Aspettando il Solstizio….

Tra pochi giorni, precisamente il 21 Giugno, nel nostro emisfero terrestre ci sarà il Solstizio d’Estate!
Astronomicamente parlando è il giorno in cui il Sole è al massimo della declinazione dalla nostra parte di mondo, e dà inizio all’Estate.

Per chi appartiene alla mia religione, e non,  è un giorno di festa, di riti e di gioia come lo sono per i cristiani il Natale e la Pasqua.
Ma prima di parlare di noi e dei nostri riti, che racconterò nei prossimi gironi, vorrei mostrare quanto sia antico il culto del Sole e del Solstizio e di quanto le religioni più recenti abbiano allontanato l’uomo dalla Natura e dai suoi Sacri Elementi.
Per i miei fratelli Nativi Americani, la cui religione è pressochè identica alla mia, il Sole è simbolo di energia, forza e potenza. IL Sole è come un padre che dà la vita insieme a Madre Terra.
A Lui alcune tribù, tra le quali quelle dei miei Lakota,  hanno dedicato un cerimoniale che si svolge ogni anno d’ estate quando la notte c’è il plenilunio:  Wiwanya Wachipi, Danza guardando il Sole, o Danza del Sole.
Durante questa cerimonia non si sacrificano animali, ma, giustamente,  sono le persone a donare il proprio sangue e il proprio dolore come atto di unione con il Grande Spirito, per ringraziamento e come richiesta di protezione per le proprie famiglie ma anche per gli animali e per tutte le altre forme viventi.
È un rituale di purificazione che dura quattro giorni e quattro notti perchè quattro sono gli elementi, le direzioni, le stagioni e i popoli della Terra,  in cui chi sceglie di danzare e sacrificarsi digiuna, prega e si purifica nella Capanna Sudatoria.
La cerimonia avviene all’interno di un Cerchio Sacro al cui centro viene piantato un palo di pioppo di circa 12/15 metri, scelto da Wicasa Wakan, l’Uomo Sacro, lo Sciamano.
I danzatori vengono uniti all’Albero Sacro. come la loro anima viene unita al Grande Spirito, attraverso bastoncini ( a volte sono corna di bisonte con tutto il teschio) infilati nelle loro carni, nel petto o nella schiena, alle cui estremità sono legate strisce di cuoio che simboleggiano i raggi del Sole. Queste corde, sempre quattro, sono colorate di rosso, bianco, giallo e nero per simboleggiare anche i popoli della Terra e le quattro direzioni, gli elementi e le stagioni, come scritto prima.
Tramite un fischietto d’osso d’aquila emettono fischi simili al Sacro Uccello perchè l’aquila è l’uccello del Cielo.
I danzatori ballano, sempre assistiti da uno Sciamano,  fissando il Sole per collegare l’uomo a l Cielo,  tirando la propria pelle fino a quando questa si lacera spargendo sangue che disseta la Terra e compiendo il proprio sacrificio.
Non è nè una prova di coraggio nè qualcosa che si dimostra agli altri!
E’ un donare sè stessi, il proprio sangue, la carne e il dolore alla Terra, al Cielo e a tutto quello che di divino le circonda.
Posso giurare che a vederla vengono le lacrime agli occhi per la commozione!Per gli Indiani Eschimesi, gli Inuit, il Sole rappresenza la vita, contrapposto alla Luna che viene vista come la morte.

L’antico tempio Druido di  Stonehenge, in Gran Bretagana, era stato progettato in maniera che durante il Solstizio d’Estate il Sole si ergesse al di sopra della pietra più grande, la Heel Stone, proiettando un’ombra astronomica che diventa un lungo sentiero.
In Egitto, a Nabta Playa, vi è un sito simile, composto da monoliti, ma più antico di ben 1000 anni.
Gli egizi  hanno dedicato al Sole un dio con nomi diversi per le varie fasi del giorno: Horus o Kheper all’alba, Ra nel momento di massimo spendore del mezzogiorno, Atum al tramonto, e una città chiamata Eliopoli.
Il Sole era sacro anche per gli Inca che costruirono torri astrologiche, i Mojones, per indicare i giorni precisi di equinozi e solstizi, e per i Maya per i quali regolava tutte le attività umane.
Gli Aztechi lo vedevano come un valoroso guerriero che muore ogni notte per risorgere al mattino dopo una lunga battaglia con la luna e le stelle. Addirittura in suo onore venivano fatti sacrifici umani.

Per i pagani la festa del Solstizio d’Estate prende il nome di Litha ed è uno degli otto Sabbat che si celebrano durante l’anno. Con i Sabbat si commemora la Ruota dell’Anno che celebra il ciclo della vita e delle stagioni.

Scritto e pubblicato da Indiana
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Categorie: Senza categoria | 8 commenti

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8 pensieri su “Aspettando il Solstizio….

  1. legegndoti si impara sempre qualcosa….

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  2. Che meraviglia…un intreccio di culti antichi che mi affascinano…a proposito di sole e culti…magari presto posterò i miei tatuaggi che si rispecchiano in questo tuo post…. 😉

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  3. Dai!Sono molto curiosa 😊

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  4. stonehenge al sosltizio d’estate ti trasporta in un altro mondo: una emozione unica!

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  5. Buondì: ti ho taggata per sapere che porti in borsa, è un gioco simpatico, serve a conoscerci meglio.Per saperne di più vieni qui: https://tramineraromatico.wordpress.com/2015/06/20/dentro-le-mie-folkloristiche-borse-estive/…se invece che borse sono zaini o tasche capienti…è un gioco, dai , è divertente!

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  6. Io odio le borse ma la Vanessa ne ha una collezione con dentro di tutto!
    Domani ci facciamo un post;)

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