitato una dimora liscia, compatta, dolce
e color malva senz’alcun rapporto con le dimore
d’ogni altra città d’Italia,
perchè la immaginavo soltanto in virtù di
quella sillaba
pesante del nome di Parma, dove non circola
brezza alcuna,
e di tutto quel che le avevo fatto
assorbire
di dolcezza stendhaliana e
del riflesso di violette….

Marcel Proust

Questa è la mia città che voglio ricordare:
la stupenda città d’arte in cui si respira l’odore di
violetta e si ascolta divina musica;
la piccola Parigi, pulita, romantica e ordinata
nella magica atmosfera dei suoi borghi storici
che profumano di cose antiche e di ottima cucina;
la città della gente gentile, sorridente, ospitale,
sempre pronta
ad aiutare chi è in difficoltà: una grande famiglia!
La città dove, si dice, ci sono le donne più
belle del mondo!
Adesso di questa magnifica città e della sua
stupenda gente rimane ben poco!
I veri parmigiani, quelli del sasso, sono stati
soppiantati
da orde di stranieri irrispettosi, per lo più delinquenti;
le lunghe passeggiate al chiaro di luna
sui ponti costruiti da Maria Luigia sono diventati un
rischio per la sicurezza personale;
la lingua di Parma, il nostro dialetto un po’ francese,
si ascolta sempre meno tra i nostri borghi;
la sporcizia, il disordine, il degrado avanzano di giorno
in giorno;
la musica e il profumo di violetta si sentono
sempre di meno
grazie anche ai tagli del governo alla cultura.
La brava gente di Parma, sempre dolce e accogliente,
è diventata diffidente
grazie alle violenze subite da chi ti entra in casa
senza permesso e si comporta come se fosse
nella propria senza il
minimo rispetto per
la tua storia, la tua cultura!
I signori che si tolgono il cappello
per salutare non ci sono più.
Adesso ci sono quelli di altri paesi
e città che pisciano contro
il marmo dei nostri monumenti
storici, scolpiti da magnifici artisti,
e spacciano nel verde dei
nostri parchi secolari, dove tutti noi
di Parma abbiamo giocato da bambini.
Il profumo della nostra cucina
e della violetta di Parma viene
soffocato da invadenti odori stranieri.
Una patria, una casa, che non è più
la nostra!
Ma io voglio ricordarmela così:
bella, elegante, anche un po’ snob, profumata, musicale,
con il rumore dell’acqua del torrente
come dolce sottofondo,
il volare delle anatre, i salti dei caprioli,
un parco sotto i ponti…
la Petite Capitale!
E i bei ricordi non può togliermeli nessuno!

Siamo fuori con la classe per un giro tra gli splendidi monumenti: vicino ai portici di via Mazzini ci sono ancora le macchie di sangue dell’ultimo accoltellamento tra stranieri,in pieno centro di giorno,avvenuto ieri;sul prato della Pilotta ci sono solo extracomunitari nullafacenti che si permettono pure di guardarci storto!Aspettiamo di entrare al Parco Ducale…..Mi sento come i miei fratelli Lakota,straniera in casa mia. I miei studenti fanno schizzi sui loro blocchi e restano anche loro basiti.Cosa sta diventando il nostro paese?

s

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Lupi


I Lupi dagli occhi splendenti
sono i tramiti del mondo della luce con quello della notte;
Nei loro occhi si specchia la Luna
e brilla la luce del Sole.
Chi non ama i Lupi non
è in grado nemmeno di amare
la bellezza del mondo che ci circonda.
E chi non è in grado di amare
non possiede un’anima
ed è già
un morto che cammina.

Indiana Lakota ❤

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TAG – WhatsApp –Contatti Momentanei

tagw

Ringrazio Laura, La Dama con il Cappello,https://raccontidalpassato.wordpress.com, per questo un po’ inquietante, ma interessante, tag.

Le regole sono sempre le stesse:

– Utilizzare il Logo,

– menzionare chi ha creato il Tag: Carla

– inviare i “messaggi e/o immagini”

– nominare 10 blogger ed avvisarli della nomina.

Intanto vi nomino tutti perchè sono molto curiosa di leggere le
vostre risposte!

Ecco il tag:

Come vi sentireste se, stasera, aprendo l’App di WathsApp un insolito
messaggio vi avvertisse della presenza di “Contatti Momentanei” a cui
sono associati “nomi” e non numeri telefonici, ai quali (dalla mezzanotte
al sorgere del sole) sarà possibile inviare un messaggio e/o immagine?
Premetto che cambierei subito telefono….
Gli “intrusi” sono 10 e sono i seguenti:

1) Una persona di cui hai perso ogni traccia.
Una mia inseparabile cara amica di infanzia di nome Maria Grazia:
dove cavolo sei finita????

2) Un/a amico/a scomparso/a.
Il mio migliore amico di quando ero adolescente, morto a 18 anni:
cosa cavolo ti è venuto in mente???? Quanto ci rivedremo faremo i conti….

3) Un/a parente stretto che non c’è più.
I miei genitori: so che vi amate ancora anche di là e che siete sempre
con me e con la mia famiglia. Grazie!

4) Qualcuno che può svelarti un segreto del tuo futuro.
Tienitelo per te!!!! Mi piace costruirmi il futuro giorno per giorno.
Solo una cosa: quanti mondiali vincerà il mio mitico Marc Marquez?

5) Qualcuno a cui vuoi chiedere “scusa”.
Nessuno: se e quando devo chiedere scusa lo faccio subito e di persona

6) Qualcuno a cui vuoi gridare una verità scomoda!
Anche qui non ho problemi a dirlo in faccia: sono totalmente incapace di dire
le bugie!

7) Un personaggio del “passato”.
Tashunka Witko: avrei voluto vivere nel tuo tempo per poter combattere al
tuo fianco! Le tue battaglie sono sempre state anche le mie.

8) Un personaggio del “presente”.
Marc Marquez: ma la smetti di cadere???? Pensa a chi tifa per te!
E soprattutto alla tua mamma! Disgraziato!

9) Un personaggio del “futuro”.
I miei nipoti ( spero di averne ): mi auguro di potervi conoscere e di avervi
lasciato un mondo migliore dove vivere in pace e tranquillità.
Un mondo in cui gli uomini sono ritornati a vivere secondo le leggi di Madre
Natura,amando e rispettando i nostri fratelli animali e tutto quello che ci circonda!
Niente cemento! Solo verde, marrone e azzurro e tutti i colori di nostra Madre.

10) Il SIGNORE o il destinatario della tua Fede.
Alla mia dea, Madre Natura:
Grazie per avermi fatta nascere femmina e così come sono;
grazie per avermi data ai miei genitori e alle mie sorelle;
grazie per avermi messa alla prova e avermi fatta diventare semper più forte;
grazie per avermi fatto incontrare mio marito;
grazie per i miei meravigliosi bambini e per il mio branco peloso e piumato;
grazie per le mie vittorie;
grazie per le mie sconfitte;
Grazie per il meraviglioso mondo
che hai creato!

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Dal gulag al lager: la storia di Margarete Buber Neumann

Si può essere prigioniere di due sub umani come Stalin e Hitler in un’unica vita?
Qualcuno lo è stato! Ha vissuto gli orrori del comunismo prima e del nazismo poi, evidenziando come tra i due non ci sia alcuna differenza!
Solo che il comunismo ha ucciso più persone perchè dura da anni, e che
qualche mente bacata va in giro a sventolare bandierine rosse vantandosi
di essere comunista. Ad esempio a Cavriago, comune di Reggio Emilia,
espongono con orgoglio in piazza un busto di Lenin. Alla faccia delle milioni di
vittime che ha causato e che tutt’ora causa il comunismo.
Ma torniamo a chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori di entrambi i regimi.
La scrittrice e giornalista tedesca Margarete Buber Neumann,
nata a Potsdam nel 1901, studia come insegnante di scuola materna e all’età
di vent’anni entra a far parte del KJVD, l’ Unione giovanile comunista
tedesca ( Kommunistischen jugendverband deutschlands) di cui diviene subito
una fervente sostenitrice arrivando addirittura a sacrificare la propria esistenza
personale per il comunismo. Poco dopo sposa il figlio di un filosofo religioso
ebreo, Rafael Buber, con cui ha una figlia, Barbara. Un’altra, Judith, l’avrà con
il filosofo israeliano Joseph Agassi. Decide infatti di dovorziare da Buber per
il distacco di lui dal movimento comunista.
Poco tempo dopo  perde le figlie, che vengono affidate  alla suocera, arrivando
a non avere più contatti con loro fino al 1947 perchè, allevate dai nonni con la
fede ebraica, dovettero fuggire dalla Germania per via delle persecuzioni antisemite
naziste.
Margarete si sposa poi con Heinz Neumann, membro del KPD e parlamentare
del Reichstag,istituzione che si rifà al  il massimo organo legislativo del Sacro Romano Impero.L’insediamento di Hitler costringe gli sposi a fuggire in Spagna, Svezia
e infine in Russia, a Mosca, la patria del comunismo, dove però  Heinz
Neumann viene considerato elemento socialmente pericoloso, incarcerato
e condannato a morte due anni dopo.
Come sua moglie anche Margarete, che aveva dedicato e sacrificato la sua vita e un matrimonio al comunismo, viene deportata e incarcerata, nel 1938,
in un gulag in Kazakistan, tradita dai suoi stessi ideali.
Due anni dopo Stalin la consegna ad Hitler come un “dono” ( segno che i due
se la intendevano)insieme ad altri numerosi prigionieri. Hilter la fa rinchiudere nel
poco noto Campo di Concentramento di Ravensbrück, lager di sole donne, dove
Margarete conosce la giornalista ceca e membro della resistenza Milena
Jesenkà, il grande amore di Kafka.
Margarete diviene subito una leader nel campo, soprattutto fra le polacche.
Ma le altre la odiano perchè, dopo il tradimento di Stalin che l’aveva consegnata
ad Hitler, aveva cominciato ad aprire gli occhi e a sostenere che il comunismo
é in realtà inaffidabile, crudele e falso.
Questo orribile lager, ben nascosto tra i boschi a nord di Berlino, come dicevamo, era
riservato alle sole donne, per lo più oppositrici politiche, ma anche disabili,
vagabonde, zingare.
Ne morirono  centotrentamila in sei anni, in maggiorparte polacche, russe, francesi,
olandesi, britanniche, italiane, e  tedesche. Molte con i loro bambini.
In parecchie morirono per le torture, gli isolamenti , gli esperimenti sui loro
corpi e i pestaggi autorizzati inflitti loro dalle guardie, anch’esse donne.
Cosa che trovo orribile quanto lager stesso! Le rimanenti morirono nelle
camere a gas.
Per le poche sopravvissute l’incubo non finì, però con la liberazione: molte
donne furono violentate dai soldati dell’Armata Rossa, russe comprese.
Quest’ultime, rientrate in patria furono anche accusate del crimine di essere
state catturate e di avere vissuto in un campo nazista, come se fosse colpa loro,
processate e mandate a morire in Siberia..
Margarete si salva dalla morte e, finita la guerra, diventa pubblicista.
Muore a Francoforte nel 1989.
La sua storia è scritta nella sua autobiografia Prigioniera di Stalin e Hitler
(Als Gefangene bei Stalin und Hitler), Bologna, Il Mulino.
La storia di tutte le altre e del lager quasi sconosciuto è descritta dalla
giornalista inglese Sarah Helm, nel libro reportage Il cielo sopra l’inferno,
Newton Compton, titolo originale  If this is a woman, Se questa è una donna.

Margarete Buber Neumann

Bambini uccisi nei gulag

Gulag sovietico

I

Campo di concentramento di Ravensbruck

Cadaveri nei lager nazisti

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Madre Terra

Le Donne
pensano che sia veramente importante
prendersi cura di nostra Madre Terra,
sulla quale noi vivamo oggi…
Quando nostra madre morirà,
voi vivrete ancora sulla Terra…
Vostra madre è l’unica a fare
tutto per voi.
Madre Terra
agisce nello stesso modo.

Lena Sooktis – Cheyenne

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Imbecille spara a lepre ma ferisce ciclista

Un imbecille, non so davvero in che altro modo definire codesto cacciatore, specie sub umana che gode di tutto il mio più profondo disprezzo.
L’idiota non solo gode, come tutti quelli della sua categoria, nell’uccidere dei poveri animali, ma non è nemmeno in grado di gestire un’arma!
Infatti domenica scorsa, verso le 8.30 a Sosssano, in Veneto, il sub umano in questione, mentre seguiva una povera lepre nella malata speranza di privarla della vita, ha sparato così a casaccio ed ha colpito, e quasi ucciso, una povera ciclista impegnata in una gara!
La vittima è una donna di 40 anni, Christiane Koschier, che insieme ad altri 140 ciclisti stava partecipando ad una gara a cromometro.
Una domenica come tante, da vivere intensamente per le donne sportive come lei, con una gara impegnativa dal primo mattino e l’adrenalina che sale per la gioia della gara.
Mai avrebbe pensato di rischiare la vita per colpa di un imbecille armato legalmente da un governo idiota che ancora, nel 2015, si rifiuta di abolire un abominio crudele e pericoloso come la caccia.
La povera Christiane non è nemmeno riuscita a partire perchè i proiettili l’hanno subito colpita alla gamba, al fianco e al braccio sinistri facendola cadere a terra con urla di dolore e di spavento.
Per fortuna è stata subito soccorsa dal personale medico che segue la gara.
Le si è avvicinato anche il beota che ha sparato, provabilmente per vedere cosa avesse mai colpito questa volta, e le ha detto che lui voleva uccidere una lepre, mica una belle e atletica donna.
Fossi stata al posto di Christiane avrei saputo bene come rispondere, motivata dal dolore ( a me il dolore provocato da agenti esterni rende parecchio aggressiva)…..
Del caso si stanno occupando i carabinieri, anche perchè l’imbecille era troppo vicino alla strada e quindi non stava rispettando il limite dei 150 metri. Ma chi tra questi vigliacchi lo rispetta mai??? Non vi dico quante multe ho fatto e quante liti che ho avuto con costoro come guardia zoofila e non solo!
Di questo ennesimo incidente di caccia si sta occupando anche la LAV, Lega Antivivisezione,che da anni chiede l’abolizione della caccia.
Scrivono in un comunicato i suoi membri:
«Basta vittime! Sono passati circa 20 giorni dall’apertura della caccia e già si contano i morti.  Nel periodo compreso tra il 21 settembre e l’8 ottobre, sono 3 le persone uccise, tutti cacciatori, e 5 quelle ferite, 2 cacciatori, due donne e un ragazzo di 12 anni».
Per la Lav e anche per me e per tutte le persone dotate di cuore e intelletto, è chiaro
che la caccia, oltre a «costituire il massacro di milioni di animali, in un territorio
fortemente antropizzato com’è il nostro Paese, sia oramai un’attività
pericolosissima per chiunque, cacciatori e non».
Una situazione gravissima che richiede un intervento urgente allo scopo
di tutelare la pubblica incolumità. «Chiediamo l’intervento immediato del Ministro
dell’Interno Alfano: è quanto mai inderogabile una sua presa di posizione a tutela
della sicurezza pubblica, e quindi l’immediata sospensione dell’attività
venatoria in tutto il Paese».

Beh, chiedere l’aiuto di Alf ano…..
Resta il fatto che la caccia va abolita per il rispetto che si deve agli animali, già troppo confinati in territori sempre più stretti dall’invasione dei primati umani!
E’ una violenza e una crudeltà inutile che dimostra bene quanto siano depravati e violenti coloro che si divertono a uccidere. Che razza di “persona” potrà mai essere uno che gode nel versare sangue innocente???? Nell’uccidere delle mamme che difendono i loro piccoli, di animali che chiedono solo di poter vivere in pace la propria vita come vorrebbe la Natura che ci ha creati?
Se non si elimina la caccia non resta che eliminare questi bastardi!
Tanto vedo che ci pensano già da soli a farsi fuori a vicenda…..
Ma chi è che dà il porto d’armi a certi imbecilli???? Io indagherei anche su questo.
Intanto un abbraccio e un augurio di pronta guarigione alla sfortunata Christiane!
Speriamo che anche lei adesso si unisca alle battaglie di tutti noi che amiamo gli animali e odiamo la caccia!

La ciclista ferita (foto gentilmente concessa da «Il giornale di Vicenza»)

Io stavolta mi sono salvata! Ma la prossima? Fermate questi imbecilli per favore!!!!

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