Dal gulag al lager: la storia di Margarete Buber Neumann

Si può essere prigioniere di due sub umani come Stalin e Hitler in un’unica vita?
Qualcuno lo è stato! Ha vissuto gli orrori del comunismo prima e del nazismo poi, evidenziando come tra i due non ci sia alcuna differenza!
Solo che il comunismo ha ucciso più persone perchè dura da anni, e che
qualche mente bacata va in giro a sventolare bandierine rosse vantandosi
di essere comunista. Ad esempio a Cavriago, comune di Reggio Emilia,
espongono con orgoglio in piazza un busto di Lenin. Alla faccia delle milioni di
vittime che ha causato e che tutt’ora causa il comunismo.
Ma torniamo a chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori di entrambi i regimi.
La scrittrice e giornalista tedesca Margarete Buber Neumann,
nata a Potsdam nel 1901, studia come insegnante di scuola materna e all’età
di vent’anni entra a far parte del KJVD, l’ Unione giovanile comunista
tedesca ( Kommunistischen jugendverband deutschlands) di cui diviene subito
una fervente sostenitrice arrivando addirittura a sacrificare la propria esistenza
personale per il comunismo. Poco dopo sposa il figlio di un filosofo religioso
ebreo, Rafael Buber, con cui ha una figlia, Barbara. Un’altra, Judith, l’avrà con
il filosofo israeliano Joseph Agassi. Decide infatti di dovorziare da Buber per
il distacco di lui dal movimento comunista.
Poco tempo dopo  perde le figlie, che vengono affidate  alla suocera, arrivando
a non avere più contatti con loro fino al 1947 perchè, allevate dai nonni con la
fede ebraica, dovettero fuggire dalla Germania per via delle persecuzioni antisemite
naziste.
Margarete si sposa poi con Heinz Neumann, membro del KPD e parlamentare
del Reichstag,istituzione che si rifà al  il massimo organo legislativo del Sacro Romano Impero.L’insediamento di Hitler costringe gli sposi a fuggire in Spagna, Svezia
e infine in Russia, a Mosca, la patria del comunismo, dove però  Heinz
Neumann viene considerato elemento socialmente pericoloso, incarcerato
e condannato a morte due anni dopo.
Come sua moglie anche Margarete, che aveva dedicato e sacrificato la sua vita e un matrimonio al comunismo, viene deportata e incarcerata, nel 1938,
in un gulag in Kazakistan, tradita dai suoi stessi ideali.
Due anni dopo Stalin la consegna ad Hitler come un “dono” ( segno che i due
se la intendevano)insieme ad altri numerosi prigionieri. Hilter la fa rinchiudere nel
poco noto Campo di Concentramento di Ravensbrück, lager di sole donne, dove
Margarete conosce la giornalista ceca e membro della resistenza Milena
Jesenkà, il grande amore di Kafka.
Margarete diviene subito una leader nel campo, soprattutto fra le polacche.
Ma le altre la odiano perchè, dopo il tradimento di Stalin che l’aveva consegnata
ad Hitler, aveva cominciato ad aprire gli occhi e a sostenere che il comunismo
é in realtà inaffidabile, crudele e falso.
Questo orribile lager, ben nascosto tra i boschi a nord di Berlino, come dicevamo, era
riservato alle sole donne, per lo più oppositrici politiche, ma anche disabili,
vagabonde, zingare.
Ne morirono  centotrentamila in sei anni, in maggiorparte polacche, russe, francesi,
olandesi, britanniche, italiane, e  tedesche. Molte con i loro bambini.
In parecchie morirono per le torture, gli isolamenti , gli esperimenti sui loro
corpi e i pestaggi autorizzati inflitti loro dalle guardie, anch’esse donne.
Cosa che trovo orribile quanto lager stesso! Le rimanenti morirono nelle
camere a gas.
Per le poche sopravvissute l’incubo non finì, però con la liberazione: molte
donne furono violentate dai soldati dell’Armata Rossa, russe comprese.
Quest’ultime, rientrate in patria furono anche accusate del crimine di essere
state catturate e di avere vissuto in un campo nazista, come se fosse colpa loro,
processate e mandate a morire in Siberia..
Margarete si salva dalla morte e, finita la guerra, diventa pubblicista.
Muore a Francoforte nel 1989.
La sua storia è scritta nella sua autobiografia Prigioniera di Stalin e Hitler
(Als Gefangene bei Stalin und Hitler), Bologna, Il Mulino.
La storia di tutte le altre e del lager quasi sconosciuto è descritta dalla
giornalista inglese Sarah Helm, nel libro reportage Il cielo sopra l’inferno,
Newton Compton, titolo originale  If this is a woman, Se questa è una donna.

Margarete Buber Neumann

Bambini uccisi nei gulag

Gulag sovietico

I

Campo di concentramento di Ravensbruck

Cadaveri nei lager nazisti

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18 pensieri su “Dal gulag al lager: la storia di Margarete Buber Neumann

  1. La vergogna dell’umanità..

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  2. Che schifo! Non si devono dimenticare mai questi orrori dell’umanità perché la storia si ripete e noi questo non lo vogliamo.

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    • Già,peccato che in tanti si limitino a insegnare solo quelli del nazismo! Degli orrori del comunismo,dei gulag,si parla molto poco! Infatti qualcuno osa ancora sventolare bandierina rossa…..A me vengono i brividi: ma l’avranno mai aperto un libro di storia? Avranno mai parlato con chi ancora oggi fugge dall’incubo rosso? Poi ognuno ha le sue idee

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  3. quando anche l’ultimo testimone dei lager e dei gulag sarà morto, chi smentirà i negazionisti?

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  4. Genocidi ce ne son stati e pure assassini di donne scomode.
    Qui voglio ricordare una donna tedesca alla quale Bertolt Brecht dedicò nel 1919 una poesia ” Epitaffio”…
    https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Luxemburg

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  5. Di periodi bui l’umanità ne ha vissuti tanti…la cosa che mi atterrisce è quella di come si possano compiere simili stragi in nome di un’ideologia. Chi conosce un po’ la storia però sa bene che le cose non stanno proprio così… posso solo augurarmi che non abbiano a ripetersi, anche se non ne sono poi così sicuro…ahimè

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    • Purtroppo non sono mai finite: il comunismo c’è ancora come se nulla fosse,e continua a uccidere,poi adesso ci sono gli islamici! Non ci si libererà mai delle menti bacate riempite d’odio e ignoranza ad arte!Ci vorrebbe una bella piazza pulita!

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      • Indy mi fai morire… 🙂 traspare una passione in tutto quello che dici che si rende palpabile… 🙂 Da parte mia non credo che risolveremmo molto aggiungendo odio e violenza ad odio e violenza… è gente ignorante e manovrata da chi sta al potere…distruggere la manovalanza non servirebbe a nulla..di ignoranti pronti a morire per una causa ne trovano quanti ne vogliono…bisognerebbe scardinare l’intero sistema e credo che nel nostro piccolo noi lo stiamo già facendo… 😉

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    • Ho il cuore Lakota…..Adesso capisci perché i miei fratelli mi hanno dato lo stesso nome del grande guerriero Tashunka Witko,Cavallo Pazzo per gli impostori 😊

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      • sei la nostra guerriera del bene… sai cosa mi fa sorridere? Il pensiero di qualche malintenzionato che ti si avvicina che so, per cercare di rubarti qualcosa… poveraccio…mi sa che un paio di mesi di ospedale se li farebbe tutti… ahahahah

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    • Dovresti chiedere ai bracconieri che becco in giro o a quelli a cui,come guardia zoofila,sono andata a sequestrare animali maltrattati…..e i bastardi avevano da dire!

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  6. Non ho parole. Quando sento certe cose mi chiedo sempre come sia possibile tanta cattiveria nell’animo umano. Gli estremismi sono pericolosi per ogni fazione e questa storia ne è l’emblema.

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    • Infatti! Purtroppo si tende a ricordare solamente le vittime dei nazisti, dimenticando completamente quelle dei comunisti. Eppure i nazisti per i loro lager s’ispirarono proprio ai gulag comunisti! Ma questo, stranamente, non compare sui libri di storia! Io che la voglio insegnare tutta e giusta mi procuro fotocopie di libri nelle biblioteche in cui è riportato proprio tutto e in modo non fazioso

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      • Quante verità sono ancora nascoste… Quante cose ci vengono spacciate per vere e non lo sono..

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      • La storia la scrive chi vince le guerre e chi domina e sottomette gli altri popoli: quante falsità sono state detta sugli Indiani per secoli? Troppe! E per quanto tempo i comunisti hanno tenuto nascosti, e ancora tengono, i loro orrendi crimini?Ma prima o poi la verità salta sempre fuori

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