Perchè insisto contro l’uso delle droghe!

Non mi stancherò mai e poi mai di insistere su quanto siano pericolose e dannose
le droghe. Tutte! Ragazzi e adulti, so che rompo le balle ma il consumo di droga
aumenta anzichè cessare e milioni di giovani buttano nel cesso le poprie vite anzichè
viverle e godersi tutto quello che di bello naturale c’è al mondo!
Ecco la storia di una ragazza, Giorgia Benusiglio, che ha rischiato di morire a causa
di una mezza pasticca di ecstasy.
Riporto l’articolo completo pubblicato il 25/10 sulla Gazzetta di Parma,
scritto da Monica Tiezzi.

Per favore leggetelo, anche se è un po’ lungo, e fatelo leggere perchè
rende bene
 l’idea! Se siete insegnanti anche voi invitatela nelle vostre
scuole.

Giorgia Benusiglio aveva 17 anni quando, nel 1999, prese mezza pasticca di ecstasy e rischiò di morire per un’epatite fulminante. Da allora gira per le scuole ripetendo la sua storia. Per il suo impegno contro la droga ieri ha ricevuto il premio «Libertà parmigiana». Ecco il racconto del suo calvario.

Non parlate di «riduzione del danno» a Giorgia Benusiglio, che per una pasticca
di ecstasy è finita in rianimazione. In parte anche per un opuscolo che nel
1999 girava per le scuole superiori italiane. «C’era Lupo Alberto, era accattivante.
Spiegava che il rischio si riduceva se si prendeva mezza pastiglia per volta, dava
consigli tipo bere molta acqua dopo l’assunzione, non associare alcol e così via.
Sarà stato scritto con le migliori intenzioni, per chi era già consumatore abituale.
Ma per me in quel momento la curiosità di provare diventò più grande della paura»,
dice Giorgia, oggi 33 anni, ma che all’epoca dei fatti di anni ne aveva 17.

Così la liceale bresciana prova un quarto di pasticca poi, giorni dopo, un’altra
mezza dose. Alla terza pasticca, anche questa tagliata a metà, accade
l’irrimediabile: si sente male, arriva l’ambulanza. Parte l’allerta ai genitori.
«Lo sguardo dei miei in ospedale, un misto di dolore, paura e delusione,
non lo dimenticherò mai», dice oggi.

L’ecstasy (tagliata con veleno per topi e piombo, si scoprirà dopo)
le ha distrutto il fegato. «Sono salva grazie al fegato di Alessandra, una
ragazza che quella sera morì in un incidente di auto. Sono l’unica in Italia, e
la seconda al mondo, ad essere sopravvissuta ad un’epatite fulminante di origine tossicologica, e sono anche diventata un caso clinico per questo.
Ma il prezzo è stato alto».

Quanto alto, Giorgia lo ha spiegato ieri mattina, nella sala Maria Luigia
della Biblioteca Palatina, a un gruppo di ragazzi dell’istituto Rondani e
del liceo Sanvitale poco prima di ricevere da Pino Agnetti, presidente
di «Libertà parmigiana», l’omonimo premio istituito nel 2010.
La motivazione? «Premiamo il coraggio di vivere che ha consentito a
Giorgia di uscire da una vicenda drammatica e di trasformare con l’aiuto del padre
i propri errori in impegno civile e in speranza per gli altri», ha detto Agnetti,
aggiungendo che il premio va anche alla memoria di Mario Benusiglio –
scomparso per una malattia un anno e mezzo fa – che per primo ha iniziato a parlare pubblicamente del dramma della figlia, per sensibilizzare contro i rischi della
droga, prima di passare il testimone a Giorgia.

Da quando ha lasciato l’ospedale per riprendere in mano la sua vita, Giorgia – che si è laureata con lode alla Cattolica di Milano in Scienze della formazione con una tesi sui comportamenti a rischio in adolescenza – non ha smesso di visitare scuole, comunità, associazioni e di ripetere centinaia di volte la sua storia: «Non voglio fare prediche,
so che la curiosità verso certe sostanze è grande. Vi chiedo solo di ascoltare e
di valutare se, per qualche ora di sballo, siete pronti a rischiare quel che io ho vissuto»,
ha detto ieri mattina a una platea attenta, silenziosa e a tratti commossa.

Quello che ha passato «per una cavolata» (così la definisce), Giorgia lo snocciola
a raffica e a ciglio asciutto, con l’urgenza del raccontare: «Ce l’ho fatta grazie ad
Alessandra, e non è facile sapere che vivi perchè è morta un’altra ragazza.
Da momento che sono diventata un caso mediatico, la sorte ha voluto che sapessi
chi era la mia donatrice e conoscessi la sua famiglia. È stata, ed è, dura», dice Giorgia.

Pochi numeri, taglienti come lame, per descrivere il calvario del trapianto:
«Diciassette ore di intervento, oltre 50 sacche di sangue trasfuso.
Ho una cicatrice che parte dall’ombelico e arriva a metà schiena.
Poichè il fegato di Alessandra era troppo grande per me e mi opprimeva
vena cava e polmoni, mi hanno dovuto rioperare, altre cinque ore.
Sono stata in terapia intensiva un mese e mezzo, pesavo 27 chili.
Ho avuto due volte l’estrema unzione, ho sentito i medici al mio
capezzale ripetere: “Non credo passerà la notte”. Se ascoltavo una
bella canzone pensavo: “La vorrei al mio funerale”».

Mai pensato al suicidio?, chiede una studentessa della platea.
«Sì. Stavo malissimo perchè avevo subìto un esame invasivo e molto doloroso.
La finestra era a mezzo metro di distanza, ero a un piano alto, ma non potevo
alzarmi dal letto. Ho fatto un gesto egoista, di cui poi mi sono pentita: ho chiesto a mia mamma se mi poteva aiutare. Lei non ha detto nulla, mi ha accarezzato e mi ha porto un pezzo di cioccolata, che io ho succhiato. È stata come la madeleine di Proust: un tuffo nell’infanzia e nella felicità. Ho capito che volevo continuare a vivere».

Sono pesanti come il piombo che ha mangiato assieme a quella pasticca, le parole
che Giorgia pronuncia sulla proposte di legge per la liberalizzazione della cannabis,
firmata da 218 parlamentari. «I maggiorenni in casa potrebbero coltivare
fino a cinque piantine. E il controllo su queste piantagioni chi lo dovrebbe
fare? Chi ci dovrebbe
 garantire della “bontà” del prodotto?
La pasticca che mi ha quasi ucciso non era a buon mercato, ero convinta
di aver preso “roba buona”. Ma gli spacciatori ti vendono anche
a 30 euro una pasticca che a loro costa 20 centesimi, tagliata con
il veleno. Ci dicono anche: “Parte dei proventi derivanti allo Stato dalla liberalizzazione andrà per la prevenzione”. Parliamo del 5%.
E quanto dovremo spendere fra 10 anni, se passerà questa legge,
nelle cure mediche per i nostri figli? La droga presenta sempre il conto»,
dice Giorgia.
Che ricorda come ancora oggi la sua vita sia appesa al filo dei farmaci
immunosoppressori.
«Se chiedo ai medici quanto vivrò mi rispondono che non lo sanno: l’esperienza,
nei trapianti di fegato, si ferma a 30 anni dopo l’intervento».

Eppure, nonostante tutto, Giorgia si considera fortunata. «Il mio corpo arranca,
ma non la mia mente. Alcuni amici, che alle prime pasticche ne hanno fatte seguire tante altre, hanno il cervello fuso. Ragazzi, fate della vostra vita un capolavoro, non una cosa misera».

Agnetti: «Lei ce l’ha fatta, altri no»

Giorgia ce l’ha fatta. Lamberto Lucaccioni, stroncato a 16 anni il luglio scorso da una pasticca di ecstasy, no. E neppure Ilaria Boemi, lasciata morire l’agosto scorso sulla spiaggia di Messina, e neanche Elia Barbetti, precipitato pochi giorni fa a Milano da una finestra d’albergo per un malore legato alla droga. Li ha ricordati ieri Pino Agnetti, puntando i fari su «un business di morte al quale bisogna contrapporre la vita. Dietro le proposte di legalizzazione c’è il solito giro di soldi. Con un seme di cannabis ben coltivato, dal costo di 5 euro, si possono produrre due chili di marijuana, valore di mercato 15 mila euro», ha aggiunto Agnetti.

Ragazzi pensateci: ne vale veramente la pena? Sappiate che
romperò ancora a lungo su questo argomento!
Drogatevi di vita e d’amore, non di morte!

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27 pensieri su “Perchè insisto contro l’uso delle droghe!

  1. Quello che raramente viene detto è molto bene sottolineato qua.
    La sostanza in sé e per sé è sicuramente un problema ma paradossalmente è il problema minore.
    Il problema è che tu consumatore (occasionale o no) di cocaina, cannabis, eroina etc non sai esattamente cosa stai fumando o inalando, nel senso che la sostanza per la quale credi di avere pagato e che consumi è una parte nemmeno preponderante di ciò che poi assumi.
    Per alcuni la colpa è del proibizionismo e con la liberalizzazione e un conseguente controllo rigidissimo sui produttori si risolverebbe il problema; ma la liberalizzazione non sarebbe comunque la panacea. Nel momento in cui poni un limite di età il mercato nero rimarrebbe per i minorenni che già sono comunque i più esposti.
    L’unico aiuto sono questi spot viaggianti ed è bene battere su questo tasto: “Spendi un botto di soldi per calarti del veleno per topi ! Ti credi furbo ?” Oppure “Roba buona ? Perché, scusa, se fosse cattiva te lo direbbe e rinuncerebbe alla sua cagnotta ?”
    Conosco bene il problema, il mio compagno di banco finì in coma e ci rimase per 3 anni prima di morire; la sostanza che si era iniettato era borotalco e Dixan con qualche traccia di eroina 😦

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    • Ti ringrazio tantissimo per questa tua testimonianza! Ci sono in giro spacciatori senza scrupoli disposti a tutto pur di guadagnare dei soldi.Infischiandosene della vita degli altri.Approvo quei paesi in cui chi spaccia viene rinchiuso in carcere a vita e ai lavori forzati,se non alla pena di morte.E in galera a lavorare ci finiscono anche i drogati.Come in Malesia.Visto che campagne informative,morti e invalidi per la droga non bastano dal dissuaderne la vendita e il consumo……

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  2. Sono assolutamente d’accordo e trovo assurda la superficialità con la quale viene compiuto un gesto che può essere potenzialmente l’ultimo ogni volta.

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    • Infatti.Questo accade per la scarsa informazione sulla pericolosità delle droghe,tutte, per lo scarso amor proprio,la mancata capacità di apprezzare la vita e di divertirsi senza l’aiuto di sostanze tossiche.Per questo continuo a insistere:vale la pena rovinarsi la vita per fare i coglioni un’oretta? Cosa vogliono dimostrare questi ragazzi drogandosi?

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      • Eh già, ma trovo anche il disprezzo per la vita oltre che tanta ignoranza in materia. Si tende a dare tutto per scontato. C’è anche un disagio forte ed una mancanza di tessuto familiare in certi casi. Non tutti i giovani sono così e non tutte le situazioni sono uguali, giustamente ci sono dei distinguo. Forse manca anche una sensibilizzazione in tempi scolari, non ho finito da troppi anni il liceo e nonostante tutto non se n’era ancora parlato diffusamente. Questa è una cosa davvero grave.

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    • Hai pienamente ragione! Per questo io da insegnante insisto sempre con i miei studenti su questi argomenti,anche invitando a scuola ex tossici e alcolizzati che possano ben mostrare a cosa portano le cazzate di una sera.R basta anche solo una volta,una pastiglia o una bevuta,per morire. Ma c’è anche qualche collega che mi dice che esagero,che sono fascista,proibizionista ecc. e che faccio terrorismo psicologico a dei poveri ragazzi magari perché si fanno una canna ogni tanto.Ignorando che anche le canne sono droga che può portare a disastrose conseguenze!

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      • Io penso che l’informazione sia un diritto e che sia anche compito degli insegnanti procurarle quando non c’è ancora una maturità tale da far sì che ognuno si documenti. Il proibizionismo non c’entra, ognuno è libero di fare cosa vuole della propria vita, è solo una questione di scelte consapevoli.

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      • E’ quello che penso anch’io. Come con il fumo: intanto si informano le persone sui danni, poi se uno vuole suicidarsi la vita è la sua. Purtroppo le droghe e l’alcool conivolgono anche le vite di innocenti perchè l’idiota che si mette alla guida drogato o ubrico può uccidere, come tristemente noto, anche altre persone. Bisognerebbe fare un quartiere dove chi sceglie di drogarsi o ubriacarsi ci stia finchè non ha smaltito. Ma che prima faccia un’assicurazione personale per le sue eventuali spese sanitarie! Vuoi farti del male? Fallo a rischio e spesa tua!

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      • Infatti, ma il guaio è ancora che chi si mette alla guida e fa danni può anche farla franca. E in ogni caso possono anche non avere l’associazione, così se fanno danni (com’è probabile) per non prospettare scenari ancora più pessimistici, nessuno paga la vittima o la famiglia della vittima. La cosa peggiore è in menefreghismo circa queste situazioni, finché non toccano in prima persona, ma lì poi è troppo tardi.

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      • Finchè si parla di droghe sintetiche sono d’accordissimo. Ma mettere la marijuana sullo stesso piano non è corretto e pure estremamente ignorante. E pure controproducente, perchè dimostra che chi sta mettendo in guardia non ha la minima idea di quello di cui sta parlando, e quindi magari viene considerato bacchettone e ignorato dai ragazzi anche per quanto riguarda le droghe più pesanti.
        Certo non è il massimo, ma preferirei che mio figlio si facesse qualche canna, piuttosto che vedelo fumare un pacchetto di sigarette al giorno. Non dico di tessere le lodi della cannabis, ma non si può di certo trattare con la stessa gravità dell’ ecstasy, speed, mdma, anfetamine, coca o eroina, che mi farebbero preoccupare davvero. I commenti qua mi sembrano tutti della serie “ho sentito dire…”

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    • La droga è droga,non esistono droghe leggere perché sono tutte dannose. Ignorante sei tu che ritieni innocue le canne!

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  3. Avevo già letto questa testimonianza e la trovo scioccante. Non bisogna mai pensare che una sola volta non porta a nessuna conseguenza. Tu hai la fortuna di agire su due fronti: come mamma è come insegnante. La prevenzione non è mai tempo buttato!

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  4. Una volta ho partecipato a un flash mobe che si intitolava proprio cosi:”no alle droghe,si alla vita” 🙂

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  5. Belial (lex89)

    Il problema non è neanche la disinformazione vera e propria, è che molti non la vogliono capire che non è in gioco la loro vita, ma quella degli altri se poi guidano, il dolore di chi ci è caro… Parlare di disinformazione in questo caso non mi sembra corretto, le informazioni ci sono eccome, ma a chi si droga non ci crede. Forse far vedere delle immagini forti potrebbe aiutare, far vedere come ci riduce DAVVERO, perché finché dici: “fai l’incidente” ti rispondi che a te non può capitare, vedere magari il cranio spaccato a metà potrebbe essere abbastanza forte… perché se in alcuni paesi serve a “non sentire i morsi della fame”, da noi è solo un modo per essere ribelli …

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  6. Non bisogna mai stancarsi di parlarne ne di ascoltare… Un male che deve essere debellato 👍 sono con te cara 😘

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  7. Rosario

    Bisogna che quegli idioti sinistroidi dei 68ini la smettano di predicare la bellezza delle droghe, il loro alto? valore morale e creativo.
    Basta, hanno già fatto una marea di danni, facendo crescere una generazione di ignoranti (ti dice niente il 6 politico?) e predicano ancora oggi dagli scranni parlamentari o dai giornali di partito.
    Direi di rottamarli e poi avere il pugno pesante con tutta la marea di spacciatori che ci sono in giro (basta espellerli, tanto sono per il 90% africani) e mettere il cella (e farceli restare) quelli che organizzano e lucrano lautamente sulle droghe. Infine andare a colpire la coltivazione nei paesi sudamericani e asiatici. Per quanto riguarda chi ne fa uso, si devono prendere e disintossicare a forza e facendoli soffrire (perché mica sono povere vittime come i santi). E se li si ribecca, dentro anche loro.
    Buona serata Mrs. Lakota

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    • Io farei esattamente come in Malesia: ergastolo con lavori forzati a chi spaccia e anni di galera,sempre con lavori forzati così si mantengono da soli,a chi si droga.Pare che funzioni 😊

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    • Mi hai arricchito con le tue belle parole. Mi ricordi quelli che si lamentano di tutto al bar, quel modo di fare tipicamente italiano di chi si lagna e propone soluzioni estreme da reazionario, salvo poi continuare nell’indifferenza di tutti i giorni la loro vita. Parlare costa poco, scrivere dietro un pc anche meno. Dare soluzioni così semplici a problemi così complessi non è certo sintomo di acume.
      A completare il tutto c’è pure il siparietto velatamente razzista.
      Quelli che lucrano lautamente sulle droghe sono i mafiosi, in accordo con diversi politici e forze dell’ordine. Perchè non li vai a prendere stile Charles Bronson? Avresti tutto il mio appoggio.
      A seguire raid aereo in Sudamerica e Asia, con i potenti mezzi dell’aviazione italiana.

      A leggervi viene voglia di drogarsi fino a morire. Questo fa di voi parte del problema?

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      • Io sono un’insegnante,parlo di droga ai ragazzi con esperti,psicologi ed ex drogati. Sono di estrema Destra e quindi voto persone cge sono estremamente contro ogni tipo di droga.Tu invece che cosa fai,oltre a sparar cazzate?

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