Il monaco morto che vive

Daši-Doržo Itighelov, nato in Buriazia  nel 1852, è stato un monaco buddhista
della tradizione Buryata ( Bancho Lama).
I Buriati sono una popolazione della Siberia di origine mongola,spesso costituita
da pastori nomadi.Dopo l’annessione della Buriazia alla Russia questa cultura
ha subito le influenze del buddhismo tibetano, soprattutto quelli dell’est.
All’età di 16 anni  Daši-Doržo Itighelov comincia i suoi studi religiosi presso l’università buddhista Datsan Anninsky e consegue una laurea in medicina e filosofia.
Essendo già meravigliosamente intelligente scrive un’enciclopedia farmacologica
costituita da farmaci naturali a base di erbe e fiori.
Nel 1911 viene nominato 12° Pandido Khambo Lama, leader sprituale dei buddhisti russi.
Diventa così una figura di alto  rilievo nella spiritualità russa e cotruisce, a San Pietroburgo,
grazie anche alle donazioni del XIII Dalai Lama, quello che diventerà il
primo tempio buddhista della storia in  Europa: il Gunzechoyney Datsan, il Tempio della Compassione. Viene perfino decorato dallo zar Nicola II con l’Ordine di S. Stanislao ( ordine dinastico che si conferise ai discendenti degli zar peraltro sottratto dai Romanov alla Confederazione Polacco Lituana).
Durante la prima guerra mondiale fonda la società dei Fratelli Buriati e con essa
porta un grandissimo aiuto e sostegno all’esercito russo fornendo medicine, viveri e
indumenti, e, soprattutto, fondando ospedali per curare i soldati feriti.
Per questo viene decorato con l’Ordine di S. Anna, un ordine cavalleresco
dell’impero russo il cui motto era: “A quanti amano la giustizia, la pietà e la fedeltà” (“Amantibus Justitiam, Pietatem, Fidem” ).
Nella sua vita compie altre opere misericordiose, come fanno sempre in silenzio,
a differenza di altri religiosi, i monaci buddhisti di tutto il mondo, senza le telecamere
e i media addosso, ma adesso è diventato famoso soprattutto per questo fatto:
arrivato all’età di 75 anni sente che la Morte lo viene a reclamare.
Chiede allora agli altri lama di pregare meditare per lui, di predisporre riti funebri
e redige un testamento in cui chiede di essere sepolto nella posizione del loto.
Ma i monaci rifiutano perchè non è ancora morto.
Allora Lama Itighelov si ritira a meditare da solo.
Dopo un po’ altri monaci si uniscono a lui.
Un giorno, mentre medita assorto nella posizione del loto, smette di respirare.
E’ l’anno 1927.
Seguendo le sue volontà i monaci lo mettono in una cassa di legno di pino
in quella posizione e lo seppelliscono in un cimitero riservato ai lama, un bumkhan.
Sempre secondo le sue volontà il suo corpo viene riesumato molti anni dopo,
praticamente intatto.
Grande è la sorpresa dei monaci che lo esaminano e notano che il corpo non
ha nessun segno di deterioramento fisico, come se non avesse mai smesso
di meditare.
Lo riseppelliscono aggiungendo del sale nella bara ed evitano di divulgare
la notizia alla Russia comunista atea.
Tutto tace e rimane sepolto con il lama fino a quando l’11 Settembre del 2002
i suoi resti vengono ancora riesumati, stavolta davanti al mondo intero,
trasferiti a Datsan Ivolginsky ed esaminati attentamente da  scienziati e patologi.
Ebbene anche loro confermano che il corpo è perfettamente conservato, come se il 12° Pandido Khambo Lama fosse morto da appena 36 ore e non da 75 anni.
Addirittura i muscoli non presentano irrigidimento,la pelle è morbida e ancora tiepida, i capelli continuano a crescere, la sua temperatura corporea è di 35, 3 gradi ( la mia è di 35,6!).
Qualcuno afferma che dal corpo sgorghi ancora sangue se viene ferito!
Le teorie su questo miracolo si sprecano: c’è di dice che è stato il sale nella bara,
chi il bromo presente in maniera anomala nella muscolatura del lama.
C’è chi lo crede ancora vivo, immerso nel Nirvana.
Dal 2005, ogni sette anni, il suo corpo viene esposto all’aperto senza nessuna
protezione affinchè la gente possa toccarlo, parlargli  e stringergli le mani come se
fosse ancora vivo.
Nel 2003 è stato costruito un tempio in suo onore:  Itigel Khambyn Ordon, in Siberia.
Il Lama riposa in una teca di vetro con indosso una sciarpa intorno al collo
e vesti color giallo zafferano. Attorno a lui  alte colonne scolpite con draghi e
demoni e statue di Buddha vegliano sul suo lungo sonno.
Perfino il freddo Putin durante la sua visita è voluto rimanere da solo con il 12° Khambo Lama, forse per sussurrargli qualche parola o chiedergli consiglio.
Oggi, 88 anni dopo, Lama Daši-Doržo Itighelov continua a meditare sereno nella posizione del loto aspettando, forse, il momento giusto per risvegliarsi.

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18 pensieri su “Il monaco morto che vive

  1. Ho sentito questa notizia un po di tempo fa e ancora mi colpisce

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  2. esistono altre dimensioni e poteri che non conosciamo…ciò non vuol dire che non vi siano uomini illuminati che hanno scoperto i mezzi per potervi accedere. Credo fermamente nell’immortalità dell’anima ma in questo caso pare che si sia estesa anche al corpo…sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la scienza odierna…

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  3. Che cosa singolare…e altro che mummie!

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  4. Io non sapevo niente su questo monaco. Fa un po’ impressione il viso anche se la sua conservazione è davvero eccezionale.

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  5. Affascinante!

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  6. Rosario

    Ci sono corpi che si conservano molto bene, casi simili avvengono praticamente dovunque e sono più frequenti in climi secchi (ma non solo). Da quello che vedo dalle foto (specie dalla prima a destra) la testa sembra ben conservata, a parte il naso che è praticamente scomparso; se poi guardi le mani e le braccia ti accorgi che sono ossa forse ricoperta di pelle. La temperatura corporea di 35°C non è credibile, a meno che non siano presente sostanze radioattive nelle sue ossa e in quanto a sanguinare… Detto questo, non credo che sia la conservazione del corpo a rendere un uomo un santo o una leggenda (secondo ciò in cui si crede) ma le cose fatte durante la propria vita, e questo monaco è stato un grande uomo.
    Grazie Indiana, anch’io non ne sapevo nulla ed è sempre bello sapere che sono vissute e vivono persone così.
    Buona giornata, Rosario*

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    • Per questo ho voluto raccontare alcune delle sue opere,perché non sia solo il “Lama morto che vive”. Finché non lo vedo e lo tocco con le mie mani non so dirti come sia in verità,ma è stato studiato ed esaminato da team di scienziati e paleontologi locali e non. Forse è stato lui a ispirare Putin a muoversi contro l’isis 😊 Buona giornata carissimo Ross 😘

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  7. Grazie Indy, confesso la mia ignoranza su questo grand’uomo, e mi piace molto rendermi quotidianamente conto… di quante cose io NON sia in grado di capire.

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