La cultura rende liberi

Ancora pochi giorni e ricomincerà la scuola.
Per fortuna i miei studenti hanno già terminato i compiti: me li hanno mandati di volta in volta per posta elettronica, ma tutti scritti rigorosamente a mano, così ho potuto correggerli tutti in tempo reale e vedere se ci sono punti da riprendere. Così abbiamo fatto i compiti insieme!
I compiti delle vacanze sono molto importanti per i ragazzi, che si tengono in allenamento, e per gli insegnanti per vedere fino a che punto sono stati compresi ed hanno trasmesso passione per la propria materia. Anche noi dobbiamo sempre migliorarci, ed è grazie ai ragazzi se ci riusciamo.
So già che il primo giorno di scuola vedrò molti studenti assonnati che storceranno il naso già davanti alla porta, e  si siederanno sui banchi con aria annoiata e nostalgia delle vacanze appena trascorse.
Sta a noi insegnanti far capire loro quanto possano essere arricchiti dallo studio, dall’apprendere.
E fargli capire che la cultura è l’unica vera arma per l’indipendenza, il libero pensiero e la libertà.
La cultura rende liberi e arricchisce dentro.
Il sapere eleva lo spirito, lo nutre,  lo innalza alla conoscenza, avvicina al divino, alla comprensione.
Ragazzi, ricordatevi che ci sono persone nel mondo che rischiano la vita pur di poter studiare.
Ne sa qualcosa la giovane Malala Yousufzai, la ragazza pakistana, ora premio nobel,  vittima di un attentato da parte dei talebani ( si è miracolosamente salvata da un proiettile in testa) perchè aveva rivendicato il diritto allo studio per le donne.
Dopo il suo discorso all’Onu un leader talebano, cagandosi addosso perchè questi sono solo dei vigliacchi,  le ha posto ridicole scuse che la dicono lunga su come sono considerate le donne in certi posti da una certa frangia islamica. Infatti in una parte della lettera di “scuse” afferma:

«Perché facciamo esplodere le scuole? Perchè  con la scusa dell’istruzione diventano luoghi di controllo e di sorveglianza contro i talebani >>
Rashid chiede quindi a Malala di abbandonare le sue ambizioni culturali e le costruisce il programma per il futuro:
«Torna a casa, adotta la cultura islamica e pashtoon, e unisciti a una madrassa islamica femminile».
Ma il meglio lo dà quando quando dice che è meglio essere quasi uccisa dai talebani che dagli americani:
«Sii onesta, se fossi stata colpita da un drone il mondo avrebbe mai potuto avere notizie sulla tua salute? Saresti stata mai chiamata all’Onu?».
Tra un po’ i cagasotto vorrà essere anche ringraziato da Malala per averla quasi uccisa con pallottole alla testa, al viso e al collo che l’hanno quasi uccisa!
Ma non c’è solo Malala a rischiare la vita per lo studio: l’altro giorno ad Herat, in Afghanistan, 100 ragazze, dai 12 ai 17 anni, e alcune loro insegnanti, sono state avvelenate dagli islamici del posto perchè si trovavano a scuola! Ora si trovano all’ospedale con sintomi tipici dell’intossicazione ( svenimenti, nausea, mal di stomaco). Qualcuna è molto grave.
La loro colpa era il voler imparare, erudirsi, elevarsi.
Il che è vietato alle donne, per una certa parte di islamici.
Infatti non è la prima volta che studentesse vengono intossicate, e spesso uccise,  da ordigni fatti esplodere fuori dalle scuole: solamente  nel mese di giugno 2015 sono stati segnalati tre casi di avvelenamento di studentesse. Il 6 giugno scorso era accaduto ad alcune decine di allieve di una scuola del distretto del Panjab nella provincia centrale di Bamyan. Il 13 giugno è stata la volta, ancora ad Herat City, del ricovero di studentesse del Liceo Istiqlal, mentre il 22 giugno 30 ragazze della scuola Band-i-Kosa nel distretto di Waras, nuovamente nella provincia di Bamyan, sono finite in ospedale con vertigini, lacrimazioni, mal di testa e vomito.
In questi paesi la donna è considerata un essere inferiore, senza diritti: una schiava oggetto dei maschi.
Secondo lo Human Rights Watch  all’85% delle donne viene vietata l’istruzione, ogni anno aumentano i casi di violenza su di loro ( nell’iltimo anno dell 25%), e le morti per parto.
Dalla disperazione l’anno scorso ben 120 donne si sono suicidate dandosi fuoco piuttosto che continuare a vivere così.
Ma il mondo continua a tacere.
Nessuno vede o tutti fanno di non vedere questa nuova orribile inquisizione: donne tenute nell’ignoranza, trattate da cose, private della dignità, dei diritti e della gioia di vivere.
Non una parola dai potenti del mondo.
Non una parola dai vari imam musulmani che si proclamano moderati e dal  papa ciarlone che accoglie a braccia aperte gli islamici e piange per la morte degli immigrati che naufragano.
Nessuna bandiera della pace, nessuna manifestazione in piazza o proteste delle femministe, quelle che se la prendevano tanto con le donnine consenzienti del Silvio nazionale.
E per queste donne, vittime di pazzi esaltati che andrebbero estinti, nemmeno una lacrima?
Una parola? Una manifestazione? Una bandierina colorata? Una giornata di lutto nazionale? Della memoria?
Visto che tutti le ignorano sappiano i miei studenti, che leggono il mio blog ma a cui ho detto che i commenti si fanno insieme in classe, che la giornata del ricordo per queste studentesse e per tutte quelle a cui viene negata l’istruzione, gliela dedicheremo noi ogni primo giorno di scuola.
Un pensiero a tutte coloro che vorrebbero imparare ma non possono, che sognano tutte le belle cose che si studiano a scuola ma non possono.
Anche per loro voglio vedervi sorridenti ed entusiasti il primo giorno di scuola!
Ma soprattutto per voi, perchè l’istruzione è l’arma più potente che avete tra le mani: più sapete più sarete forti e nessuno portà tapparvi la bocca!
Nè religiosi nè politici.

Specialmente a noi donne!!!!


Categorie: Senza categoria | 8 commenti

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8 pensieri su “La cultura rende liberi

  1. Bellissimo questo tuo post, sono perfettamente d’accordo con te. in tanti posti del mondo le cose vanno così male proprio perchè tengono la popolazione forzatamente ignorante in modo da poterla controllare come vogliono e sfruttarla allo stremo.

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  2. L'Internettuale

    Io adoro studiare, è il pane della mente! Gli ottusi non lo capiscono!

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  3. Sono assolutamente d’accordo che la cultura aiuti a combattere l’ignoranza e a essere veramente liberi xD
    ma non sono d’accordo per i compiti. Probabilmente se fossi una tua studente saresti scontenta di me ma io ho bisogno di riposarmi.
    Ci hanno dato dei compiti assurdi e personalmente preferisco informarmi da sola e imparare quello che più mi interessa ^^
    Ma dopotutto non amo i miei professori… quindi forse è anche per questo

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    • I compiti sono molto importanti:servono a tenere allenato il cervello su quello che si è studiato durante l’anno.Ovvio che non bisogna darne un’esagerazione perché il riposo e la ricarica sono essenziali!Personalmente io non esagero mai nemmeno durante l’anno perché preferisco che tutti lavoriamo insieme durante le ore di lezione.Io odio spiegare e beccarmi sguardi stanchi! Quindi prima spiego un po’,poi si fa insieme così nessuno dorme e non ci sono scuse.E poi un ragazzo che si becca già 5 ore di scuola non può passare anche il pomeriggio sui libri.Al massimo un paio d’ore per tutte le materie.😊

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      • Ecco sì io parlavo dell’esagerazione di compiti 🙂
        Conta che io frequento un liceo classico e un conservatorio… ci riempiono di compiti e dobbiamo stare davvero dalla mattina alla sera a studiare e il tempo non basta -.- anche in estate ci hanno tanto tantissimo… io ho davvero bisogno di riposo T.T

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