Verità nascoste

Come tutti sappiamo i veri Americani non hanno la pelle nè bianca,
nè nera, nè gialla: i veri Americani hanno la pelle che varia dal color
mattone e/o olivastro ai toni un po’ più scuri o più chiari di quei colori,
secondo che siano del nord,del centro o del sud America.
Parecchi studiosi ritenevano che i Nativi Americani discendessero dai Siberiani
giunti in America tra i 26 e i 18 mila anni fa; altri sostenevano invece che
discendessero dagli Europei arrivati via mare durante l’era glaciale.
Adesso il ritrovamento dello scheletro di un’adolescente vissuta 13 mila anni
fa conferma che l’America è da sempre la LORO terra, che i  Nativi Americani sono discendenti dei Primi Uomini che arrivarono nel continente americano durante
l’ultima glaciazione attraversando lo stretto di Bering.
Nessuno c’era mai stato prima di loro!
Questa eccezionale recente scoperta è avvenuta nel 2007 grazie  a un gruppo
di ricerca internazionale coordinato da James Chatters della Società di paleoscienze applicate dello Stato di Washington.
Un gruppo di speleologi subacquei hanno rinvenuto nello Yucatan, in Messico, in una profonda grotta ribatezzata Hoyo Negro (  Buco Nero), uno
scheletro umano perfettamente conservato in mezzo a ben 26 altre specie di
mammiferi tra cui puma, coyote, orsi e perfino una tigre dai denti a sciabola
e un gonfoterio ( antenato estinto dell’elefante).
Tutti insieme, tutti prigionieri eterni di quella grotta sommersa a 40 metri sotto
il livello del mare.
Lo scheletro umano appartiene ad una ragazza di 15/16 anni, alta 149
centimetri e di corporatura gracile. Grazie al sistema di datazione al radiocarbonio
applicato allo smalto dei denti e sui depositi minerali delle ossa gli studiosi
hanno dedotto che lo scheletro risale al tardo periodo paleoamericano
tra 12 e 13 mila anni fa.
E che il cranio ha i lineamenti tipici dei Nativi Americani moderni, che sono leggermente
differenti dagli antichi scheletri ritrovati fino ad ora.
La certezza della corrsipondenza genetica è arrivata, poi, dal test del DNA estratto
dai molari.
Molto probabilmente Naia, così è stata chiamata la ragazza in onore delle divinità
acquee della mitologia Greca ( e qui davvero mi stupisco dei colleghi: che cavolo
centrano i Nativi Americani con i Greci? Un bel niente!), era caduta in quello
che una volta doveva essere un pozzo profondo 40 metri e largo 60,
fratturandosi il bacino.
Impossibilitata nel muoversi è quindi morta di una morte lunga e orribile.
Molti animali avranno fatto la sua stessa fine magari attirati da una facile preda.
O magari nel tentativo di aiutarla.
E si sono ritrovati lì, tutti uniti dallo stesso destino, quello che ha sempre
unito i Nativi Americani ai fratelli Animali: una ragazza Indiana circondata dagli
animali Totem sacri al suo Popolo.
Hanno riposato insieme per migliaia di anni, ricoperti dall’acqua che 10 mila anni fa si è innalzata sopra i loro corpi tenendoli nascosti come qualcosa di sacro e inviolabile.
Ed ora è tornata per svelare al mondo la verità: che i Nativi Americani, o Indiani
d’America, sono gli unici veri discendenti dei Primi Americani e che le differenze
fisiche sono il frutto degli adattamenti evolutivi.
E questo dovrebbe chiarire una volta per tutte chi erano i Primi Americani!
Nonchè gli unici veri Americani.

La prima prova l’avevamo già avuta nel 1996, quando proprio a Washington, dal letto del fiume Columbia, era  emerso il famoso scheletro dell’Uomo di Kennewick: un ominide peristorico alto un metro e settantacinque per 75 chili di peso, fisico forte e robusto, morto attorno ai 40 anni,che condivide gran parte del patrimonio genetico con i Nativi Americani.
Provabilmente era del popolo Nacotchtank e parlava la lingua algonchina.
Ovviamente gli Indiani lo considerano un loro antenato e vorrebbero le sue ossa
per poterle seppellire secondo la loro Sacra Religione.
I soliti scienziati, invece, lo reclamano per i loro studi.
Cosa viene prima? La scienza o la spiritualità?
Vista la contesa, che aveva preso le vie legali,  furbi, ma neanche tanto,
pseudoscienziati avevano cercato di dimostrare che in realtà quello scheletro
avesse caratteristiche anatomiche più simili a quelle europee, poi a quelle degli
Ainu, popolo Giapponese che in nulla assomiglia ai caucasici, poi a quelle del popolo Polinesiano.
Quindi che gli Indiani non rompessero troppo le scatole e la smettessero con le
battaglie legali perchè quello non era un loro “nonno”!
Peccato che dal 2007 a oggi è stato dimostrato, dall’analisi del DNA condotta
dal prof.Eske Willerslev, del Centro di Geogenetica del Museo di Storia Naturale
della Danimarca, presso l’Università di Copenhagen, che il popolo
geneticamente più affine all’Uomo di Kennewick è proprio quello
dei Nativi Americani di Colville ( tra cui spiccano i Nez Perce, i Colville, i Chelan, gli Okanogan, i Wenatchi e altri 6 Popolazioni che hanno proclamato la Confederazione delle Tribù della Riserva di Colville)!
Loro lo hanno sempre saputo senza bisogno degli scienziati….
Adesso lasceranno questo povero corpo ai discendenti affinchè riceva la
giusta rituale sepoltura oppure vorranno ancora studiarlo?
Possibile che perfino le ossa dei loro morti vogliono rubare agli Indiani?
Perfino il ricordo dei loro antenati e dei loro culti?
Che vergogna!

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kenniwick

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Categorie: Senza categoria | 16 commenti

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16 pensieri su “Verità nascoste

  1. Quante cose interessanti scrivi nel tuo blog!

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  2. troppo dobbiamo ancora scoprire sulle nostre otigini, non solo degli indiani d’america…la teoria evolutiva di Darwin ha vistosi anelli mancanti…scoperte davvero interessanti…

    Piace a 1 persona

    • Il che mi solletica di brutto diversi emisferi cerebrali! Se non fosse stato per il mio branco dare ancora in giro a scavare e scoprire anch’io,ma ne è valsa la pena😊 Tanto prima o poi salterà fuori che ci hanno fatti gli alieni 😉

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  3. Questo tuo excursus lo trovo interessante e fruibile.
    Per formazione mi son avvicinata a questo loro mondo.
    Ti ringrazio

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  4. Resto sempre piacevolmente colpito dalla tua passione. Ciao Indiana. Fabio

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  5. Wow, ma quante sono le cose… che non so!

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